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L’altalena. Il Torino torna a terra dopo l’illusione

 

Al “Maradona” il Napoli si impone 2-1 al termine di una gara che racconta bene il momento granata: un passo avanti e uno indietro, come su un’altalena.
Dopo la convincente vittoria contro la Lazio, la squadra di D’Aversa si presenta con un atteggiamento prudente, pronta a difendere e ripartire. Ma sono proprio due disattenzioni a indirizzare la partita. Il Napoli colpisce due volte con un Alisson in serata di grazia e con l’ex Elmas, lasciato troppo libero in area e alla sua prima rete stagionale.
Il Torino prova a reagire soprattutto in contropiede, dove costruisce le occasioni migliori. A riaprire la partita ci pensa Casadei, entrato dalla panchina, che accende le speranze granata. Poco dopo arriva anche la grande occasione per il pareggio: Adams si ritrova davanti a Milinkovic-Savic con la palla giusta, ma uno stop sbagliato spegne tutto.
Il finale resta in bilico, ma il risultato non cambia. Per il Toro è un ritorno alla sconfitta e la sensazione di un’occasione sfuggita, tra errori evitabili e quel cinismo che, ancora una volta, è mancato nel momento decisivo.

Enzo Grassano

Attività fisica e colazione degli italiani

L’80% MODIFICA LA PROPRIA COLAZIONE QUANDO SI ALLENA. FRUTTA CAPOSALDO DEL PRIMO PASTO DELLA GIORNATA, MERENDINA UNA DELLE ALTERNATIVE

È la fotografia scattata da AstraRicerche per conto di Unione Italiana Food, che accende i riflettori sul fenomeno degli “sportivi” del mattino e su come cambiano le abitudini a colazione.

Un trend – quello di chi si allena di mattina – che riguarda il 32% degli italiani, per cui l’attività fisica è un momento quasi quotidiano. Il dilemma è sempre lo stesso, colazione prima o dopo l’allenamento?

Quasi la metà di coloro che praticano sport al mattino (45%) mangia qualcosa di leggero prima dell’attività fisica e completa la colazione con uno spuntino subito dopo, mentre circa 4 su 10 si allenano a digiuno o prendono solo un caffè e fanno colazione dopo. Il Prof. Michelangelo Giampietro, specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione: “Saltare la colazione aumenta il rischio di farsi male in allenamento, il suggerimento è sempre quello di mangiare qualcosa”

Gli italiani sembrano prestare sempre più attenzione alla propria forma, anche se ciò significa alzarsi presto: 1 su 3 (32%) infatti pratica attività fisica al mattino. C’è chi infila le scarpe da running quando fuori è ancora buio, chi si ritaglia un’ora di yoga a casa prima di uscire e chi entra in vasca a nuotare per poi recarsi a lavoro. E la colazione? Quasi la metà di coloro (45%) che fanno attività fisica al mattino opta per un primo pasto della giornata leggero prima dell’allenamento, per poi completarlo con uno spuntino dopo il workout. Mentre il 37% sceglie il digiuno, concedendosi al massimo un caffè o qualcosa di molto leggero e rimandando la colazione a fine allenamento.

Sono alcuni degli highlights che emergono dall’indagine “La colazione degli sportivi al mattino”, commissionata ad AstraRicerche da Unione Italiana Food, Associazione di categoria aderente a Confindustria. Lo studio è stato realizzato attraverso un questionario posto a un campione rappresentativo dei 18-60enni italiani che praticano sport o fanno attività fisica al mattino.

CAMMINATA VELOCE, RUNNING E GINNASTICA LE ATTIVITÀ PIÙ IN VOGA AL MATTINO

L’attività fisica è un’abitudine frequente, quasi quotidiana: fra quanti si allenano a inizio mattina, il 44% lo fa almeno 4 giorni alla settimana, a cui si aggiunge una schiera di fedelissimi – ben 1 sportivo su 4 (24%) – che non salta nemmeno un giorno di allenamento.

Camminata veloce (40%), running (29%), ginnastica (22%), pilates e yoga (18%) sono le attività più praticate dagli italiani. Più o meno il campione degli sportivi del mattino si divide tra chi pratica attività fisica all’aperto (53%) e chi al chiuso (47%).

La voglia di allenarsi supera quella di rimanere nel letto a dormire. Tra i più mattutini, infatti, il 35% inizia la propria sessione di training già prima delle 7.00, mentre 1 su 4 (24%) lo fa tra le 7.00 le 8.00. Ma c’è anche chi se la prende più comoda: 4 su 10 cominciano dopo le 8.00.

FRUTTA ALIMENTO PREFERITO, MERENDINE E BISCOTTI SCELTI DA 1 ITALIANO SU 3 CHE FA ATTIVITÀ FISICA

L’80% degli intervistati che fanno attività fisica al mattino varia la propria colazione. L’allenamento modifica soprattutto le quantità: 7 italiani su 10 dichiarano di mangiare o bere di più nelle sessioni di training (68%), assumendo in particolare bevande per idratarsi (36%), consumando un pasto più nutriente dopo lo sport (29%) o prima dell’allenamento (15%).

In oltre la metà dei casi (54%), l’alimento che prevale nella colazione dagli sportivi è la frutta, sia nella versione secca che fresca. A seguire, per il 41% non possono mancare fette biscottate o pane e crema spalmabile, marmellata, burro o miele e quasi 1 sportivo su 3 (31%) apprezza particolarmente biscotti e merendine. Queste ultime, 8 volte su 10 trovano spazio – anche se in maniera diversificata nel corso della settimana – nella colazione di chi pratica attività fisica (85%), in linea con le indicazioni dei nutrizionisti che suggeriscono di consumarle in media 1-2 volte a settimana.

