AGENDA FONDAZIONE TORINO MUSEI
17 – 23 giugno 2022
VENERDI 17 GIUGNO
Venerdì 17 giugno ore 16.30
BENESSERE, BELLEZZA E LUSSO A POMPEI
Palazzo Madama – visita guidata alla mostra Invito a Pompei
La visita proposta è un interessante percorso che, descrivendo i numerosi oggetti esposti, si inoltra nel mondo della bellezza e della cura della persona, descrivendo usi e costumi della Pompei di I secolo d.C.
Le terme e le palestre erano luoghi di normale frequentazione e socialità. Gli abiti e i monili di ricco valore erano indossati con attenta raffinatezza. La mostra presenta pezzi di fine oreficeria: anelli, bracciali e collane in oro provenienti da diversi siti dell’area vesuviana. Le cronache del tempo raccontano con puntualità quanto facessero parte del corredo personale. Le donne indossavano bracciali, cavigliere e orecchini, intersecavano pietre preziose fra i capelli per valorizzare le già ricercate acconciature, perfette per delineare lo status sociale di appartenenza. Incensi, unguenti e raffinati profumi riempivano preziosi contenitori, custodendo gradevoli fragranze.
Un racconto di lusso e di abitudini da scoprire guidati, per leggere la mostra con uno sguardo diverso e particolare.
Costo: € 6 a partecipante
Costi aggiuntivi: biglietto di ingresso al museo; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta
Info e prenotazioni: 0115211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com
venerdì 17 giugno ore 17
VITTORE GRUBICY DE DRAGON. UN INTELLETTUALE-ARTISTA E LA SUA EREDITÀ Aperture internazionali tra divisionismo e simbolismo
GAM – presentazione del catalogo della mostra (Livorno, Museo della Città, 8 aprile – 10 luglio 2022).
A cura degli Amici della Biblioteca d’arte della Fondazione Torino Musei
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
Intervengono: Aurora Scotti e Sergio Rebora, Curatori della mostra; Virginia Bertone, Capo conservatore GAM Torino
Mercante, pittore e critico d’arte dalla cultura e vocazione europea, Vittore Grubicy (1851-1920) è stata una figura centrale nel dibattito figurativo dell’Italia del tardo Ottocento, impegnata tanto nella promozione commerciale degli artisti italiani che nello sviluppo teorico dell’arte nuova e del divisionismo. Il catalogo che accompagna la mostra Vittore Grubicy De Dragon. Un intellettuale-artista e la sua eredità. Aperture internazionali tra divisionismo e simbolismo, curata Sergio Rebora e Aurora Scotti a Livorno, si configura come una vera e propria monografia dedicata all’artista, in grado di fornire nuovi sguardi sulla sua sfaccettata attività professionale e artistica, così come sulle sue articolate vicende umane. Uno strumento che permette una riflessione a tutto campo sulla stessa funzione del catalogo di mostra, da sempre diviso tra l’esigenza di compendiare l’appuntamento espositivo ad una rilettura più profonda e scientifica degli argomenti.
Info www.gamtorino.it
SABATO 18 GIUGNO
Sabato 18 giugno ore 15:30 durata 2 ore
INCROCI =||= TRAMA E ORDITO. LE POSSIBILITA’ DELLA TESSITURA: DALL’ARAZZO AL TAPPETO
GAM – Incontro con Noemi di Nucci, artista tessile
Nell’ambito di INCROCI, Public program sulla mostra “Una collezione senza confini”
Dialogo con l’opera di William Kentridge, Moscow: the Nose Series City of Moscow, 2009
Noemi Di Nucci, textile artist e designer, si occupa di tessitura di arazzi su telaio verticale e orizzontale usando materiali convenzionali e non, tappeti, installazioni, mixed media e scenografie teatrali: ha realizzato le installazioni per l’Estate Romana, per il Comune di Roma e per il Comune di Firenze nell’ex manicomio San Salvi. I suoi progetti sono caratterizzati dall’unione tra tecniche tradizionali e sperimentali, studio del segno, della forma e del colore e influenze stilistiche contemporanee. Scrive e tiene workshop basati sulla percezione visiva, anche legata ad argomenti specifici, e sulla tessitura di arazzo.
