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Con una scrittura avvincente, epica e psicologica, Sonia Ariel Strangio costruisce una saga fatta di potere, desiderio, identità e trauma, dove l’azione è sempre conseguenza di scelte umane, e la tensione non scende mai: perché la vera battaglia, in Chromos, è restare interi. Nessuno nasce puro. Ma qualcuno sceglie di non mentirsi più. Ed è lì che inizia la saga…
Sonia Strangio è scrittrice e autrice della saga epic-fantasy La Stirpe dei Guerrieri della Luce.
Ha pubblicato il suo primo romanzo Buon Sangue (prima edizione 2008, seconda edizione 2011), sviluppando fin da subito una cifra narrativa intensa, psicologica e orientata ai temi del potere, dell’identità e delle dinamiche umane.
E’ stata giornalista televisiva per Rete Veneta (Bassano del Grappa – Vicenza). Laureata in Criminologia, porta nella scrittura l’osservazione del reale: personaggi complessi, dialoghi credibili, tensione emotiva e politica. Ha scritto anche per il teatro, con commedie di ottimo riscontro di pubblico, e prosegue oggi un progetto narrativo ambizioso e trasversale, tra romanzo e immaginario seriale.
A 53 anni, continua a costruire storie come si costruiscono regni: senza scorciatoie, senza concessioni, con una determinazione che i lettori riconoscono come firma. Il suo motto — Nunquam Retro — non è soltanto una parola in pagina: è una dichiarazione di percorso.
Volume 1 (L’Erede senza Volto)

Non ci sono eroi. Ci sono troni che divorano, famiglie che mentono, e un mondo dove il potere non è un premio: è una condanna da meritare ogni giorno.
L’Erede senza Volto apre le porte di Chromos con una voce rara: epica ma intima, feroce ma lucida, capace di parlare di desiderio e politica nella stessa frase , senza mai perdere dignità, ritmo, verità umana. La guerra non è soltanto battaglia: è educazione, controllo, propaganda. L’amore non è conforto: è rischio, fame, perdita di sé. Ma è anche un modo per ricostruirsi in modo genuino e per sfidare un’egemonia corrotta e crudele.
In questo primo volume, il lettore entra in una rete di alleanze e tradimenti dove ogni gesto ha un prezzo e ogni silenzio è una strategia. Nessun personaggio è “decorativo”: tutti scelgono, sbagliano, sopravvivono. E quando credi di aver capito chi comanda davvero, Chromos ti toglie il terreno da sotto i piedi, con eleganza.
Un fantasy dove sensualità e intrigo si fondono magistralmente, costruito come un thriller di corte: tensione costante, dialoghi vivi, un immaginario potente e concreto. Una storia che non chiede di credere alla magia: chiede di credere agli uomini.
Perché a Chromos l’amore non consola: espone. E chi espone il cuore, perde sempre qualcosa. Ma proprio in quella perdita riscopre la forza del segreto più antico: ciò che perfino gli dèi temono.
La Stirpe dei Guerrieri della Luce non è “un’ altra saga fantasy”. È un’epopea moderna mascherata da mito: parla di noi mentre racconta di troni, dinastie e giuramenti.
Chromos è un mondo duro, splendido, spietato. Qui le stirpi non sono genealogie: sono prigioni. I regni non sono mappe: sono sistemi. E la “luce” non è bontà: è disciplina, scelta, responsabilità — spesso pagata con sangue e rinunce.
Il cuore della saga è una lotta silenziosa e totale: non solo per il potere, ma per il significato stesso della libertà. I personaggi combattono sul campo ma anche nel loro intimo, per non diventare ciò che il mondo pretende da loro. E quando l’amore entra in scena, non salva nessuno: semmai rivela quanto sei disposto a perdere pur di non tradirti.
Con una scrittura avvincente, epica e psicologica, Sonia Ariel Strangio costruisce una saga fatta di potere, desiderio, identità e trauma, dove l’azione è sempre conseguenza di scelte umane, e la tensione non scende mai: perché la vera battaglia, in Chromos, è restare interi.
Nessuno nasce puro. Ma qualcuno sceglie di non mentirsi più. Ed è lì che inizia la saga.
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