MERENDINE FARCITE IN TESTA TRA I GUSTI PREFERITI, INTEGRALI E AD ALTO CONTENUTO PROTEICO I TREND

Sebbene il fascino di una referenza farcita – con crema al cioccolato, nocciola, latte o confettura di frutta – resti la scelta preferita a colazione per 4 italiani su 10 che si allenano al mattino (41%), i dati dell’indagine AstraRicerche evidenziano buone performance per le merendine della cosiddetta area benessere: il 22%, per il primo pasto della giornata, punta sulle varianti integrali, il 21% predilige prodotti senza zuccheri aggiunti e il 19% sceglie merendine ad alto contenuto proteico.

Fra gli sportivi che consumano merendine a colazione, in 4 casi su 10 la preferenza va ai croissant (42%). A seguire in questa speciale classifica ci sono i plumcake (30%), i pancake (25%), i muffin (22%) e le merendine refrigerate (22%). Infine, troviamo le crostatine (20%,) le tortine (16%), le sfoglie (13%), i panini arricchiti (12%) e i trancini (10%).

CAFFÈ IN TESTA ALLE BEVANDE CHE ACCOMPAGNANO LA COLAZIONE DEGLI ITALIANI CHE SI ALLENANO

Passando alle bevande tipiche della colazione, 4 italiani su 10 che fanno attività fisica al mattino scelgono in primis il caffè (39%), seguito dal trittico composto da yogurt, skyr e kefir (33%), poi da tè, tisane e infusi (26%) e spremute (26%). Subito dopo troviamo il latte nelle varie declinazioni (25%), i succhi di frutta (19%) e il cappuccino (19%). Inoltre, per più di 1 intervistato su 3 (35%), nel segno della corretta reidratazione non può mancare mai l’acqua a colazione.

IL CONSIGLIO DELL’ESPERTO PRIMA E DOPO L’ALLENAMENTO

In generale non si dovrebbe mai iniziare un’attività fisica con alle spalle un digiuno superiore alle 3-4 ore, afferma il Prof. Michelangelo Giampietro, specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione. “Saltando la colazione si corre il rischio di farsi potenzialmente male in allenamento. Se si è a digiuno da molte ore, cala la glicemia e il glicogeno muscolare non è ricaricato a sufficienza, quindi se non si sostiene l’attività fisica con la colazione i muscoli possono andare incontro a qualche lesione più o meno grave. Anche per chi al mattino ha lo stomaco chiuso il suggerimento è quello di idratarsi e mangiare comunque qualcosa, anche dei biscotti o una merendina a ridosso dell’allenamento, con preferenza per alimenti ricchi di carboidrati, con poche proteine e pochissimi grassi, purché non si resti a digiuno.”

E una volta terminata la sessione? “Dopo l’allenamento è sempre necessario – a maggior ragione quando ci si è allenati a digiuno – consumare quanto prima possibile un “pasto” post-allenamento, prosegue il Prof. Giampietro. In questa fase, infatti, l’organismo ha bisogno di recuperare i liquidi persi con il sudore, l’energia consumata con il lavoro muscolare e riparare gli inevitabili, e per certi versi “desiderabili”, danni che si verificano nei muscoli quando ci si allena. Alimenti e snack che abbinano insieme carboidrati (semplici e complessi) e proteine, con una netta prevalenza dei primi che sono la scelta migliore per un recupero più rapido ed efficace”.

CS

 

Decathlon Wansport Padel Cup, torneo diffuso di padel

IL PIU’ GRANDE DEL PIEMONTE

7 aprile – 21 giugno 2026

65 circoli attivi, circa 400 giocatori

La Decathlon Wansport Padel Cup è il più grande torneo diffuso di padel mai organizzato in Piemonte e uno dei più grandi d’Italia. Un format rivoluzionario che, per la prima volta, dal 7 aprile al 21 giugno, trasforma il Piemonte in un unico grande campo di gioco interconnesso: 65 circoli coinvolti, circa 400 giocatori iscritti alla prima edizione e una community che segue in tempo reale l’andamento delle partite grazie a un’infrastruttura digitale proprietaria. Non un semplice torneo, ma un nuovo standard competitivo e organizzativo per il padel italiano.

 

A ideare questo modello è Wansport, piattaforma digitale specializzata nella gestione e nella connessione dello sport, oggi vera e propria infrastruttura tecnologica, per club e giocatori. Con oltre 2.000 club attivi, più di 13.000 risorse prenotabili e oltre 20 milioni di prenotazioni gestite solo nel 2025, Wansport connette una community di 3,4 milioni di utenti registrati. In Piemonte sono 160 i club che utilizzano Wansport, con 318 utenti attivi. Numeri che rendono possibile un torneo “phygital” – fisico e digitale insieme – capace di coordinare in modo sincrono circoli anche geograficamente distanti, garantendo aggiornamenti live, gestione centralizzata dei match, classifiche integrate e un’esperienza unificata per tutti i partecipanti.

 

La Decathlon Wansport Padel Cup – promossa da Wansport e patrocinata dalla Città di Torino. Assessorato allo Sport – introduce per la prima volta nel panorama nazionale un circuito diffuso che supera il modello tradizionale concentrato in un’unica venue. Ogni club affiliato diventa tappa attiva del circuito, ogni giocatore parte di un ecosistema interconnesso. Una vera community del torneo che si sviluppa sull’esperienza già consolidata della community padel costruita da Wansport negli ultimi anni.

Il Piemonte è tra le regioni italiane a più alta densità padelistica. Secondo la Federazione Italiana Tennis e Padel, il movimento nazionale conta oltre 1,5 milioni di praticanti e più di 9.000 campi attivi, con il Nord-Ovest tra le aree più dinamiche.