L’incontro con Noemi Di Nucci, incentrato sull’opera presente in mostra Moscow: the Nose Series City of Moscow di William Kentridge è volto a comprendere il processo di traduzione che avviene nel passaggio dal disegno all’intessitura. L’artista afferma che “un arazzo presenta una sorta di pixelatura, una serie di punti nati dalla decisione presa dal tessitore per ogni singolo filo. La tecnica usata richiede infatti un lavoro dedicato, un lento viaggio di completamento delle zone ancora vuote senza fili né colore, per arrivare a un’immagine intera e completa.”
William Kentridge ha realizzato l’opera in collaborazione con Marguerite Sthepens che, assieme alle sue collaboratrici, ha prodotto gli arazzi in lana di moher tessuta a mano, nell’atelier sudafricano The Stephens Tapestry Studio di Johannesburg. Ci racconta che: “Kentridge consegna un disegno composto da forme di carta nera incollate su una superficie di carta o cartone completata da spilli, scotch e altri materiali. Ci disegna sopra e ogni singolo segno che ha fatto, noi lo reinterpretiamo così che possa essere intessuto”.
Durante l’incontro ci si concentrerà sul dinamismo del segno e sul senso del bianco e nero, di pieni e vuoti, leggendo il processo che dalla scelta cromatica porta alla tessitura vera e propria. Noemi di Nucci porterà alcuni esempi di arte tessile: un arazzo del ‘700, uno realizzato con tecnica tradizionale ma di gusto contemporaneo e un tappeto taftato, permettendo ai partecipanti di scoprire le tecniche, cimentarsi nella pratica – dal disegno all’intessitura e conoscere le nuove tecnologie che trasformano tempi e modi di lavorazione.
Costo: 15 € compresa visita al museo
Posti limitati prenotazione obbligatoria entro il 13 giugno infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it
SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO DI INCROCI
DOMENICA 19 GIUGNO
Domenica 19 giugno ore 15.30
IL GIARDINO BOTANICO MEDIEVALE
Palazzo Madama – visita guidata naturalistica
Ai piedi delle possenti torri di Palazzo Madama si trova il Giardino Botanico Medievale, che dal 2011 ospita la ricostruzione di un giardino del tardo Quattrocento, realizzato attraverso lo studio di fonti dell’epoca.
Nel corso del tempo il giardino è stato arricchito con l’introduzione di nuove specie di piante che oggi permettono di proporre visite guidate a cura di naturalisti sulle diverse specie: dalle piante fiorite di ellebori, acanti, digitali, campanule e sclaree alle piante officinali, dalle viti alle piante da frutto fino alle piante considerate magiche.
La visita sarà anche occasione per aprire un dialogo con i presenti sui temi della coltivazione naturale e dell’impiego di rimedi fitoterapici vegetali, oltre che raccontare aneddoti storici e botanici per rivivere la giornata di un giardiniere quattrocentesco: l’Hortolano Domini.
Costo: 6 € a partecipante
Costi aggiuntivi: possibilità di chiedere in cassa il biglietto d’ingresso solo al giardino oppure biglietto d’ingresso al museo | gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta.
