Ministri degli Esteri a Venaria: la protesta di Italexit - Il Torinese

Ministri degli Esteri a Venaria: la protesta di Italexit

 “PASSERELLA MEDIATICA PER GIUSTIFICARE L’ESCALATION DEL CONFLITTO”

Riceviamo e pubblichiamo

Il 20 maggio i Ministri degli Esteri dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa si incontreranno alla Reggia di Venaria per la chiusura del semestre di presidenza italiana, con Di Maio che passerà il testimone al suo omologo irlandese.

Nonostante le varie dichiarazioni degli ultimi giorni, che rinnovano la solita retorica sulla difesa dei diritti umani e della fratellanza, è evidente che il tema centrale dell’incontro sarà la questione Ucraina.

Il Consiglio d’Europa arriva a questo appuntamento in una situazione di grave imbarazzo: se il suo obiettivo è la costruzione della pace attraverso la diplomazia, l’espulsione della Russia dal consiglio (avvenuta a marzo) ha dimostrato che non si tratta di un’istituzione super partes bensì dell’ennesima emanazione di un certo potere geopolitico a stelle e strisce. Così, mentre i popoli europei chiedono a gran voce lo stop all’invio di armamenti, i Ministri si incontrano per pianificare le prossime fasi della guerra: ben 27 di loro appartengono a paesi membri dell’Unione Europea, ormai apertamente schierata a favore della “diplomazia delle armi”. 

 

Per questo motivo Italexit ha organizzato un sit-in di protesta in Piazza Vittorio Veneto a partire dalle ore 9:30.

 

Jessica Costanzo, Onorevole Deputata del Partito Italexit per l’Italia, introduce così l’iniziativa: “Questo Consiglio d’Europa rappresenta una passerella mediatica per permettere ai vari Governi di costruirsi un alibi: la globalizzazione ha fallito e l’Unione Europea sta collassando su sé stessa, ma con la guerra si può trovare un facile capro espiatorio per chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini – italiani in primis. Venaria sarà completamente militarizzata per reprimere o, al massimo, strumentalizzare la contestazione: il copione è sempre lo stesso, ma questo non ci impedirà di portare in piazza le nostre rivendicazioni contro l’escalation del conflitto”.

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