Taxi, il perché della protesta

Il Presidente della cooperativa Taxi Torino Alberto Aimone Cat spiega in poche parole su Facebook le ragioni dello sciopero che oggi unisce tutti i tassisti d’Italia.

Non facile per chi non conosca bene questo settore e le differenze che dovrebbero caratterizzare il servizio pubblico offerto dai tassisti h24 su tutta l’area metropolitana (e dunque regolato dalle municipalità) nato per rispondere in tempo reale alle esigenze di mobilità in città a tariffe concordate e sempre uguali; e ad esempio il ruolo dell’NCC (Noleggio Con Conducente) che deve essere prenotato molte ore prima, a costi concordati di volta in volta ed è tenuto a rientrare in rimessa dopo ogni servizio. In pratica un NCC di Vercelli non dovrebbe ad esempio operare a Torino.
Stesso discorso per altri servizi o app che – a tariffe libere, calcolate da algoritmi in base alle domande del momento – possono intercettare corse che dovrebbero essere svolte dai tassisti su piazza senza nessun vincolo di orari o di zone.
Oggi i quasi 1.600 tassisti torinesi (50.000 lavoratori autonomi in tutta Italia) chiedono ascolto alle istituzioni per definire meglio il ruolo di ognuno nell’ambito della mobilità pubblica.

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