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L’isola del libro

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA

 

Colum McCann con Diane Foley “Una madre” – Feltrinelli- euro 18,00

Questo libro doloroso è dedicato a James Foley, il giornalista free lance decapitato dall’Isis il 19 agosto 2014, dopo il rapimento e 2 anni di prigionia e torture in Siria. La sua fine drammatica in un video straziante che ha fatto il giro del mondo. La distesa del deserto, Jim in tuta arancione e rasato a zero; di fianco un uomo totalmente paludato di nero, in mano il coltello con cui sgozzerà la vittima.

Lo scrittore irlandese Colun McCann ha cercato la madre di James e, 10 anni dopo l’assassinio, ha scritto con lei questo testo che parla di perdono, ma gronda anche rabbia verso gli Stati Uniti che non hanno salvato il giovane.

Il dolore della madre di un ostaggio di fronte al suo governo (all’epoca presieduto da Obama) che -per questioni etiche, politiche e strategiche- si rifiutò categoricamente di trattare con i rapitori di Jim, è proibì a chiunque di negoziare e pagare il riscatto. Atteggiamento ben diverso da quello di altri stati che salvarono i loro concittadini.

Il testo si apre con la madre del reporter, Diane Foley, che visita in carcere Alexanda Kotey, militante dello Stato Islamico condannato all’ergastolo nel 2022 per aver partecipato alla barbara uccisione di suo figlio e di altri ostaggi americani.

Una delle sue domande più strazianti è stata dove era sepolto il corpo del giovane. Non c’è stata risposta.

Ma questa donna di 75 anni, minuta, eppure gigantesca quanto a forza, ha continuato l’incontro convinta che il figlio così avrebbe voluto. Ed emerge l’incrollabile fede di Diane, la commozione nell’apprendere che l’aguzzino del figlio non avrebbe mai più rivisto le sue tre bambine di cui le mostra la foto.

Il libro racconta chi era James, i suoi ideali e il significato di cui aveva ammantato la sua vita, la passione per il suo lavoro di reporter sui fronti più caldi della terra. Con tutto l’amore di una madre che tiene in vita la memoria di suo figlio che non c’è più.

 

 

Gabrielle Zevin “Elsewhwere” -NORD- euro 16,50

Elsewhere significa Altrove ed è proprio lì che finisce la protagonista del romanzo, Elizabeth, Liz. E’ appena morta, a soli 15 anni, stritolata da un taxi. Ora si ritrova frastornata sul traghetto Nilo. Con fatica apprende di essere morta e in viaggio verso “Altrove”, insieme a quelli deceduti il suo stesso giorno.

All’approdo l’attende la nonna Betty che non ha mai conosciuto perché era morta di tumore prima della sua nascita. Personaggio che non dimostra gli anni che dovrebbe avere: stravagante, coraggiosa, perfettamente integrata nella nuova dimensione ultraterrena.

Vari step e incontri con molteplici consulenti chiariscono a Liz che si trova nell’aldilà; luogo in cui l’esistenza si riavvolge su se stessa. Lì non si invecchia, anzi, si diventa sempre più giovani fino a tornare neonati ed essere rispediti sulla terra. E’ un luogo transitorio e non esiste alcuna eternità.

Ma sarà un nuovo inizio a partire da zero; non ricorderanno chi erano, il loro passato, neppure l’Altrove, e se dovessero incontrare persone appartenenti alla loro esistenza terrena precedente non le riconoscerebbero.

Un romanzo fantasioso, difficile da definire, per niente greve, che mette in luce cosa si prova quando il tempo e le occasioni sono perdute, e lo fa attraverso lo sconcerto di Liz.

 

 

Giulia Caminito “Il male che non c’è” -Bompiani- euro 18,00

Il protagonista Loris è uno che, fondamentalmente, ha il male di vita e del vivere. Lo percepisce con continui sintomi: dall’emicrania a dolori di pancia o a qualsiasi parte del corpo. Quello che sembra un ipocondriaco malato immaginario è di fatto un giovane sottopagato e precario che somatizza le difficoltà disseminate sul suo cammino.

Ha 30 anni, alle spalle un’infanzia spensierata col nonno Tempesta; ora lavora nell’editoria, traghettato in una dimensione precaria, complessa e poco gratificante. La casa editrice stenta a stare a galla, sempre in bolletta e in ritardo con gli stipendi.

Loris si trova così soverchiato dal peso del lavoro, degli affetti e della vita che scatenano crampi e frequenti corse al pronto soccorso. Per un po’ la sua vita sembrava funzionare. Ma era ai tempi dell’Università, quando ancora cullava grandi sogni di futuro, accompagnato dall’amore di sempre, con la quale era cresciuto, Jo, che con lui aveva condiviso parecchio.

Poi qualcosa si è inceppato. E mentre Jo andava avanti, con il suo lavoro, la palestra e gli amici; Loris era rimasto inchiodato e come paralizzato da paure, ansie, insicurezze, angosce alla prospettiva di diventare adulto.

Il suo è il pellegrinaggio tra visite mediche, richieste di esami anche invasivi; le diagnosi non riscontrano mai patologie. Il dolore è tutto solo nella sua testa. Un romanzo da leggere anche come spaccato delle precarietà dei 30enni di oggi.

 

 

Charlotte Link “Acqua scura” -Corbaccio- euro 22,00

Non smentisce la sua bravura la scrittrice tedesca che in questo thriller tiene alta l’attenzione dei lettori fin dalle prime pagine. Nella costa occidentale della Scozia due famiglie che non si conoscono campeggiano in una baia isolata dove troveranno la morte per mano di uomini mascherati. Alla strage è scampata solo la giovane Iris, primogenita di una delle coppie massacrate.

15 anni dopo, Iris inizia a ricevere minacce da sconosciuti, poi è assillata da uno stolker e la faccenda si fa ancora più oscura quando la sua migliore amica Tanya improvvisamente scompare.

A indagare ritroviamo l’investigatrice Kate Linville, poco malleabile e decisamente scontrosa, ma dotata di un fiuto infallibile. Lavora alle indagini affiancata dall’ex ispettore Caleb Hale. E il thriller è un colpo di scena dopo l’altro.

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