Alla Fondazione Accorsi il Divisionismo, da Segantini a Balla. Fino al 24 gennaio

OMETTO ACCORS

A confronto le opere di artisti di fine Ottocento e inizio Novecento,  attivi a Torino e Milano

 

Il Divisionismo tra Torino e Milano è protagonista della mostra prorogata al 24 gennaio 2016 alla Fondazione Accorsi Ometto,  comprendente 45 opere selezionate, seguendo i percorsi dei Divisionisti, proprio a partire dalle due regioni che hanno costituito l’epicentro di questo movimento pittorico: il Piemonte e la Lombardia. L’esposizione, curata da Nicoletta Colombo e organizzata in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio,  offre un interessante viaggio nella pittura compresa in un periodo che prendeva avvio dagli anni Ottanta dell’Ottocento per protrarsi fino a tutto il primo decennio del Novecento.

 

L’attenzione si concentra sul ruolo svolto, nello svolgimento delle tendenze divisioniste, dalle città di Torino e Milano, e sui protagonisti della “pittura divisa” di origine piemontese o lombarda. Il Divisionismo,  infatti, nasce in Italia intorno agli ultimi decenni dell’Ottocento e, secondo alcuni critici d’arte,  raggiunge la sua massima espressione con Pellizza da Volpedo, mentre, secondo altri, con Segantini. Le direttive di questo movimento,  nate nei territori ligure e lombardo, sono state poi codificate da principi teorizzati da Gaetano Previati. Il Divisionismo italiano si è differenziato dal “pointillisme” francese per le sue inquietudini estetiche, le sollecitazioni sociali e per il suo crescente confronto con i principi della ricerca scientifica. A ufficializzare il nuovo movimento divisionista fu la Triennale di Milano del 1891.

 

I protagonisti della sperimentazione pittorica divisionista di cui sarà possibile ammirare le opere in mostra sono, tra gli altri, Giovanni Segantini, Giuseppe Pelizza da Volpedo, Angelo Morbelli,  Gaetano Previati, Vittore Gubricy de Dragon,  Emilio Longoni, Matteo Olivero,  Carlo Fornara, Cesare Maggi,  Achille Tomei,  Giovanni Battista Ciolina e Angelo Barabino. All’ingresso del Novecento,  accanto ai maestri ormai affermati,  si andavano imponendo pittori di più giovane formazione, quali Carlo Carrà,  Umberto Boccioni,  Giacomo Balla e Leonardo  Dudreville,  che erano ancora legati per nascita o per formazione alla storia artistica piemontese o lombarda. In mostra si potranno ammirare, tra le altre,  opere quali “Le Parche” (1904), “Vecchine curiose”(1891) e “Ave Maria della sera”(1910) di Morbelli,  “Il sole” di Pellizza da Volpedo, risalente agli anni 1903-4, “Calvario” del 1901 e “Gregge all’alba” del ’10 di Previati, “Bosco di faggi” (1887-1912) di Gubricy de Dragon.

 

Mara Martellotta

 

Informazioni per il pubblico: 01183768

Dal 16 settembre 2015

Orario: Mart – ven 10-13, 14-18.

Sab e Dom.  10-13, 14-19. Lunedì chiuso.

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