“È passato oltre un mese da quando le consigliere regionali di AVS, raccogliendo le segnalazioni di cittadine e cittadini cuneesi, hanno denunciato che l’ASL CN1 e l’Ospedale Santa Croce e Carle avevano dato a diversi pazienti appuntamenti ‘fittizi’ in orari notturni, rispettando così con un escamotage burocratico i tempi previsti per le visite urgenti (entro 10 giorni), ma di fatto rimandando l’accesso reale a ben oltre le scadenze previste. L’interruzione del sistema, in seguito all’interrogazione in Consiglio Regionale, ha fatto sì che ancora oggi sia estremamente difficile ottenere un appuntamento in priorità B, cioè nel rispetto delle tempistiche previste dalla legge. In sostanza, il ricorso a un metodo artigianale ha mandato in tilt l’intera macchina sanitaria, a scapito di pazienti e operatori. A oggi, sarebbero circa 30mila le prenotazioni ‘non reali’ e – tra queste – oltre 7mila le prescrizioni di esami radiologici disdette dalle aziende ospedaliere in quanto definite ‘inappropriate’. Dalla Regione si difendono dicendo che si tratta di una ‘piccola percentuale’, non di una ‘sospensione generalizzata delle agende di prenotazione’, ma se stiamo parlando di decine di migliaia di casi siamo di fronte a un problema sistemico e alla sofferenza di persone in carne e ossa, costrette a rivolgersi al privato. Attendiamo da giorni una risposta dal Ministero – a maggior ragione poiché Schillaci stesso si sarebbe mostrato insoddisfatto delle risponde della Regione e dell’ASL: ci aspettiamo che il diritto alla salute e la fiducia nel sistema sanitario pubblico siano ristabiliti” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi, che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione.
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