Un fiume azzurro invade i campi e altre storie

Bagliori di rosso”, sino al 3 aprile alla galleria Swann Art Gallery

Elegante, raccolta, chiusa in un doppio spazio l’uno appresso all’altro, intimamente godibile, sette mesi di vita alle spalle ormai dopo l’inaugurazione dello scorso settembre, popolata d’affollate presenze, guidata e ravvivata da Riccardo Dellaferrera, musica poesia e presentazione di libri come felici occasioni dello spazio, ma anche collaboratori e collaborazioni, per la lodevole legge della trasversalità, interessi tra matematica e filosofia lui, un nome che sa di tempo antico e di sperimentazioni, di recherche e di profumo di madeleine aggiornati al nostro tempo, la Swann Art Gallery di via Bertola 29/A – orari d’apertura dal martedì al sabato dalle 12,30 alle 19,00 – è un angolo artistico ricco di stimoli. Con il collettivo imagevintage.it presenta sino a venerdì 3 aprile la mostra fotografica “Bagliori di rosso e altre storie”, lo stesso Dellaferrera ad averne la curatela, un gruppo di sette fotografi (ne fa ancora parte Marilaide Ghigliano), sotto la guida di Lorenzo Avico, a esprimere innovazione e sensibilità, estrema attenzione alla natura e ai suoi particolari, raccoglimento e impercettibili figure umane a spargere richiami cromatici che, al di fuori di facili sentimentalismi o sovrapposizioni che rischiano di non avere un perché, innervano il bianco e nero che è il terreno unificante degli autori.

Formazione e linguaggi diversi sono i loro, il monocromo a legarli quindi, la scoperta dell’utilizzo di un accenno cromatico a “incrinare l’unità apparente dell’immagine e a trasformarsi in segno narrativo, simbolico e percettivo”, avverte Dellaferrera. E ancora: “Fin dalle origini del medium, il bianco e nero ha rappresentato la condizione primaria dell’immagine fotografica, diventando nel tempo sinonimo di essenzialità, memoria e testimonianza. Il colore, affermatosi pienamente solo nella seconda metà del Novecento, è stato a lungo percepito come eccedenza rispetto alla presunta oggettività dello sguardo fotografico. Riproporlo oggi come dettaglio selettivo all’interno del monocromo significa riattivare quella tensione storica in una scelta consapevole: il colore non come decorazione, ma come evento.” Non un supporto o una forzata intromissione ma la delicata presenza dell’artista, di ogni singolo artista, capace ancora una volta di cogliere l’attimo fuggente, aereo, pressoché impercettibile, uno sguardo nuovo rivolto alla realtà che lo circonda e al centro della quale lui vive, ed esiste, allo stesso tempo la volontà a far emergere, o a contaminare intelligentemente, il particolare in tutta la sua più completa intensità. Dando a chi guarda la “rapidità” e l’attenzione necessaria per impadronirsi della ri-visitazione che gli è proposta. Il ricordo, nello scritto di presentazione di Dellaferrera, va a Susan Sontag secondo cui “fotografare significhi appropriarsi del mondo, collezionarne frammenti, trasformare l’esperienza in oggetto. Le fotografie non sono la realtà, ma porzioni isolate di essa: costruzioni che modellano memoria, percezione e coscienza.”

Dove sono questi “frammenti”? Sono nella presenza di porpora di Eleonora Olivetti, l’aspetto soffice di due piume messo a confronto con la solidità di un sasso (“Vola nel vento”, 2007, stampa ai pigmenti Fine Art su carta di cotone: “Vola nel respiro del vento/ un lieve sogno di porpora”, recitano i versi di Tiziana Avico che accompagnano il monocromo dell’autrice che non sarà mai “innocente registrazione”, e così sarà per il resto dei suoi compagni) o le luci di New York (1973), eguali continue fitte, con il loro brevissimo accenno di un’interferenza giallognola; sono nei “Colori del verde 2”, del 2013 (stampa ai sali d’argento su carta acquerello), autore Roberto Goffi, dove i “minimi interventi con colori all’anilina” interrompono di un pallido verde il ricamo grigio di un angolo di minuscola erba. Sono nelle creature che abitano i mari delle Maldive, screziandoli nelle opere di Maria Paola Soffiantino, tra l’azzurro e il rossiccio, presenze mai ingombranti nella piena tranquillità di quel profondo (“Nel profondo degli abissi/ il mio sguardo si perde in meraviglie./ Qui, tra giardini incantati,/ passeggia tranquillo un pesce azzurrino;/ più in là, danza un giglio di mare,/ vestito con sfarzo di porpora e blu”, ancora Tiziana Avico); sono il sorprendente riflettersi delle ombre “della luce” di Maria Erovereti, sono nei tenui scorci di una goccia azzurrina che tenta di afferrare il proprio spazio animato sulla superficie d’una foglia o il sentiero che avanza sotto le luci rossastre e irreali del fogliame che per un tratto lo allinea, in un suggestivo alternarsi, pronto a supportare qualsiasi favola, fiduciosa solitudine, ombre e nitidi dettagli, la luce di una prepotente luna dall’alto, che sono opera di Lorenzo Avico.

Sono la realtà sfuggente e i muri incombenti (“Rissani”) come l’eccellente “Cracovia”, del 2025, un paio di candele a far da punto d’origine luminosa e schietta e a rischiarare l’elegante sala di un antico palazzo, tele pregiate, poltrone, il lucido del pavimento, dovuti all’arte di Roberto Semenzato (autore anche delle non trascurabili “cornici”, ferrose, del tutto sui generis, che vanno a inquadrare anche le opere di certi compagni. Last but not least, Marcella Tisi: afferrano immediatamente il piacere e l’attenzione del visitatore le intromissioni pacifiche, azzurrognole, all’interno di una natura più o meno selvaggia, del sud dell’Italia, i dintorni di Matera, una striatura che dal basso con estremo rispetto s’avvicina alla pianura e alle radici dell’unico albero, come quella che più prepotentemente invade l’antico muro e s’inoltra tra i campi (“Camminare”, 2004), un senso d’interruzione, di felice abbandono, di eccellenza del colore, di uscita dal mondo a tratti contrario e dalla desolazione. Scrive l’Avico: “Un sentiero si affaccia sonante d’azzurro;/ un albero mi parla di verdi presagi./ Splende l’oro sull’orlo della terra -/ l’orizzonte è blu, e sempre blu è il mio viaggio.”

Elio Rabbione

Nelle immagini, Marcella Tisi, “Camminare”; Roberto Goffi, “I colori del verde 2”; Lorenzo Avico, “Bagliori di rosso”; Eleonora Olivetti, “Luci di New York”.

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

Più di 30mila visitatori per AMTS

Recenti:

Il Romanico in Piemonte

A cura di Piemonteitalia.eu Il Piemonte vanta un ricco patrimonio artistico e culturale, riconosciuto tale anche

IL METEO E' OFFERTO DA

Fit Homeless