Dai circoli storici ai nuovi impianti, dalla collina torinese alla cintura ovest e nord, passando per il Canavese, Carmagnola, Ivrea, Biella, Bardonecchia e Pinerolo, la Wansport Padel Cup coinvolge strutture di ogni dimensione e tradizione, trasformandole in veri palcoscenici per i loro giocatori e rendendo ciascun club protagonista di un evento unico.

Il torneo prende avvio il 7 aprile e le finali si disputeranno il 20 e 21 giugno 2026 in due delle location simbolo del padel torinese, il Palavillage e il Motovelodromo, che ospiteranno l’evento conclusivo con esperienze immersive, presenza di brand, momenti di intrattenimento e il WPC Padel Party.

 

Inoltre, durante la finale del 21 giugno, ci sarà una partita del Torneo VIP di Italy Padel Tour con le Football Legends, che vedrà scendere in campo alcune grandi figure del calcio italiano. Hanno già confermato la loro partecipazione Nicola Amoruso, Cristian Brocchi, Alessio Tacchinardi e Mark Iuliano, protagonisti di una giornata di sport e spettacolo all’insegna del padel.

 

 

“Torino diventa ancora una volta laboratorio d’avanguardia per lo sport grazie alla Decathlon Wansport Padel Cup, una manifestazione che, da aprile a giugno, abbatterà i confini dei singoli circoli per creare un unico grande campo da gioco che unirà Torino, la sua provincia e tutto il Piemonte. – dichiara l’Assessore Domenico Carretta – Il padel ha dimostrato in questi anni una capacità straordinaria di aggregazione e questo torneo, con il suo format ‘phygital’, rappresenta lo step successivo: una community interconnessa che valorizza l’impiantistica locale, dai circoli storici ai centri più moderni. Siamo orgogliosi che le finali si disputino in due luoghi simbolo della nostra città come il PalaVillage e il Motovelodromo, a testimonianza di una Torino che sa fare squadra e che continua a investire nella promozione dello sport per tutti.”

 

Decathlon, in qualità di Title Sponsor, conferma il suo impegno nello sviluppo del padel attraverso progetti ad alto impatto territoriale e tecnologico. Al suo fianco, partner come BIAUTO e Liquid I.V. rafforzano il posizionamento della manifestazione come evento di riferimento nel panorama del padel. media partner Padel Magazine.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo sul sito ufficiale https://wpc.wansport.com/iscriviti/: i giocatori possono registrarsi, selezionare la categoria e completare l’iscrizione tramite app, gestendo calendario, risultati e ranking in tempo reale. È questa l’essenza del format: rendere ogni match parte di un racconto collettivo, connesso e continuo.

 

https://wpc.wansport.com/

Sindaci in pista per “La gara che unisce”

Giovedì 19 marzo i primi cittadini delle Province di Cuneo e Savona scendono in pista per “La gara che unisce”: il ricavato sarà devoluto in parti uguali all’Istituto Giannina Gaslini, tramite Gaslininsieme ETS, e alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

Discese sci ai piedi, in fascia tricolore, per una sfida sportiva inedita su scala nazionale e dallo spiccato valore simbolico e solidale: dalle ore 9 di giovedì 19 marzo i Sindaci delle Province di Cuneo e Savona saranno protagonisti sulle nevi di Prato Nevoso grazie all’iniziativa “Un Comune Obiettivo – La gara che unisce”, patrocinata dalle Regioni Piemonte e Liguria. Un evento storico, ideato dai due Presidenti di Provincia, Luca Robaldo (Cuneo) e Pierangelo Olivieri (Savona), che per la prima volta in Italia coinvolgerà i primi cittadini e gli Amministratori di due diverse Province. Una giornata all’insegna della sensibilizzazione e dell’inclusione, in cui Istituzioni e cittadini si ritrovano uniti, come suggerisce il nome della manifestazione, verso un obiettivo comune: costruire una Comunità più coesa, attenta e inclusiva.

Siamo orgogliosi di ospitare a Prato Nevoso un appuntamento che incarna pienamente i valori in cui crediamo: inclusione, collaborazione tra territori e solidarietà concreta – dichiara Alberto Oliva, Amministratore della Prato Nevoso SpA –. Vedere i sindaci dei Comuni delle province di Cuneo e Savona scendere in pista con la fascia tricolore è un segnale forte di unità istituzionale e vicinanza alle comunità. Prato Nevoso vuole essere non solo una destinazione turistica di riferimento, ma anche un luogo capace di generare valore sociale. Eventi come questo dimostrano che mare e montagna, Liguria e Piemonte, possono fare squadra e costruire insieme progetti significativi per il bene comune”.

A fare da apripista saranno i giovani con disabilità e disturbo dello spettro autistico, coadiuvati dall’Associazione “Discesa Liberi”, realtà di Prato Nevoso che rende accessibile a tutti il mondo dello sci, a prescindere dalla tipologia di disabilità, grazie alla collaborazione di professionisti altamente qualificati. Una tematica che si affianca a quella solidale, che permeerà la giornata del 19 marzo: la quota simbolica di partecipazione, pari a 15 euro per ciascun Amministratore, sarà devoluta in parti uguali a favore dell’Istituto Giannina Gaslini e della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, a sostegno delle attività di cura e ricerca dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. Savona e Cuneo: due Province diverse ma profondamente vicine, espressione di due regioni amiche – mare e montagna che si incontrano – danno vita a un progetto condiviso e dalle nobili finalità. La partecipazione alla gara è aperta a tutti gli Amministratori e ai relativi accompagnatori, con l’intento di unire Territori e Comunità attorno ai temi della disabilità, dell’inclusione e della solidarietà.

