Sabato 20 e domenica 21 giugno Avigliana (TO), la città medievale dal cuore verde, è tornata nel XIV secolo con la 43ª edizione del Palio Storico dei Borghi, una delle manifestazioni storico-folcloristiche più importanti del Piemonte, che ricorda il passaggio in città nel 1389 di Valentina Visconti. La nobildonna, figlia di Gian Galeazzo, Signore di Milano e poi duca a partire dal 5 settembre 1395 e di Isabella di Valois, era diretta a Melun dove avrebbe incontrato suo marito Luigi di Valois-Orléans, fratello minore del Re di Francia Carlo VI. I due, che erano anche cugini di primo grando, si erano sposati per procura a Milano l’8 aprile 1387, ma Valentina, che al momento delle nozze aveva solo quindici anni, fu impedita dal padre di raggiungere il marito e poté farlo solamente nel 1389.
Il 24 giugno di quell’anno partì da Pavia in direzione Melun portando in dote a Luigi la Contea di Asti, sottomessasi ai Visconti nel 1342 (che comprendeva importanti città come Bra, Cherasco, Cisterna d’Asti, Priocca, Calosso, Castelnuovo, oltreché il Castello di Bagnasco) e quella di Vertus (che Gian Galeazzo Visconti aveva ricevuto in dote da Isabella di Valois), 200.000 fiorini d’oro (l’anticipo dei 450 mila promessi dal padre), monili, specchi istoriati con immagini religiose, calici d’argento, stoffe preziose, ambra, corallo, cristalli di rocca e pietre preziose (150 diamanti, 28 smeraldi, 310 zaffiri, 85 rubini e 7000 perle).
A Milano vennero organizzati dodici giorni di festeggiamenti in suo onore.
Accompagnata da trecento cavalieri e da suo cugino il Conte di Savoia Amedeo VII, detto il “Conte Rosso”, che la scortò fino a Chambéry, Valentina fece tappa ad Alessandria, Asti (dove sostò nel Rione San Silvestro), Chieri, Torino, Rivoli ed Avigliana, dove il Conte Rosso, insieme al cugino Amedeo di Savoia-Acaia, organizzò grandi festeggiamenti che durarono più giorni, videro la presenza di tutti i nobili della zona e si conclusero con un torneo di giochi ed un palio dei cavalli.
Questo evento è ricordato ogni anno con il Palio Storico dei Borghi, in occasione del quale si sfidano in diverse competizioni i sette borghi storici del paese: Borgo Drubiaglio, Borgo Nuovo, Borgo Paglierino, Borgo Pertusera, Borgo San Pietro, Borgo Sant’Agostino e Borgo Vecchio.
Le competizioni dell’edizione 2026 avevano preso il via nel pomeriggio di sabato 13 giugno quando si era disputata la gara di canoe sul Lago Grande, che aveva visto Borgo Drubiaglio conquistare il gradino più alto del podio, aggiudicandosi la prima posizione assoluta nella classifica generale. Nella categoria femminile aveva vinto Borgo Pertusera, mentre tra gli uomini a prevalere era stato Borgo Drubiaglio.
Sabato 20 giugno alle ore 17 è stata celebrata una Santa Messa nel Santuario della Madonna dei Laghi, edificato attorno al pilone decorato l’affresco raffigurante l’icona della Madonna del Latte, davanti al quale era solita recarsi in preghiera Bona di Borbone chiedendo la grazia di avere un erede maschio. Il suo desiderio venne esaudito ed il 24 febbraio 1360 nel castello nacque il futuro Conte di Savoia Amedeo VII. Bona volle che attorno a quel pilone fosse costruita un’edicola, affidata agli Agostiniani, che nel Seicento venne fatta trasformare dal Duca di Savoia Carlo Emanuele I nell’attuale santuario.
Al termine della funzione religiosa sono stati benedetti il Palio, dipinto quest’anno dai pittori Sergio Aimasso Mauri e Lucia Sconfienza e le bandiere dei borghi.
Gli Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana e i rievocatori del Gruppo Storico “La Corte del Conte Rosso”, seguiti dai rappresentanti dei borghi, hanno quindi sfilato fino al Campo CGA in Via Oronte Nota, ai piedi della Chiesa di San Pietro, edificata tra il IX e il X secolo, dove il Primo Cittadino Andrea Archinà ha consegnato le chiavi della città al Conte di Savoia Amedeo VII.
La serata è proseguita con la gara dei tamburini, nella quale ha primeggiato Borgo Nuovo e con la sfida di tiro alla fune, che ha visto la vittoria di Borgo Sant’Agostino.
