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Coppa Italia Boulder Giovanile, la prima tappa

Grande festa sportiva alla Mondi Verticali di Teramo per la prima tappa della Coppa Italia Boulder Giovanile, appuntamento inaugurale del circuito dedicato esclusivamente alle categorie Under 15 e Under 17.

Un weekend intenso, caratterizzato da alto livello tecnico, entusiasmo e grande partecipazione, che ha ufficialmente dato il via alla stagione giovanile 2026.

Qualifiche: equilibrio e altissimo livello fin dal primo turno

Le qualifiche hanno subito messo in evidenza la qualità dei giovani talenti italiani.

Nella categoria U17 femminile, la romana Leonora Lucarelli (Hangar Frascati Climbing) si è portata al comando con una straordinaria serie di 4 flash su 6 top, seguita dall’arcense Chiara Franceschi (Arco Climbing), anch’essa con 6 top, e dalla veneziana Giorgia Zanetti (Intellighenzia Project), autrice di 5 top flash e 1 zona.

Nel comparto U17 maschile si è stabilito un perfetto equilibrio in vetta tra il fiorentino Emiliano Zingrini (Crazy Center) e il veronese Pietro Franzoni (King Rock Climbing), entrambi con 6 top di cui 5 flash, tallonati dal padovano Leonardo Donola (Opera Verticale), anch’egli capace di chiudere tutti i blocchi proposti.

Nella categoria U15 femminile, le uniche atlete a realizzare tutti e 6 i top sono state la romana Eva Luna Grella (Hangar Frascati Climbing), la bergamasca Matilde Zanardi (Orobia ASD) e la varesotta Greta Di Biase (Ragni di Lecco), dimostrando grande solidità tecnica.

Tra gli U15 maschili, il fiorentino Matteo Franchi (Beta House) ha firmato l’en plein con 6 top di cui 4 flash, seguito dal torinese Mattia Dongiovanni (ASD Rotpunkt) e dal lucchese Niccolò Gatto (The Farm Boulder Gym).

 

Finali: talento e personalità sui blocchi decisivi

Le finali hanno confermato il livello tecnico e la maturità agonistica dei giovani atleti.

U17 Femminile

Dopo il terzo posto in qualifica, Giorgia Zanetti ha ribaltato la classifica e ha conquistato l’oro con 59,5 punti.

Argento per la genovese Maddalena Faragona (Sisport SSD) e bronzo per la bolognese Elisa D’Addario (Gollum Climbing Academy).

U17 Maschile

Anche in finale è proseguito il testa a testa tra i protagonisti delle qualifiche, che si è concluso con l’oro di Emiliano Zingrini, l’argento di Pietro Franzoni e il bronzo di Leonardo Donola.

U15 Femminile

Matilde Zanardi ha confermato l’ottima prova di qualifica e ha conquistato l’oro con 4 top. Secondo gradino del podio per Eva Luna Grella e terzo posto di bronzo per la bresciana Beatrice Bonardi (Mad Climbers).

U15 Maschile

Matteo Franchi, primo anche in qualifica, ha dominato la finale con 4 top, di cui 3 flash. Seconda piazza per il napoletano Carlo De Cristofaro (Star Wall Climbing Roma) e terza per Mattia Dongiovanni.

 

Prossima tappa: il circuito si decide a Piamborno

La prova di Teramo rappresenta il primo capitolo di un breve circuito articolato su due tappe.

La classifica finale della Coppa Italia Boulder Giovanile 2026 verrà definita con la seconda e conclusiva prova, in programma il 28-29 marzo a Piamborno (BS) presso la palestra Manopiede.

Il futuro dell’arrampicata italiana è già in movimento: il circuito giovanile è partito con energia, qualità e grande entusiasmo.

 

La Milano-Torino compie 150 anni

 

Era il 1876 quando Paolo Magretti percorse i 150 chilometri della prima, storica edizione della Milano-Torino in 10 ore e 9 minuti, iscrivendo il proprio nome nell’albo d’oro della Classica più antica del mondo. A 150 anni di distanza, la Milano-Torino continua a rappresentare una delle corse di un giorno più ambite del calendario ciclistico internazionale, come testimoniano i grandi nomi che ne hanno arricchito la storia nel corso degli anni. L’edizione numero 107 della corsa – che prenderà il via il prossimo 18 marzo da Rho e si concluderà, dopo 174 km, a Superga – è stata presentata  a Torino, al Cinema Massimo. In onore alla grande Classica del ciclismo mondiale, nella vicina cancellata della Mole Antonelliana e del Museo del Cinema, fino al 18 marzo saranno esposte foto storiche della corsa, insieme a pagine di Gazzetta dello Sport e del Corriere della Sera dedicate alla corsa.

