Certificazioni Covid: siglato protocollo italo-cinese

in ECONOMIA E SOCIETA'

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, ha sottoscritto il protocollo pilota del Tavolo italo-cinese di dialogo permanente sulla qualità e la sicurezza dei materiali anti-covid19, promosso dalla Camera di Commercio Internazionale di Wenzhou e dall’Associazione Nuova Generazione Italo-cinese (Angi), in collaborazione con il Centro Studi sullo sviluppo e l’internazionalizzazione di Wenzhou e il Portale Risorse Umane di Wenzhou.

«L’esperienza dell’Unità di crisi – osserva Icardi – ha messo in evidenza l’estrema necessità di armonizzare gli standard delle certificazioni di idoneità e sicurezza dei dispositivi di protezione individuale (maschere facciali, guanti, tute ed occhiali protettivi), così come dei dispositivi medici (mascherine chirurgiche). Nell’emergenza, il riconoscimento immediato della qualità dei prodotti sanitari che si vanno ad acquistare non deve lasciare margini all’incertezza. Il percorso avviato nei mesi di maggiore difficoltà con l’Associazione Nuova Generazione Italo-cinese del presidente Chen Ming ci ha condotto ad individuare riferimenti condivisi per la certificazione dei dispositivi sanitari, la formulazione di “black list” delle aziende produttrici non affidabili e la ricerca di migliori procedure di transito doganale. L’obiettivo è accrescere la sensibilità e la consapevolezza sulla qualità e la sicurezza, attraverso il confronto e la collaborazione».

L’iniziativa ha trovato questa settimana un’occasione di incontro coordinato dallo stesso Cheng Ming, con la partecipazione, oltre che dell’assessore Icardi, dei responsabili di Accredia Dipartimento Certificazione Ispezione, dell’Ufficio controlli – dogane, dell’Ente notificatore Dolomiticert e di un centinaio di operatori cinesi, tra cui il presidente della Camera di Commercio Internazionale di Wenzhou, Lai Xiaohua e il vice presidente Yu Xinchen, il vice direttore del Centro Studi per Sviluppo e l’internazionalizzazione di Wenzhou, Xu WEijun, il dirigente dell’Ufficio normativo della Dogana di Wenzhou, Mao Fanglong, il dirigente dell’Ufficio controllo della Dogana di Wenzhou, Bao Zongwen, la vice direttrice dell’Ufficio Scambio Internazionale di Wenzhou, Ye Yao e rappresentanti dell’Assessorato al Commercio di Wenzhou e dell’Istituto Scienza-Tecnologia su controllo qualità di Wenzhou.

In particolare, Accredia, ente unico di accreditamento designato dal Governo italiano, ha ricordato in una nota che per far fronte alla circolazione di falsi certificati di accompagnamento di prodotti importati e per agevolare il riconoscimento della validità di una certificazione di Dpi rilasciata da un Organismo Notificato, è stata aperta una sezione speciale del proprio sito web istituzionale, all’interno della quale sono fornite alcune indicazioni per riconoscere un certificato valido di attestazione della conformità di un Dpi. Sempre Accredia, il 7 aprile scorso aveva chiesto a tutti gli Organismi di Certificazione e Ispezione accreditati di astenersi dall’emettere attestazioni di tipo “volontario” in quei settori in cui per immettere prodotti sul mercato europeo è necessaria una certificazione emessa da un Organismo Notificato.

Sul fronte cinese, il Ministero del Commercio riconosce e istituisce una lista dei fabbricanti di mascherine non medicali che hanno ottenuto la certificazione o registrazione dagli Stati Esteri (www.cccmhpie.org.cn), mentre l’Agenzia nazionale per la regolamentazione del mercato istituisce una lista delle imprese produttrici di mascherine non medicali non conformi (www.samr.gov.cn).

Dal 25 aprile, le imprese cinesi che esportano mascherine non medicali devono presentare alla Dogana una dichiarazione congiunta della parte esportatrice e della parte importatrice, confermando la conformità del prodotto agli standard cinesi oppure a quelli dello Stato estero. La Dogana procede sulla base della “Lista Bianca” del Ministero del Commercio, oppure per le imprese che non risultano nella “Lista Nera” dell’Agenzia nazionale di regolamentazione del mercato, accertate le dichiarazioni, autorizza l’esportazione.

«Parliamo di una realtà di circa 130 imprese della zona di Wenzhou – rileva l’assessore Icardi -, soprattutto grandi imprese tessili convertite, con una capacità produttiva di 20 milioni di mascherine al giorno e che, secondo i dati della Dogana di Wenzhou, tra gennaio e maggio 2020 hanno esportato 143.770.000 tute protettive e 914 milioni di mascherine. Sono numeri da tenere in considerazione, nel malaugurato caso in cui ci trovassimo ad affrontare una nuova emergenza».

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