SPORT- Pagina 2

Livio Berruti, il campione che gareggiava con i gatti a Stroppiana

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Con il Vercellese, pur nato a Torino, aveva un legame familiare, in particolare con Stroppiana, come disse in una serata organizzata da Campagna Amica di Vercelli, dove aveva imparato a correre veloce gareggiando con i gatti. Berutti, infatti, aveva raccolto l’invito dell’allora direttore della Coldiretti di Vercelli e Biella Andrea Desana (correvano i primi anni zero del nuovo millennio) di fare da ambasciatore dei prodotti del territorio assieme ad altri olimpionici

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ADDIO A LIVIO BERRUTI, IL CAMPIONE CHE GAREGGIAVA CON I GATTI A STROPPIANA.

Addio a Livio Berruti, campione olimpico torinese

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E’ morto a 87 anni a Torino il campione olimpico dei 200 metri di Roma 1960  (nella foto), Livio Berruti. Nel 2006 fu uno degli otto italiani porta-bandiera olimpica alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali torinesi. I funerali si svolgeranno in forma privata.

Commenta il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo:
“Dopo essere divenuto noto in tutto il mondo per il risultato alle Olimpiadi di Roma nel 1960 fu tra i protagonisti più attivi quando la fiaccola olimpica si accese nella nostra città, nel 2006, ricordandoci che le Olimpiadi sono un momento di sport ma anche un potente messaggio di fratellanza e di pace in tutto il mondo”.

Il CONI scrive: “Addio a Livio Berruti, olimpionico a Roma 1960. Campione inarrivabile. Bandiere a mezz’asta al CONI e minuto di silenzio.

Il mondo dello sport italiano saluta una delle sue più grandi icone, protagonista di una pagina indimenticabile della storia olimpica”.

Ultima prova del Campionato Mondiale BikeTrial B.I.U.

Sabato 8 e domenica 9 agosto ad Alpette è in programma la seconda ed ultima prova del Campionato Mondiale BikeTrial B.I.U. 2026, valida anche come quarta prova del Campionato Nazionale BikeTrial UISP. L’evento è organizzato dal Valli del Canavese Trial Team in collaborazione con il Comune di Alpette, con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte e con il patrocinio della Città metropolitana di Torino.

Alla manifestazione partecipano le categorie agonistiche degli adulti, quelle amatoriali che competono per la Coppa del Mondo, le categorie giovanili (dai 7 a 15 anni, divisi per fasce d’età) e la categoria femminileLa partenza si troverà in paese, mentre le zone di gara saranno allestite lungo un percorso ad anello completamente naturale di circa 2 km vicino all’abitato di Alpette. Le zone saranno facilmente raggiungibili a piedi e anche dalle persone diversamente abili.

Venerdì 7 agosto sono in programma le iscrizioni degli atleti, la sfilata delle rappresentanze nazionali e la presentazione dell’evento con le autorità locali, metropolitane e regionali. Sabato 8 sono in programma le gare delle categorie giovanili (dai 7 ai 15 anni), di quelle amatoriali e di quella femminileDomenica 9 agosto sarà la giornata dedicata alle categorie agonistiche: i più forti atleti di tutto il mondo si sfideranno per circa 5 ore su di un percorso estremamente spettacolare. Il Campionato Mondiale BikeTrial B.I.U. ad Alpette sarà l’unica prova in Italia nel 2026 ed è la prima volta che il circuito iridato arriva in Piemonte, costituendo una importante occasione di promozione del territorio.

La disciplina del BikeTrial, il Trial in bicicletta, è nata negli anni ’80, come sport più semplice ed economico del Trial praticato in motocicletta. Fin dagli inizi lo spirito dei promotori e dei partecipanti è sempre stato improntato all’aggregazione intorno ad una disciplina praticabile fin dall’infanzia da bambine e bambini. Il movimento agonistico ha riservato uno spazio importante alle categorie giovanili, curando in particolar modo l’aspetto ludico e la promozione dei valori di sportività e rispetto del prossimo. Per i più giovani le gare di Alpette saranno un’occasione di aggregazione e di confronto con lingue e culture diverse, mentre gli adulti potranno confrontarsi con i migliori piloti del mondo e il pubblico potrà conoscere una disciplina sportiva molto spettacolare, nell’ambiente naturale dei boschi di Alpette adiacenti all’abitato, nell’area autorizzata del Valli del Canavese Trial Team. Gli spettatori potranno apprezzare il fresco garantito dalla quota di 1.000 metri, che nell’ultimo secolo ha fatto la fortuna di una località di villeggiatura scelta per la sua tranquillità e il gran numero di itinerari escursionistici possibili sulle montagne che la circondano, con vista sul vicino Parco Nazionale del Gran Paradiso. Alpette è celebre anche per l’Ecomuseo del Rame e per il suo Osservatorio Astronomico, un punto di riferimento del territorio per la divulgazione scientifica studentesca.