Il numeroso pubblico ha potuto gustare menù conviviali di stampo medievale presso le taverne dei borghi; il tutto è stato accompagnato da spettacoli vari, tra i quali l’esibizione dell’Associazione “Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana”, i combattimenti dell’ “Asti Buhurt Club” e i balli del gruppo “Belly…ssime”. Il fulcro della serata è stato alle ore 22 quando i rievocatori del Gruppo Storico “La Corte del Conte Rosso APS-ETS” in collaborazione con l’Associazione “La Terra dei Cavalli” di Giuseppe Raggi hanno portato in scena la grande rievocazione “Filippo di Savoia, Principe d’Acaia, che dalla storia passò alla leggenda”. Questa magnifica rappresentazione ha permesso al pubblico di apprendere la storia di Filippo II di Savoia-Acaia, il quale per essersi ribellato a suo cugino il Conte Verde venne rinchiuso nelle segrete del Castello di Avigliana e fu ucciso per annegamento nelle acque del Lago Grande il 21 dicembre 1368. Il suo fantasma aleggerebbe ancora oggi sulle acque.
La serata di sabato 20 giugno si è conclusa dalla performance del gruppo artistico “Il Carro delle Illusioni”.
Il giorno seguente alle ore 15 da Piazza del Popolo è partito il corteo storico, che guidato dall’Associazione “Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana”, dalla Corte, dai borghi e dai Cavalieri del Conte Verde, capeggiati da Giuseppe Raggi, il quale magistralmente impersonava il Conte di Savoia Amedeo VI, alle ore 16 ha raggiunto il Campo CGA, dove si è disputato il Palio Storico. Dopo l’esibizione degli “Sbandieratori e Musici della Città di Avigliana” e la gara di tiro con l’arco, vinta da Borgo Paglierino, si è tenuta l’attesissima corsa dei cavalli, che ha decretato il vincitore dell’edizione 2026 del Palio; a primeggiare, per il secondo anno consecutivo, è stato Borgo Vecchio.
La festa è continuata in Piazza Conte Rosso, ai piedi delle rovine del maniero che dal 1046, anno delle nozze tra Adelaide di Torino e Oddone di Savoia, quartogenito di Umberto I Biancamano, il fondatore della Dinastia Sabauda, fino al XV secolo fu una delle sedi della Corte quando essa risiedeva al di qua delle Alpi. Qui si è tenuta la cena “Al Banchetto del Conte Rosso”.
Alle ore 22,15 il corteo storico, percorrendo Via Cavalieri di Vittorio Veneto ha raggiunto Piazza del Popolo, dove si è tenuto un grande spettacolo di luci, suoni e colori.
E Valentina Visconti che fine fece?
Scortata dal Conte Rosso fino a Chambéry, la capitale della Contea di Savoia, venne in seguito affidata a Mâcon ai delegati del Re di Francia. Dopo una breve tappa a Digione per incontrare suo zio il Duca Filippo di Borgogna, raggiunse il suo sposo a Melun il 17 agosto. Il 22 agosto la coppia fece il suo ingresso trionfale a Parigi, dove nella Cattedrale di Notre-Dame ricevette gli omaggi dell’aristocrazia francese.
Dalla loro unione nacquero nove figli, tra i quali Carlo (1394-1465), Duca d’Orléans, che fu il padre del Re di Francia Luigi XII, salito al trono nel 1498; Giovanni (1400-1467), Conte d’Angouleme, che fu il nonno paterno del Re di Francia Francesco I, salito al trono nel 1515 e Margherita (1406-1466), Contessa di Vertus, che sposò Riccardo di Bretagna, Conte d’Étampes e fu la madre del Duca Francesco II di Bretagna.
Valentina fu accusata da sua cugina e cognata la Regina Isabella di aver stregato Re Carlo VI con l’obiettivo di far salire al trono suo marito Luigi e dovette quindi lasciare la Corte, trasferendosi prima ad Asnières e poi al Castello di Blois, nella Valle della Loira.
Disperata, in una lettera alla Corte milanese scrisse: “Non sono più né di Francia né d’Italia, ma del dolore che divide le due”.
Luigi il 23 novembre 1407 venne fatto assassinare dai sicari del Duca Giovanni di Borgogna detto “senza Paura”, il quale desiderava conquistare il trono di Francia che era stato di suo nonno Re Giovanni II.
Valentina morì a trentotto anni il 4 dicembre 1408, molto probabilmente a causa del dolore causatole dalla perdita del consorte.
E’ l’antenata degli attuali capi dei due rami della Casa Reale francese: Luigi XX di Borbone, discendente da Re Filippo V di Spagna, nipote del Re Sole e Giovanni IV d’Orléans, discendente da Filippo, Duca d’Orléans, fratello minore di Re Luigi XIV.
ANDREA CARNINO
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