Venerdì sera Torino avrà il suono di un tamburo antico. Non quello della nostalgia, ma quello di una memoria che continua a battere. Al Teatro Colosseo arriva Giovanni Lindo Ferretti con “Percuotendo. In cadenza”, uno spettacolo che non assomiglia a un concerto e neppure a una lettura teatrale. È qualcosa che pulsa in mezzo: parola, ritmo, confessione, rito.
Le canzoni di Ferretti non vengono semplicemente eseguite. Vengono percosse, nel senso più fisico e primordiale del termine. Percussioni e corde ricamano un ritmo che avanza come un passo di montagna, mentre la voce attraversa i testi con quella sua inflessione inconfondibile, metà preghiera e metà dichiarazione civile. Accanto a lui, due musicisti che non fanno da semplice accompagnamento ma costruiscono un paesaggio: Simone Beneventi e Luca Rossi. Le loro percussioni non sono solo ritmo. Sono terreno, vento, battito cardiaco. A volte sostengono il racconto, altre volte lo travolgono, come una piena sonora che prende il testo e lo porta altrove. Al centro dello spettacolo resta la materia che da sempre alimenta la scrittura di Ferretti: la biografia come destino collettivo. La fede, l’appartenenza, il ritorno alle origini. I palchi affollati e poi il silenzio dei monti dell’Appennino. Il rumore del mondo e il suono essenziale della vita quotidiana. È una narrazione che procede per cerchi. Una canzone apre una memoria. Una memoria diventa poesia. La poesia si trasforma in ritmo. E poi si ricomincia. Lo spiega lo stesso Ferretti con una formula quasi liturgica:
«La lettura diventa poesia che diventa canzone per aprire alla musica che cresce fino a tornare poesia».
In “Percuotendo. In cadenza” non c’è nostalgia per un passato glorioso. C’è piuttosto un uomo che continua a interrogare il proprio tempo usando gli strumenti più antichi che esistano: voce, parola, ritmo. Torino, città che ha sempre avuto un orecchio sensibile per le traiettorie musicali più irregolari, venerdì 13 marzo 2026 assisterà a qualcosa che somiglia più a un attraversamento che a uno spettacolo. L’appuntamento è al Teatro Colosseo, in Via Madama Cristina 71, con apertura porte alle ore 19.30 e inizio spettacolo alle ore 20.30. I biglietti, con posto a sedere numerato, partono da 30 euro.
Un viaggio dentro una voce che da quarant’anni non smette di battere il tempo. Come un tamburo che, invece di accompagnare la marcia, costringe a fermarsi e ascoltare.
Valeria Rombolà
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