“Siamo nettamente contrari al cambio di orario di vendita al CAAT, il Centro Agro Alimentare. I consumatori hanno diritto a un cibo di qualità, e la prima componente di questa è la freschezza. Inoltre un’idea del genere porterebbe a una fuga di clienti in un momento delicato per il settore Agro Alimentare torinese”. Ferma la posizione di Coldiretti Torino, espressa dalle parole del presidente Bruno Mecca Cici, contro la proposta di variazione d’orario avanzata dal presidente di Fedagro Torino-Apgo, Vittorio Rovetta, che vorrebbe posticipare l’orario di vendita alle ore diurne. Oggi l’apertura alle vendite è fissata alle 3.30 del mattino. Il sindacato agricolo che al CAAT raggruppa la maggioranza dei produttori agricoli, avvisa che la conseguenza radicale di variazione dell’orario potrebbe comportare l’abbandono del CAAT da parte di alcuni acquirenti, che hanno già manifestato la volontà di rivolgersi a mercati all’ingrosso limitrofi, aventi orari più confacenti alle loro esigenze, e ribadisce la totale contrarietà dei soci alla variazione di orario. La reazione di Coldiretti Torino nasce dalla dichiarazione del presidente di Fedagro Torino-Apgo, espressa in seguito al sopralluogo organizzato dalla terza commissione consiliare della Città di Torino, avvenuto il 30 gennaio scorso. Fedagro vorrebbe cambiare l’orario del mercato all’ingrosso CAAT entro il prossimo mese d’aprile. Al CAAT sono presenti 101 produttori agricoli e 76 grossisti. Le ragioni d’opposizione al cambio d’orario le spiega Simone Gili, rappresentante di Coldiretti nel CAAT.
“Un orario d’apertura del mercato all’ingrosso mattutino o pomeridiano – afferma Gili – andrebbe a interferire con i tempi dell’agricoltura e dell’allevamento. Le aziende agricole, soprattutto a conduzione familiare, si troverebbero in difficoltà a reperire manodopera specializzata che li sostituisca, con conseguente aumento dei costi di produzione. Inoltre, un’apertura dei mercati nel periodo pomeridiano faciliterebbe il deperimento del prodotto in vendita. Immaginiamo, per esempio, che fine potrebbero fare gli ortaggi a foglia in un pomeriggio estivo. Inoltre i mercati comunali, dove confluisce la merce degli agricoltori del CAAT, hanno orari mattutini. I commercianti comprano prima dell’alba per avere il prodotto fresco sul banco all’inizio dei mercati. L’acquisto in orario diurno comporterebbe lo stoccaggio della merce in magazzini per poi ricaricarla sui mezzi e recarsi ai mercati, il che vorrebbe dire un ulteriore aggravio logistico per le ditte che hanno il banco ai mercati, e che spesso sono composti da soli membri di famiglia”.
“Le aziende che rappresentiamo – aggiunge il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – gli operatori su area pubblica, agricoli e commerciali, non hanno espresso volontà di modifiche all’orario di apertura alle vendite, perché consolidati in una routine quotidiana che tiene conto delle necessità aziendali, dei tempi di spostamento per raggiungere le aree mercatali della Provincia di Torino e in quelle limitrofe, degli orari di apertura al pubblico dei mer ATI e dei flussi di traffico presenti nell’area metropolitana”.
Coldiretti Torino apprezza invece il lavoro di preparazione del nuovo piano di sviluppo complessivo del CAAT, strumento di visione che dovrebbe affrontare i rapporti con le filiere, i tempi di approvvigionamento alimentare di un’are urbana popolata da oltre 1 milione di consumatori, ma anche temi come la logistica integrata e la digitalizzazione.
Mara Martellotta
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