La Provincia di Cuneo è orgogliosa di condividere questo appuntamento con la Provincia di Savona, un’iniziativa che rafforza il legame tra i nostri territori e rappresenta un impegno concreto sui temi dell’inclusione e del sostegno a ricerca e cura. E poi, sindaci in pista con la fascia tricolore non si vedono tutti i giorni! Speriamo siano più veloci sugli sci che nelle riunioni… ma ciò che conta è tagliare insieme il traguardo della solidarietà”, così il Presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo.

Un’intuizione nata per unire due territori vicini non solo logisticamente, ma anche complementari, grazie alle montagne cuneesi e al mare di Savona. L’idea di aprire la gara con la discesa di ragazzi affetti da patologie contribuisce ad abbattere le barriere, non soltanto fisiche ma anche geografiche. Un’iniziativa benefica, ideata insieme al mio omologo cuneese Luca Robaldo e alla stazione sciistica di Prato Nevoso”, dichiara il Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri.

Questa iniziativa è un bellissimo esempio di come le istituzioni possano dare un segnale concreto, andando oltre i confini amministrativi e lavorando insieme per obiettivi comuni. Liguria e Piemonte sono legate da una storia di relazioni profonde: il nostro mare e le montagne cuneesi non sono mondi separati, ma parti di un unico sistema che può crescere solo facendo squadra. Eventi come questo rafforzano quel legame e dimostrano che l’unità istituzionale può tradursi in azioni concrete a favore delle comunità. C’è poi un valore ancora più importante: quello dell’inclusione e della solidarietà. Sostenere realtà di eccellenza come l’Istituto Giannina Gaslini e la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – Istituto di Candiolo IRCCS, significa trasformare un momento sportivo in un gesto concreto a favore della ricerca e della cura, mettendo davvero al centro le persone”, il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci.

La solidarietà ancora una volta supera i confini in questo bellissimo gemellaggio sportivo sulla neve delle nostre montagne, che mette insieme istituzioni piemontesi e liguri per un grande progetto di solidarietà: la raccolta fondi per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – Istituto di Candiolo IRCCS – e per l’Istituto Giannina Gaslini di Torino. Come Regione Piemonte siamo orgogliosi di patrocinare questo evento, perché i progetti grandi nascono da gesti concreti e, anche in una cosa bella come lo sport, non dobbiamo mai dimenticare chi è meno fortunato e ha bisogno delle cure di eccellenza che questi due istituti sono in grado di garantire grazie ai tanti professionisti che ogni giorno lavorano per offrire ai malati una speranza di guarigione e di vita”, sottolinea il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Lo sport rappresenta un potente strumento di unione e di speranza attraverso valori positivi: impegno, condivisione, spirito di squadra. Proprio questi valori accompagnano da quarant’anni il lavoro della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro insieme ai medici, ai ricercatori e ai pazienti dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. “Un Comune Obiettivo” è un’iniziativa speciale che testimonia quanto sia fondamentale fare rete tra territori, istituzioni e comunità per sostenere la ricerca e offrire nuove opportunità di cura a tutti. Siamo grati a Prato Nevoso per la collaborazione e la sensibilità dimostrate ancora una volta nei confronti della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, in un anno speciale come quello del 40° anniversario della sua nascita”, dichiara Gianmarco Sala, Direttore Generale della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

«La partecipazione e l’entusiasmo che accompagnano questa iniziativa sono un segnale importante di attenzione verso i bambini e le loro famiglie – dichiara Renato Botti, direttore generale dell’IRCCS Istituto Giannina Gaslini –. Lo sport, soprattutto in età pediatrica, è uno strumento fondamentale di salute e inclusione e contribuisce a una crescita sana ed equilibrata. Ringraziamo Prato Nevoso S.p.A. per l’ospitalità e la sensibilità dimostrate, così come tutte le istituzioni presenti che hanno scelto di sostenere questa giornata. Il contributo raccolto sarà prezioso per le nostre attività di cura e ricerca. In una fase importante come quella della realizzazione del Nuovo Gaslini, che porterà a un rinnovamento profondo dell’ospedale, la vicinanza del territorio rappresenta un segnale concreto di fiducia e responsabilità verso il futuro dei nostri bambini».

Microlino e Valcastello Polo Club, l’eleganza sportiva dello Snow Polo ad alta quota

 

Valcastello, 04 marzo 2026 – Nello scenario mozzafiato delle Dolomiti ha preso vita una collaborazione che ha ridefinito i confini dell’eleganza. Microlino annuncia la sua partecipazione in qualità di Technical Sponsor di Valcastello Snow Polo Showcase, in occasione dell’esibizione internazionale che il 28 febbraio ha visto contrapposte le Nazionali di Polo di Italia e Francia.

L’evento, organizzato con il supporto della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) e della FIP (Federation of International Polo), si è svolto in un momento particolarmente propizio per gli sport invernali. Inserito ufficialmente nel calendario di eventi “Italia dei Giochi” della Fondazione Milano Cortina, questo Test Match non è stato solo una competizione agonistica, ma un tassello fondamentale nel progetto di avvicinamento dello Snow Polo ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2030.

La collaborazione con questo prestigioso appuntamento sportivo, nasce da una convergenza valoriale chiara: sostenibilità, contatto con la natura e spirito competitivo. Microlino incarna una nuova mobilità urbana green, agile e coerente con uno stile di vita attivo e responsabile. In questa partnership si esprime pienamente un’idea di mobilità Made in Italy che unisce attenzione all’ambiente, design e alta manifattura italiana, rafforzando un posizionamento comune”, ha dichiarato Uberto Gavazzi, Country Manager Italy Microlino.
Questa sinergia non è casuale, ma nasce da una passione condivisa per uno stile di vita ricercato, dove la bellezza e la qualità affondano le radici nell’eccellenza del talento nazionale.

