Già scarcerati i tre aggressori fermati per le violenze al corteo di Torino

Niente carcere per chi ha scatenato la guerriglia a Torino, devastato la città, e pestato a colpi di martello un agente, con dinamiche che il ministro Piantedosi non ha esitato a definire “terroristiche”. Sono già a piede libero, come scrive su X un Matteo Salvini indignato. Proprio così. Il gip del tribunale di Torino, all’esito dell’udienza di convalida di lunedì, ha deciso gli arresti domiciliari per Angelo Simionato, il 22enne originario della provincia di Grosseto arrestato in differita, sospettato di aver preso parte al pestaggio del poliziotto. Per il martellatore si aprono le porte di casa. Sconto anche per gli altri due arrestati. Soltanto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per i due torinesi, Matteo Campaner e Pietro Desideri accusati di resistenza a pubblico ufficiale e arrestati in seguito agli scontri. Per entrambi la procura aveva chiesto la convalida dell’arresto e la misura in carcere. Dichiarazioni polemiche da parte delle forze politiche di centrodestra.

“La legge detta le regole, quelle che qualcuno fa rispettare e qualcuno calpesta senza ritegno. La legge ha i suoi meccanismi, le sue disposizioni, la sua interpretazione anche – quella che, non di rado, cambia da giudice a giudice -. Ma il fatto che tre persone arrestate dopo la devastazione di Torino in occasione del corteo per Askatasuna quando un poliziotto stava per essere ammazzato a martellate tornano tranquillamente a casa, poiché due sono stati scarcerati con obbligo di firma mentre il terzo è stato mandato ai domiciliari, è davvero difficile da digerire. Al di là dei tecnicismi giuridici, quel che resta è questo senso di impunità e di reazione blanda che sicuramente sarà ben percepito da tutti quei criminali che hanno in odio lo Stato e i poliziotti. A questi ultimi, invece, resta solo l’amaro in bocca, lo sconforto per avere la sensazione che lo Stato, attraverso i suoi diversi servitori, non remi nella stessa direzione di chi per strada ci lascia la vita o la propria incolumità, lavorando come ultimo baluardo in difesa della collettività. Ci aspetteremmo che i diversi poteri dello Stato operassero sostenendo il principio che la divisa rappresenta lo Stato e deve essere rispettata. Non ci pare che si lavori a questo usando una tale ‘delicatezza’ verso chi ha compiuto atti para terroristici”.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo le decisioni del gip per i tre arrestati a seguito delle violenze verificatesi al corteo organizzato per Askatasuna a Torino.

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