Carlo Petrini: “La sostenibilità passa attraverso un cambio di paradigma, un altro stile di vita e scelte diverse” - Il Torinese

Carlo Petrini: “La sostenibilità passa attraverso un cambio di paradigma, un altro stile di vita e scelte diverse”

Questa mattina si è tenuta l’inaugurazione di Terra Madre Salone del Gusto, evento a Parco Dora, aperto al pubblico, gratuitamente, fino a lunedì 26 settembre (www.terramadre2022.com). A tirare le conclusioni dell’incontro d’apertura è stato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre-Salone del Gusto.

Quest’anno Terra Madre-Salone del Gusto cambia casa, perché?

Terra Madre torna finalmente in presenza! Apprezzo moltissimo la scelta che è stata fatta di collocare l’evento a Parco Dora, luogo della periferia torinese. È un messaggio politico e culturale importantissimo. Si tratta di uno degli appuntamenti della città che ha un appeal internazionale. I delegati arrivano da 160 paesi, il fatto che si svolga in un quartiere non centrale è uno degli elementi rigenerativi. L’ex stabilimento dello strippaggio è bellissimo in qualche misura ci riconsegna la vera origine di questa città. È un modo per legare la storia della classe operaia che qui ha avuto un ruolo importantissimo con la storia delle realtà produttive e della campagna.

Cosa pensa del cambiamento climatico?

Siamo davanti a una tempesta perfetta e penso che sia nostro compito sottolineare quanto il cambiamento climatico sia una ‘iattura’ che sta cambiando la vita di milioni e milioni di persone. Sono esplicito, il principale responsabile di questo sconquasso è il sistema alimentare globale. Se non abbiamo chiaro questo rischiamo di passare un’immagine dell’alimentazione spettacolistica, quella che si vede in televisione, quando invece il problema della fame è una sola questione: il sistema alimentare.

In estrema sintesi il cambiamento climatico è determinato dalla produzione di CO2 e il sistema alimentare ne è responsabile per il 37% della produzione, la mobilità invece ‘solo’ per il 17%. Badate bene che la situazione è irreversibile. Nel momento in cui noi siamo concentrati sulle problematiche di altri settori, questo avanza e non perdona. Siamo davanti a un disastro annunciato e anche qui, nel nostro Piemonte, la siccità non riguarda solo l’anno in corso ma è un problema con cui dovremo convivere. Il sistema alimentare produce cibo per 12 miliardi di persone, noi siamo in 7 miliardi e 800 milioni ergo il 32% della produzione di cibo edibile viene buttato via, basterebbe anche solo questo per dire che siamo di fronte a un fallimento epocale.  Bisogna ridurre lo spreco partendo da casa nostra con i comportamenti individuali e collettivi. Questo sistema deve perché non lo reggiamo più.

E per quanto riguarda la sostenibilità, noi a Torino a che punto siamo?

Vi chiedo solo un favore quando pronunciate la parola sostenibilità siate calmi e pensate al peso che ha questo vocabolo che viene utilizzato ogni dove senza saperne esattamente il significato, non se ne può più.

Sostenibilità deriva da sostegno. ‘Sustain’ è il pedale del pianoforte che prolunga la nota. Hanno dunque ragione i nostri vicini francesi che traducono la parola con ‘durable’ cioè duraturo. Qualsiasi iniziativa che noi intraprendiamo che sia essa produttiva associativa o distributiva deve avere come fine la durata maggiore rispetto alla situazione precedente. Come potete immaginare non è così facile da realizzare. Allora quando parliamo di sostenibilità dobbiamo essere coscienti che significa cambio di paradigma, cambio di stile di vita e cambio di scelte.

Quali sono le regole da seguire per migliorare la situazione?

Tre sono le tematiche che cambieranno il mondo: il rafforzamento dell’economia locale, la riduzione dello spreco e la diminuzione del consumo di proteine animali. Dobbiamo operare portando avanti queste linee e operare politiche culturali perché sono quelle che cambieranno il mondo.

Alla conferenza inaugurale sono intervenuti  il Commissario europeo per gli affari economici e monetari, il presidente della Regione Piemonte e il sindaco di Torino. Il primo ha sottolineato che, dopo quindici anni di progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, nell’ultimo triennio abbiamo assistito a dei passi indietro, aggiungendo che tornare sui propri passi non può essere una soluzione e che il futuro va costruito non soltanto con l’obiettivo di salvare il pianeta, ma anche di vivere meglio. Il presidente della Regione Piemonte ha ribadito che Terra Madre è un fenomeno culturale che celebra il cibo e il legame inscindibile tra prodotti e territorio e che l’uomo ha il dovere di valorizzarlo e di difenderlo. Per il sindaco di Torino, Terra Madre è l’occasione per comprendere che siamo ospiti, e non padroni, di questo pianeta, e che la risposta alla sfida ambientale passa attraverso il cambiamento dei comportamenti quotidiani di ciascuno.

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