In un contesto alpino così magico e autorevole, la scelta di Microlino come partner tecnico per la mobilità ha sottolineato un impegno concreto verso la sostenibilità: un veicolo elettrico a zero emissioni che dialoga armoniosamente con la natura, offrendo una nuova espressione di esclusività interamente su misura.

A rendere concreta questa visione durante l’evento è stata AutoSalmaso, Microlino official dealer, che da generazioni rappresenta un punto di riferimento per l’acquisto di auto e l’assistenza tecnica specializzata, nota per la competenza e la cura sartoriale riservata ai marchi più rinomati: una flotta di 3 Microlino è stata a disposizione degli atleti e dello staff tecnico dal 23 febbraio al 1° marzo.

A testimonianza della rilevanza della partnership, in occasione del match del 28 febbraio, il logo dei partner era presente sulle maglie dei giocatori.

L’appuntamento di Valcastello ha rappresentato solo il primo capitolo di un’ambiziosa roadmap che vedrà Microlino protagonista sui palcoscenici più esclusivi di questa disciplina, mettendo le proprie vetture a disposizione di occasioni straordinarie.

La partnership proseguirà infatti con la Capri Polo Cup, che farà risplendere l’isola di eleganza per tre giorni consecutivi, a partire dal 7 maggio, con una suggestiva sfilata inaugurale di giocatori e cavalli fino alla celebre Piazzetta di Capri.

Le competizioni si sposteranno successivamente nella Capitale, per un evento di rilievo internazionale realizzato con la partnership di FISE. Dal 27 al 30 maggio, in occasione dello storico debutto del Campionato Europeo di Arena Polo targato FIP, la cornice di Piazza di Siena e del Galoppatoio di Villa Borghese ospiterà la sfida tra sei delle migliori Nazionali europee, impegnate a contendersi il primato in un confronto tra eccellenze.

L’ultima tappa del calendario toccherà il Roma Polo Club per l’attesissimo Campionato Italiano, un perfetto connubio tra sport e solidarietà al fianco di Operation Smile, anch’esso in partnership con FISE. Per questo appuntamento sono attesi nella Capitale oltre 900 spettatori di rilievo, tra artisti e membri stimati dello spettacolo che da oltre cinque anni partecipano a questo evento. Quest’anno saranno una decina le squadre che si sfideranno per conquistare il massimo titolo nazionale, sempre accompagnate da Microlino e unite da una particolare attenzione verso una mobilità che sia al contempo sostenibile, unica e rigorosamente Made in Italy.

Coppa Italia Boulder Giovanile, la prima tappa

Grande festa sportiva alla Mondi Verticali di Teramo per la prima tappa della Coppa Italia Boulder Giovanile, appuntamento inaugurale del circuito dedicato esclusivamente alle categorie Under 15 e Under 17.

Un weekend intenso, caratterizzato da alto livello tecnico, entusiasmo e grande partecipazione, che ha ufficialmente dato il via alla stagione giovanile 2026.

Qualifiche: equilibrio e altissimo livello fin dal primo turno

Le qualifiche hanno subito messo in evidenza la qualità dei giovani talenti italiani.

Nella categoria U17 femminile, la romana Leonora Lucarelli (Hangar Frascati Climbing) si è portata al comando con una straordinaria serie di 4 flash su 6 top, seguita dall’arcense Chiara Franceschi (Arco Climbing), anch’essa con 6 top, e dalla veneziana Giorgia Zanetti (Intellighenzia Project), autrice di 5 top flash e 1 zona.

Nel comparto U17 maschile si è stabilito un perfetto equilibrio in vetta tra il fiorentino Emiliano Zingrini (Crazy Center) e il veronese Pietro Franzoni (King Rock Climbing), entrambi con 6 top di cui 5 flash, tallonati dal padovano Leonardo Donola (Opera Verticale), anch’egli capace di chiudere tutti i blocchi proposti.

Nella categoria U15 femminile, le uniche atlete a realizzare tutti e 6 i top sono state la romana Eva Luna Grella (Hangar Frascati Climbing), la bergamasca Matilde Zanardi (Orobia ASD) e la varesotta Greta Di Biase (Ragni di Lecco), dimostrando grande solidità tecnica.

Tra gli U15 maschili, il fiorentino Matteo Franchi (Beta House) ha firmato l’en plein con 6 top di cui 4 flash, seguito dal torinese Mattia Dongiovanni (ASD Rotpunkt) e dal lucchese Niccolò Gatto (The Farm Boulder Gym).

 

Finali: talento e personalità sui blocchi decisivi

Le finali hanno confermato il livello tecnico e la maturità agonistica dei giovani atleti.

U17 Femminile

Dopo il terzo posto in qualifica, Giorgia Zanetti ha ribaltato la classifica e ha conquistato l’oro con 59,5 punti.

Argento per la genovese Maddalena Faragona (Sisport SSD) e bronzo per la bolognese Elisa D’Addario (Gollum Climbing Academy).

U17 Maschile

Anche in finale è proseguito il testa a testa tra i protagonisti delle qualifiche, che si è concluso con l’oro di Emiliano Zingrini, l’argento di Pietro Franzoni e il bronzo di Leonardo Donola.

U15 Femminile

Matilde Zanardi ha confermato l’ottima prova di qualifica e ha conquistato l’oro con 4 top. Secondo gradino del podio per Eva Luna Grella e terzo posto di bronzo per la bresciana Beatrice Bonardi (Mad Climbers).