Il Valli del Canavese Trial Team asd è nato come Moto Club nel 1977 e ha organizzato gare di trial del Campionato del Mondo e un Campionato Italiano, con un forte impegno per rendere la disciplina motoristica sostenibile sia dal punto di vista sociale che da quello ambientale. Nell’ultimo decennio il club ha sposato ancora di più la causa “green” promuovendo anche lo sport del Trial in bicicletta e organizzando diverse prove di Campionato Nazionale BikeTrial U.I.S.P. Il Valli del Canavese Trial Team è anche da sempre impegnato in iniziative di beneficenza per i bambini meno fortunati e nella collaborazione con cooperative sociali.

Calciomercato, Torino e Juventus: le ultime novità!

Il calciomercato entra nella sua fase più calda. Torino e Juventus hanno già effettuato diversi movimenti, ma entrambe le squadre potrebbero ancora intervenire prima della chiusura della sessione, fissata al 1° settembre alle ore 20:00.
Torino, Abate riparte dai nuovi acquisti
Il Torino ha affidato la panchina a Ignazio Abate, che ha firmato fino al 30 giugno 2028 e si prepara alla sua prima stagione in Serie A da allenatore.
La società granata ha rinforzato soprattutto la rosa con Gaetano Oristanio, Diego Mascardi, Pietro Comuzzo, Eray Cömert e Kian Fitz-Jim. I nuovi arrivati sono già stati utilizzati nelle amichevoli estive da Abate, che sta valutando la formazione in vista dell’inizio ufficiale della stagione.
Il lavoro, però, non è terminato: il Torino continua a cercare altri rinforzi per completare la rosa e dare ad Abate una squadra competitiva.
Juventus, doppio colpo in attacco
La Juventus ha piazzato due importanti operazioni negli ultimi giorni. Il club bianconero ha acquistato a titolo definitivo Randal Kolo Muani dal Paris Saint-Germain e Kerim Alajbegović dal Bayer Leverkusen. Kolo Muani ha firmato un contratto fino al 2031, mentre Alajbegović ha sottoscritto un accordo quinquennale.
La Juventus punta quindi a presentarsi al via della stagione 2026/27 con un attacco più ricco di alternative e giovani di talento. Ma fino al 1° settembre alle 20:00 ci sarà ancora spazio per nuovi colpi e possibili sorprese.
Enzo Grassano

Coppa del Presidente al Golf Club Sestrieres per la ricerca

NASCE LA PARTNERSHIP TRA VIALATTEA E FONDAZIONE ALLEGRA AGNELLI 

DUE GRANDI REALTA’ DEL TERRITORIO INSIEME PER SOSTENERE LA CURA E LA RICERCA CONTRO IL CANCRO 

Lotteria benefica a favore della Fondazione

 

Candiolo, 7 agosto 2026 – Due realtà profondamente legate al territorio, accomunate dalla volontà di generare valore per la comunità, uniscono le proprie forze per sostenere la cura e la ricerca contro il cancro. Nasce la partnership tra Vialattea, uno dei più importanti comprensori sciistici d’Europa e simbolo dell’eccellenza turistica piemontese, e la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, da quarant’anni punto di riferimento nazionale nel sostegno alle attività di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo.

Una collaborazione che prenderà forma attraverso un calendario di iniziative ed eventi pensati per coinvolgere cittadini, appassionati di sport, aziende e visitatori, trasformando occasioni di incontro in un concreto sostegno ai progetti di ricerca e cura di INOC e contribuendo a diffondere una sempre maggiore consapevolezza sull’importanza della ricerca scientifica.

Il primo appuntamento sarà domenica 9 agosto, in occasione della Coppa del Presidente, storica gara di golf in programma sul percorso a 18 buche del Golf Club Sestrieres. Durante la manifestazione sarà organizzata una lotteria benefica, il cui ricavato sarà interamente destinato alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. L’iniziativa rappresenta il primo tassello di un percorso condiviso che vedrà Vialattea e Fondazione collaborare nei prossimi mesi attraverso nuove iniziative capaci di coniugare sport, territorio e solidarietà, con l’obiettivo di sostenere concretamente il lavoro di medici e ricercatori impegnati ogni giorno contro il cancro.

“La ricerca ha bisogno di alleanze, di persone e di realtà che scelgono di mettersi in gioco per costruire insieme il futuro della cura”, dichiara Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. “Per questo siamo particolarmente felici di avviare questa collaborazione con Vialattea, una realtà che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio e che condivide con noi il desiderio di restituire valore alla comunità. Iniziative come questa dimostrano come lo sport, il turismo e la solidarietà possano unirsi per sostenere concretamente la ricerca oncologica e offrire nuove speranze ai pazienti e alle loro famiglie”.

