La Giornata delle Dimore storiche a Robella

Domenica 24 maggio l’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, che riunisce i proprietari di immobili storici di tutto il Paese, ha organizzato la XVI edizione della sua Giornata Nazionale, evento che ha permesso al pubblico di visitare gratuitamente oltre 450 luoghi esclusivi come castelli, ville, giardini storici, palazzi nobiliari, conventi e residenze d’epoca, 36 dei quali in Piemonte. Questi immobili, situati in gran parte nelle campagne o in provincia, rappresentano il più grande museo diffuso d’Italia. Renderli visitabili gratuitamente in occasione di questa giornata permette di dimostrare al grande pubblico il ruolo insostituibile svolto dai proprietari privati nella tutela, conservazione e valorizzazione di una parte fondamentale del patrimonio storico e artistico italiano.
Per il 2026 è stato scelto come tema “Custodi di futuro: un patrimonio vivo per un valore condiviso” per richiamare la responsabilità condivisa della tutela e della conservazione del patrimonio storico-architettonico privato.
Il Torinese.it era presente a Robella (AT) per l’apertura di Casale Armanda, organizzata dalla famiglia Calvo con il patrocinio del Comune e dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.

Robella fece parte della Contea dei Radicati, nobile famiglia il cui capostipite fu Manfredo, Conte di Milano nell’869. Il casato, diviso in diversi rami riuniti in una consortile, dal X secolo fino al 1586 regnò su uno Stato praticamente autonomo che aveva come capitale Cocconato e comprendeva 47 feudi, tra i quali Aramengo, Marmorito, Passerano, San Sebastiano da Po e Robella. I Radicati riconoscevano come autorità superiore soltanto quella dell’Imperatore dei Romani e basavano la loro economia sui diritti di passaggio. Ogni anno un ramo diverso si alternava al governo di questa Nazione da Cocconato.
Nel 1586 si sottomisero ai Savoia, pur mantenendo ampi poteri feudali e dal 1589 al 1598 batterono moneta al Castello di Passerano. Nel 1734 i diversi rami si divisero i possedimenti, ponendo così fine alla consortile. Alcuni di essi si sono estinti nel lignaggio maschile, mentre altri sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, tra questi i Radicati di Brozolo.
A Robella il casato fece edificare ben due magnifiche dimore: il castello, tra il XII e il XIII secolo e Casale Armanda nel 1593.
Il maniero nel 1830 venne portato in dote da Rosa Lucia Radicati a Carlo Emanuele Gabriele Nicolis di Robilant, scudiero di Re Carlo Alberto. La loro bisnipote Maria sposò il Conte Alberto Cotta, nonno dell’attuale Conte di Robella.
Casale Armanda venne invece fatto edificare nel 1593 da un ramo secondario dei Radicati, per la produzione del vino.
Nel 1878, alla morte di Irene Radicati, il casale venne ereditato dal pronipote Giuseppe Musso Cambiano. Egli si spense nel 1909 lasciando orfana la piccola Camilla, della quale se ne prese cura il Sindaco di Robella. La nobildonna sposò Giacomo Martini, fratello del Prof. Enrico, l’inventore del pronto soccorso. La coppia ebbe un figlio, Giovanni, che morì a soli 32 anni nel 1942 in Africa Orientale Italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1974 Camilla cedette Casale Armanda a Guido Calvo. L’aristocratica era madrina di battesimo di Armanda Graglia, alla quale è dedicato l’edificio, la cui famiglia vi visse in regime di mezzadria per almeno tre generazioni. Armanda sposò Giuseppe Rolfo, il cui padre Giacinto, viticoltore di antica generazione, nel 1908 fu invitato a Londra, dove, in occasione dei Giochi della IV Olimpiade, venne organizzata un’esposizione internazionale. Egli presentò il suo prodotto d’eccellenza: il vino “chiaret”, frutto di una miscellanea di uve autoctone del Monferrato ora scomparse. Il prezioso nettare ricevette il diploma di benemerenza e la medaglia d’oro con l’effige di Re Edoardo VII. L’anno successivo Casa Savoia premiò Giacinto con il “Brevetto Reale” consegnato dalla Regina Madre Margherita nella Palazzina di Caccia di Stupinigi. Da quel momento la famiglia Rolfo ebbe la facoltà di esporre l’arme della regina madre su tutte le etichette di vino. Giuseppe e Armanda ebbero una figlia, Silvana, che sposò Guido Calvo, dal quale ebbe due figli: Pierangelo e Paolo, attuali proprietari del casale.
