Canoni idrici, Pd: “Sull’ambiente non possiamo permetterci errori”

in POLITICA

Raffaele Gallo (Pd): “Una legge che lascia alla Giunta il potere di decidere tutto” Alberto Avetta (Pd): “Gli impianti devono poter svolgere la doppia funzione, produrre energia e garantire ai Piemontesi acqua potabile gratuita nei periodi di crisi idrica”

 

“A parole siamo tutti ambientalisti ma poi emergono le contraddizioni. Siamo in presenza di una proposta di legge che dispiegherà i suoi effetti per i prossimi 40 anni in un ambito strategico per il futuro di tutti: il cuore di questo provvedimento non può essere esclusivamente di natura economica ma deve garantire la massima attenzione ai profili ambientali. In particolare dobbiamo farci trovare pronti qualora dovessimo affrontare una crisi idrica nei prossimi anni: per questo, in tema di prelievo di acqua dagli invasi, le esigenze di approvvigionamento ad uso potabile debbono essere considerate e dichiarate prioritarie. Sull’ambiente non ci possiamo permettere di commettere errori, soprattutto quando facciamo leggi che impattano sui prossimi decenni e quindi sul futuro e sulla qualità di vita di tutti i piemontesi, anche di quelli che vivono in città e che pensano di essere estranei a questi temi. E invece non è così”. Lo affermano il Capogruppo Raffaele GALLO (PD) e il Consigliere regionale Alberto AVETTA (PD), relatore del disegno di legge che norma le “assegnazioni delle grandi derivazioni ad uso idroelettrico”.

“In attesa che il Governo nazionale dia corso alla più volte annunciata armonizzazione della materia, in Commissione Ambiente abbiamo svolto un importante lavoro emendativo, correggendo una proposta di legge che aveva molti punti critici. Ma non basta, perché normare le concessioni idroelettriche non vuol dire solo adeguarsi alle regole nazionali ed europee in materia di concorrenza; significa trovare un punto di mediazione tra le esigenze di sviluppo economico e quelle di tutela ambientale. Con i nostri emendamenti, ad oggi non accolti, avremmo rafforzato il ruolo del Consiglio regionale rispetto alla Giunta garantendo la massima condivisione e trasparenza nelle scelte; invece questa legge affida alla Giunta il potere di decidere tutto, peraltro esponendo al rischio di ricorsi amministrativi. In Consiglio proveremo a correggere quel che ancora non funziona e lo faremo nell’interesse di tutti i Piemontesi e dell’ambiente straordinario in cui viviamo”

“Anche per quanto riguarda la possibilità di assegnare le concessioni a società miste create ad hoc occorre scongiurare l’eventualità che nascano tante piccole società territoriali e tocca alla Regione svolgere, da protagonista, il ruolo di coordinamento per evitare che ciò accada.

Inoltre, è fondamentale garantire in via prioritaria il prelievo ad uso idropotabile di acqua dagli invasi e su questo riteniamo che la legge non sia adeguata: abbiamo la necessità che gli impianti siano in grado di svolgere la doppia funzione, ovvero poter fornire gratuitamente acqua ad uso potabile nei periodi di crisi senza compromettere la funzione di produzione idroelettrica. Infine, bisogna coinvolgere appieno i territori interessati definendo d’intesa con loro le compensazioni che non possono essere solo economiche ma devono essere soprattutto ambientali. La Giunta, al contrario, ha scelto la via più semplice, quella della monetizzazione”

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