 “Vialattea rappresenta da sempre un punto di riferimento per il nostro territorio e siamo convinti che questo ruolo comporti anche una responsabilità nei confronti della comunità in cui operiamo”, afferma Massimo Feira, Presidente di Sestrieres S.p.A., società di gestione degli impianti di risalita della Vialattea, quinto comprensorio sciistico d’Europa per estensione delle piste e tra le principali società del settore a livello nazionale. “La collaborazione con la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro nasce dalla volontà di mettere la forza della nostra organizzazione, la forza del marchio Vialattea e gli eventi che promuoviamo al servizio di una causa che riguarda tutti. Siamo particolarmente orgogliosi di avviare questo percorso insieme, a partire dalla Coppa del Presidente, con l’obiettivo di offrire un contributo concreto al sostegno della ricerca oncologica e di coinvolgere ospiti, partner, istituzioni e comunità locale in un progetto di straordinario valore umano e sociale. Crediamo che lo sport abbia la capacità di unire le persone, creare consapevolezza e generare solidarietà. Per questo siamo convinti che, facendo squadra, sia possibile ottenere risultati importanti non solo sui green e sulle piste, ma anche a beneficio della collettività e della ricerca scientifica. È anche attraverso iniziative come questa che una grande realtà imprenditoriale può contribuire a generare valore non solo economico e turistico, ma anche sociale, mettendo la propria capacità di coinvolgimento al servizio della ricerca e del bene comune.”

La partnership nasce dalla convinzione che il territorio possa esprimere il proprio potenziale quando le sue eccellenze fanno rete, mettendo a disposizione competenze, relazioni e opportunità per un obiettivo comune. Un impegno condiviso che guarda al futuro e che contribuirà a sostenere il lavoro quotidiano degli oltre 300 ricercatori e degli oltre 800 professionisti di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, impegnati ogni giorno nello sviluppo di cure sempre più efficaci e personalizzate contro il cancro.

La Coppa del Presidente segnerà così l’inizio di un percorso condiviso che vedrà Vialattea e Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro promuovere insieme nuove iniziative di solidarietà, con l’obiettivo di trasformare la forza del territorio in un sostegno concreto alla ricerca oncologica e ai pazienti di oggi e di domani.

Argento europeo nella velocità per l’azzurro Giorgio Villa

Nella tappa di World Climbing Europe Series e Youth Series Speed a St. Pölten 15 azzurri nel tabellone finale

