SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO
A Torino le idee innovative sorprendono, soprattutto quando arrivano da uno chef che ha sempre fatto della provocazione e della sperimentazione la sua firma. La cena sulla sabbia di Davide Scabin non è solo un evento gastronomico, ma un modo di raccontare la cucina in maniera diversa, quasi teatrale, dove il piatto diventa esperienza e non solo qualcosa da mangiare. In una città elegante e abituata alla tradizione, Scabin continua a muoversi controcorrente, e forse è proprio per questo che da anni è uno dei nomi più conosciuti della ristorazione torinese e italiana.
Davide Scabin lavora a Torino e dintorni da moltissimo tempo ed è considerato uno degli chef che hanno cambiato la cucina italiana moderna. Il suo nome è legato soprattutto al ristorante Combal.Zero, per anni ospitato all’interno del Museo d’Arte Contemporanea al Castello di Rivoli, alle porte di Torino. Un luogo simbolico, perché univa arte e cucina, proprio come il suo modo di pensare i piatti. Scabin non è mai stato uno chef tradizionale: ha sempre cercato di sorprendere, di far parlare, di creare qualcosa che andasse oltre il semplice ristorante. Nel corso della sua carriera ha ottenuto le stelle Michelin, che sono il riconoscimento più importante per un ristorante. Le stelle Michelin non si ottengono facilmente: gli ispettori visitano i ristoranti in forma anonima e valutano la qualità degli ingredienti, la tecnica di cucina, l’originalità dei piatti, la personalità dello chef e la continuità nel tempo. Una stella indica un ristorante molto buono, due stelle indicano una cucina eccellente che vale la deviazione, tre stelle significano che vale il viaggio apposta. Scabin nel tempo ha conquistato le stelle grazie alla sua cucina innovativa e alla sua capacità di stupire.
Uno chef fuori dagli schemi nella città della tradizione
Torino è una città molto legata alla cucina tradizionale, ai piatti piemontesi, alla carne cruda, agli agnolotti, al bollito, ai vini delle Langhe. In questo contesto Scabin è sempre stato una figura un po’ diversa, quasi un personaggio. I suoi piatti più famosi, come il Cyber Egg o il Fassone al contrario, sono diventati celebri proprio perché rompevano le regole. La sua cucina mescola tecnica, ironia, tecnologia e memoria piemontese. Non è uno chef che vuole piacere a tutti, ma uno che vuole lasciare un ricordo.
Il suo ristorante non è mai stato un posto classico, con tovaglie eleganti e servizio ingessato. L’idea è sempre stata quella di far vivere un’esperienza, non solo una cena. Luci, musica, presentazione dei piatti, tutto contribuisce a creare un’atmosfera diversa dal solito ristorante torinese. Anche per questo molti lo considerano più un artista che un cuoco tradizionale.
La cena sulla sabbia: più di una provocazione
La famosa cena con la sabbia nasce proprio da questa idea di esperienza. La sabbia non è solo una scenografia, ma diventa parte del racconto della serata. L’idea richiama il deserto, il viaggio, qualcosa di primitivo e allo stesso tempo elegante. I tavoli vengono allestiti con la sabbia, l’ambiente cambia completamente e i piatti sono pensati per entrare in questo tema.
Il menu della serata non è un menu molto particolare. I piatti sono studiati per richiamare colori, consistenze e sensazioni legate alla sabbia e alla terra. Ci sono portate dove le consistenze sono croccanti, polverose, morbide, con contrasti tra caldo e freddo. Alcuni piatti vengono serviti direttamente sulla sabbia o su superfici che la ricordano. Non è solo cucina, è scenografia, racconto, sorpresa.
Si parla spesso di cucina sensoriale, e questa cena rientra proprio in questa idea: non conta solo il gusto, ma anche l’ambiente, l’odore, il modo in cui il piatto arriva al tavolo. È una cucina che vuole coinvolgere tutte le sensazioni, non solo il palato.
Il ristorante e l’idea di cucina come esperienza
Il ristorante legato a Scabin non è mai stato un posto fermo nel tempo. Ha cambiato luoghi, formule, idee, ma la filosofia è sempre rimasta la stessa: sorprendere. Un ristorante unico dove può succedere qualcosa di diverso ogni volta. Torino negli ultimi anni è diventata una città gastronomica molto importante, con tanti ristoranti di livello, ma Scabin resta uno dei nomi che hanno reso la città famosa anche dal punto di vista della cucina creativa.
La sua cucina parte spesso da piatti piemontesi, ma li trasforma, li smonta e li rimonta in modo diverso. In un panorama dove molti ristoranti puntano sulla tradizione pura, lui ha sempre scelto la strada dell’innovazione.
Torino, la cucina e gli chef che fanno parlare
Torino negli ultimi anni è cambiata molto dal punto di vista gastronomico: una città di chef, di sperimentazione e di ristoranti moderni. Scabin rappresenta proprio questa parte della città, quella più creativa e meno legata alle regole.
La sua figura divide sempre un po’: c’è chi lo considera un genio e chi pensa che sia troppo provocatorio. Ma sicuramente è uno degli chef che hanno segnato la cucina torinese degli ultimi vent’anni. E la cena sulla sabbia è perfettamente nel suo stile: un’idea che fa discutere, incuriosisce e attira persone che non cercano solo una cena, ma qualcosa da raccontare.
Alla fine forse è proprio questo il punto. Non si va a una cena del genere solo per mangiare, ma per vivere una serata diversa dal solito, per vedere cosa si è inventato questa volta uno degli chef più particolari legati a Torino. E in una città elegante e un po’ riservata come Torino, anche una cena sulla sabbia può diventare un evento di cui tutti parlano.
NOEMI GARIANO


