«È ben strano che a Torino non vi sia una strada o una piazza dedicata al Senatore Gianni Agnelli. Non credo sia una rimozione, probabilmente per intere generazioni di torinesi Agnelli e la Fiat erano percepiti come un tutt’uno con la nostra città e non serviva una qualche intitolazione, bastava guardare il Lingotto o la grande Mirafiori, veri “monumenti” di quella che è stata la più importante manifattura industriale italiana. A vent’anni dalla scomparsa dell’Avvocato forse è giunto il momento di rendere omaggio all’Avvocato dedicandogli un luogo della nostra città, sia esso un giardino o una piazza o una via. Perché come torinesi dobbiamo essere orgogliosi di quello che Gianni Agnelli ha rappresentato in un periodo storico che ha visto Torino prima affermarsi come capitale dell’auto poi costretta a fare i conti con la globalizzazione, il superamento del fordismo e del modello della one company town e l’esaurirsi del capitalismo familiare. Un orgoglio che credo possa essere condiviso anche da chi Agnelli lo ha combattuto dall’altra parte della barricata, nelle lotte sindacali, perché quel luogo di conflitto che è stata la Fiat rappresenta un insostituibile patrimonio anche per la sinistra e per il movimento operaio. Per questo la figura dell’Avvocato resta, a vent’anni di distanza, un punto di riferimento nella complessa ricerca di una nuova identità ed una nuova vocazione per la nostra città».
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