Il complesso ospita oggi l’ecomuseo contadino, un’esposizione permanente che occupa 23 locali e comprende camera da letto, biblioteca, salone, cucina, e cantine. Il visitatore ha la possibilità di ammirare mobilio e vestiti d’epoca, nonché tutti gli utensili necessari per la coltivazione della vite, la raccolta dell’uva e la distillazione del vino, immergendosi nell’atmosfera di una casa di inizio Novecento.
Domenica 24 maggio a Casale Armanda il numeroso pubblico, guidato da Pierangelo Calvo e dallo scrivente, ha iniziato la sua visita nella parte settecentesca dell’edificio, precisamente nella sala dove sono esposte le copie originali del Brevetto Reale e del diploma dell’Esposizione Internazionale di Londra, nonché preziosi documenti della famiglia Bergoglio, originaria proprio di Robella e poi trasferitasi nel 1763 a Schierano e nei primi anni dell’Ottocento a Portacomaro.
La visita è proseguita nella contigua Sala fotografica, nella Bibliotechina, un tempo la camera da letto del robellese Enrico Martini, l’inventore del pronto soccorso e nel Grande Salone.
I visitatori sono quindi scesi al pianterreno, dove si trovano le storiche cucine e l’ecomuseo contadino ed hanno terminato il percorso nell’antica cantina di fermentazione, ubicata nella parte ottocentesca e mai terminata del casale. Questo spazio ospitava le seguenti mostre fotografiche: “Nebbia agli irti colli” di Franco Merlo e “Metamorfosi botaniche” di Pietro Medico. Il liutaio volpianese Giuseppe Martina, classe 1934 e considerato il più anziano liutaio d’Italia ha esposto alcuni preziosi strumenti musicali a corda.
Alle ore 17,30 nel giardino è stato presentato il libro “SAVOIA. L’albero genealogico e i protagonisti della dinastia” di Andrea Carnino e Pierangelo Calvo, edito da Susalibri di Angelo Panassi. Gli autori hanno dialogato con la Dott. Liliana Ravagnolo, una tra i primi italiani a conseguire la certificazione da parte della NASA per l’addestramento degli astronauti, che fu l’istruttrice spaziale di Samanta Cristoforetti, Paolo Nespoli e Luca Parmitano.


La giornata è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici:

  • I Signori di Rivalba nell’Ottocento” il cui Presidente Alberto Moret ha impersonato Camillo Benso, Conte di Cavour, mentre gli altri rievocatori hanno vestito i panni della Venerabile Giulia Falletti di Barolo, di Costantino Nigra, di Virginia Verasis Asinari, Contessa di Castiglione, di Giuseppe Mazzini e di diversi nobili;
  • I Signori di Torino nell’Ottocento” i cui rievocatori hanno impersonato la Regina Margherita, accompagnata dal Marchese Emanuele Pes di Villamarina, con la consorte Paola, dama d’onore della sovrana;
  • Della Fenice” di Pianezza, la cui Presidente Monica Todi ha impersonato Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, Regina di Spagna dal 1870 al 1873, accompagnata da due dame di compagnia e da un gentiluomo;
  • I Nobili della Collina torinese” in abiti ottocenteschi.

Tra i numerosi presenti: Claudio Gavosto, Sindaco di Robella; Fulvio Mazzocchi, Sindaco di Barolo (CN); Giovanni Panichelli, Sindaco di Volpiano (TO) e Massimo Alfano, pittore ufficiale della Marina Militare Italiana e storico navale.

ANDREA CARNINO

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