La tappa austriaca della World Climbing Europe Youth Series dedicata alla Speed ha regalato all’Italia una medaglia d’argento, conquistata da Giorgio Villa nella categoria Under 17, e ben dieci qualificazioni ai tabelloni finali, confermando l’ottimo stato di salute del settore giovanile azzurro. Nella Under 17 maschile quattro dei cinque azzurri in gara hanno centrato la qualificazione. Il migliore è stato Jacopo Titi, secondo in qualifica con il tempo di 6″16, seguito da Ludovico Ravaglia, sesto in 6″67, Giorgio Villa, settimo in 6″74, e Lorenzo Farinelli, 14° in 7″29. Sfortunato invece Samuele Erra, caduto in entrambe le run di qualifica e costretto ad accontentarsi del 30° posto. Nella prova femminile Elisa Lusetti, all’esordio in una competizione internazionale, ha conquistato il pass per la fase finale con il 16° tempo. Si sono invece fermate in qualifica Rebecca Belardinelli, 19ª, Carolina Mariani, 24ª, e Aurora Marie Arezzo, 25ª. Il cammino della Lusetti si è interrotto agli ottavi di finale contro la beniamina di casa Lara Haselwanter, poi vincitrice della gara davanti al pubblico austriaco. Tra gli uomini, agli ottavi, Giorgio Villa ha eliminato lo svizzero Vial, mentre Jacopo Titi ha superato il francese Luu-Freund in 6″77. Si sono invece fermati Ludovico Ravaglia, tradito da una caduta, e Lorenzo Farinelli, superato dal bulgaro Daskalov. I quarti di finale hanno proposto un derby tutto italiano tra Titi e Villa: Titi è incappato in una caduta e Villa, con una salita da 6″76, ha conquistato l’accesso alla semifinale. Qui il giovane lombardo ha alzato ulteriormente il livello della prestazione, imponendosi su Daskalov in 6″27 e guadagnandosi la finale. Nell’ultimo atto un piccolo errore gli ha impedito di conquistare il gradino più alto del podio, ma ha messo al collo una meritatissima medaglia d’argento. A imporsi è stato il polacco Myśliwiec, unico atleta capace di infrangere il muro dei sei secondi in ben tre run nel corso della competizione. Nella Under 19 femminile sono state quattro le azzurre capaci di conquistare un posto nel tabellone finale: Alice Marcelli, terza in qualifica con 8″11, Eva Mengoli, quinta in 8″30, Emma Campa, 15ª, e Alessia Lugli, 16ª. È rimasta invece esclusa per una sola posizione Lucia Del Fabbro, 17ª. Agli ottavi Campa e Lugli sono cadute, mentre Mengoli è stata eliminata dall’avversaria polacca Tarczon. Ha invece proseguito la sua corsa Alice Marcelli, che ha superato la spagnola Pinto Ilincheta e, nei quarti di finale, ha avuto la meglio sulla francese Desbois al termine di una sfida combattutissima, chiusa in 8″16. L’atleta lecchese, già Campionessa Mondiale Under 16 nel 2024, si è fermata soltanto in semifinale contro la francese Rymasz. Nella finale per il bronzo una caduta contro la tedesca Wucherer le ha negato la medaglia, lasciandole comunque un eccellente quarto posto. Nella Under 19 maschile Davide Radaelli ha conquistato l’accesso alla fase finale con il 10° tempo di qualifica (6″20), mentre Alessandro Corna ha chiuso la propria prova al 19° posto. Agli ottavi Radaelli ha approfittato della caduta dello svizzero Vial per conquistare i quarti di finale. La sua corsa si è però conclusa nel turno successivo, dove è stato tradito da una caduta nel duello con il francese Grosset. Per quanto riguarda la squadra Senior la prova di World Climbing Europe Series si è chiusa con cinque azzurri qualificati al tabellone finale. In campo femminile hanno conquistato il pass per la fase a eliminazione diretta Eva Mengoli, 12ª con il tempo di 8″45, ed Emma Campa, 14ª in 8″67. Si è invece fermata in qualifica Arianna Mortarino, 22ª al termine della propria prova. Nel tabellone finale Mengoli è stata eliminata agli ottavi dalla francese Vouaux, mentre Campa ha firmato un’ottima prestazione, superando agli ottavi la spagnola Ruiz de Argandona Otano e conquistando l’accesso ai quarti di finale, dove ha ceduto all’ucraina Tkachova. La vittoria è andata alla spagnola Martinez Vidal, davanti all’ucraina Horielova, con il bronzo conquistato dalla stessa Tkachova. Anche tra gli uomini l’Italia ha portato tre atleti nella fase finale. Adriano Egidi ha chiuso le qualifiche al 12° posto in 5″75, Francesco Ferranti al 13° in 5″78 e Samuele Graziani al 15° in 5″79. Per appena tre posizioni è invece sfumato l’accesso al tabellone per Tommaso Magni, 19° in 6″06, mentre Alessandro Giorgianni ha concluso al 38° posto. L’avventura degli azzurri si è arrestata agli ottavi di finale. Ferranti ha lottato fino all’ultimo, ma il suo 5″78 non è bastato per avere la meglio sul francese Morel; Graziani è stato tradito da una caduta, mentre Egidi ha ceduto il passo al francese Grosset. A festeggiare davanti al pubblico di casa è stato lo svizzero Kevin Amon, protagonista di una finale da 5″00 che gli ha consegnato il successo. Alle sue spalle il connazionale Gilles Meili, argento in 5″08, mentre il francese Morel ha completato il podio con la medaglia di bronzo. La prossima tappa di Coppa Europa Giovanile si disputerà sempre in Austria, ad Imst, il 4 settembre. Mentre il prossimo appuntamento per la squadra Senior è questo sabato, 8 agosto, a Zilina, in Slovacchia.

Per rivedere le finali giovanili:

https://www.youtube.com/watch?v=wf0qESQVG2A Per rivedere le finali senior: https://www.youtube.com/watch?v=sr7YsK4UDJY Per consultare il ranking giovanile: https://ifsc.results.info/rankings/cup/116 per consultare il ranking senior: https://ifsc.results.info/rankings/cup/112

Successo per i Campionati Giovanili di arco

8

giornate di gare

759

atleti

68

delegazioni

10.000

presenze stimate

2

medaglie azzurre

 

Otto giornate intense e appassionanti, 759 atleti68 delegazioni sportive, circa 10.000 presenze complessive sugli spalti, due medaglie conquistate dalla Nazionale italiana e innumerevoli attestazioni di stima da parte delle Federazioni internazionali.

L’edizione 2026 dei Campionati Mondiali Giovanili di arrampicata sportiva, ospitata ad Arco e organizzata dalla Federazione Arrampicata Sportiva Italiana in collaborazione con World Climbing, si è conclusa con un bilancio estremamente positivo sotto il profilo sportivo, organizzativo, istituzionale e territoriale.

Il Centro Tecnico Federale FASI e il suo Climbing Stadium, inseriti nella straordinaria cornice paesaggistica del Garda Trentino, hanno accolto nel migliore dei modi atleti, tecnici e accompagnatori provenienti da ogni parte del mondo, confermando ancora una volta Arco come una delle capitali internazionali dell’arrampicata sportiva.