L’assessore allo Sport Domenico Carretta è intervenuto alla presentazione per portare i saluti della Città di Torino: “Celebrare i 150 anni della Milano-Torino è qualcosa che va oltre il rendere omaggio ad una competizione, siamo difronte ad un pezzo di storia del nostro Paese e dell’identità stessa della nostra città” – ha commentato l’assessore. “È un orgoglio accoglierne l’arrivo ai piedi della Basilica di Superga, un traguardo che negli anni è diventato simbolo di fatica, leggenda e bellezza paesaggistica. Festeggiare questo anniversario così prestigioso, ripercorrendone la storia dal 1876 ad oggi, dimostra come il ciclismo sia un ponte perfetto tra la nostra memoria e il futuro sportivo di Torino”.

Il percorso della corsa sarà sostanzialmente pianeggiante nella prima metà, ondulato con alcune asperità degne di nota nella seconda. Partenza da Rho per attraversare su strade pianeggianti l’alta pianura padana nella zona delle risaie toccando Magenta, Novara e Vercelli per portarsi quindi verso il Po solcando in perfetta pianura le risaie. Segue una parte ondulata lungo strade larghe e prevalentemente rettilinee fino a raggiungere il circuito finale. Dopo San Mauro Torinese si costeggia il Po in Corso Casale per salire alla basilica di Superga una prima volta (si devia 600 m prima dell’arrivo) per scendere su Rivodora con una discesa impegnativa che riporta a San Mauro e quindi risalire fino all’arrivo con pendenze anche oltre il 10%. Gli ultimi 5 km (che si ripetono due volte salvo i 600 metri finali) che iniziano in corso Casale dove inizia la salita che porta alla Basilica di Superga hanno una pendenza media di 9.1% con una punta attorno a metà salita del 14% e lunghi tratti al 10%.

TorinoClick

ValleBelbo Sport in netta crescita nel circuito regionale CSI

Che progressi a Novara!

La ValleBelbo Sport in netta crescita nel circuito regionale CSI Una giornata all’insegna dei miglioramenti. Così si può sintetizzare la quarta tappa del Circuito Regionale di Nuoto – 10° trofeo “Davide Filippini” della ValleBelbo Sport. Con tutti i gruppi impegnati sui blocchi a Novara, il team dai colori arancio-nero che svolge l’attività quotidiana alla piscina “Gianni Palumbo” del centro sportivo Orangym di Nizza Monferrato segna un consistente cambio di passo, in particolare per quanto riguarda gli Esordienti A e B. I giovani nuotatori, sebbene non avessero il supporto a bordo vasca della coordinatrice dei gruppi esordienti Monica Fusaro, infortunata così come una delle due guide dei Propaganda, Federica Ferraris, hanno mostrato consapevolezza e preparazione nell’affrontare la gara, aspetto apprezzato dal Direttore Sportivo della ValleBelbo Sport Pino Palumbo. “Oggi ho seguito la squadra assieme a Anita Palumbo, una delle due coordinatrici del gruppo Propaganda, vista l’assenza forzata delle due allenatrici a cui auguriamo un rapido recupero, ma gli equilibri sono stati comunque impeccabili: questo vuol dire che il lavoro quotidiano che abbiamo impostato è di grande qualità e che gli input forniti ai nuotatori delle varie categorie stanno guidando ragazzi e ragazze verso un percorso di crescita, sia tecnica, sia umana”. È stata davvero numerosa la delegazione della ValleBelbo Sport a Novara. Partendo dai più piccoli Propaganda (e Super Baby), sono scesi in acqua Lorenzo Montanaro, Filippo Ghione, Camilla Angelini, Marco Andrea Baldizzone, Ester Gavrilov, Leonardo Milano, Enrico Oddone, Giulio Pavia e Alan Shehu. Tra gli Esordienti B hanno gareggiato Matilde Angelini, Gaia Arpellino, Manuele Bonfante, Pietro Capra, Tommaso Ciurca, Alessio Ferro, Ginevra Gagliardi, Matilde Ghione, Giacomo Giberti, Gioele Grasso, Bianca Ippolito, Robert Mihai Isopescu, Greta La Stella, Giorgio Paravidino, Noemi Russo e Maria Sararu, mentre tra gli Esordienti A, sono scesi in vasca Tommaso Bertelli, Tommaso Casasola, Giacomo Fidanza, Edera Gavrilov, Melissa La Stella, Edoardo Leva, Carlotta Maisano, Chiara Papillo, Manhua Rizzo, Irene Roccazzella, Stefani Stojanova, Matilde Stojcheva, Diletta Tudisco e Adele Vola. Per quanto riguarda la categoria Ragazzi hanno gareggiato Arianna Blue Africano, Leonardo Di Pietro, Gabriele Giberti, Alessandro Mairano, Anna Marchelli, Jacopo Martella, Sarah Messina, Vittorio Perosino, Leonardo Pintescul, Giulio Maria Rizzolo, Mattia Antonio Tammaro, Bianca Tassinario e Aurora Tudisco, tra gli Juniores, Daniel Argieri, Margherita Berta, Maddalena Bertelli, Elisa Ferrari, Greta Gabutto, Luca Lovisolo e Camilla Palumbo, Pietro Balsamo ha preso parte alle gare nella categoria Cadetti. Il Circuito Regionale CSI riprenderà sempre da Novara il 12 aprile con la quinta tappa del Trofeo Davide Filippini.

