Il compagno Salvini, i travagli del Pd e il caos della politica

in POLITICA

Noi credevamo che gli ultimi comunisti si fossero rifugiati nelle riserve indiane di Rifondazione o degli stalinisti di Marco Rizzo. Ci sbagliavamo: il vero comunista è Matteo Salvini.  Del resto non è una novità. Più di una ventina di anni fa fu lui l’ inventore dei Comunisti Padani. Umberto Bossi fece una fugace apparizione nelle sezioni del PCI di Varese e Maroni addirittura di Avanguardia Operaia. Ora con il centralismo democratico leghista   all’ unisono:  tutti con Mario Draghi.

Ma c’è anche Beppe Grillo che (ora) vuole assomigliare ad Amedeo Bordiga. Parola d’ ordine pentastellata: espulsioni,  espulsioni,  espulsioni. Appena diventato partito la commissione probiviri colpisce senza pietà. Fortuna che c’ è Antonio Di Pietro che gli presta il simbolo Italia dei Valori. Si badi bene , presta e non regala.  Ha sempre avuto simpatie per il nostrano Masaniello (Beppone detto Grillo) , ma mica è fesso. Qualche soldo dallo Stato italiano e dall’ Europa continua a prenderlo. E vuole lui continuare a spenderli. Sicuramente,  però,  la palma d’ oro della originale estemporaneità in politica va ad Matteo Orfini. Fonda un gruppo trasversale tra PD,  sinistra sbrindellata e pentastellati. Perché? Se la vuole giocare in proprio visto il, appena possibile,  congresso.

Matteo Orfini Dalemiano di ferro e leader dei Giovani Turchi. Soprattutto romano de Roma. Ed a Roma si voterà. Grandi manovre in atto per le liste,  con Calenda che non molla. Io mi presento,  io mi presento punto e basta. Come da programma tutto rinviato ad Ottobre inoltrato. Francamente non so come Torino resisterà ancora 9 mesi in mano ai pentastellati. Respira il Pd locale. Stava cominciando una campagna elettorale senza il candidato. Chi è determinata è lista Monviso,  alias Sergio Chiamparino e anche i Moderati dove Portas ha già candidato Carlotta Salerno a vice Sindaco,  anzi scusate vice Sindachessa,  Con Lo Russo senza se e senza ma. Perciò il Mimmo (Portas) è pure dispost , sia ben chiaro, al ballottaggio,  ad accordarsi con i pentastellati,  ma ad una condizione: Chiaretta,  per almeno due anni si ritiri in convento. Possibilmente convento di clausura. Ed arriviamo alla domanda delle domande : accordo strategico tra PD e cinquestelle? Sembrerebbe di sì.  Perché il PD  vuole questo accordo? Misteri della fede. Sicuramente paura, molta paura di una affermazione della destra, e presumo,  di non essere scoperto a sinistra. Sinistra sbrindellata e  direi estrema, quelli, per capirci che si dicono: siamo solo noi gli unici , veri rivoluzionari. Ora capitanati dall’ ex Vice Sindaco Montanari promuovono liste civiche.

Magari con Montanari candidato. Di male in peggio. Non paghi della figuraccia di cinque anni fa con Giorgio Airaudo ci ritentano. Aderiscono dalle 100 alle 150 sigle diverse.  Dai no vax  agli immancabili no Tav , ai pentastellati delusi da Beppe Grillo che si è venduto per un piatto di lenticchie,  fino all’ immancabile Rifondazione e , magari i 17 simboli di con la falce e martello. Tragicamente nulla di nuovo sotto il sole.  Intanto il Radicale,  nonché mezzo PD Boni lancia i suoi strali verso Damilano. Imprenditore e dunque presunto incompatibile con il ruolo di Sindaco. Forse ha ragione ma chi può e , in particolare,  deve stabilirlo? Non è dato sapere visto che , dopo trent’anni di Berlusca in politica,  non c’ è e forse non ci sarà mai una legge che stabilirà le relative regole di incompatibilità. Mi sa che finirà in una bolla di sapone. Ricapitolando: per scegliere i candidati c’ è tempo. Difficile, però, che si possano fare le primarie direttamente. Come un gioco dell’oca il Pd deve scegliere. Ad oggi,  che io sappia,  mediazioni tra i candidati non ci sono state. Magari il terzo “godrà”. Magari se il Professore Andrea Giorgis non farà più il sottosegretario,  potrà essere lui il candidato unitario. Forse, si vedrà. Decisamente zoppicante questo centro sinistra.  Almeno a Torino.

Patrizio Tosetto

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