Info e prenotazioni: 0115211788 – prenotazioniftm@arteintorino.com
LUNEDI 20 GIUGNO
Lunedì 20 giugno ore 16.45
SCRIVERE SUI MURI A POMPEI: PARETI FRAGILI E MESSAGGI IMMORTALI
Palazzo Madama – conferenza con Silvia Giorcelli – Dipartimento di Studi Storici, Università di Torino
I muri di Pompei non restituiscono soltanto splendidi affreschi e decorazioni parietali ma anche fragilissime scritte dipinte e incise: alla scrittura sui muri, vero e proprio medium di comunicazione, i pompeiani affidavano i messaggi ufficiali, ad es. in occasione di eventi pubblici o di competizioni elettorali; ma sono soprattutto le scritture occasionali, dichiarazioni d’amore ed evocazioni sessuali, battute ed invettive, a restituire una intimità che sarebbe altrimenti perduta per sempre.
La conferenza fa parte del ciclo legato alla mostra Invito a Pompei, in corso a Palazzo Madama fino al 29 agosto.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: t. 011 4429629 madamadidattica@fondazionetorinomusei.it
MARTEDI 21 GIUGNO
Martedì 21 giugno
LA NARRATIVA DI FUKURAWA HIDEO. Tra epoca Heian, Murakami Haruki e distopie contemporanee
MAO – conferenza a cura di Gianluca Coci
Furukawa Hideo, uno dei massimi esponenti della letteratura giapponese contemporanea, dialogherà con la sua voce italiana Gianluca Coci a proposito della sua ormai ventennale carriera di scrittore. Sulle sue opere è stato scritto: «Nonostante lo stile multiforme e una certa dose di sperimentalismo, le sue storie sono avvincenti e facili da comprendere, ed è qui che si ritrova il suo straordinario talento». Autore di romanzi che mescolano realtà e finzione, lirismo e suspense, Furukawa illustrerà al pubblico i suoi lavori, che spaziano dalla riscrittura di famosi classici dell’epoca Heian fino alle distopie contemporanee, passando attraverso Murakami Haruki. In Tokyo Soundtrack, forse il più attuale dei suoi romanzi, immagina un Giappone colpito da catastrofi ambientali, infestato da nuovi virus e poco tollerante nei confronti degli stranieri…
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
MERCOLEDI 22 GIUGNO
JANNIS KOUNELLIS
GAM – Nuova mostra in VideotecaGAM
22 giugno – 13 novembre 2022
a cura di Elena Volpato
Prosegue il ciclo di esposizioni dedicate alla storia del video d’artista italiano tra anni Sessanta e Settanta. La mostra, sesto e ultimo appuntamento della collaborazione con l’Archivio Storico della Biennale di Venezia, si compone di tre diverse manifestazioni dell’immagine di Apollo che Kounellis mise in opera, tra il 1972 e il 1973, nascondendo il proprio volto dietro una maschera di gesso recante le fattezze del dio.
COMUNICATO STAMPA IN ALLEGATO
Mercoledì 22 giugno ore 16.45
DA VERONICA A “VERA ICON”: LA DEVOZIONE AL VOLTO DI CRISTO NEL MEDIOEVO TRA ORIENTE E OCCIDENTE
Palazzo Madama – conferenza con Gian Maria Zaccone, direttore del CISS – Centro Internazionale di Studi sulla Sindone
Due tradizioni, quella orientale del Mandylion e quella occidentale della Veronica si intrecciano fortemente, con esiti diversi nella storia della spiritualità, sebbene entrambe di forte impatto nella evoluzione della ricerca e della Pietà verso la vera immagine di Cristo.