Al via i Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics Italia

Dalle Alpi al cuore del Paese: nel solco del ciclo olimpico 2025–2026, l’Italia si conferma Nazione pienamente olimpica

L’Aquila, 2 marzo 2026 – Dal 2 al 6 marzo 2026 il Centro Italia ospiterà i XXXVII Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics Italia. Cinquecento atleti con e senza disabilità intellettive, provenienti da ogni parte d’Italia, stanno raggiungendo l’Abruzzo per animare un evento che, per la prima volta, approda nel cuore della Penisola, portando con sé energia, inclusione e autentico spirito olimpico.

Un appuntamento che rappresenta molto più di una competizione sportiva: è la celebrazione del talento, della determinazione e del valore dello sport unificato, cifra distintiva del Movimento di Special Olympics Italia, dove atleti con e senza disabilità intellettive si allenano e gareggiano insieme, abbattendo barriere e costruendo comunità.

Un evento dentro il grande ciclo olimpico italiano

I XXXVII Giochi Nazionali Invernali si collocano pienamente nella scia del ciclo olimpico che l’Italia sta vivendo. Un percorso avviato nel marzo 2025 con gli Special Olympics World Winter Games, ospitati tra Torino, Bardonecchia, Sestriere e Pragelato, proseguito con le Olimpiadi Invernali (6–22 febbraio 2026) e destinato a concludersi con le Paralimpiadi Invernali, in programma dal 6 al 15 marzo 2026.

Si tratta di un cammino che ha attraversato l’intero arco alpino, unendo territori e comunità sotto un’unica grande visione. Con Special Olympics sulle Alpi Occidentali torinesi e con Olimpiadi e Paralimpiadi sulle Alpi di Lombardia, Trentino e Veneto, la torcia ideale dello sport ha percorso tutta la dorsale alpina, passando simbolicamente di mano in mano lungo l’Italia.

Un cammino che racconta una Nazione pienamente olimpica, capace di promuovere lo sport come strumento di crescita, coesione e partecipazione. In questo scenario, i Giochi Nazionali Invernali rappresentano l’approdo nel Centro Italia di questo grande abbraccio sportivo che ha idealmente coperto l’intero Paese.

La Cerimonia di Apertura e la Fiamma della Speranza

La Cerimonia di Apertura si svolgerà il 3 marzo a L’Aquila, nella suggestiva cornice di Piazza Duomo, cuore simbolico della città.

Protagonista sarà la Fiamma della Speranza, che nei giorni scorsi ha attraversato la regione Abruzzo in sei tappe, coinvolgendo 250 runner tra atleti, familiari, forze dell’ordine, volontari e studenti delle scuole del territorio. Il suo ingresso in Cerimonia, con l’accensione del tripode, segnerà ufficialmente l’inizio dei Giochi, suggellando un percorso di partecipazione e condivisione che ha già saputo unire comunità e generazioni.

Le discipline e lo sport unificato

Le competizioni si articoleranno in quattro discipline: sci alpino, sci nordico, corsa con le racchette da neve e snowboard.

Ad eccezione dello snowboard, tutte le discipline prevedono gare unificate, con formazioni miste di atleti con e senza disabilità intellettive che gareggeranno insieme, unendo le forze per raggiungere il traguardo. Un traguardo che non è soltanto sportivo, ma anche umano: fatto di gioco di squadra, rispetto reciproco, amicizia e crescita condivisa.

Dal 2 al 6 marzo, il Centro Italia diventerà così il cuore pulsante dello sport unificato. Cinque giorni di gare ed emozioni che confermano, ancora una volta, come lo sport sia davvero per tutti e come l’Italia, nel segno del ciclo olimpico 2025–2026, sappia essere protagonista di un’unica grande storia di inclusione.

