Igor Boni, Riccardo Magi e Silvja Manzi hanno visitato il CPR

“Situazione inaccettabile, La città deve monitorare giorno dopo giorno su quanto accade nella struttura”

Ieri  in occasione del lancio di “Torino capitale europea dei diritti“, Igor Boni con Riccardo Magi (deputato di +Europa) e Silvja Manzi (Radicali Italiani) hanno visitato il CPR di Torino. Una visita ispettiva per verificare la situazione nella struttura dopo i tragici eventi dei giorni scorsi.
Nella conferenza stampa seguente Riccardo Magi ha ribadito il sostegno suo e di +Europa a Igor Boni. Un sostegno a chi ha fatto del rispetto dei diritti e soprattutto dei diritti delle persone più indifese e più in difficoltà decenni di azione politica.
Riccardo Magi ha sottolineato che: “gli ospiti del Centro solo i più disperati tra i disperati. Chi gestisce la struttura fa quello che può in un Paese dove le norme collegate ai CPR sono criminogene e spesso criminali. Ho visitato molte strutture in Italia e in tutte si respira la tensione che vivono gli ospiti e si rileva un abuso di psicofarmaci; dentro, dietro le sbarre, ci sono persone recluse senza aver commesso reati, persone che vedono spesso rovinata la loro vita in virtù di una legge sull’immigrazione che è letteralmente vergognosa. Per questo stiamo facendo l’impossibile per conquistare in Parlamento un dibattito serio, laico, che possa condurre all’approvazione della nostra proposta di legge di iniziativa popolare “Ero Straniero”. Regolarizzare e integrare sono le strade da percorrere”.
Igor Boni ha ricordato che la sua prima visita al Centro risale al 2012, nove anni fa.
“La situazione nella struttura che ospita oltre 100 cittadini immigrati era inaccettabile allora ed è inaccettabile ora. Gabbie che tengono recluse persone che non sanno nulla del loro futuro e sono nelle mani dello stato. Si prova una sensazione di vergogna a percorrere i viali assolati. Mi restano le parole di Kamal (marocchino) che aveva un lavoro in un ospedale italiano come infermiere e che oggi, non avendo il permesso di soggiorno, è finito al CPR. È disperato e mi ha mostrato una lunga corda tirandola fuori da una tasca (come faccia ad averla non lo so) dicendo che vuole farla finita. Difficile dimenticare le sue parole. Come è difficile dimenticare quelle ripetute da Ibrahim del Gambia che come una filastrocca ripete “It’s wrong”. Sì, questa situazione è inaccettabile, è sbagliata; la città deve monitorare giorno dopo giorno su quanto accade nella struttura e fare pressioni perché queste strutture vengano superate e chiuse”.

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