SOMMARIO: Generali e governo – Tanti graditi auguri di buon compleanno – E’ morto a 86 anni a Racconigi l’ultimo cappellano reale mons. Gianfranco Troya – Lettere
Generali e governo
Ci sono dei sostenitori entusiasti del generale che ha rinunciato alla “Folgore“ per dedicarsi alla politica di parte, una scelta che non gli fa onore. Ci sono gli eterni creduloni che lo esaltano senza sapere che i militari quasi mai hanno saputo fare gli statisti e neppure i politici. Giulio Cesare fu condottiero e politico e persino scrittore, ma è un’eccezione.
Nella storia d’Italia spicca il generale Luigi Pelloux, presidente del Consiglio che usò le armi contro i cittadini e tentò la svolta reazionaria di fine ‘800. Nel ‘900 spicca il maresciallo Badoglio (nella foto di copertina) responsabile della rotta di Caporetto e capo del governo dopo Mussolini che dal luglio a settembre 1943 dimostrò tutta la sua incompetenza politica. Non è solo in Italia che i generali in politica falliscono come Birindelli e prima di lui De Lorenzo. Pensiamo ai colonnelli greci e ai generali argentini, per non parlare del generalissimo Franco che fu un dittatore, non uno stupido. Stiamo attenti alle semplificazioni manichee e alle battute pronunciate come fossero cose serie. La democrazia va tutelata. E’ il primo bene della nostra vita.
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Fu un evento indimenticabile; da allora a volte ci siamo tenuti in contatto in più occasioni col telefono e una volta, di recente, ci incontrammo di persona. Era interessato ad incontrare il principe Aimone d’Aosta che doveva venire al Lions di Torino nei giardini di Palazzo Reale per una mia conferenza sul Ramo Savoia – Aosta. Mi chiese notizie del prossimo ricordo della Regina Maria Vittoria, moglie del primo Duca d’Aosta e Re di Spagna. Parlando mi disse “Fa bene a ricordare i Savoia Aosta perché è l’ultima nostra speranza“. Disse anche altro che in questa occasione evito di scrivere. Fu un uomo lineare e intransigente che si interessò anche al ritorno in Italia degli ultimi reali che avrebbe voluto veder sepolti a Racconigi, un’idea non priva di interesse.
Tanti graditi auguri di buon compleanno
Ieri era il mio compleanno; molte amiche e tanti amici mi hanno fatto gli auguri. Li ringrazio tutti di cuore. Ieri sera ho festeggiato alla Casa Rossa sulla collina tra Alassio e Albenga con una coppia di amici molto affezionati, un’amicizia profonda nata nel 1985; ieri mattina ho inviato un messaggio a quello che considero ancora e sempre il mio Sindaco, un uomo eccezionale non solo per la sua cultura e la sua umanità: il prof .Valentino Castellani, schiena diritta per eccellenza.

Gli ho scritto, dicendogli il mio grazie per ciò che ha fatto per dimostrarmi la sua amicizia anche in tempi molto difficili. Il compleanno per me è tempo di esami di coscienza più che di festa.

E mi è venuto naturale pensare al prof. Castellani.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
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Strapaese e Stracittà dopo un secolo
Nel 1926 ci fu una famosa polemica tra due correnti culturali, “Strapaese” e “Stracittà”. Maccari, Longanesi e Malaparte contro Bontempelli. Cent’anni sembrano passati invano perché ci sono posti, anche oggi, che sono strapaesani e altri stracittadini, come se il tempo non fosse passato.
Pensiamo a due luoghi liguri vicini: Alassio e Albenga. Alassio è una città, Albenga un paesone che non sa valorizzare neppure il suo centro storico. Il primo ha alberghi di rango, il secondo ha campeggi quasi senza alberghi. L’eleganza è ad Alassio, i pacchiani con la canottiera alla Bossi si danno appuntamento ad Albenga e giocano con le fionde, non sapendo che sono armi di offesa e anche di morte.
Albenga è una città prima rosso fuoco e oggi antifascista all’estremo della faziosità. Alassio è una città in cui tutti possono dire la loro. Ci sarebbero tanti esempi per dire che ad Albenga sono rimasti fermi: un giullare anziano, ma pur goliardico, raduna centinaia di fan con i suoi libretti insulsi.

Rosina Cagliero
Non estremizzi tutto: il provincialismo sopravvive dappertutto e l’ineleganza lussureggia dove non si penserebbe. I patiti della divisa con i jeans, ad esempio, ci sono anche nei quartieri alti delle grandi città. Le città liguri hanno pregi e difetti. Cerchiamo di essere obiettivi! La Cattedrale e il Battistero di Albenga sono un gioiello artistico e storico importante, anche se non valorizzati. I libri di cui lei parla si vendono per beneficenza. Ne va dato atto. Non hanno pretese letterarie.
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