La custode delle storie appese a una gruccia…
In un’epoca che misura il valore delle persone attraverso i numeri, la visibilità e il successo apparente, esistono ancora luoghi dove il tempo sembra seguire regole diverse.
Uno di questi luoghi è una lavanderia nel centro di Torino.
Niente insegne luminose, nessuna strategia di marketing aggressiva, nessuna promessa di rivoluzionare il mondo. Solo una donna pacata , solare, instancabile se pur distrutta , elegante nei modi e raffinata nella sua cultura dell’essere , così speciale, unica …..e che da ventotto anni apre la saracinesca ogni mattina e svolge il proprio lavoro con una dedizione che oggi è diventata merce rara.
A prima vista qualcuno potrebbe definirlo un lavoro semplice. Ma è proprio qui che nasce l’equivoco del nostro tempo.
Non esistono lavori umili. Esistono modi straordinari di svolgerli.
E lei appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Tra le sue mani passano abiti che raccontano vite. Vestiti da cerimonia, cappotti ereditati, maglioni amati, tessuti delicati che sembrano ormai perduti. Lei li osserva, li studia, li comprende…e spesso compie piccoli miracoli.
Allunga ciò che si è ristretto, recupera ciò che sembrava irrimediabilmente rovinato, elimina macchie che parevano eterne, ripara strappi e restituisce dignità a capi che altri avrebbero gettato via.
Ma la sua vera specialità non è il lavaggio: è la cura.
Quella cura antica che non si insegna nei corsi e non si compra online.
La stessa cura con cui accoglie ogni cliente, ricordandone le abitudini, ascoltandone le storie, trattando ogni persona con rispetto e gentilezza.
Nel suo negozio vivono anche i suoi quattro compagni inseparabili: tre eleganti levrieri e un trovatello salvato dalla strada.
Chi entra comprende subito che non si tratta soltanto di amore per gli animali. Si tratta di una precisa filosofia di vita. Rispetto per ciò che è fragile.Rispetto per ciò che è stato trascurato.Rispetto per ciò che merita una seconda possibilità.
Forse è per questo che riesce a restituire vita agli abiti….perché vede valore dove altri vedono soltanto un oggetto consumato.
I mestieri come il suo hanno costruito il nostro Paese.
Sono i lavori silenziosi che hanno accompagnato generazioni intere senza chiedere applausi.
Il calzolaio, la sarta, il falegname, il fornaio, il lavandaio…professioni che oggi rischiano di essere considerate minori solo perché non producono visibilità. Eppure sono essenziali.
Perché una società non vive soltanto di innovazione. Vive anche di mani esperte, di esperienza, di pazienza e di cura.
Proteggere questi mestieri significa proteggere una parte della nostra identità.
Significa ricordare che il valore di una persona non dipende dal titolo che porta sul biglietto da visita, ma dalla passione, dall’onestà e dall’amore che mette ogni giorno nel proprio lavoro.
Da ventotto anni questa donna non lava soltanto abiti, custodisce un’idea di mondo e ne protegge il sentimento .
Per alcuni, forse, suonerebbe bizzarro…ma persino gli abiti hanno un posto importante nel cuore della gente , perché gli stessi ci rammentano ricordi preziosi, la nostra unicità , il nostro stile e quindi la nostra fedele appartenenza a noi stessi.
Essi simboleggiano doni importanti, testimoniano amori e ricordi molto radicati in tutti noi .
Lei vive ancora in un mondo in cui la competenza è praticamente fondamentale e dove la gentilezza non è una debolezza ma un’invito a cogliere il meglio di tutto e di tutti.
Una donna lei che vive in un mondo in cui anche l’amore può prevedere forme di appartenenze differenti da altre ma molto intense.
Infatti la sua famiglia è costituita anche dai suoi animali che la accompagnano ogni giorno, come dalla gente del borgo che per lei nutre un grande rispetto e non manca mai di mostrarle affetto ringraziandola giorno per giorno .
Per tutto questo, possiamo quindi considerare il fatto che l’eccellenza può nascondersi anche dietro il bancone di una piccola lavanderia.
Ed è così che al mattino, il primo mattino … come in una fiaba che si ripete da ventotto anni senza perdere un grammo della sua magia, lei apre la porta della sua lavanderia e comincia il rito.
Espone i capi appena lavati e stirati con una cura che somiglia a una carezza. Li sistema uno accanto all’altro come farebbe la direttrice di un grande atelier, eppure quelli non sono abiti creati per una sfilata. Sono gli abiti della vita.C’è la giacca di chi va al lavoro, il vestito della festa, il maglione che ha attraversato un inverno difficile, la camicia di un incontro importante, l’abito di una giovane sposina, il cappottino di un bimbo, il foulard di una signora che non rinuncia all’eleganza.
Ogni capo custodisce una storia quindi, un’emozione. Ogni piega racconta una persona. Ogni tessuto porta con sé un frammento di vita diverso da tutti gli altri.
Forse è proprio questo il segreto della sua unicità: non lavare semplicemente dei vestiti, ma prendersi cura, ogni giorno, delle piccole storie che le persone le affidano….restituendole più pulite, più ordinate, e qualche volta persino un po’ più leggere.
Proprio come fanno le persone speciali….senza rumore, senza clamore. Con la semplice, straordinaria bellezza dell’amore per ciò che fanno, se pur tra vapore, detersivi e ferri da stiro, stiratura di pieghe e rammendi di strappi.
Ogni giorno tornano a nuova vita abiti stanchi e tessuti segnati dal tempo, ma forse, senza saperlo, si restituisce anche qualcosa che oggi si trova sempre più difficilmente: la fiducia nelle persone e la più autentica e fedele professionalità .
Perché certi mestieri puliscono si i tessuti, ma alcune persone, sanno invece anche rendere un po’ più pulito il mondo .
Monica Di Maria di Alleri Chiusano
(Lavanderia S.Maria : via San Dalmazzo 16/A – Torino -Tel. 333.6638003)
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