I XXXVII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics, Ovindoli 2026 sono realizzati grazie al supporto di:

Cisalfa, Banca di Credito Cooperativo, Coca-Cola, Energean, Soroptimist International d’Italia, Würth    e Toyota in qualità di mobility partner.

Sergio Rosso. Velocità, che passione!

Gli autodromi casalesi videro la crescita di una nuova generazione di piloti, tra i quali Sergio Rosso, classe 1940. Nell’impianto polveroso in terra battuta di San Bernardino lungo un chilometro, denominato la mini Monza, si svolse nel maggio del 1968 il primo Grand Prix automobilistico con 18 vetture a cui partecipò Sergio Rosso, vinto dall’amico Arriberto Beluardo. Nel piccolo autodromo, il primo del genere in Italia, potevano gareggiare solo le vetture di piccola cilindrata 500 cc. e 600 cc. In una gara riservata alle vetture di cilindrata 1000 cc. sulla pista del Motor Racing Club di Casale Popolo e Coniolo, nel 1970 Sergio Rosso su Abarth concluse in bellezza al primo posto, confermandosi avversario molto scomodo per tutti i concorrenti. Lo sport automobilistico casalese vide realizzarsi un’altra idea straordinaria, l’autodromo di Casale Monferrato. Costruito sul territorio di Morano sul Po, fu aperto nel 1973 con una gara valida per il campionato italiano, episodio raccontato sulle testate nazionali Autosprint e Quattroruote. Le prove iniziarono sabato 17 marzo e le qualificazioni il giorno seguente. L’inaugurazione dell’autodromo monferrino avvenne lunedì 19 marzo per la Fiera di primavera di San Giuseppe alla presenza del vescovo di Casale mons. Carlo Cavalla, il fior fiore dell’automobilismo nazionale e Luca Cordero di Montezemolo.

Per l’occasione, la scuderia di Maranello inviò una Ferrari 312 B2 di Formula 1 condotta da Arturo Merzario e due Alfa Romeo 33 TT3, nuovi  modelli per il mondiale marche ricavati dal motore boxer 12 cilindri della Ferrari prototipo del 1972. Alle ore 14 iniziarono le fasi finali di gara con la Formula Italia, alle 15 la Formula Ford, alle 16 la Formula 3 e alle 17 la Formula Mexico, tutte dotate con diverse elaborazioni del motore 1600 cc. Al debutto, Sergio Rosso non disputò la finale a causa di una vecchia Formula 3 non omologata. L’anno successivo su Lotus 69B Ford fornita dalla Scuderia Autodrom Casale, lo sfortunato Rosso fu escluso dalla fase finale per una sbandata dell’auto finita sulla barriera di protezione causata da una macchia d’olio sull’asfalto. Partito con il numero 27 e in quel momento al nono posto, non avendo ricevuto segnalazioni dai box continuò la sua veloce corsa fino all’ultimo giro non sapendo di essere già qualificato per la finale, riportando gravi danni alle sospensioni della vettura e fu costretto al ritiro. Nel 1975, con una Formula 3 Monza della scuderia “Casale Corse” dal motore Fiat 500 Boxer, ottenne il terzo posto in manche e il settimo assoluto nella finale del Gran Premio Lotteria del circuito brianzolo. Nello stesso anno ottenne ottimi risultati in Formula 3 nel Giro d’Italia e nella 6° Coppa dell’autodromo di Vallelunga.

La coppia Rosso-Beluardo si distinse nella prima edizione del Giro d’Italia automobilistico del 1973, campionato interserie riservato a prototipi senza limite di cilindrata, partecipando l’anno seguente alla seconda edizione con una Opel Commodore coupé 2800 GSE da 190 HP. I due piloti affermarono alla stampa che la potente vettura, fornita dal Garage Casalese concessionario di zona della General Motor Italia, si poteva guidare facilmente come una bicicletta. Dalle tribune di Morano era possibile assistere allo sviluppo intero del percorso, situazione molto originale per il teatro di campionati italiani e svizzeri. Qui sfrecciarono campioni come Regazzoni, Munari, Patrese, Andruet, Fittipaldi, Renzo Pasolini su Aermacchi, Lella Lombardi giunta al terzo posto a Morano su Lola T282, la pilota di Frugarolo unica donna ad aver ottenuto punti nel mondiale di Formula 1, e i fratelli Felice e Giacomo Agostini, campioni di motociclismo. Dopo 17 competizioni, 2100 piloti partecipanti e oltre 100000 spettatori, sede di prove per scuderie, marchi e riviste di auto nazionali ed europee, una drastica decisione impedirà l’utilizzo dell’autodromo. La crociata ecologica contro l’inquinamento si concluse nel 1977 con la chiusura del circuito di Morano che si estendeva in parte sul territorio confinante, costruito senza il permesso edilizio del sindaco di Pontestura Franco Guarnero.

