I nuovi pavimenti della piazza sollevano dubbi sulla sicurezza: tra avvallamenti e griglie metalliche, diversi frequentatori del mercato hanno perso l’equilibrio
Questa mattina, durante una passeggiata al mercato della piazza Benefica, a Torino, ho fatto una brutta caduta. Non è un “relata refero”, non è un “ricevo e inoltro”: è successo a me. Camminavo tra i banchi quando, all’improvviso, ho perso l’equilibrio e sono letteralmente volata a terra. Il punto in cui sono inciampata è uno di quei tratti del nuovo pavimento della piazza dove si trovano piccoli avvallamenti accanto alle reti di metallo inserite nella pavimentazione.
Per fortuna sono accorsi subito alcuni operatori del mercato che mi hanno aiutata con grande gentilezza a rimettermi in piedi. Nulla di grave, per fortuna, ma lo spavento è stato notevole. E soprattutto, parlando con loro, ho scoperto che non si tratta affatto di un episodio isolato.
Mi hanno raccontato che qualche giorno fa un signore anziano è caduto rovinosamente, arrivando addirittura a rotolare sotto un banco. Altre persone, mi hanno detto, hanno perso l’equilibrio negli stessi punti. Piccoli incidenti, per ora, ma abbastanza frequenti da far nascere una domanda semplice e inevitabile: questi lavori sono stati realizzati davvero tenendo conto della funzionalità e della sicurezza, oppure si è privilegiato soprattutto l’aspetto estetico?
Qualcuno mi ha anche riferito che il problema sarebbe già stato segnalato. Tuttavia, almeno per ora, sembra che nessuno sia intervenuto. E allora torna un dubbio che purtroppo accompagna spesso la gestione degli spazi pubblici: bisogna aspettare che accada qualcosa di più grave prima di prendere provvedimenti?Il mercato della piazza Benefica è uno dei più frequentati della città. Tra i banchi si muovono ogni giorno centinaia di persone: molti anziani, famiglie con bambini, persone che camminano con borse della spesa pesanti. Proprio per questo motivo la sicurezza delle superfici e dei percorsi dovrebbe essere una priorità assoluta.Le piazze possono essere anche belle, certo. Ma prima di tutto devono essere sicure per chi le attraversa ogni giorno.
Maria La Barbera

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