U15 Maschile

Matteo Franchi, primo anche in qualifica, ha dominato la finale con 4 top, di cui 3 flash. Seconda piazza per il napoletano Carlo De Cristofaro (Star Wall Climbing Roma) e terza per Mattia Dongiovanni.

 

Prossima tappa: il circuito si decide a Piamborno

La prova di Teramo rappresenta il primo capitolo di un breve circuito articolato su due tappe.

La classifica finale della Coppa Italia Boulder Giovanile 2026 verrà definita con la seconda e conclusiva prova, in programma il 28-29 marzo a Piamborno (BS) presso la palestra Manopiede.

Il futuro dell’arrampicata italiana è già in movimento: il circuito giovanile è partito con energia, qualità e grande entusiasmo.

 

La Milano-Torino compie 150 anni

 

Era il 1876 quando Paolo Magretti percorse i 150 chilometri della prima, storica edizione della Milano-Torino in 10 ore e 9 minuti, iscrivendo il proprio nome nell’albo d’oro della Classica più antica del mondo. A 150 anni di distanza, la Milano-Torino continua a rappresentare una delle corse di un giorno più ambite del calendario ciclistico internazionale, come testimoniano i grandi nomi che ne hanno arricchito la storia nel corso degli anni. L’edizione numero 107 della corsa – che prenderà il via il prossimo 18 marzo da Rho e si concluderà, dopo 174 km, a Superga – è stata presentata  a Torino, al Cinema Massimo. In onore alla grande Classica del ciclismo mondiale, nella vicina cancellata della Mole Antonelliana e del Museo del Cinema, fino al 18 marzo saranno esposte foto storiche della corsa, insieme a pagine di Gazzetta dello Sport e del Corriere della Sera dedicate alla corsa.

L’assessore allo Sport Domenico Carretta è intervenuto alla presentazione per portare i saluti della Città di Torino: “Celebrare i 150 anni della Milano-Torino è qualcosa che va oltre il rendere omaggio ad una competizione, siamo difronte ad un pezzo di storia del nostro Paese e dell’identità stessa della nostra città” – ha commentato l’assessore. “È un orgoglio accoglierne l’arrivo ai piedi della Basilica di Superga, un traguardo che negli anni è diventato simbolo di fatica, leggenda e bellezza paesaggistica. Festeggiare questo anniversario così prestigioso, ripercorrendone la storia dal 1876 ad oggi, dimostra come il ciclismo sia un ponte perfetto tra la nostra memoria e il futuro sportivo di Torino”.

Il percorso della corsa sarà sostanzialmente pianeggiante nella prima metà, ondulato con alcune asperità degne di nota nella seconda. Partenza da Rho per attraversare su strade pianeggianti l’alta pianura padana nella zona delle risaie toccando Magenta, Novara e Vercelli per portarsi quindi verso il Po solcando in perfetta pianura le risaie. Segue una parte ondulata lungo strade larghe e prevalentemente rettilinee fino a raggiungere il circuito finale. Dopo San Mauro Torinese si costeggia il Po in Corso Casale per salire alla basilica di Superga una prima volta (si devia 600 m prima dell’arrivo) per scendere su Rivodora con una discesa impegnativa che riporta a San Mauro e quindi risalire fino all’arrivo con pendenze anche oltre il 10%. Gli ultimi 5 km (che si ripetono due volte salvo i 600 metri finali) che iniziano in corso Casale dove inizia la salita che porta alla Basilica di Superga hanno una pendenza media di 9.1% con una punta attorno a metà salita del 14% e lunghi tratti al 10%.

TorinoClick

ValleBelbo Sport in netta crescita nel circuito regionale CSI

Che progressi a Novara!

La ValleBelbo Sport in netta crescita nel circuito regionale CSI Una giornata all’insegna dei miglioramenti. Così si può sintetizzare la quarta tappa del Circuito Regionale di Nuoto – 10° trofeo “Davide Filippini” della ValleBelbo Sport. Con tutti i gruppi impegnati sui blocchi a Novara, il team dai colori arancio-nero che svolge l’attività quotidiana alla piscina “Gianni Palumbo” del centro sportivo Orangym di Nizza Monferrato segna un consistente cambio di passo, in particolare per quanto riguarda gli Esordienti A e B. I giovani nuotatori, sebbene non avessero il supporto a bordo vasca della coordinatrice dei gruppi esordienti Monica Fusaro, infortunata così come una delle due guide dei Propaganda, Federica Ferraris, hanno mostrato consapevolezza e preparazione nell’affrontare la gara, aspetto apprezzato dal Direttore Sportivo della ValleBelbo Sport Pino Palumbo. “Oggi ho seguito la squadra assieme a Anita Palumbo, una delle due coordinatrici del gruppo Propaganda, vista l’assenza forzata delle due allenatrici a cui auguriamo un rapido recupero, ma gli equilibri sono stati comunque impeccabili: questo vuol dire che il lavoro quotidiano che abbiamo impostato è di grande qualità e che gli input forniti ai nuotatori delle varie categorie stanno guidando ragazzi e ragazze verso un percorso di crescita, sia tecnica, sia umana”. È stata davvero numerosa la delegazione della ValleBelbo Sport a Novara. Partendo dai più piccoli Propaganda (e Super Baby), sono scesi in acqua Lorenzo Montanaro, Filippo Ghione, Camilla Angelini, Marco Andrea Baldizzone, Ester Gavrilov, Leonardo Milano, Enrico Oddone, Giulio Pavia e Alan Shehu. Tra gli Esordienti B hanno gareggiato Matilde Angelini, Gaia Arpellino, Manuele Bonfante, Pietro Capra, Tommaso Ciurca, Alessio Ferro, Ginevra Gagliardi, Matilde Ghione, Giacomo Giberti, Gioele Grasso, Bianca Ippolito, Robert Mihai Isopescu, Greta La Stella, Giorgio Paravidino, Noemi Russo e Maria Sararu, mentre tra gli Esordienti A, sono scesi in vasca Tommaso Bertelli, Tommaso Casasola, Giacomo Fidanza, Edera Gavrilov, Melissa La Stella, Edoardo Leva, Carlotta Maisano, Chiara Papillo, Manhua Rizzo, Irene Roccazzella, Stefani Stojanova, Matilde Stojcheva, Diletta Tudisco e Adele Vola. Per quanto riguarda la categoria Ragazzi hanno gareggiato Arianna Blue Africano, Leonardo Di Pietro, Gabriele Giberti, Alessandro Mairano, Anna Marchelli, Jacopo Martella, Sarah Messina, Vittorio Perosino, Leonardo Pintescul, Giulio Maria Rizzolo, Mattia Antonio Tammaro, Bianca Tassinario e Aurora Tudisco, tra gli Juniores, Daniel Argieri, Margherita Berta, Maddalena Bertelli, Elisa Ferrari, Greta Gabutto, Luca Lovisolo e Camilla Palumbo, Pietro Balsamo ha preso parte alle gare nella categoria Cadetti. Il Circuito Regionale CSI riprenderà sempre da Novara il 12 aprile con la quinta tappa del Trofeo Davide Filippini.