 La nuova asfaltatura, l’apertura di un ristorante e la proposta di allungare la pista di quattro chilometri non concretizzarono la riapertura ipotizzata, speranze deluse dalla scarsità di fondi che impedirono all’autodromo di emergere a livello nazionale ed europeo, nonostante il consigliere regionale Cristiano Bussola e il pilota del Campionato Mondiale Marche e conduttore televisivo Andrea De Adamich si fossero attivati strenuamente. Recentemente il territorio è stato acquistato dal Gruppo Holdim di Serralunga di Crea, offrendo performance ambientali motoristiche e un progetto di riqualificazione dell’impianto sportivo. Sono emerse richieste di importanti costruttori e del Politecnico di Torino per sviluppare nuovi test a Morano, non più possibili in altri autodromi come Monza. Dopo essere stato dimenticato per decenni, l’impianto è stato parzialmente ripristinato per le riprese effettuate sulla biografia di Enzo Ferrari, adattamento cinematografico del regista americano Michael Mann uscito nelle sale di tutto il mondo nel 2023 con deludente successo in Italia. Sergio Rosso, consapevole degli ostacoli diabolicamente difficili, interpretava ogni momento della vita come un artista di spettacolo, sostenuto dai molteplici affetti e dal singolare temperamento. Socio fondatore degli autodromi di San Bernardino e Morano sul Po, amante della velocità e del bel canto, ci ha lasciati nel 2018.
Armano Luigi Gozzano 

Serie A Torino-Lazio 2-0

S’intravede la luce in fondo al tunnel

Buona la prima per Roberto D’Aversa sulla panchina granata. Il suo Torino ritrova grinta e concretezza, supera la Lazio 2-0 e allunga a +6 sul terzultimo posto, rimettendo ossigeno nella corsa salvezza.
A sbloccare il match è il sesto centro stagionale di Giovanni Simeone, bravo ad approfittare di un’incertezza di Luca Pellegrini e a battere Ivan Provedel con freddezza. Il Toro gioca compatto, ordinato, con quella fame che nelle ultime settimane sembrava smarrita.
Nella ripresa arriva il raddoppio: cross preciso di Obrador e stacco imperioso di Duván Zapata, che firma il 2-0 e sale a 126 reti in Serie A, superando Gonzalo Higuaín nella classifica all-time e mettendo nel mirino Andriy Shevchenko (127).
La Lazio prova a reagire con Noslin, Danilo Cataldi e Alessio Romagnoli, ma senza trovare il guizzo giusto. Il Toro regge, soffre il minimo indispensabile e porta a casa tre punti pesantissimi.
Ora all’orizzonte c’è il Napoli. Ma con questo spirito e un Toro finalmente “resuscitato”, sognare una bella sorpresa non è più vietato.

Enzo Grassano

La Just The Woman I Am sabato 7 marzo fa tappa a Castiglione Torinese

Ogni iscrizione è un passo verso la cura

 

Anche quest’anno la celebre corsa-camminata che sostiene la raccolta fondi per la ricerca universitaria sulla salute e sul cancro sarà organizzata sul percorso ciclo-pedonale permanente realizzato nel territorio castiglionese

Anche quest’anno la Just The Woman I Am, levento che dal 2014 unisce sport, cultura e solidarietà promuovendo la ricerca universitaria sulla salute e sul cancro, la prevenzione, i corretti stili di vita, linclusione e la parità di genere, farà tappa a Castiglione Torinese.

La celebre corsa/camminata in rosa di 7 chilometri organizzata dal CUS Torino in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e il Politecnico di Torino per sostenere la raccolta fondi per la ricerca universitaria sulla salute e sul cancro andrà in scena nel pomeriggio di sabato 7 marzo, con ritrovo fissato alle ore 15.00 presso il Parco del Chiostro e partenza prevista per le 16.00, sul percorso ciclo-pedonale permanente della JTWIA On The Road realizzato nel territorio castiglionese grazie alla convenzione pluriennale stipulata dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Loris Lovera con la Hope Running.

Un’occasione imperdibile per sostenere il benessere, la prevenzione e la ricerca prendendosi cura di sé stessi camminando insieme alle magliette gialle dell’associazione chivassese ed a tante altre persone.

Un appuntamento fisso a Castiglione Torinese che ogni anno riscuote un grande successo vista la valenza dell’iniziativa aperta a tutti e che non vuole lasciare indietro nessuno. Un entusiasmo condiviso e contagioso caratterizza la Just The Woman I Am e i suoi partecipanti, rappresentando un segnale importante che spinge gli organizzatori a proseguire con determinazione nel loro quotidiano impegno.

