IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Giovedì 15 gennaio alle ore 17,30 al Grattacielo della Città Metropolitana di Torino in corso Inghilterra 7 Giordano Bruno Guerri, storico e presidente del Vittoriale degli Italiani, presenterà il suo nuovo libro dedicato al Futurismo: “Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani” edito da Rizzoli. Si tratta di un libro di storia , ma anche di arte e di letteratura che illustra il Movimento più importante del ‘900 italiano e uno dei più significativi a livello internazionale. Il Futurismo fu penalizzato dal fatto che venne considerato un anticipatore del fascismo e come tale venne respinto e sottovalutato come espressione di una destra bellicista , violenta , maschilista , contraria alla cultura, volta solo a far baccano e polemiche inutilmente eclatanti. Guerri dimostra invece con la sagacia propria dello storico di razza che il Futurismo e’ qualcosa di molto più articolato e complesso. Già la mostra del 1986 sui Futurismi a Palazzo Grassi di Venezia, voluta da Giovanni Agnelli anche per rivalutare i suoi quadri futuristi comprati per pochi soldi, dimostrò la ricchezza poliedrica di una cultura rimasta nel cono d’ombra imposto dalla vulgata settaria per decine di anni. Il volume di Guerri fa il punto sulla situazione, andando oltre, con un libro che è stato definito da collezione perché le immagini che lo illustrano sono davvero preziose. Guerri ha un cognome che evoca la guerra e un nome che ricorda il martirio di un frate arso vivo per il suo libero pensiero. Guerri in realtà è il simbolo di una cultura mite, non ideologica che supera i furori novecenteschi attraverso una meditata riflessione storica. E’ un Renzo De Felice che aiuta a comprendere la storia prima di giudicarla, ma è anche un De Felice che sa scrivere in modo chiaro e attraente ,usando uno stile che è leggibile da un pubblico ampio. Molti storici scrivono per i colleghi universitari, Guerri scrive per i lettori che quindi lo amano molto. Ci sono oggi in Italia due autori, professori o giornalisti, che si ritengono gli unici divulgatori autorizzati , mentre in realtà spacciano della paccottiglia tuttologica che parte dalla preistoria e finisce nella contemporaneità, passando per il Santo di Assisi. Guerri si occupa coerentemente di storia contemporanea da quando essa era materia che scottava e portava alla scomunica e all’emarginazione. Se in Italia si è giunti a poter discutere e scrivere di storia senza l’imprimatur dell’ ANPI, èmerito di pochi storici come Guerri, dei veri chierici che non hanno tradito, come diceva Benda.
L’assetto strutturale di Torino è ormai gerarchico, esso rispecchia l’ordine sociale secondo cui il potere si acquisisce per nascita, come testimonia la corte nobiliare che si accerchia sempre più intorno alla figura del monarca. È opportuno tuttavia sottolineare come in realtà i sovrani non fossero dei veri “desposti”, essi a loro volta dovevano comunque sottostare alle leggi dello Stato, perseguendo l’alto e specifico obiettivo di amministrare la giustizia, perseguendo il difficile scopo di mantenere l’ordine sociale, anche tenendo in considerazione i principi divini.
Nello specifico, la Reggia di Venaria, tuttora considerata un capolavoro d’architettura, si presenta come un’imponente struttura circondata da ampi giardini, ricchi di aiuole, fiori, piante, vanta numerosi esempi d’arte barocca, quali la Sala di Diana, la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto, le Scuderie Juvarriane, la Fontana del Cervo e le numerose decorazioni presenti in tutta la struttura. L’edifico è parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1997.