Al via i Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics Italia

Dalle Alpi al cuore del Paese: nel solco del ciclo olimpico 2025–2026, l’Italia si conferma Nazione pienamente olimpica

L’Aquila, 2 marzo 2026 – Dal 2 al 6 marzo 2026 il Centro Italia ospiterà i XXXVII Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics Italia. Cinquecento atleti con e senza disabilità intellettive, provenienti da ogni parte d’Italia, stanno raggiungendo l’Abruzzo per animare un evento che, per la prima volta, approda nel cuore della Penisola, portando con sé energia, inclusione e autentico spirito olimpico.

Un appuntamento che rappresenta molto più di una competizione sportiva: è la celebrazione del talento, della determinazione e del valore dello sport unificato, cifra distintiva del Movimento di Special Olympics Italia, dove atleti con e senza disabilità intellettive si allenano e gareggiano insieme, abbattendo barriere e costruendo comunità.

Un evento dentro il grande ciclo olimpico italiano

I XXXVII Giochi Nazionali Invernali si collocano pienamente nella scia del ciclo olimpico che l’Italia sta vivendo. Un percorso avviato nel marzo 2025 con gli Special Olympics World Winter Games, ospitati tra Torino, Bardonecchia, Sestriere e Pragelato, proseguito con le Olimpiadi Invernali (6–22 febbraio 2026) e destinato a concludersi con le Paralimpiadi Invernali, in programma dal 6 al 15 marzo 2026.

Si tratta di un cammino che ha attraversato l’intero arco alpino, unendo territori e comunità sotto un’unica grande visione. Con Special Olympics sulle Alpi Occidentali torinesi e con Olimpiadi e Paralimpiadi sulle Alpi di Lombardia, Trentino e Veneto, la torcia ideale dello sport ha percorso tutta la dorsale alpina, passando simbolicamente di mano in mano lungo l’Italia.

Un cammino che racconta una Nazione pienamente olimpica, capace di promuovere lo sport come strumento di crescita, coesione e partecipazione. In questo scenario, i Giochi Nazionali Invernali rappresentano l’approdo nel Centro Italia di questo grande abbraccio sportivo che ha idealmente coperto l’intero Paese.

La Cerimonia di Apertura e la Fiamma della Speranza

La Cerimonia di Apertura si svolgerà il 3 marzo a L’Aquila, nella suggestiva cornice di Piazza Duomo, cuore simbolico della città.

Protagonista sarà la Fiamma della Speranza, che nei giorni scorsi ha attraversato la regione Abruzzo in sei tappe, coinvolgendo 250 runner tra atleti, familiari, forze dell’ordine, volontari e studenti delle scuole del territorio. Il suo ingresso in Cerimonia, con l’accensione del tripode, segnerà ufficialmente l’inizio dei Giochi, suggellando un percorso di partecipazione e condivisione che ha già saputo unire comunità e generazioni.

Le discipline e lo sport unificato

Le competizioni si articoleranno in quattro discipline: sci alpino, sci nordico, corsa con le racchette da neve e snowboard.

Ad eccezione dello snowboard, tutte le discipline prevedono gare unificate, con formazioni miste di atleti con e senza disabilità intellettive che gareggeranno insieme, unendo le forze per raggiungere il traguardo. Un traguardo che non è soltanto sportivo, ma anche umano: fatto di gioco di squadra, rispetto reciproco, amicizia e crescita condivisa.

Dal 2 al 6 marzo, il Centro Italia diventerà così il cuore pulsante dello sport unificato. Cinque giorni di gare ed emozioni che confermano, ancora una volta, come lo sport sia davvero per tutti e come l’Italia, nel segno del ciclo olimpico 2025–2026, sappia essere protagonista di un’unica grande storia di inclusione.

I XXXVII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics, Ovindoli 2026 sono realizzati grazie al supporto di:

Cisalfa, Banca di Credito Cooperativo, Coca-Cola, Energean, Soroptimist International d’Italia, Würth    e Toyota in qualità di mobility partner.

Sergio Rosso. Velocità, che passione!