Partecipare in tanti significa contribuire in modo più incisivo al sostegno della ricerca universitaria, trasformando lesperienza della JTWIA in un percorso condiviso fin dal primo passo.

Giovanni Mirabella, il presidente della Hope Running, invita tutti a prendere parte a quest’appuntamento che ogni anno colora di rosa Castiglione Torinese: “Parlo a nome di tutte le magliette gialle della Hope Running e sono orgoglioso anche quest’anno di portare la Just The Woman I Am qui grazie alla sinergia con l’Amministrazione Comunale. Tutti insieme prendendo parte a questi eventi possiamo costruire una società più consapevole, sensibile, inclusiva e attenta alla salute”.

Il primo cittadino di Castiglione Torinese, LorisLovera, sottolinea limportanza di questo evento per il territorio: Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare anche questanno un evento sportivo, inclusivo e di sensibilizzazione così importante. La ricerca e la prevenzione sono i due strumenti che ci hanno permesso di raggiungere ottimi risultati nel campo sanitario ed è per questo che occorre continuare su questa strada. Il valore aggiunto per Castiglione rispetto alle altre JTWIA è sicuramente la collaborazione con la Hope Running, unassociazione nobile che condivide con noi gli stessi valori, facendolo con entusiasmo e passione. Invito dunque tutti i cittadini del territorio a partecipare a questa bellissima manifestazione, perché la salute è il bene più importante che ci possa essere concesso e ciascuno di noi può fare una piccola grande parte partecipando e diffondendo questi valori”.

La quota di iscrizione è di 20,00 euro e verrà devoluta interamente all’organizzazione per finanziare la ricerca. Le iscrizioni per la Just The Woman I Am di Castiglione Torinese possono essere effettuate nei punti fisici di iscrizione aperti sul territorio, compilando lapposito modulo cartaceo: nel welcome kit liconica maglietta rosa dellevento, il pettorale e la welcome bag.

Questi i punti fisici di iscrizione ad oggi aperti:

– Castiglione Torinese

1) Bar Papillon

Viale Bollino 11

Orari: tutti i giorni 05,15-20,30

– Chivasso

1) Hope Running

Corso Galileo Ferraris 60

Orari: lun. 9,00-13,30; mer. 14,00-16,00; ven. 9,00-12,00.

Tel. 371 517 2531

2) Bottega d’Arte

Via Torino 13

Orari: mar.-mer.-gio.-ven.-sab. 9,00-12,00 e 15,30-19,00

Tel. 340 372 9617

Tutte le info relative alla Asd Hope Running Onlus le potete trovare a questi link:

• Sito web ufficiale: www.hoperunning.com

Facebook:  www.facebook.com/hoperunningchivasso

Instagram: www.instagram.com/hope_running

• Come donare: www.hoperunning.com/sostienici

• 5×1000: codice fiscale Hope Running n° 91032000019

Italia da record ai Giochi Olimpici Invernali: la nuova mappa delle medaglie

 

L’Italia chiude i Giochi Olimpici Invernali con 30 medaglie (10 ori, 6 argenti, 14 bronzi), firmando la miglior edizione della sua storia e superando il primato di Lillehammer 1994.

Seeders ha aggiornato il proprio studio sulla “geografia” delle medaglie italiane, analizzando in che modo questo risultato record abbia ridisegnato gli equilibri tra regioni, province e atleti, rispetto alle edizioni precedenti.

La mappa regionale aggiornata dopo Milano-Cortina

Il Trentino-Alto Adige resta il punto di riferimento dello sport invernale italiano, con 28 medaglie complessive (9 ori). Ma questa volta il dominio non è isolato.

La Lombardia compie un ulteriore salto in avanti, arrivando a 18 medaglie, grazie al contributo decisivo di atlete e atleti provenienti da Milano, Sondrio e Bergamo: tra loro Federica Brignone (2 ori), Arianna Fontana (1 oro e 2 argenti) e Luca Spechenauser. Il Veneto consolida la propria presenza con 8 medaglie, spinto dai podi di Davide Ghiotto, Lisa Vitozzi e Lucia Dalmasso nel biathlon e nel pattinaggio di velocità.

Continua la tendenza positiva del Lazio, che conquista 2 ori e 3 medaglie totali. Colpisce invece l’assenza del Friuli Venezia Giulia, storicamente presente nelle prime posizioni del medagliere territoriale, così come quella della Toscana, che in passato aveva comunque raccolto podi. Segnali che la tradizione da sola non basta: la mappa olimpica si sta allargando, ma anche rimescolando.

