Nostalgia della Prima Repubblica

in POLITICA

Piercamillo Davigo non è più magistrato  e non può più fare il moderno Savonarola. Ha fatto il diavolo a quattro per rimanere ma stavolta i suoi gli hanno detto basta. Voto a maggioranza e comunque basta.

Potrà, in questo modo, essere appieno “consulente” dei cinquestelle.  Non è una novità che proprio a lui gli epigoni di Grillo si siano ispirati. Gemelli siamesi Savonarola. 
Non vorrei che anche sui due si abbattesse la maledizione del contrappasso del predicatore fiorentino. Per trent’anni Davigo ha imperversano.  Non ha la sottigliezza di Gherardo Colombo, l’aggressività contadina di Di Pietro o la difficile arte della mediazione di Borrelli.  C’era anche lui a dare la spallata alla prima Repubblica.  Ha continuato nel dire che la politica ed i politici erano corrotti. Forse ha ragione come cittadino o, esso stesso  politico.  Non ha ragione da magistrato che deve dimostrarlo con prove alla mano e relative sentenze. Dal punto di vista giudiziario il sistema fu ed è ancora un fiasco.  Troppa diversità tra il numero elevato di chi è stato inquisito e di chi è stato condannato.
Altra cosa è ciò che è avvenuto politicamente. Appunto il passaggio tra la prima Repubblica e la seconda. Letteralmente spazzato via il Psi di Craxi e la evaporazione della Dc con la diaspora tra Margherita e Berlusconi. Il Pci aveva già deciso prima di essere qualcosa di diverso ed oggi trova nel Pd una sorta di sua continuazione. Rifondazione che ha sempre voluto essere sé stessa oggi non esiste più.  Molti politici , come un fiume carsico , della prima Repubblica sono riemersi e riciclati nella seconda.  Ma non c’ è stato il numero tre. Ci chiediamo da quale brodo di cultura sono emersi determinati politici attuali, capendo che il termine cultura è fuori luogo.
Diciamocelo fino in fondo: c è troppa ignoranza. Gli attuali politici non conoscono.
Troppa ignoranza, come nel caso di Lugi  Di Maio il primo Ministro degli Esteri che non conosce nemmeno la geografia.  Ed ecco che, sempre come un fiume carsico, riemerge una certa nostalgia per la prima Repubblica. Potevi non condividere Bettino Craxi o Giulio Andreotti  o Enrico Berlinguer, ma di loro avevi ed hai la certezza che sapevano.  Potevano contare sui partiti propri e quelli degli altri. Il sistema dei partiti funziona.va Magari in modo alternato ed a volte caotico ma funzionava.  I partiti servivano anche come selezione della propria  classe dirigente.  Con tangentopoli è stato spazzato via il sistema di quei partiti senza sostituto con un altro sistema.
L’operazione di portare il sistema elettorale proporzionale ad un sistema maggioritario è fallita, tant’è che oggi si parla della riforma elettorale di tipo proporzionale con sbarramento. Senza, comunque, un sistema di partiti che possa definirsi tale, con la corruzione che continua a più riprese ed a più livelli e senza arrivare a nessun punto se non all’arricchimento personale.  Vedo tanta approssimazione e confusione con la stupidaggine della riduzione del numero dei parlamentari e la riforma elettorale in alto mare. Allora consoliamoci con la nostalgia per la prima Repubblica, con buona pace dell’ex Magistrato.
Patrizio Tosetto
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