Cosa rimane delle canzoni se togliamo loro la musica? Poco piu che rime! Il taccuino ritrovato di un cantautore che appunta idee, testi, scarabocchi e illustrazioni che poi forse diventeranno canzoni. 
“Poco più che rime” è un originale progetto del cantautore Davide Cruccas che corre su due binari: quello cartaceo, composto da un libro di testi di canzoni e illustrazioni, e quello sonoro che permette di scegliere i brani tramite il codice QR, per creare un ponte immediato verso l’ascolto. Un taccuino che raccoglie scarabocchi, frammenti e canzoni che prendono forma, ogni pagina rimanda a un brano, ogni brano racconta una pagina, e che nasce da un’abitudine quotidiana, quella di annotare tutto. Come hai iniziato Davide Cruccas? “Canto da sempre, da che io ho memoria, poi ho iniziato a imbracciare la prima chitarra scassata a 13 anni. La radio dei mie genitori allora passava musica italiana: i Nomadi, Celentano, De Gregori, poi mia sorella maggiore iniziò a portare a casa musicassette di Masini, Ramazzotti, Vallesi… Nel frattempo io continuavo a cantare, ascoltare e soprattutto copiare. Verso i sedici anni, complice la scuola superiore, mi innamorai del blues a del folk, da Eric Clapton a Bob Dylan, da Nick Drake e Don Mc Lean, e poi i Beatles, tanti Beatles, e ancora Beatles. Ma adoravo chiunque avesse una voce incredibile: i Platters, Sam Cooke, i Queen, Jeff Buckley. Per anni ho suonato blues e rock in molti locali di Torino, qualcuno esiste ancora, altri sono diventati dei sushi bar. Poi
ho iniziato a sentire il bisogno di dire qualcosa di mio e così sono arrivati i primi brani scritti da me e nel 2008 ho registrato il primo EP di canzoni italiane; poi la perdita del lavoro mi ha spinto a cercare la mia strada altrove e sono andato a vivere a Londra dove suonavo per strada ed in trasmissioni radiofoniche col mio trio folk, e lì ho inciso quattro brani in inglese.
Nel 2012 sono tornato a vivere in Italia, ho continuato a portare in giro i miei brani, che sono poi finiti in un altro Ep intitolato “Il sudore del cantautore” ed ho avuto l’onore di aprire concerti ad artisti come Claudio Lolli, e Zibba e Almalibre. Infine, sono tornato a vivere a Torino, dove insieme a Paolo Rigotto ho registrato il mio primo album “Ballate fra terra e cielo” che contiene 9 canzoni inedite” L’album ha avuto un buon successo da parte della critica di settore e il brano “Siamo ancora vivi” ha ottenuto la targa della critica al Premio Gianmaria Testa”. Ed ora c’è “Poco più che rime” con la prefazione di Fabio Geda e Paolo Capodacqua e con una buona parte di brani arrangiati e prodotti da Eddy Mattei, compositore, arrangiatore e collaboratore di Zucchero Fornaciari.
Igino Macagno


