E’ venuto a mancare, nella giornata di mercoledì 7 gennaio, il quarantatreenne torinese Guido Nasi, l’uomo la cui vita fu spezzata in parte a causa di una brutale aggressione avvenuta nel 1999 a Dublino, città che lo ospitava per l’Erasmus. Dopo 45 giorni di coma, si risvegliò tetraplegico e senza più la possibilità di parlare. Scelse la scrittura come forma di comunicazione e indagine del mondo, noto per l’autobiografia, scritta a quattro mani con Massimo Tallone , intitolata “Il lottatore” (Golem Edizioni, 2019).
Laura Pompeo, Consigliera Regionale del Piemonte, ha voluto ricordarlo con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook: “Guido Nasi nasce a Torino nel 1982. Ragazzo intelligente, innamorato dell’astronomia e della bicicletta. Nel luglio 1999, durante una vacanza studio a Dublino, subisce un’aggressione per rapina: un colpo alla testa con una bottiglia di birra lo fa cadere in coma. L’emorragia cerebrale che segue segnerà per sempre la sua vita. La sua mente però è rimasta lucidissima, pensa, studia, scrive, osserva il mondo con ironia e profondità. Oggi Guido non c’è più. Resta la sua storia. Resta il suo sguardo sul mondo”.
Da tempo Guido Nasi soffriva di un parkinsonismo da trauma.
Mara Martellotta
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