I cavalieri della violenza sempre in sella: da Lotta continua al successo televisivo

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni   Forse pochi sanno che l’ufficio del vice direttore de “La Stampa“ Carlo Casalegno venne incredibilmente  occupato da G a d  L e r n e r, chiamato dall’ avv. Agnelli a quello stesso incarico sul quale ci sarebbero tante cose da dire e che spiegano come il processo degenerativo verso sinistra del giornale fondato da Frassati sia cominciato in tempi lontani ed oggi abbia avuto un processo di accelerazione : la vignetta su Mitterrand “illuminista“ e’ più eloquente di tanti articoli e non è neppure una forma di satira, ma una manifestazione di ignoranza e faziosità.

Ho citato L e r n e r , una delle figure più oblique del giornalismo italiano fin dai tempi di “Lotta continua“, perché ha colto l’occasione della finta estradizione dei sette terroristi dalla Francia, per ribadire ancora una volta che “Lotta continua“ non fu organizzazione terroristica e che lui non si pente della sua militanza di allora. Respinge in modo sfrontato persino il clima di complicità  e a volte di istigazione che in molti ambienti  si manifestò con evidenza.
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L e r n e r dimentica persino la zona grigia che ci fu nelle scuole, nelle università, nelle fabbriche che simpatizzò per le “sedicenti brigate rosse“, pronta alla prima occasione ad entrarvi.  Tra un po’ di tempo giungerà a dichiararsi orgoglioso di quell’impresa di giovani idealisti che fecero fuori il commissario Calabresi  e contribuirono in modo determinante alla fine terribile del giovane Roberto Crescenzio arso vivo all’Angelo Azzurro” di via Po. La vicenda francese di questi giorni ha confermato l’esistenza di quella che un ex L. C. Giampiero Mughini ha definito “feccia”, non si capisce bene se escludendo o includendo se’ stesso. Andrea Casalegno, figlio di Carlo e anche lui di L.C . , dichiarò in tempi non sospetti che il germe della violenza era insito fin dalle origini in  L.C. Se non si ammette questo, lasciamo passare la tesi dei bravi ragazzi un po’ scapestrati che poi rinsavirono iniziando così delle splendide carriere nei giornali e nelle Tv, anche in quelle berlusconiane, portando nei posti di comando il virus originario  Forse solo Liguori  si può considerare  un convertito vero. Tutti quelli come Mieli che firmarono il manifesto contro Calabresi salvo poi pentirsi dopo decine d’anni, non possono togliersi di dosso le macchie che hanno accumulato sull’eskimo.
Passi per gli operai comunisti di Mirafiori che intervistati da Pansa – che fu tra i pochi a non firmare contro Calabresi – dichiararono di non solidarizzare per l’agonizzante Casalegno considerato un esecrabile  uomo di destra, ma non può passare per quelli che già allora si ritenevano dei raffinati intellettuali.  Ricordo en passant che la stessa definizione di uomo di destra a Casalegno venne affibbiata, me presente e correlatore nel 2007 dal direttore della “Stampa“ Giulio Anselmi nella sede del giornale . Dedi Casalegno , la vedova di Carlo, rimase allibita. Ebbene, tutta questa gente che si considerava moderata  perché veniva dal Pci e non dal brigatismo e tutti i lobbisti di L.C. dalla carriera facile, va almeno in sede storica sanzionata. Aderirono ad idee politiche incompatibili con la libertà e la democrazia, coprendo con il loro silenzio codardo chi  ha provocato nel mondo milioni di morti. E invece, quelli che non sono morti, ce li troviamo ancora spesso a firmare articoli o a discutere in televisione. I democratici che nel ‘68 scelsero la strada della difesa delle istituzioni, al massimo si sono ritrovati a fare i professori, spesso presi in giro o criticati dalla lobby degli ex rivoluzionari. Questi fatti vanno ricordati quando vediamo un terrorista come Bompressi in giacca e cravatta che continuerà a vivere a Parigi per merito di Mitterrand e di tutti i Governi italiani che non hanno mosso un dito per condurlo nelle patrie galere. La pazienza adesso ha superato tutti i limiti di guardia perché ci sentiamo presi in giro da bande di gente che in ogni occasione è rimasta in sella anche se non erano  e non sono certo dei cavalieri dell’Ariosto. In questo contesto finisco di rivalutare almeno umanamente  Renato Curcio , fondatore delle Br, che non si macchiò di reati di sangue e si fece più di vent’anni di carcere.
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scrivere a quaglieni@gmail.com

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