Nella serata di giovedì 19 febbraio, presso il teatro Juvarra, è andato in scena il terzo appuntamento, dei sette previsti, della rassegna EnjoyBook, promossa da Marco Francia, Maurizio Conti e Cristiana Ferrini.
L’incontro con Tommaso Cerno, già direttore responsabile del quotidiano Il Tempo, de L’Espresso, condirettore di Repubblica e che dall’inizio di dicembre scorso ha assunto la direzione de Il Giornale, non ha deluso le aspettative. Il talk, moderato dall’ inviato Mediaset Marco Graziano, bravissimo nel far emergere con leggerezza i temi della serata, ha avuto come ospite anche Vladimir Luxuria, che ha dialogato con Tommaso Cerno su alcuni temi fondamentali nella nostra società: il valore di rappresentare se stessi per ciò che si è, senza compromessi, se non quello della verità, il significato di viaggiare “controcorrente”, la censura e il tradimento, soggettivo e politico, in un continuo stimolo che Tommaso Cerno approfondisce nel suo libro “Le ragioni di Giuda: quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà”, in uscita il 10 marzo prossimo per l’editore Rizzoli, nel quale impone una riflessione su cosa davvero sia il tradimento, se una colpa morale opportunistica o un estremo atto di libertà, quale confine separi il “vendere l’anima” dalla salvezza dello spirito. Partendo dalla controversa figura di Giuda, Cerno indaga sul senso del tradimento in quanto gesto umano fondamentale: nella fede, nell’amore, nell’ideologia, nell’appartenenza. Un libro che non offre assoluzioni né provocazioni gratuite, ma rivendica il diritto al dubbio, alla contraddizione, alla disobbedienza del pensiero, in cui il tradimento non è sempre una resa, ma anche l’unico modo, talvolta, per non tradire se stessi.
Tommaso Cerno e Vladimir Luxuria hanno portato sul palco un dibattito divertente poiché profondamente onesto, colto, ironico e pieno di connessioni con la grande letteratura e il mito: i lettori appassionati degli immortali testi inglesi e francesi avranno potuto notare, tra le righe, importanti rimandi al “De Profundis” di Oscar Wilde, quando il piano del discorso ha assunto connotati intimi nelle parole di Vladimir Luxuria, oppure a “L’immoralista” di André Gide, quando a prendere la parola è stato Tommaso Cerno, nell’ampio concetto universale del vivere “controcorrente” per guardare avanti e proiettarsi verso il futuro, dell’essere orgogliosamente percepiti “sbagliati” in quanto teste autonome e pensanti, anticonformiste per natura. D’altra parte, se ci pensiamo bene, la letteratura è il coraggio del dubbio, una lettura differente rispetto alle verità imposte, da qualsiasi parte esse provengano. Questo aspetto sembra emergere fortemente in Tommaso Cerno, che interpreta il suo ruolo di giornalista servendo l’informazione nel modo più nobile, escludendo ogni tipologia di pensiero contraffatto.
“Detengo un record – ha raccontato Tommaso Cerno – quello di essere l’unico giornalista italiano ad aver diretto un giornale fondato da Eugenio Scalfari e un giornale fondato da Indro Montanelli, una cosa che fino a dieci anni fa era considerata impossibile. Scalfari e Montanelli avevano in comune l’essere due persone totalmente libere nel loro giudizio. Scalfari fondò l’Espresso ispirato da una storia d’amore vissuta a Parigi, in gioventù fu un grande amatore, e nel suo fare giornalismo potevamo trovare lo stesso senso di libertà e la stessa passione richiesti per fare bene l’amore. L’Espresso è stato il giornale ‘corsaro’ per eccellenza. Montanelli, invece, era un gigante fra i giganti del giornalismo, lavorava al Corriere della Sera, il giornale che si tramanda di generazione in generazione, quotidiano che fu un pilastro dell’Italia intera, ma a un certo punto decise di andare via e fondò, nel 1974, il Giornale nuovo (che dal 1983 in avanti divenne il Giornale), dandogli un orientamento fortemente liberale, indipendente dalle linee dei partiti politici. All’Espresso mi scelsero perché io rappresentavo quello ‘sbagliato’, quello che sapeva ragionare con la propria testa, che poi è il vero significato del termine ‘controcorrente’: nuotare con la forza delle proprie idee guardando al futuro”.
“Durante tutta la mia carriera – ha continuato Tommaso Cerno – ho seguito questi principi liberali con estrema serietà. La libertà di potermi esprimere secondo il mio pensiero, senza ‘influenze’ esterne, mi ha permesso di leggere il mio Paese attraverso una lente critica che al tempo mi portò a difendere la satira di Charlie Hebdo (in riferimento alla vignetta riguardante il terremoto che colpì Amatrice) e che mi porta oggi ad affermare che il germoglio di una società libera lo vedo più a destra che a sinistra”.
“Io ho avuto da piccola la sindrome del salmone – ha raccontato con dolcezza e ironia Vladimir Luxuria – mi sono sentita controcorrente rispetto ai miei compagni di scuola, ai miei cugini e ai miei amici perché stavo sviluppando un’identità di genere differente. Già da ragazzina ero visibilmente diversa rispetto ai miei coetanei, però non ho mai smesso di nuotare, neanche di fronte all’impeto della corrente, e oggi posso dire di essermi trasformata in una persona serena, tranquilla e in pace con me stessa. Il nome Vladimir significa ‘la potenza della pace’, e sento di portarlo con maggior senso di appartenenza e orgoglio rispetto all’altro Vladimir…”
“Le parole di Vladimir sono belle perché vere – ha commentato Tommaso Cerno – che è anche il tema della serata: è controcorrente chi dice la verità senza pensare troppo alle conseguenze. Io e Vladimir, in maniera apparentemente diversa, facendo cose differenti, rappresentiamo in Italia due menti libere, e ora che ci stiamo conoscendo meglio riesco a percepire in lei una potenza e un’intensità che ho visto in pochissimi italiani”.
A Tommaso Cerno è stato consegnato il Gianduiotto d’Oro, assegnato nell’ambito della rassegna EnjoyBook.
Giovedì 5 marzo, al teatro Juvarra, Emanuele Filiberto di Savoia sarà l’ospite di EnjoyBook per l’incontro dal titolo “Identità Reale”. I biglietti sono acquistabili su Mailticket al costo di 33 euro, di cui 3 saranno devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro

https://www.mailticket.it/rassegna-custom/301/enjoybook-2026–storie-di-libert%C3%A0-e-visione
Gian Giacomo Della Porta
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