All’epoca di Innocenzo III l’immagine cosiddetta della “Veronica” – presente da tempo in Roma e oggetto di culto crescente – raggiunge il suo status di immagine-reliquia universale del volto di Cristo. L’immagine della Veronica racchiude una doppia valenza, che impronterà la sua iconografia, che la vede ora come immagine del Cristo vittorioso e ora di quello paziente, che l’avvicina all’immagine orientale del Mandylion. Ciò si riflette anche sulle leggende circa la sua origine, in una versione donata da Gesù alla mitica figura di Veronica che desiderava ardentemente avere un’immagine del suo maestro e guaritore, e in un’altra realizzata durante la passione. Sarà quest’ultima a imporsi nell’ambito occidentale. Per molto tempo gli studiosi si sono interrogati su quale delle due leggende – Veronica e Mandylion – si fosse modellata l’altra. Al di là della questione storica è fondamentale prendere atto come, da un ben preciso punto della storia della Chiesa, con sempre maggiore interesse la Cristianità anela a identificare le fattezze umane di Cristo. Il Mandylion in Oriente e la Veronica in Occidente in realtà rappresentano due fondamentali espressioni dello stesso Volto, recepite secondo le più profonde attese delle diverse spiritualità. Ne è palese testimonianza il ruolo della Veronica nella pietà medievale, e in particolare il significato enorme rivestito nel Giubileo del 1300. Le relazioni dei pellegrini, i testi letterari, da Dante a Petrarca, le cronache liturgiche segnalano in maniera inequivocabile l’emozione della presenza di quel volto a Roma, la cui storia ancora oggi risulta di difficile ricostruzione e a tratti controversa.
Gian Maria Zaccone, storico, Direttore del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone di Torino. Laureato in Storia del Diritto si è specializzato nello studio dei processi per i percorsi di canonizzazione nel medioevo e nella storia della Pietà. In questo ambito ha approfondito il tema della ricerca della raffigurazione di Cristo con particolare attenzione agli esiti sindonici. È titolare di un corso universitario di Storia della Sindone e delle reliquie di Cristo nell’ambito della Pietà.
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Prenotazione facoltativa: t. 011 4429629 (da lunedì a venerdì, orario 9,30-13 e 14-16);
e-mail: madamadidattica@fondazionetorinomusei.it
Per assistere alla conferenza è necessario indossare mascherina FFP2
Da mercoledì 22 a venerdì 24 giugno
BLOWING ROSES. PERFORMANCE DI CHRYSANNE STATHACOS PER IL GRANDE VUOTO
MAO – performance nell’ambito della mostra Il Grande Vuoto
Chrysanne Stathacos è un’artista multidisciplinare di origine greca, americana e canadese. Il suo lavoro comprende incisione, questioni ambientali, tessile e performance, ed esplora le connessioni tra azioni rituali, mitologia greca, femminismo, spiritualità orientale, buddhismo e tecnologia, che si riflettono nella sua attuale pratica artistica.
Nell’ambito della mostra Il Grande Vuoto e del progetto #MAOTempoPresente, l’artista è stata invitata a realizzare una performance al MAO Museo d’Arte Orientale: nell’arco di tre giorni, dal 22 al 24 giugno, Stathacos darà vita nel salone Mazzonis a “Blowing Roses”, un’installazione della serie Rose Mandala.
“Creerò un’opera dalla mia serie Rose Mandala, Blowing Roses. Le installazioni Rose Mandala si basano su strutture circolari storiche che hanno lo scopo di creare un’opera che cambia nel tempo. Questi lavori sono realizzati strappando dozzine di rose – petalo per petalo – che vanno a circondare specchi colorati di grandi dimensioni. I sensi dello spettatore sono investiti da ondate di profumo di rose che abitano lo spazio dell’opera” racconta Stathacos, che prosegue “I mandala vengono lasciati seccare mentre i petali si riducono a un quarto della loro dimensione originale. Alla fine, il mandala viene smantellato in una rappresentazione finale. I Rose Mandalas vengono gettati, raccolti e dispersi nel vento o spazzati via dal respiro umano, mio e del pubblico. Queste installazioni/performance riflettono l’effimero processo di cambiamento, età, decadenza e vuoto”.
Nei giorni 22 e 23 giugno il pubblico è invitato ad assistere alla creazione del mandala, che l’artista realizzerà nel Salone Mazzonis. Infine il 24, in una cerimonia rituale aperta al pubblico, Chrysanne Stathacos distruggerà l’opera.
L’accesso alla performance è incluso nel biglietto d’ingresso alla mostra Il Grande Vuoto.
