Torna di moda l’ambiente, ma fa i conti con il realismo politico

Oggi ritorna di moda parlare di ambiente.
Direi quasi ciclicamente, visto e considerato che da molti decenni l’emergenza climatica ed
ambientale è sotto gli occhi di tutti ed anche è dentro i nostri malmessi polmoni. Eppure ancora
adesso sembra sempre difficile trovare la quadra ed i comportamenti inquinanti continuano.
La questione riguarda la salute dei nostri figli e nostra. Nel libro Gomorra di Roberto Saviano si
racconta di una riunione di camorristi all’ inizio degli anni ’90. Volevano sotterrare rifiuti tossici
nelle campagne del Salento, e l’ acqua inquinata era bevuta da tutti. Il capo rispose deciso: berremo acqua
minerale. Come se il problema non li riguardasse. Nel 1978 ero tra i fondatori della Coop Agriforest, con due obbiettivi. Primo occupazione giovanile . Secondo, pulizia del sottobosco, capendo che due
terzi del territorio italiano è collinare e montano.
Non lo hanno capito i nostri governanti degli ultimi 50 anni. Costruendo ed intubando i corsi d’
d’acqua. I disastri sono sotto gli occhi di tutti. Quando cadono pezzi interi di ghiacciai solo gli
stupidi credono che il tutto non ci riguarda. Eppure la mamma degli studiosi è sempre incinta,
almeno in Italia. I territorio alessandrino martoriato dalle alluvioni periodiche ora ha il problema
dell’ Ilva di Novi Ligure.
Due ministri del lavoro pentastellati e l’ emendamento dell ex ministro del Mezzogiorno sempre
pentastellato hanno realizzato il disastro. E’ stata ritirata l’offerta per il subentro degli
stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure. Risultato pratico.
Continuano ad inquinare, si sono persi posti di lavoro e la bonifica delle aree è compresa. E
complimenti ai deputati e senatori del pd e della maggioranza di sinistra che hanno votato l’
emendamento. Ovviamente sono stati costretti da un realismo politico. Ed ora vedrete la marcia
indietro del governo. Ma oramai la frittata è fatta. Forse quando Salvini arriverà all’ 80 % nei
sondaggi il PD si accorgerà che sta facendo un mare di stupidaggini. E forse, manco allora se
ne accorgerà. Mesi fa mi sono beccato dello stupido da un cattedratico che ( filo Trump) sui dati quantitativi negativi sull’ inquinamento .
La tesi di fondo è: fenomeni che ci sono sempre stati. Sono processi ondivaghi che si
ripetono. Ovviamente e volutamente non considerano un fattore : l’ aumento esponenziale della
popolazione mondiale. Aumento che riguarda i paesi in via di sviluppo e  del
terzo mondo. Con i problemi annessi e connessi. Ci vorrebbe un governo mondiale che, per l
appunto non c’è e difficilmente ci sarà.
Realisticamente si possono parare dei colpi e cercare di contenere il fenomeno.
Ma ecco che arrivano i pentastellati di turno che, con altisonanti proclami ed enunciazioni di
vittorie mai esistite aggravano la nostra situazione. Dicono di essere gli unici ecologisti. Si
autodefiniscono gli unici e veri ecologisti. Praticamente con leggi disastrose. Con un sospetto.
Barbara Rizzi ha proposto questo dannato emendamento per vendicarsi di non essere stata
riconfermata. Esagero?
Forse, ma viceversa l’ alternativa al tutto è che non sanno quali saranno le reazioni ai loro atti. Ed
è ovviamente grave comunque. I sindacati urlano disperati per la perdita di posti di lavoro .
Urlano anche le popolazioni locali perché appunto, non partono i lavori di bonifica. E sia
( purtroppo ) ben chiaro non partiranno. Tra burocrazia e mancanza di soldi. Oramai in molti
( compreso il sottoscritto ) pensano che le cifre del Bilancio del nostro Stato sono cifre messe lì
un po’ a casaccio.
1978, 10 anni dopo, inizi anni ’90 ed oggi sono le date di una sconfitta l’annunciata.
Come quel bellissimo romanzo di Marquez, Cronaca di una Morte annunciata. Dove tutti
sapevano chi e come voleva ammazzare il rivale in amore. Tutti sapevano ma non sono
intervenuti per godersi lo spettacolo.
Il nostro pianeta sta morendo e noi assistiamo impotenti e desiderosi di vedere fino a che punto
arriva lo spettacolo. Catastrofista? Forse. E spero di essere smentito dai fatti. Io ci tengo alla
mia pelle e più della mia pelle a quella dei nostri figli. Felice, felicissimo di sbagliarmi su tutto.

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