Dalla cerimonia inaugurale del 17 luglio alla grande festa conclusiva del 25 luglio, lo staff federale ha curato ogni aspetto della manifestazione: dall’accoglienza delle delegazioni alla gestione delle gare, dalla sicurezza all’ospitalità per il pubblico, fino alla creazione di occasioni di incontro e condivisione capaci di trasformare lo sport in uno straordinario strumento di unione.

DUE MEDAGLIE E NUMEROSI PIAZZAMENTI DI PRESTIGIO PER L’ITALIA

Dal punto di vista agonistico, la squadra azzurra ha concluso il Mondiale con due medaglie nella categoria Under 19: l’argento di Andrea Ludovico Chelleris nella Lead e il bronzo di Matteo Reusa nel Boulder.

Nella finale Lead U19, disputata su una via estremamente impegnativa e priva di reali possibilità di recupero, Chelleris ha offerto una prova di altissimo livello. Il Campione Italiano Giovanile e argento nella classifica generale di Coppa Italia Senior ha scalato con fluidità, precisione e grande controllo, facendo sognare il pubblico di casa e conquistando il titolo di Vice Campione del Mondo Giovanile.

Il suo risultato ha portato sulla scena internazionale il talento, la completezza tecnica e la solidità mentale di uno dei giovani più promettenti del movimento italiano.

La seconda medaglia è arrivata nell’ultima giornata di gare grazie a Matteo Reusa. Il Campione Italiano Boulder Senior e Giovanile ha affrontato con forza, tecnica e determinazione i quattro blocchi della finale Under 19, conquistando uno splendido bronzo mondiale tra le ovazioni del pubblico del Climbing Stadium.

Una medaglia arrivata nell’ultimo atto della manifestazione e capace di regalare alla squadra italiana e ai tifosi un’ultima, straordinaria emozione.

Accanto ai due podi, la Nazionale ha ottenuto numerosi piazzamenti che testimoniano la competitività del gruppo in tutte e tre le specialità.

Jacopo Titi ha sfiorato il podio nella Speed U17, chiudendo al quarto posto dopo aver stabilito il proprio primato personale in qualificazione. Quarta posizione mondiale anche per la quattordicenne Chiara Franceschi nel Boulder U17, alla sua prima stagione internazionale con la maglia azzurra.

Nella Speed U19, Francesco Ponzinibio ha terminato al quinto posto dopo aver realizzato il miglior tempo delle qualifiche. Leonardo Donola ha raggiunto la finale Boulder U17, chiudendo ottavo, mentre Sara Strocchi si è classificata nona nella Speed U19.

A un passo dalla finale sono rimasti anche Sofia Brenna, nona nella Lead U19, e Giovanni Bagnoli, nono nel Boulder U19.

Numerosi altri atleti italiani hanno concluso il proprio Mondiale nella top 15: Margherita Pernigotti nella Lead U19; Pietro Franzoni, Emiliano Zingrini e Carolina Gradaschi nel Boulder U17; Eva Mengoli nella Speed U19.

Nel complesso, i risultati ottenuti hanno confermato la crescita e la profondità della squadra azzurra, capace di esprimere atleti competitivi nella Lead, nella Speed e nel Boulder, sia nella categoria Under 17 sia nella Under 19.

IL GRANDE LIVELLO DELLE NAZIONALI ASIATICHE

Le competizioni hanno mostrato ancora una volta l’altissimo livello raggiunto dalle nazionali asiatiche, con Corea, Giappone e Cina protagoniste in tutte le specialità.

Tra i risultati più significativi, il giapponese Kazuki Nakata ha conquistato due titoli mondiali, imponendosi sia nella Lead sia nel Boulder U17.

Il coreano Chanjin Jung ha ottenuto l’oro nella Lead U19 e l’argento nel Boulder U19. Il connazionale Hayool Lee ha vinto il bronzo nel Boulder U17 e l’argento nella Lead U17.

Due medaglie anche per la cinese Meini Li, bronzo nella Lead e nel Boulder U17, mentre il giapponese Taketo Saiki ha conquistato l’argento nel Boulder e il bronzo nella Lead U17.

Nel Team Ranking Lead si è imposta la squadra giapponese, davanti a Corea e Cina, con l’Italia al settimo posto.

La classifica generale del Boulder ha premiato la Corea, seguita dal Giappone e da una splendida Italia in terza posizione.

Nella Speed ha dominato la Cina, davanti agli Stati Uniti e al Giappone. L’Italia ha concluso al quarto posto, un risultato di grande rilievo all’interno di una competizione che ha coinvolto 68 delegazioni.

ARCO AL CENTRO DELL’ARRAMPICATA MONDIALE

Il successo della manifestazione è stato possibile grazie al fondamentale supporto della Provincia Autonoma di Trento, con il sostegno di Garda Trentino e del Comune di Arco.