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Theatrum Sabaudiae propone visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO. Per informazioni e prenotazioni: 011.52.11.788 – prenotazioniftm@arteintorino.com
https://www.arteintorino.com/visite-guidate/gam.html https://www.arteintorino.com/visite-guidate/mao.html https://www.arteintorino.com/visite-guidate/palazzo-madama.html |








Nelle sale espositive a due passi dal Louvre, À la rencontre du petit prince celebra uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale, probabilmente l’opera più tradotta dopo la Bibbia tanto da contare edizioni in oltre cinquecento lingue e dialetti differenti. Una mostra composta da oltre seicento pezzi (acquerelli, schizzi e disegni, anche inediti, oltre a fotografie, poesie, ritagli di giornale, estratti delle corrispondenze) che raccontano le tante sfaccettature di Antoine de Saint-Exupéry che fu scrittore e poeta, aviatore e filosofo, esploratore e giornalista sempre animato da un profondo ideale umanista. “È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttate via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio“. Una frase che condensa il messaggio contenuto nell’opera più famosa di Saint-Exupéry, pubblicata il 6 aprile 1943 da Reynal e Hitchcock in inglese, e solo tre anni dopo in Francia. Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry era nato a Lione il 29 giugno del 1900 in una famiglia di antiche radici nobiliari ( uno dei suoi antenati aveva combattuto con gli americani a Yorktown, la battaglia che decise l’esito della Guerra di Indipendenza americana). Aviatore e scrittore francese, guardava all’avventura e al pericolo con gli occhi del poeta e, come si può leggere nelle pagine de Il Piccolo Principe, anche con quelli di un bambino. Di grande impatto emotivo sono i racconti dedicati ai voli aerei, tra i quali Volo di notte, L’aviatore e Terra degli uomini. Durante la seconda guerra mondiale si arruolò nell’aeronautica militare francese e dopo l’armistizio nelle Forces aériennes françaises libres, schierate al fianco degli Alleati contro i nazisti. Il libro Lettera al Generale X e il senso della guerra, pubblicato nel 2014, propone una raccolta di lettere e brani (alcuni inediti in Italia) di Saint-Exupéry, dove si possono leggere anche le ultime commoventi parole scritte all’amico Pierre Dalloz in una breve missiva che non fu mai spedita , datata 30 luglio 1944, il giorno antecedente il suo abbattimento mentre era in volo sul mar Mediterraneo. Queste pagine rappresentano di fatto il testamento spirituale e artistico di uno dei più straordinari personaggi del Novecento, dove Saint-
Exupéry racconta una storia diversa da quella del ragazzino dai capelli d’oro che apprende e soprattutto insegna. In questo libro l’autore si presenta al lettore come aviatore e uomo in guerra ma soprattutto come una persona alla quale stanno a cuore la ricerca di un senso per l’uomo e per la vita, con domande sulle ragioni di tante crudeltà e follie che fanno parte del conflitto bellico. La sua morte in volo restò per molti anni misteriosa, finché nel 2004 venne localizzato e recuperato il relitto del suo aereo. Colpito da un caccia tedesco nel mare antistante la costa marsigliese, il Lockheed P38 Lightning a bordo del quale volava Antoine de Saint-Exupery si inabissò a una settantina di metri di profondità. Lo scrittore francese, partito in missione ricognitiva, era scomparso senza lasciar traccia all’alba del 31 luglio del 1944, poco dopo il decollo da una base in Corsica. Il 29 giugno del 2000, nel centenario della nascita, gli è stato intitolato l’aeroporto di Lione. Per raccontare in sintesi estrema l’insopprimibile spirito d’avventura che ne segnò l’intera, seppur breve vita, bastano forse queste poche parole: “Quando si arriva al futuro, il nostro compito non è di prevederlo, ma piuttosto di consentire che accada“. Merci pour tout, monsieur de Saint-Exupery.