Province: cambia la leadership

Se storicamente Bolzano era la provincia simbolo dello sport invernale italiano, in questa edizione il primato passa a Trento, che chiude con 12 medaglie (5 ori). Bolzano resta comunque protagonista con 16 podi complessivi, confermando la solidità del movimento altoatesino.

Milano sale fino a 5 medaglie, Roma conquista 2 ori, mentre Sondrio (7 medaglie) e Belluno (7) confermano la forza della tradizione alpina. Tra le presenze più interessanti: Genova e la Liguria tornano a medaglia grazie a Lorenzo Sommariva e Andrea Cassinelli; l’Emilia-Romagna entra nel medagliere con Flora Tabanelli; la Valle d’Aosta conferma la propria presenza con Federico Pellegrino.

Assente invece Udine, che in passato aveva portato ben 17 medaglie complessive, così come Torino e Padova, protagoniste nelle edizioni precedenti. Un segnale di come il successo olimpico italiano stia diventando meno concentrato e più distribuito, con nuovi territori capaci di emergere.

L’edizione trainata dalle donne cambia il volto del medagliere

Mai come in questa edizione il contributo femminile è stato determinante nel superamento del record storico.

Federica Brignone realizza una splendida doppietta con due ori dopo un grave infortunio, Francesca Lollobrigida firma due vittorie nel pattinaggio e Arianna Fontana aggiunge un altro oro e due argenti al proprio palmarès, diventando definitivamente l’atleta italiana più medagliata di sempre ai Giochi Invernali e quinta all-time mondiale.

Lisa Vitozzi riporta l’Italia all’oro nell’inseguimento femminile di biathlon, un risultato che mancava dal 1988,  mentre Dorothea Wierer chiude la sua carriera olimpica con un podio nel suo “last dance”. Complessivamente, 18 atleti italiani conquistano almeno due medaglie in questa edizione, a dimostrazione di una profondità mai così ampia. Dominik Fischnaller firma tre bronzi nello slittino, mentre il curling riesce nell’impresa difficile di confermarsi a medaglia dopo lo storico oro del doppio misto a Pechino 2022.

Non è soltanto un record numerico: è il segnale di un movimento più maturo, più diffuso e capace di rigenerarsi. L’Italia non ha solo vinto di più: ha allargato la propria base competitiva, riscrivendo la propria mappa sportiva.

Metodologia

L’analisi prende in considerazione tutte le edizioni dei Giochi Olimpici Invernali dalla prima partecipazione italiana a oggi. Per ogni medaglia sono stati analizzati l’atleta, la regione e la provincia di nascita. Nei casi di sport di squadra, staffette o competizioni con più atleti premiati, la medaglia è stata attribuita a ciascun componente, così da riflettere in modo più fedele l’impatto reale dei territori sui risultati complessivi. I dati sono stati poi aggregati per regione, provincia e atleta, consentendo un confronto storico e geografico coerente e comparabile.

 

Pallavolo, a Torino la Final Four della CEV Champions League maschile

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Torino si conferma sempre più casa dei grandi eventi sportivi. Dopo le finali della Frecciarossa Coppa Italia di volley femminile e la Frecciarossa Final Eight di basket, la nostra città rafforza il proprio ruolo di palcoscenico internazionale con un nuovo appuntamento di prestigio: le Final Four della CEV Champions League maschile.

L’evento si terrà il 16 e 17 maggio 2026 all’ Inalpi Arena, un impianto che negli anni è diventato sinonimo di sport d’élite. L’accordo tra la Confédération Européenne de Volleyball, la Federazione Italiana Pallavolo e le istituzioni locali punta a capitalizzare il successo delle Super Finals ospitate nella stessa sede nel 2023.

Dalle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 in avanti, Torino ha costruito una solida reputazione nell’organizzazione di eventi di caratura mondiale, tra cui le ATP Finals, la fase finale del Campionato Mondiale maschile FIVB 2018 e le Super Finals della CEV Champions League 2023. Un percorso che testimonia la capacità della città di accogliere atleti e tifosi in un contesto moderno ed efficiente.

A maggio 2026 saranno le quattro migliori squadre maschili d’Europa a contendersi il trofeo continentale. Tra i protagonisti attesi anche i campioni in carica della Sir Sicoma Monini Perugia, pronti a difendere il titolo.

Il presidente della CEV, Roko Sikirić, ha dichiarato: «Credo che tutti noi conserviamo ricordi molto piacevoli delle Super Finals di grande successo tenutesi a Torino nel 2023. Vogliamo capitalizzare quell’esperienza per offrire un’altra Final Four memorabile e un’esperienza indimenticabile a squadre, tifosi e stakeholder. Sono grato alla Federazione Italiana Pallavolo e alle autorità locali per il loro sostegno in questa importante impresa, che ci aiuterà a mostrare il meglio della pallavolo. I tifosi si preparino a un epico scontro finale che coronerà una stagione già ricca di colpi di scena».