La cerimonia inaugurale si è svolta alla presenza del Presidente di World Climbing Marco Scolaris, del Presidente FASI Davide Battistella e del Vicesindaco del Comune di Arco Marco Piantoni.

Le rappresentative nazionali hanno sfilato accompagnate dalla Lega Sbandieratori, prima di essere accolte da uno spettacolo della Scuola di Danza di Arco: un momento suggestivo che ha dato ufficialmente il via a otto giorni di sport, incontro e condivisione.

Altrettanto significativa la cerimonia di chiusura, alla quale hanno assistito circa 1.500 spettatori. Sullo sfondo delle pareti del Climbing Stadium, un affascinante spettacolo di danza aerea ha accompagnato il pubblico verso l’ultima premiazione del Mondiale.

La cerimonia conclusiva, resa ancora più emozionante dalla presenza di Matteo Reusa sul podio, si è svolta alla presenza dell’Assessore della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli, della Presidente del CONI di Trento Paola Mora e dei consiglieri comunali Paola Arcese e Carlo Pedergnana.

Dopo la proclamazione degli ultimi Campioni Mondiali Giovanili, la piazza del Village, circondata dalle bandiere delle 68 delegazioni, ha ospitato una cena conviviale offerta dalla FASI.

Pasta al ragù e arrosticini, serviti dai volontari, hanno riunito simbolicamente tutte le squadre attorno a un’unica grande tavolata, accompagnata dalla musica dal vivo di una band locale. Un ultimo momento di festa e amicizia che ha rappresentato pienamente lo spirito dell’intera manifestazione.

ORGANIZZAZIONE, ACCOGLIENZA E LAVORO DI SQUADRA

Il valore dell’organizzazione è stato riconosciuto dai numerosi messaggi ricevuti dalle Federazioni internazionali, che hanno ringraziato la FASI per l’ospitalità, la disponibilità, la qualità delle strutture e l’attenzione dimostrata da tutto il personale impegnato.

Un contributo determinante è arrivato dai dipendenti federali, dai tecnici, dai tracciatori, dai giudici FASI e internazionali, dagli ufficiali di gara e dai volontari, che per l’intera durata dell’evento hanno lavorato con professionalità, passione e spirito di collaborazione.

La Federazione rivolge inoltre un sentito ringraziamento al servizio di security e alle Forze dell’Ordine, in particolare a Carabinieri e Polizia, che hanno garantito la sicurezza e il regolare svolgimento della manifestazione.

Le Forze Armate hanno fornito anche il supporto degli assicuratori di gara impegnati durante le diverse fasi della specialità Lead.

Fondamentale anche la presenza della Pubblica Assistenza, pronta a intervenire con tempestività nei pochi casi in cui si è reso necessario il suo supporto.

DIECIMILA PRESENZE E UN IMPORTANTE INDOTTO PER IL TERRITORIO

Le presenze complessive durante gli otto giorni sono state stimate in circa 10.000 unità, con oltre 1.500 spettatori registrati in ciascuna delle serate dedicate alle finali.

La permanenza di centinaia di atleti, tecnici, familiari e accompagnatori ha generato un indotto significativo per il territorio, coinvolgendo strutture ricettive, ristoranti, negozi e attività legate al turismo e al tempo libero.

L’evento ha così rappresentato non soltanto una straordinaria vetrina sportiva, ma anche un’importante opportunità di promozione internazionale per Arco, il Garda Trentino e l’intero territorio provinciale.

Piemonte, in arrivo nove bandi per lo sport: sostegni alle attività giovanili

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La Regione Piemonte si prepara a pubblicare nove nuovi bandi destinati al mondo dello sport. I provvedimenti, che dovrebbero essere disponibili entro la prima metà di ottobre, sono stati presentati al Grattacielo Piemonte nel corso di un incontro tra l’assessore regionale allo Sport Paolo Bongioanni e i rappresentanti del Coni Piemonte, delle 50 Federazioni sportive e dei 15 Enti di Promozione Sportiva attivi sul territorio.

L’obiettivo è ampliare gli strumenti di sostegno alle associazioni e agli organismi sportivi piemontesi, finanziando attività e spese sostenute nel corso del 2026. Le misure riguardano sia l’attività di base sia quella agonistica, con interventi dedicati allo sport paralimpico, alla promozione dell’attività motoria, ai grandi eventi, ai giovani talenti e agli sport invernali.

«È un programma che abbiamo scritto assieme al Coni e al Cip – che ringrazio attraverso i loro presidenti regionali piemontesi Stefano Mossino e Silvia Bruno -, alle Federazioni e agli Eps. Abbiamo messo a punto il più ampio ventaglio di interventi mai varato a favore dello sport piemontese, perché va a sostenere a 360° come mai prima le attività, gli eventi e le esigenze organizzative delle tante realtà attive in Piemonte nello sport dilettantistico: da quello agonistico a quello dei disabili, dal vivaio dei giovani campioni alle pratiche diffuse di avviamento allo sport per tutti. Attraverso questi nove bandi la Regione sosterrà concretamente le Federazioni, gli Eps e le tantissime società affiliate in tutto il Piemonte, dalle spese quotidiane per sedi e utenze all’organizzazione di tornei ed eventi, dalla missione di selezionare e coltivare il vivaio dei nostri futuri campioni fino all’organizzazione di grandi eventi in grado di generare turismo e ricadute per tutto il territorio», ha dichiarato l’assessore Bongioanni.

