Dal 16 al 21 febbraio: gli appuntamenti settimanali del Circolo dei Lettori

C’è una settimana, a Torino, in cui le parole sembrano voler occupare ogni spazio. Sono gli appuntamenti in programma al Circolo dei lettori e delle lettrici di Torino, che dal 16 al 21 febbraio propone un calendario fitto di incontri, presentazioni, gruppi di lettura e dialoghi capaci di attraversare letteratura, politica, diritto, cucina e mito. Più che una rassegna, una mappa culturale in cui linguaggi e prospettive diverse si incrociano, interrogando il presente.

Lunedì 16 febbraio: identità che attraversano l’oceano

Si comincia alle 18 con La letteratura italo-canadese: una storia che continua (Les Flâneurs), insieme alle curatrici Carmen Concilio e Giulia De Gasperi. È un incontro che parte da una domanda semplice solo in apparenza: cosa accade quando l’Italia diventa memoria o lingua scelta, e il Canada spazio narrativo in cui reinventarsi? La comunità italo-canadese prende forma attraverso scritture plurali che mettono in scena identità ibride, istanze LGBTQIA+, dialoghi tra generazioni. L’emigrazione non è più soltanto racconto di nostalgia, ma laboratorio di linguaggi. L’Italia resta come eco, il Canada come presente concreto: tra i due si intrecciano passato e futuro, radici e metamorfosi.

Alle 18.30 lo sguardo si allarga al mondo con L’Italia nella rivoluzione mondiale, nuovo numero della rivista di geopolitica LIMES, raccontato dagli analisti Federico Petroni, Raffaella Ventura e Valentina Porta, in collaborazione con YouTrend.

Martedì 17 febbraio: tra fumetti, fascismo e amori assoluti

Alle 18, da Barney’s, l’aperitivo si fa narrazione conMacarons e amore, con Chef Ojisan e Gaia Fredella a partire da Lacrime di cioccolata (Tora), nell’ambito di “Fumetti in tavola”. Il cibo diventa racconto di relazioni, desideri, gesti di cura. Tra piatti e tavole disegnate, i sentimenti prendono corpo: un fumetto gastronomico è un modo diverso di dire l’intimità.

Sempre alle 18.30, il filosofo Roberto Esposito presenta Il fascismo e noi (Einaudi), con Emilio Corriero e Alberto Martinengo. L’analisi non si limita alla storia: il fascismo viene descritto come “macchina pulsionale”, capace di generare consenso attraverso la combinazione di terrore e fascinazione.

In parallelo, Antonella Lattanzi guida il pubblico dentroAmare, perdersi – Le eroine dell’Ottocento e la nascita del sentimento moderno, nell’ambito di CioccolaTò. Emma Bovary, Anna Karenina, Catherine Earnshaw, le donne di Jane Austen: figure che hanno trasformato l’amore in esperienza radicale, febbre, rovina, libertà. Nell’Ottocento nasce la soggettività femminile moderna: la letteratura racconta per prima quella vertigine in cui passione e colpa si confondono. E ancora oggi ci riconosciamo in quelle pagine.

Mercoledì 18 febbraio: diritto, carcere, lingua e generazioni

Alle 18, Angelo Chianale presenta Il diritto dell’arte contemporanea (Giappichelli), con Gianmaria Ajani, Giulio Biino, Franco Noero e Rocco Mussat Sartor. L’arte incontra il diritto: autenticità, copyright, NFT, proprietà intellettuale. Nel mondo fisico e digitale, la creatività ha bisogno di regole, ma anche di interpretazioni nuove. È un terreno in cui mercato e innovazione chiedono alla giurisprudenza di non restare indietro.

Sempre alle 18, La dimensione culturale in carcere affronta un tema urgente: sovraffollamento, suicidi, architetture inadeguate. Ma anche attività culturali e formative come leva di riforma. Con la collaborazione dell’Associazione Marco Pannella e della Fondazione Giovanni Michelucci, il carcere viene ripensato nel suo rapporto con la città e con il senso stesso della pena.

La sera prosegue con gruppi di lettura che sono veri laboratori: La vastità infinita, dedicato alle possibilità della lingua italiana, e Burro. Il Bookclub sui romanzi gastronomici, in collaborazione con Eataly. Leggere diventa esercizio di consapevolezza: sulle parole, sui sapori, sulle forme del racconto.

Alle 21, Volume. Avere vent’anni (Feltrinelli e Chora Media) mette al centro una generazione che rifiuta nostalgie e stereotipi. Giovani voci raccontano lavoro, paura, amore, perdita. Non un manifesto, ma un mosaico: il presente mentre accade.

Giovedì 19 e venerdì 20: donne, legge e mito

Giovedì alle 18.30 Alberto Nicotina presenta Lidia Poët e le prime avvocate (Bollati Boringhieri), con Elena Bigotti e Jennifer Guerra. Le pioniere del femminismo forense – Lidia Poët, Marie Popelin, Jeanne Chauvin, Sarmiza Bilcescu – non inseguivano primati simbolici, ma diritti concreti. La loro battaglia, organizzata e transnazionale, ha aperto il Foro alle donne e ridefinito il concetto stesso di cittadinanza.

Venerdì 20 febbraio, alle 18.30, Classici vivi – Le leggi di Antigone, progetto del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, riporta al centro il conflitto eterno tra legge e giustizia. Antigone interroga l’autorità, il limite dell’obbedienza, la coscienza individuale. Un mito antico che continua a parlare al nostro presente, dove il confine tra norma e giustizia resta fragile.

Sabato 21: il ritorno come ridefinizione

La settimana si chiude sabato mattina con Ritorni, gruppo di lettura dedicato alla lontananza e alla nostalgia. Esilio, fuga, scelta. Tornare non significa mai semplicemente rientrare: è un confronto con il passato e una ridefinizione di sé. In filigrana, questi appuntamenti raccontano qualcosa di più ampio.

E forse il filo rosso di questa settimana è proprio questo: la letteratura – e con essa il pensiero – come spazio in cui il presente viene interrogato senza sconti. Non per trovare risposte facili, ma per imparare a leggere meglio il tempo che stiamo vivendo.

VALERIA ROMBOLA’

 

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