In un’epoca nella quale la violenza di genere assume molteplici forme, non sempre semplici da definire, cinema e arte possono essere strumenti e veicoli di consapevolezza per comprenderne i segnali.
In quest’ambito il cinema, con la sua profondità e immediatezza, rappresenta un veicolo potente per aumentare la consapevolezza e aprire nuove forme di dialogo.
È con questa premessa che nasce ‘Il cinema come voce contro la violenza di genere”, un’iniziativa culturale ed educativa che propone, partendo dalla settima arte, momenti di confronto e consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni.
Per presentare l’iniziativa l’appuntamento sarà a Torino giovedì 5 marzo alle ore 21 al Circolo dei Lettori di via Bogino 9, con il cortometraggio dal titolo “Favola nera”, diretto dall’attrice e regista Alessia Alciati.
Alla proiezione seguirà un breve momento di dialogo e confronto sul tema insieme a Giampiero Leo, Vicepresidente del Comitato Regionale per i Diritti Umani e Civili, consigliere della Fondazione CRT e portavoce del Tavolo della Speranza; Martina Rogato, presidente Human Rights International Corner, co-presidente Women 7 per la presidenza italiana al G 7 del 2024; Giulia Cappelletti, ambassador of Global Thinking Foundation; Daniela Leonardo di European Women’s Management Development , Fabrizio Bontempo presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e Alessia Alciati, regista e Founder di “About Eve”
“Il cinema come voce contro la violenza di genere” si avvale del patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, del Comitato Regionale per i Diritti Umnai e della Consulta Femminile Regionale, e si propone come progetto capace di unire arte, educazione e impegno sociale, nella convinzione che la cultura sia uno degli strumenti più potenti per generare consapevolezza, cambiamento e responsabilità collettiva. Dalla serata prenderà il via una omonima iniziativa, che si rivolgerà anche a giovani, scuole, istituzioni e cittadinanza, con l’obiettivo di affiancare e rafforzare il ruolo educativo nel mondo scolastico attraverso l’attività di sensibilizzazione consapevole, capace di stimolare pensiero critico e responsabilità individuale, strumenti di prevenzione precoce, orientati al riconoscimento dei segnali di disagio e controllo, linguaggi narrativi e culturali in grado di dialogare in modo autentico ed efficace con le nuove generazioni.
“Favola Nera” rappresenta un cortometraggio ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, che affronta il tema della violenza di genere attraverso una metafora simbolica, la poena cullis, la pena del sacco, nel mondo romano una delle pene più dolorose.
Attraverso questa immagine, l’opera racconta la violenza fisica, psicologica ed economica come dinamiche cicliche e progressive; il peso delle scelte e delle relazioni disfunzionali e il ruolo centrale della consapevolezza come possibilità di cambiamento.
“Favola nera” rappresenta uno strumento educativo fruibile in ambito scolastico e un progetto innovativo che integra cinema, animazione e intelligenza artificiale.
Mara Martellotta
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