Soddisfazione anche da parte del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: “Siamo davvero orgogliosi che, a distanza di soli tre anni, Torino torni a ospitare le Final Four della CEV Champions League di pallavolo. È un appuntamento di grande rilievo che conferma la centralità della nostra città nel panorama sportivo nazionale e internazionale, grazie a capacità organizzative di primo livello e a impianti di eccellenza come l’Inalpi Arena. Dopo le finali di Coppa Italia femminile e in attesa degli Europei maschili di settembre, la grande pallavolo tornerà protagonista con due giornate di straordinario spettacolo. Un evento che arricchisce un 2026 già denso di appuntamenti e rappresenta un’ulteriore occasione di crescita e visibilità internazionale per tutta la città”.

Il presidente della FIPAV, Giuseppe Manfredi, ha sottolineato: “La decisione di organizzare a Torino la Finale della Champions League maschile 2026 è stata presa di comune accordo con la CEV, in un clima di piena collaborazione. L’Inalpi Arena ha già regalato grandi soddisfazioni al volley nazionale e internazionale, come la finale del Mondiale 2018 e le Super Finals 2023. Torino è una garanzia in termini di competenza, passione e capacità organizzativa. Siamo certi che saprà rispondere ancora una volta con entusiasmo, creando un’atmosfera degna della massima competizione europea per club. La scelta è stata dettata anche dalla volontà di non sovrapporre l’evento con la fase finale dei Campionati Europei maschili ospitati da Milano, valorizzando al meglio entrambi gli appuntamenti”.

Sulla stessa linea il presidente del Comitato Regionale Piemonte della FIPAV, Paolo Marangon: “Per noi è un onore ospitare per la seconda volta l’atto conclusivo della Champions League. È la conferma che Torino e il nostro movimento sono un punto di riferimento per la pallavolo mondiale. Impianti all’avanguardia, un movimento vivo, il supporto delle istituzioni e capacità organizzative consolidate: in Piemonte non manca nulla per la buona riuscita di eventi internazionali e per lo sviluppo della pallavolo”.

Ulteriori dettagli, compresa l’apertura della vendita dei biglietti, saranno comunicati prossimamente. Intanto le date sono già da segnare in agenda: Torino si prepara a vivere un’altra grande festa dello sport, rafforzando la propria vocazione internazionale e il legame sempre più stretto con la grande pallavolo europea.

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Le stelle olimpiche azzurre a Torino per i Campionati Italiani Assoluti

Nemmeno il tempo di metabolizzare la conclusione delle Olimpiadi di Milano-Cortina che la stagione del ghiaccio corre via veloce verso il suo rush finale. E l’attenzione si sposta rapidamente su Torino e sul Palaghiaccio Tazzoli, laddove nel fine settimana a cavallo tra febbraio e marzo si disputeranno i Campionati Italiani Assoluti di short track, organizzati in collaborazione tra FISG e Velocisti Ghiaccio Torino.

Un evento ad alto tasso di adrenalina che permetterà al pubblico sabaudo di osservare da vicino i migliori interpreti del panorama nazionale, nel contesto di una manifestazione nella quale verranno assegnate medaglie su ciascuna distanza singola (500-1000-1500 metri), oltre al titolo assoluto overall che incoronerà i vincitori al maschile e al femminile nella sommatoria delle classifiche, succedendo nell’albo d’oro a Pietro Sighel ed Elisa Confortola. All’interno della due giorni di competizione, con inizio fissato sempre alle ore 9, si svolgerà anche la tappa del circuito giovanile Coppa Italia Junior categorie C e D.

A fare gli onori di casa nella manifestazione torinese è Angela Barbera, presidente della VGT: «Ospitare i Campionati Italiani Assoluti di Short Track è per la Velocisti Ghiaccio Torino un grande onore e una responsabilità verso il movimento sportivo e la nostra città. Accoglieremo i migliori atleti italiani e le nostre stelle olimpiche, da Elisa Confortola a Pietro Sighel e Thomas Nadalini, offrendo uno spettacolo di altissimo livello. Sarà inoltre un momento significativo per rendere omaggio ad Andrea Cassinelli, torinese doc, che ha chiuso la carriera con il bronzo olimpico in staffetta maschile: un esempio di dedizione e appartenenza per i nostri giovani. Ringraziamo la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio per la fiducia e il costante impegno nello sviluppo della disciplina. Ci auguriamo che l’energia olimpica contribuisca a valorizzare ulteriormente uno sport ancora di nicchia, ma capace di regalare emozioni straordinarie».