Tra le principali novità figurano l’introduzione di un sostegno specifico alle associazioni sportive affiliate al Comitato Italiano Paralimpico e nuovi interventi dedicati alla promozione dello sport di base. Tornano inoltre due linee di finanziamento rivolte agli sport invernali: una a favore degli sci club per contribuire ai costi delle piste di allenamento e l’altra destinata a progetti che favoriscano l’avvicinamento degli studenti piemontesi allo sci attraverso iniziative a costi agevolati.

Sono stati confermati anche i contributi per le Gran Fondo e le Marathon ciclistiche, oltre ai bandi dedicati agli sport tradizionali piemontesi, come la pallapugno e la palla tamburello.

Nel dettaglio, i bandi riguarderanno nove ambiti: Sport per Tutti, Sport e disabilità, Eccellenza Sportiva, Eventi Sportivi, Gran Fondo e Marathon di ciclismo, Eccellenza Sportiva – Sci Club, Progetti Strategici – Sport Invernali, Sport Tradizionali Piemontesi e Promozione dello sport.

Per il presidente del Coni Piemonte, Stefano Mossino, il piano risponde ad alcune delle esigenze più sentite dal sistema sportivo regionale: «È un piano ampio e completo che mette a terra le linee più apprezzate dal Coni e dalle Federazioni: sostenere lo sport giovanile, dei disabili e il mondo neve, e contemporaneamente supportare i comitati regionali nell’impegno oneroso di coltivare i nostri talenti sportivi d’eccellenza che rappresentano straordinari testimonial del Piemonte».

I contributi saranno destinati alle attività svolte e alle spese sostenute nel corso dell’anno solare 2026. La pubblicazione dei bandi è prevista entro la prima decade di ottobre.

Torino, la solita protesta: “Cairo deve vendere”. Ma basta dirlo?

Anche nell’estate 2026 la contestazione verso Urbano Cairo continua. Cori, striscioni e richieste di cessione restano una costante del mondo granata, mentre il presidente ribadisce di essere disposto a vendere solo davanti a un progetto serio e a un’offerta concreta.

Le ragioni del sì alla vendita sono note: molti tifosi ritengono che il Torino abbia perso ambizione, con risultati inferiori alle aspettative e una distanza sempre più evidente tra società e piazza. Dopo anni di proteste, una nuova proprietà potrebbe riportare entusiasmo e ricostruire il rapporto con l’ambiente.
Esiste però anche il no. Vendere non significa automaticamente migliorare. Cambiare proprietario senza garanzie potrebbe rivelarsi un salto nel buio.
Un altro elemento merita attenzione. Oggi gli unici interlocutori che sembrano essersi affacciati sono fondi d’investimento americani e canadesi. È davvero la soluzione migliore? La risposta non è scontata.
Da una parte, questi fondi possono garantire solidità finanziaria, competenze manageriali e la capacità d’investire. Dall’altra, il loro obiettivo principale resta spesso la redditività dell’investimento, con il rischio che l’identità del club e le aspettative dei tifosi passino in secondo piano.
La contestazione è legittima e racconta un malcontento reale. Ma oltre allo slogan “Cairo deve vendere”, oggi serve anche una riflessione su quale futuro si desideri davvero per il Torino. Il tema non è soltanto chi esce, ma soprattutto chi entra. Perché il cambiamento ha valore solo se porta un progetto credibile, investimenti concreti e rispetto della storia granata.

Enzo Grassano

Foto Claudio Benedetto

l fuoribordo di Gigi Valdano. Obiettivo velocità!

La Fiat 500, tassativamente di colore blu con interno rosso acquistata a rate alla fine degli anni ’60 per il nostro 18° compleanno, per noi rappresentò un simbolo di indipendenza e libertà. Giuseppe Bussandri, autentico fulcro di assistenza meccanica con sede a Madonnina di Serralunga di Crea, fu definito il mago del motore attorno al quale ruotavamo quotidianamente noi giovani satelliti in cerca di modifiche per potenziare la vettura. Erano fondamentali i decibel ininfluenti delle marmitte De Luca e Abarth, l’apertura parziale del cofano posteriore per il raffreddamento del motore bloccato dai tiranti in gomma, l’abbellimento della vettura con il volantino in legno Personal, i cerchioni  delle ruote in lega, l’autoradio, i coprisedili anatomici bicolore, l’additivo e acronimo statunitense adesivo STP e l’immancabile zampa di tigre penzolante dallo specchietto retrovisore che il buon meccanico ci regalava dopo il rifornimento di carburante.