Gli autodromi casalesi videro la crescita di una nuova generazione di piloti, tra i quali Sergio Rosso, classe 1940. Nell’impianto polveroso in terra battuta di San Bernardino lungo un chilometro, denominato la mini Monza, si svolse nel maggio del 1968 il primo Grand Prix automobilistico con 18 vetture a cui partecipò Sergio Rosso, vinto dall’amico Arriberto Beluardo. Nel piccolo autodromo, il primo del genere in Italia, potevano gareggiare solo le vetture di piccola cilindrata 500 cc. e 600 cc. In una gara riservata alle vetture di cilindrata 1000 cc. sulla pista del Motor Racing Club di Casale Popolo e Coniolo, nel 1970 Sergio Rosso su Abarth concluse in bellezza al primo posto, confermandosi avversario molto scomodo per tutti i concorrenti. Lo sport automobilistico casalese vide realizzarsi un’altra idea straordinaria, l’autodromo di Casale Monferrato. Costruito sul territorio di Morano sul Po, fu aperto nel 1973 con una gara valida per il campionato italiano, episodio raccontato sulle testate nazionali Autosprint e Quattroruote. Le prove iniziarono sabato 17 marzo e le qualificazioni il giorno seguente. L’inaugurazione dell’autodromo monferrino avvenne lunedì 19 marzo per la Fiera di primavera di San Giuseppe alla presenza del vescovo di Casale mons. Carlo Cavalla, il fior fiore dell’automobilismo nazionale e Luca Cordero di Montezemolo.

Per l’occasione, la scuderia di Maranello inviò una Ferrari 312 B2 di Formula 1 condotta da Arturo Merzario e due Alfa Romeo 33 TT3, nuovi  modelli per il mondiale marche ricavati dal motore boxer 12 cilindri della Ferrari prototipo del 1972. Alle ore 14 iniziarono le fasi finali di gara con la Formula Italia, alle 15 la Formula Ford, alle 16 la Formula 3 e alle 17 la Formula Mexico, tutte dotate con diverse elaborazioni del motore 1600 cc. Al debutto, Sergio Rosso non disputò la finale a causa di una vecchia Formula 3 non omologata. L’anno successivo su Lotus 69B Ford fornita dalla Scuderia Autodrom Casale, lo sfortunato Rosso fu escluso dalla fase finale per una sbandata dell’auto finita sulla barriera di protezione causata da una macchia d’olio sull’asfalto. Partito con il numero 27 e in quel momento al nono posto, non avendo ricevuto segnalazioni dai box continuò la sua veloce corsa fino all’ultimo giro non sapendo di essere già qualificato per la finale, riportando gravi danni alle sospensioni della vettura e fu costretto al ritiro. Nel 1975, con una Formula 3 Monza della scuderia “Casale Corse” dal motore Fiat 500 Boxer, ottenne il terzo posto in manche e il settimo assoluto nella finale del Gran Premio Lotteria del circuito brianzolo. Nello stesso anno ottenne ottimi risultati in Formula 3 nel Giro d’Italia e nella 6° Coppa dell’autodromo di Vallelunga.

La coppia Rosso-Beluardo si distinse nella prima edizione del Giro d’Italia automobilistico del 1973, campionato interserie riservato a prototipi senza limite di cilindrata, partecipando l’anno seguente alla seconda edizione con una Opel Commodore coupé 2800 GSE da 190 HP. I due piloti affermarono alla stampa che la potente vettura, fornita dal Garage Casalese concessionario di zona della General Motor Italia, si poteva guidare facilmente come una bicicletta. Dalle tribune di Morano era possibile assistere allo sviluppo intero del percorso, situazione molto originale per il teatro di campionati italiani e svizzeri. Qui sfrecciarono campioni come Regazzoni, Munari, Patrese, Andruet, Fittipaldi, Renzo Pasolini su Aermacchi, Lella Lombardi giunta al terzo posto a Morano su Lola T282, la pilota di Frugarolo unica donna ad aver ottenuto punti nel mondiale di Formula 1, e i fratelli Felice e Giacomo Agostini, campioni di motociclismo. Dopo 17 competizioni, 2100 piloti partecipanti e oltre 100000 spettatori, sede di prove per scuderie, marchi e riviste di auto nazionali ed europee, una drastica decisione impedirà l’utilizzo dell’autodromo. La crociata ecologica contro l’inquinamento si concluse nel 1977 con la chiusura del circuito di Morano che si estendeva in parte sul territorio confinante, costruito senza il permesso edilizio del sindaco di Pontestura Franco Guarnero.

 La nuova asfaltatura, l’apertura di un ristorante e la proposta di allungare la pista di quattro chilometri non concretizzarono la riapertura ipotizzata, speranze deluse dalla scarsità di fondi che impedirono all’autodromo di emergere a livello nazionale ed europeo, nonostante il consigliere regionale Cristiano Bussola e il pilota del Campionato Mondiale Marche e conduttore televisivo Andrea De Adamich si fossero attivati strenuamente. Recentemente il territorio è stato acquistato dal Gruppo Holdim di Serralunga di Crea, offrendo performance ambientali motoristiche e un progetto di riqualificazione dell’impianto sportivo. Sono emerse richieste di importanti costruttori e del Politecnico di Torino per sviluppare nuovi test a Morano, non più possibili in altri autodromi come Monza. Dopo essere stato dimenticato per decenni, l’impianto è stato parzialmente ripristinato per le riprese effettuate sulla biografia di Enzo Ferrari, adattamento cinematografico del regista americano Michael Mann uscito nelle sale di tutto il mondo nel 2023 con deludente successo in Italia. Sergio Rosso, consapevole degli ostacoli diabolicamente difficili, interpretava ogni momento della vita come un artista di spettacolo, sostenuto dai molteplici affetti e dal singolare temperamento. Socio fondatore degli autodromi di San Bernardino e Morano sul Po, amante della velocità e del bel canto, ci ha lasciati nel 2018.
Armano Luigi Gozzano