Basket, il cuore non è sufficiente

in SPORT
Nella vita come nel Basket il cuore non è sufficiente.  Sicuramente indispensabile, ma non sufficiente. I ragazzi in campo hanno fatto la loro bella figura vincendo l’ ultima partita, ancorché retrocessi
Hanno avuto cuore appassionando tifosi e non. Non simile figura fanno i dirigenti di ieri come di oggi. Del resto, come si sa, la classe non è acqua. Al meglio si potrebbe dire dilettanti allo sbaraglio.  Che poi , pensandoci bene,  tanto dilettanti non sono. Oltre a Terzolo, arrivato in aiuto di Feira si è reso disponibile Gianni Garrone. Torinesissimo, ex giocatore e patron di Collegno e Alto dirigente Fiat Iveco, gli è anche passata per le mani Auxilium Torino nella sua fase calante. E giusto per gradire autore di un accattivante libro storico sul basket piemontese, ora numero uno dell’ asfittico basket femminile locale.  Sanguigno e da 50 anni in qualche modo sempre presente. Un ritorno alle origini, visto che aveva rotto con Forni ed in qualche modo seguito Terzolo. A tutti una domanda: chi pagherà i debiti accumulati? In particolare quelli  con lo Stato, dall’ Inps alle tasse di vario genere? Forni, vendendo, pensava di passare la  patata bollente ad altri? Si prevedono conflitti.  Intanto l’incontro con Appendino è saltato. I baskettari chiedevano soldi per appoggiare il nuovo corso. Ma si sa che i comuni Italiani sono in bolletta.  Ho un amico che fa il procuratore.  Mi spiegava che gli attuali imprenditori sono poca cosa.  Lontani i tempi dei grandi mecenati alla Benetton. O quando Berloni voleva sfondare nel mercato del Nord e sceglieva o veniva scelta da Torino. Si prendevano due piccioni con una fava. Promozione pubblicitaria e Palazzetto del Ruffini pieno di tifosi. Chi dorme sonni tranquilli sono i dirigenti del Parco Olimpico. Sembrano dire: ci siamo tolti un peso.  Lo Sport al PalaVela era marginale.  Abbiamo altre cose a cui pensare non ultimo i mondiali di tennis.  Non hanno mai pagato gli affitti, ma l’ investimento sul campo mobile l’ hanno fatto quelli dell Auxilim.  Magari non hanno pagato ma il problema è loro.  Per noi basta un concerto ben riuscito e recuperiamo le perdite.  La situazione ora è che gli imprenditori  non ci sono con (diciamocelo) i biellesi che se la ridono sotto i baffi . “Vi avevamo avvertito cari torinesi…Ma non ci avete ascoltato”. Effettivamente il notaio Forni arriva da Biella dove il figlio giocava con scarsi risultati. Poi la passione lo ha portato nella nostra città passando per Moncalieri. Forni che un anno fa era un Dio in terra . Che non solo ci ha messo molti soldi ma addirittura si è indebitato con le banche.  I bene informati parlano di 2 milioni di euro.Principale accusa: stare dietro i capricci del figlio diventato quasi tutto, da direttore a direttore sportivo. Al tempo delle vacche grasse un po’ tutti (del settore) erano alla Corte del Re Sole Forni con l’intento di portare a casa qualcosa. Come tutti i cortigiani interessati. E viene fuori che il marchio Auxilium non è originale.  Eppure, dicono  sempre i soliti bene informati, sarebbero stati pagati per l’ affitto del Marchio 10mila euro all’anno a chi considerato proprietario almeno morale della storia dell’ Auxilim, partita 60 anni  fa dagli oratori salesiani. Marchio farlocco e 10mila euro l’anno possono sembrare un trascurabile dettaglio, ma non lo sono, anzi sono stati presupposti sbagliati di un progetto fallimentare.  Non bastano i soldi anche perché, come in questo caso, non sono stati sufficienti. Forni era già in difficoltà un anno fa.  Si è illuso credendo di mettere su una squadra competitiva al massimo per poi vendere, recuperando quello che era incassabile?.  Ora ha incassato zero e l’emorragia finanziaria ed economica non si é arrestata.   Ma mi sa che gli errori si ripetono. E come nelle migliori tradizioni la storia recente non insegna nulla. Avrebbero dovuto resettare tutto partendo dal basso. Dal vivaio, per capirci, magari cercando di costruire un tessuto diffuso ed articolato di atleti oltre che tifosi. Un atleta per arrivare ci deve mettere del suo. Un tifoso volendo risultati subito non s’incarica di capire dove e come le risorse ci sono. Anche qui comunque contenti loro contenti tutti.  E poi chi è causa del suo male pianga se stesso.
Patrizio Tosetto