Visite guidate nelle ex miniere di talco Paola e Gianna di Prali

Con il suo patrocinio, Città metropolitana di Torino riconosce il valore culturale e storico delle iniziative dell’Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca che, a partire dagli anni Novanta, valorizza le tradizioni, le installazioni minerarie e l’attività estrattiva, per lungo tempo motore economico delle Valli Chisone e Germanasca, aspetto che ne ha fortemente caratterizzato il paesaggio.

Gestite dall’Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca, le ex miniere Paola e Gianna di Prali apriranno al pubblico con visite guidate a partire da sabato 14 marzo.  Alla fine degli anni Ottanta, la “coltivazione” del talco di Prali sembrava giunta al capolinea e il patrimonio minerario rischiava di andare perduto irrimediabilmente: i macchinari arrugginivano, le strutture rischiavano di crollare, gli archivi si dissolvevano e rischiava di scomparire la memoria della tecnologia, del lavoro e dei sacrifici dei minatori.
A partire dal 1993 l’allora Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca, sull’esempio di progetti avviati con successo in Gran Bretagna, Francia, Germania e Austria, avviò, nell’ambito di un’intensa cooperazione transfrontaliera, un progetto turistico-culturale di conservazione e valorizzazione del patrimonio minerario. Nel 1998 nacque “ScopriMiniera”, la proposta di tour guidati nelle gallerie della miniera Paola, alla scoperta della vita e del lavoro dei minatori della Val Germanasca. Grazie alle connessioni con la realtà culturale e ambientale locale, “ScopriMiniera” ha creato e consolidato un movimento turistico e alcuni posti di lavoro. I risultati ottenuti, le nuove capacità e competenze acquisite, le relazioni create hanno stimolato e contribuito alla creazione del progetto di un Ecomuseo del territorio della Val Germanasca, riconosciuto nel 2003 dalla Regione Piemonte.
A “ScopriMiniera” si è affiancato da alcuni anni il percorso “ScopriAlpi” nella miniera Gianna, dove si può osservare il punto esatto in cui rocce originatesi negli oceani della Tetide sovrastano rocce di origine continentale, confermando la teoria che attribuisce la formazione delle Alpi allo scontro tra le placche continentali africana ed europea. A quasi 2 km di profondità dalla superficie, le gallerie della miniera Gianna hanno intercettato e reso visibile il contatto tra le due placche tettoniche e la cicatrice che testimonia lo scontro avvenuto 65 milioni di anni orsono tra i due continenti. Il percorso conduce i visitatori attraverso gli anfratti, le gallerie e le strutture di una miniera aperta oltre 60 anni fa e utilizzata fino al 1995 per estrarre un talco bianco purissimo e apprezzato in tutto il mondo. Maxi cartografie, videoproiezioni e installazioni multimediali, una “finestra di interpretazione geologica”, luci, suoni e voci narranti, apparecchiature e scenografie accompagnano i visitatori nelle tre ore di esplorazioni e scoperte.
Per l’anno in corso, il periodo di apertura dell’Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca va dal 14 marzo al 15 novembre prossimo.

Tutti i dettagli sulle visite guidate su prenotazione delle miniere e sulle attività didattiche dell’ecomuseo sono consultabili nel sito Internet http://www.ecomuseominiere.it

Info: info@ecomuseominiere.it  – info@ecomuseominiere.it

Mara Martellotta

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