La Mole Antonelliana

Cultura che unisce. Nel nome di Antonelli un unico grande itinerario piemontese

Rete Antonelliana: cultura e territorio in un unico progetto

“Rete Antonelliana. Cultura che unisce” è il progetto con cui la Regione Piemonte punta a valorizzare in modo coordinato il patrimonio architettonico di Alessandro Antonelli, creando un itinerario culturale tra Torino e il Novarese. L’iniziativa, curata da Abbonamento Musei insieme alle Fondazioni Fondazione TRG e Piemonte dal Vivo, coinvolge 20 realtà e propone oltre 30 appuntamenti tra visite guidate, aperture straordinarie, esperienze sul territorio, podcast, una mostra e incontri divulgativi.

«Il patrimonio antonelliano rappresenta una delle espressioni più alte dell’ingegno e della creatività piemontese – ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli nel corso della conferenza stampa di presentazione svoltasi nel Grattacielo Piemonte – Con questo progetto la Regione compie una scelta chiara: trasformare la cultura in una leva strategica di sviluppo, mettendo in rete luoghi simbolo della nostra identità e rafforzando la capacità del territorio di attrarre nuovi flussi culturali e turistici. Questa è la prima stagione di un percorso destinato a crescere, coinvolgere nuovi partner e ampliare il numero di siti e di iniziative, anche attraverso la digitalizzazione del patrimonio architettonico».

«La Rete Antonelliana nasce per mettere in relazione luoghi, istituzioni e comunità che custodiscono l’eredità di Alessandro Antonelli – ha aggiunto Simona Ricci, direttrice di Abbonamento Musei – Vogliamo costruire una narrazione condivisa e favorire nuove forme di partecipazione culturale, a partire dal pubblico degli abbonati in Piemonte e Lombardia, rendendo questo patrimonio sempre più accessibile e riconoscibile. Questo primo anno rappresenta un laboratorio di sperimentazione per sviluppare modalità innovative di fruizione e coinvolgimento dei pubblici».

Un patrimonio diffuso tra Novarese e Torino

Figura centrale dell’architettura piemontese, Antonelli – nato a Ghemme nel 1798 – ha lasciato opere iconiche come la Mole Antonelliana, oggi simbolo della città. Il progetto coinvolge anche altri luoghi significativi, tra cui la Cupola di San Gaudenzio, Villa Caccia e il Santuario di Boca, contribuendo a rafforzare una rete culturale capace di unire territori, comunità e istituzioni.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione che, attraverso linguaggi contemporanei come teatro, podcast e strumenti digitali, mira a rendere sempre più accessibile e riconoscibile l’eredità antonelliana, proiettandola anche a livello nazionale e internazionale.

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