Con l’esperienza e la simpatia contagiosa di Bussandri, ben presto fu creato il Racing Team RBV, composto dal chirurgo del motore Gian Rossello, Pino Bussandri e Gigi Valdano, proprietario di una 595 blu scuro trasformata in seguito in una 850 bianca da pista, entrambe elaborate da Rossello nell’officina di Bussandri. La passione di Gigi per la velocità si intensificò nei primi anni ’70, partecipando alle gare motociclistiche juniores categoria 500 in sella ad una Yamaha 350 due tempi elaborata di sua proprietà, competizioni che si svolgevano in importanti circuiti internazionali come l’autodromo di Monza, il circuito di Misano Adriatico, progettato sotto l’egida di Enzo Ferrari che oggi ospita sia il Motor GP che il Superbike, e il tracciato di Magione sul lago Trasimeno.

Con un altro repentino cambiamento, Valdano partecipò nel 1979 alle gare motonautiche in Ungheria, sul Lago romano di Albano e sulle acque casalesi del Po a Coniolo con uno scafo catamarano 700. Fu ispirato dal pilota veterano Alberto Fioretta, definito il fotografo volante, fondatore con Giorgio Bocca del MAC, il gruppo sportivo Motonautica di Coniolo che realizzò delle gradinate in riva al fiume e un Centro Federale per gli allenamenti, un vero e proprio stadio dell’acqua, creando grande risonanza a livello internazionale per Casale Monferrato. Fioretta, vincitore di gare in formula 2, in contrasto con l’associazione MAC fondò la nuova squadra corse Umberto Piazza, ospitò la Formula 1 sul Po e vinse il raid motonautico Pavia-Venezia, grande trionfatore a tempo di record.

Le eccellenti doti di pilota permisero a Valdano di partecipare alle gare di Formula 3, ottenendo nel 1980 un terzo posto nel campionato europeo dei fuoribordo con scafo catamarano Molinari e motore Hevinrude 850. Nel 1981 arrivò la sospirata vittoria per Valdano con Molinari e Colombo nella sei ore di Rouen e un ottimo secondo posto nella sei ore di Parigi. Renato Molinari, il pilota italiano definito il re del Lago di Como, vincitore di 18 titoli mondiali e fondatore dell’omonima azienda comasca di progettazione e costruzione di fuoribordo con motori americani Mercury e Hevinrude, si è spento nel 2024 a Cellamonte, sua ultima residenza nel cuore del Monferrato casalese. Nel 1982 il grande balzo di Valdano in Formula 1, disciplina regolamentata dalla UIM, Unione Internazionale Motonautica, ottenendo un 13° posto con la scuderia Umberto Piazza, il titolare della squadra scomparso in un banale incidente motociclistico di fronte al Tribunale di Casale.

La FIM, Federazione Italiana Motonautica, sosteneva in parte le spese giornaliere di Valdano, sponsorizzato dalla ditta produttrice di tabacco Benson&Hedges che sosteneva le spese di manutenzione del motore, della verniciatura esclusiva “Range Rover Yellow”, il colore giallo ispirato dalle spedizioni Camel Trophy, e del logo sullo scafo. Le gare si moltiplicarono: Francia, Norvegia, Danimarca, Svezia e Inghilterra, dove la sua squadra fu ricevuta dallo sceriffo di Sherwood, riserva naturale famosa per il leggendario Robin Hood. Nel Gran Premio d’Olanda del 1984, seconda tappa del Campionato Mondiale Motonautica, Valdano ebbe problemi in partenza con il catamarano, perdendo posizioni nell’ottavo giro della prima delle tre manche. Durante la fase di recupero, lo scafo si impennò per mancanza di attrito e nell’impatto con l’acqua il tunnel di copertura dello scafo si sganciò colpendo al collo Valdano, pilota di punta della scuderia Piazza.
L’altro pilota casalese Fabrizio Bocca, alla prima stagione in Formula 1, figlio del fondatore del gruppo sportivo MAC, si rifiutò di proseguire in segno di lutto nonostante gli altri piloti avessero deciso di comune accordo di riprendere la corsa. Le immagini che illustrano la storia di Valdano rappresentano solo una parte dei ricchi archivi del “fotografo in bicicletta” Pier Giuseppe Bollo e Giancarlo Rossello, da sempre legato al pilota per la profonda amicizia. Rossello, onnipresente meccanico di Valdano, ha descritto le dinamiche del mortale incidente dopo aver analizzato attentamente il filmato della gara. La tragedia concluse la vertiginosa ascesa sportiva di Luigi Valdano, coraggioso pilota della motonautica mondiale originario di Madonnina di Serralunga di Crea, classe 1949.
Armano Luigi Gozzano