Teatro Regio di Torino, la stagione 2026-2027 è “Fatale”

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15 titoli, 9 nuovi allestimenti, 3 appuntamenti di danza e un capolavoro barocco. Inaugurazione il 15 ottobre con “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”

“Fatale” è il titolo e il tema della stagione 2026-2027 del Teatro Regio di Torino, che indica il segno dell’ineluttabilità del destino e delle sue passioni più estreme, in cui la tensione tra eros e thanatos rivela proprio come nell’incontro con l’inevitabile si misuri la libertà più profonda dell’essere umano.

Come ha ricordato Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio di Torino, il Teatro inaugura con un progetto fuori dall’ordinario, una tetralogia “verista” concepita come un ciclo coerente di quattro capolavori del repertorio italiano di fine Ottocento. Il Regio, dopo il successo di “Manon, Manon, Manon”, si propone un obiettivo ancora più ambizioso, quello di riscoprire le radici del Verismo, un’estetica oggi più che mai attuale capace di raccontare passioni estreme e contraddizioni sociali con la medesima urgenza.

Dal 15 ottobre al 22 novembre andranno in scena quattro nuovi allestimenti della “Cavalleria rusticana”, tratta dalle scene popolari omonime di Giovanni Verga, melodramma in atto unico, di Pietro Mascagni, e i “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo su libretto del medesimo compositore, “La Bohème”, commedia lirica in quattro atti su libretto di Leoncavallo, e “Iris”, su musica di Pietro Mascagni, melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica. Sono firmati da due registi, Daniele Menghini, per Mascagni, e Francesco Micheli, al suo debutto al Regio, per Leoncavallo, sotto la direzione musicale di Andrea Battistoni. Dal 15 ottobre al 22 novembre, per 22 recite, il Teatro si trasformerà in una dimensione creativa di ampia respiro coinvolgendo Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e maestranze, in un’impresa di grande complessità. Accanto ai singoli titoli, due fine settimana di novembre permetteranno di seguire l’intero ciclo in tre giorni consecutivi, rendendo Torino una meta privilegiata nel cuore del Verismo, come ricordato anche dal Sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo.

“Con questo progetto – afferma il direttore musicale Andrea Battistoni, sul podio per tutti e quattro i titoli – il Regio accetta una sfida culturale coraggiosa, voluta con forza dalla Sovrintendenza e dalla direzione artistica per esplorare l’anima più autentica del melodramma italiano. L’Orchestra, il Coro e il Coro delle voci bianche dimostrano una duttilità fuori dal comune, sostenuti dalla maestranze tecniche ed organizzative del Teatro, in uno sforzo produttivo imponente”.

Ampio spazio verrà dato alla danza, che consolida la sua centralità nel cartellone del Teatro Regio, offrendosi come linguaggio privilegiato per esplorare la tensione del destino attraverso il corpo. Dal 2 al 4 dicembre prossimo tornerà il galà “Roberto Bolle & Friends”, icona della danza mondiale che, insieme al meglio delle stelle internazionali, celebra la bellezza e la perfezione tecnica in un viaggio tra il repertorio classico e le sfide della coreografia contemporanea, il gesto atletico e artistico. Per sei appuntamenti, dal 10 al 13 dicembre, debutterà al Teatro Regio il Tokyo Ballet con un ologramma capace di far convivere epoche e stili diversi: il percorso si aprirà con la sensibilità contemporanea del primo atto di “Kaguyahime” di Jo Kanamori, in prima rappresentazione italiana, che rilegge l’antico mito della “Principessa della Luna” sulle note di Debussy; seguirà “La perfezione cristallina del regno delle ombre” da La Bayader di Minkus, con coreografia di Petipà, per culminare con la potenza del “Sacre du printemps” di Stravinskij, nella scrittura immortale di Maurice Béjart. Si tratta di un inno alla forza che unisce l’uomo alla donna, una danza carica di eros che celebra il legame primordiale potente e inesauribile come il ritorno della primavera. La magia del Natale verrà celebrata dal 18 al 29 dicembre attraverso un appuntamento che ormai è tradizione viva nel cuore del pubblico, “Lo schiaccianoci” di Cajkovskij. A grande richiesta il Regio torna a invitare il Balletto dell’Opera di Tbilisi con la coreografia firmata da Alexej Fadeeĉev e dalla leggendaria etoile Nina Ananiashvili. Lo spettacolo sarà accompagnato da Orchestra e Coro di voci bianche del Regio. A fine gennaio, il 26, e fino al 6 febbraio, il Regio presenterà una rara versione originaria di “Edgar” di Puccini, versione originale in quattro atti, che restituisce al dramma la profondità narrativa e la ricchezza di sfumature sacrificate nelle revisioni successive da parte del compositore in tre atti, offrendo l’ascolto di un Puccini giovanile e audace. Il nuovo allestimento è coprodotto con l’Opéra de Nice e segna il debutto al Regio della regista Nicola Raab. La direzione è affidata a Carlo Rizzi, che rappresenta, dopo vent’anni, un gradito ritorno al Regio.

