Mario Micheletti, pittore monferrino. Da Torino alla casa reale inglese

Nato da Silvia Giardino e Antonio, impiegato comunale, Mario Micheletti (Balzola 1892-San Maurizio Canavese 1975) si trasferì a Torino per completare gli studi classici presso l’Istituto Salesiano San Giovannino e frequentò l’Accademia Albertina.  Considerato un allievo prediletto di Giacomo Grosso, illustre esponente dell’arte pittorica torinese di fine ‘800 unitamente a Edoardo Calandra, Marco Calderini e Vittorio Cavalleri, fu introdotto da Felice Casorati nel castello di Cereseto alla corte del mecenate Riccardo Gualino. Durante la fase di completamento, i soffitti del castello furono decorati dal pittore Angelo Bigatto di Balzola su indicazioni di Mario Micheletti e dell’ing. Vittorio Tornielli, progettista del maniero neogotico inaugurato nel 1912. L’arredamento delle sale fu affidato ad un altro balzolese, lo scultore in legno Aldo Boggione.

Nella sfera artistica della musa Cesarina Gurgo Salice, moglie del Gualino, entrò la pittrice britannica Jessie Boswell come dama di compagnia e governante della figlia Listvinia Gualino nata cieca, bellissima bambina ritratta con il fratello Renato da Mario Micheletti nel 1916. Jessie Boswell, cognata di Venanzio fondatore della banca Sella, abitò a Biella ed in seguito a Torino, ottenne la cittadinanza italiana, diventò allieva di Casorati e Micheletti ed espose alla Biennale di Venezia. Fu l’unica donna  appartenente al gruppo dei sei pittori torinesi, Francesco Menzio, Luigi Chessa, Enrico Paulucci, Nicola Galante e Carlo Levi, in seguito accolti nel mondo culturale del Gualino. Nel 1921 Micheletti ricevette a Torino il premio Riccardo Gualino ed espose alla Biennale di Venezia, alle Quadriennali di Torino e Roma. Nei primi anni venti, dopo i viaggi in Svizzera, l’eclettico artista si stabilì a Londra e fu ritrattista presso la casa reale inglese, esponendo alla Galleria Burlington. A Parigi frequentò gli artisti di Montmartre e conobbe Picasso, Matisse e Jean Cocteau.

Fu influenzato dalla scapigliatura lombarda e dal verismo, creando una intensa luminosità, sempre attento all’introspezione psicologica. A Fossano restaurò nel 1926 la chiesa di San Giorgio con varie figure ed esegui due grandi tele, tra cui la Preghiera di Gesù nell’orto dei Getsemani. Nel Monferrato affrescò negli anni ’40 le chiese di Morano sul Po e Balzola e nel 1960, durante il restauro della chiesa parrocchiale di Cereseto, rappresentò il viso di noi scolaretti delle elementari in un gruppo di cherubini sulla cupola accanto ai quattro evangelisti. La sua carriera si concluse, purtroppo, a causa di una grave malattia nelle mani che gli impedì di dipingere. Le sue opere si trovano nelle gallerie di arte moderna e nei musei civici. Due sue opere ad olio del 1972 e 1973 sono state recentemente ritrovate in una collezione privata, “Confidenze infantili” e “Madonna”, eseguite due anni prima della morte.
Armano Luigi Gozzano
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