“Invisibile”, Debora Bocchiardo ha presentato il suo ultimo romanzo

Giovedì 9 aprile scorso, all’interno dei bellissimi spazi della Biblioteca Civica torinese “Italo Calvino”, è stato presentato il romanzo “Invisibile” (Edizioni Pedrini 2025) di Debora Bocchiardo, alla presenza dell’autrice e della giornalista Mara Martellotta, che ha moderato l’incontro.

Un bellissimo pomeriggio a contatto con una storia che, attraverso il passato, racconta qualcosa del nostro presente, come spesso accade in quei romanzi che conservano il senso della memoria e la visione di ciò che potrebbe riservare il futuro quando si dimentica il passato.

“Invisibile” è la storia universale di una donna, Teresa Bortolotti, classe 1915, in continua lotta per sopravvivere agli eventi di un’esistenza in balia del destino. Debora Bocchiardo ha dipinto un ritratto della condizione della donna, della guerra, delle sue conseguenze e di quella particolare solitudine che nasce dall’istinto di sopravvivenza e dall’impossibilità di rinunciare all’amore per la vita, ciclicamente messa in discussione dalla frequente alternanza di momenti di pace e di tempesta. Una di quelle storie “vere”, come amava definire Guareschi le sue favole, in cui si narrano le vicende di una donna che cresce attraverso le difficoltà e il necessario spirito di adattamento ai continui cambiamenti del secondo dopoguerra, non rinunciando alla sua anima artistica di sarta e creatrice di moda, ma in cammino sul filo di un fragile equilibrio.

“’Invisibili, forse, lo siamo un po’ tutti – ha raccontato l’autrice Debora Bocchiardo – proprio perché ognuno di noi possiede un volto da mostrare al mondo e un volto privato, pregno del suo essere, fatto di luci e ombre, di vissuti interiori e battaglie personali che naturalmente vive in silenzio. Si tende, quindi, a percepire ‘l’altro’ attraverso una lente privata, un filtro che conserva la nostra posizione rispetto al mondo, le nostre esperienze e il contesto d’appartenenza. Questo ci rende reciprocamente ‘invisibili’, o comunque definiti da forme che non rappresentano la verità per la sua interezza”.

“Questo libro contiene una storia che, fin dall’inizio, evidenzia l’invisibilità di una bambina rimasta orfana nella Torino del 1919. Un momento storico molto particolare per la città, all’indomani della prima guerra mondiale, in cui una bambina orfana non poteva che perdersi in quel mare che accomunava la sua infanzia a quella di altri bambini che avevano perso i genitori a causa dell’influenza spagnola tra il 1918 e il 1919– ha continuato Debora Bocchiardo – un’ invisibilità che la costringe a fare affidamento soltanto sulle sue forze, ma che si rivelerà una grande fonte di energia durante la crescita e nella sua affermazione di donna creativa, che vive una vita molto ‘moderna’ e al di là dei canoni accettati in quegli anni”.

“‘Invisibile’ è una storia ‘fintamente’ vera – ha concluso l’autrice – nel senso che Teresa è certamente un personaggio inventato, appartenente alla mia immaginazione, ma è anche lo strumento che mi ha permesso di dipingere un contesto sociale che fa parte della nostra storia, quello dell’evoluzione della figura femminile, avvenuta tra gli anni Venti e gli anni Ottanta. Mi piaceva l’idea di inserire un personaggio immaginario all’interno di un contesto storico, sociale e culturale vero”.

Gian Giacomo Della Porta

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

Le vostre foto: panoramica su Torino

Articolo Successivo

La memoria del primo amore e la sostituzione nella mostra dedicata a Diana Markosian

Recenti:

IL METEO E' OFFERTO DA

Fit Homeless