 

Non mancherà nel programma 2026-2027 un vero gioiello barocco, che verrà rappresenta l’11 febbraio, la “Juditha Triumphans”. Questo oratorio, del 1716, è l’unico superstite di Antonio Vivaldi, e narra l’episodio biblico di Giuditta e Oloferne, simboleggiando allegoricamente la vittoria della Repubblica di Venezia a Corfù sugli Ottomani. In una città come Torino si è voluto omaggiare la presenza della quasi totalità degli scritti vivaldiani, custoditi a pochi metri dal Teatro Regio, nella Biblioteca Nazionale Universitaria. A dirigere ci sarà Gianluca Capuano, specialista del repertorio Barocco. Dal 27 febbraio al 10 marzo andrà in scena uno dei titoli più iconici e rappresentati al mondo, “La traviata” di Giuseppe Verdi. Una nuova produzione che vedrà il ritorno del regista Jacopo Spirei, già reduce dal successo di “Hamlet”, affiancato dallo scenografo Gary MacCann e dalla costumista Giada Masi, freschi vincitori del premio Abbiati 2025. A guidare l’Orchestra il direttore musicale Andrea Battistoni. A interpretare la protagonista sarà il soprano Ecaterina Bakanova, già amata dal pubblico torinese nei ruoli di Blanche e Manon, che si alternerà con Maria Novella Malfatti, al suo debutto al Regio di Torino. Il 20-21 e 25 marzo andrà in scena al Piccolo Regio Puccini, per la prima volta, “La Tragédie de Carmen”, che non è una semplice riduzione del capolavoro di Bizet, ma una riscrittura affascinante di Peter Brook che, con il libretto di Jean-Claude Carrière e la partitura di Marius Constant, priva il romanzo di ogni convenzione per far emergere la verità dei personaggi. Il nuovo allestimento è affidato alla regia di Cecilia Ligorio. Il progetto risulta essenziale, la durata ridotta, i cori eliminati e l’orchestra limitata a venti elementi. Sul podio il direttore artistico Sergio Alapont e in scena i talenti del Regio Ensemble. Uno spettacolo essenziale e potente, capace di restituire la forza del mito di Carmen alla luce di uno sguardo contemporaneo. Dal 6 al 17 aprile torna al Regio uno dei capolavori più seducenti e brutali di Strauss, “Salome”, che fu ospitata nel 1906 nella sua prima rappresentazione fuori dai Paesi di lingua tedesca. L’opera è trattato dal dramma di Oscar Wilde e racconta il connubio tra innocenza e perversione della Principessa Salomè, la cui danza per Erode culminerà nella richiesta della testa di Giovanni Battista.

L’allestimento porta la firma del regista cinematografico e teatrale ungherese Kornél Mundruczó, al suo debutto al Regio, che ambienta la storia in una dimensione di decadenza e potere, ispirandosi al cinema di Buñuel trasforma la Reggia di Erode in un banchetto borghese claustrofobico. Sul podio Axel Kober, anch’egli per la prima volta al Regio, che ottenne grande successo alla Scala, nel 2023, con il medesimo titolo. Il Piccolo Regio Puccini ospiterà il 18 e il 30 aprile, e il 2 maggio, un nuovo allestimento di uno spettacolo che rilegge il capolavoro di Puccini come un racconto di formazione cala e di parlare a pubblici di ogni età. Si intitola “La Bohème. Il primo amore”. La creazione è affidata a Lorenzo Ponte, talento emergente della Paolo Grassi di Milano. Il regista e direttore è Emanuele Quaranta, che costruisce una visione in cui la musica diventa memoria e la partitura un tessuto di ricordi. La “Carmen” di Bizet verrà presentata al Teatro Regio in un nuovo allestimento dal 15 al 29 maggio, segnando il gradito ritorno di Arnaud Bernard dopo il grande successo del progetto Manon. Pienamente inserita nel tema della prossima stagione, questa produzione esplora più  destino dal volto dell’azzardo. Il regista Bernard sovrappone una visione antropologica radicale, e il suo lavoro nasce da una rilettura del testo di Mérimé, spogliato di ogni lato pittoresco e riletto attraverso la lente di Pier Paolo Pasolini. A dirigere sarà la mano esperta di Daniel Oren, grazie al quale la musica di Bizet diventa voce di un conflitto accecante, prato a scattare tra le regole sociali e l’irresistibilità dell’eros. La stagione del Regio si concluderà con “Evgenij Onegin” di Petr Il’ic Cajkovskij dal 15 al 29 giugno. L’opera, tratta dal poema di Aleksandr Puškin, viene proposta in uno degli allestimenti più acclamati al mondo, per la celebre regia di Robert Carsen e nella produzione della Canadian Opera Company, creata per il Metropolitan Opera di New York che, nel 2027, compirà trent’anni. La regia, con le scene e i costumi di Michael Levine, esalta la bellezza malinconica di una Russia sospesa tra al semplicità della campagna e il rigore di San Pietroburgo.

Al Piccolo Regio Puccini verranno proposti altri tre titoli, “Pierino e il lupo” di Prokof’ev, “Il piccolo spazzacamino” di Britten, e il Giorno della Memoria verrà ricordato con la favola di Natale (Guareschi, Coppola), mentre per i più grandi sono previsti adattamenti d’autore come “La tragédie de Carmen” di Brook e il nuovo spettacolo “La Bohème. Il primo amore”.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio saranno affidati alla guida esperta di Gea Garatti Ansini, che dal mese di marzo 2026 ne cura la preparazione. Al loro fianco il Coro delle voci bianche del Regio sarà come sempre diretto da Claudio Fenoglio.

Per la stagione 2026-2027 tornano le “Conferenze-Concerto” pensate per accompagnare il pubblico alla scoperta delle opere e dei balletti in programma. Durante gli appuntamenti, musicologi e giornalisti dislogheranno con i protagonisti degli spettacoli facendo ascoltare dal vivo alcuni dei momenti musicali più celebri. Ingresso libero.

Mara Martellotta

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