Al “Forte di Bard”, Reinhold Messner racconta la sua “vita al limite”, mentre Fausto De Stefani porta a teatro il suo 15° Ottomila
Domenica 23 e mercoledì 26 luglio
Bard (Aosta)
Un nome, una leggenda. Sicuramente, per le sue imprese sportive ed esistenziali, può considerarsi l’alpinista più famoso al mondo. Settantotto anni, da Bressanone, Reinhold Messner sarà al “Forte di Bard”, per la rassegna “Incontri”, domenica 23 luglio. L’appuntamento (in collaborazione con la “Libreria Mondadori” di Ivrea) è per le 21nella “Piazza d’Armi” della fortezza, dove l’alpinista sudtirolese presenterà il suo ultimo libro “La mia vita al limite”, Editore “Corbaccio”. Il volume è l’autobiografia di una leggenda dell’alpinismo. In giovane età, Messner abbandona Funes e la piccola valle altoatesina della sua infanzia. Suoi, nel tempo, tutti i quattordici Ottomila del mondo. Il 20 agosto del 1980, in piena stagione monsonica, in solitaria e senza bombole d’ossigeno, conquista per primo la vetta più alta del Pianeta, l’Everest con i suoi 8.848,86 metri, nella catena dell’Himalaya. Prima di lui, ci aveva provato, nel 1934, una sola persona, il pilota e alpinista britannico Maurice Wilson, che nell’impresa perse però la vita. Il suo corpo venne trovato due anni dopo, a quota 6.900 metri. Dopo l’alpinismo su roccia e in alta quota, Messner si è dedicato alle grandi pianure, riuscendo nell’impresa di attraversare i deserti di sabbia o ghiaccio che ricoprono parte della crosta terrestre. “Di mia spontanea volontà cerco l’inferno”, così commenta oggi le sue imprese. Che cosa dà a quest’uomo una marcia in più? Qual è la sua filosofia di vita? Dove trova la forza e la fantasia per ricominciare sempre da capo? Reinhold Messner risponderà alle domande chiave sulla sua vita raccontando della sua terra, della sua famiglia, parlando di amicizia e di egoismo, della morale borghese, degli insuccessi e dell’istinto che quasi sempre lo guida nella direzione giusta.

L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria:
tel. 0125/833811 o prenotazioni@fortedibard.it
E, dopo Messner, al Forte si continuerà a parlare di “grande montagna” e di “grandi uomini” della montagna, mercoledì 26 luglio. Protagonista e al centro dell’incontro, Fausto De Stefani , mantovano di Asola, classe 1952. De Stefani è stato il secondo alpinista italiano, dopo Reinhold Messner, ed il sesto al mondoad aver scalato tutte le quattordici vette superiori agli Ottomila, senza l’uso delle bombole d’ossigeno, fatta eccezione per l’impresa dell’Everest. Traguardi umani e sportivi indubbiamente importanti, di cui, però, l’alpinista lombardo non si è mai vantato, dedicando invece, in seguito, la propria vita al raggiungimento di una vetta più importante, il suo 15° Ottomila: la creazione insieme con la “Fondazione Senza Frontiere Onlus” della “Rarahil Memorial School”, una scuola in Nepal che, a oggi, ospita oltre mille bambini e ragazzi. E proprio le sue imprese, la sua storia, saranno al centro dello spettacolo teatrale “Anche i sogni impossibili – Il XV Ottomila di Fausto De Stefani”, interpretato da Mattia Fabris e Jacopo Maria Bicocchi, a cura di “ATIR Teatro di Ringhiera”, promosso in collaborazione con “Montura”, che verrà portato in scena, per l’appunto, mercoledì 26 luglio, alle 16, al “Forte di Bard” nell’ambito di “Estate al Forte 2023”.
Chi sono io? Questo sembra chiedersi, senza timore, da sempre, Fausto De Stefani. E nonostante sia uno dei più forti alpinisti al mondo non si definirebbe mai così. Semmai l’alpinismo lo ha aiutato e spinto a farsi con più intensità e precisione la stessa domanda: chi sono io?
Ingresso incluso nel biglietto di accesso al “Forte di Bard”.
Prenotazione obbligatoria:
tel. 0125/833811 o prenotazioni@fortedibard.it
g.m.
Nelle foto:
– Reinhold Messner
– Mattia Fabris e Jacopo Maria Bicocchi, ph. Giampaolo Calzà













Ma è la strada delle colonne sonore quella che sembra attirarlo maggiormente. Nel 2013 aveva lavorato alla colonna sonora di “The Repairman” di Paolo Mitton mentre 2018 prende parte alla stesura di brani per “Ulysses: A Dark Odissey”, produzione italo-americana che vanta attori del calibro di Danny Glover, Udo Kier, Walter Nudo e un cameo di Skin, volto e voce degli Skunk Anansie. Seguono le musiche per “Dog” di Federico Alotto con cui vince il premio “Best Original Music” all’Eastern Festival del cinema europeo nel 2022.
Questa risposta mi spiazza. Sento sempre dire che i musicisti amano il live, il contatto col pubblico, suonare in giro. Ma Alan mi rimanda la figura della sarta che ricama, taglia e cuce. So che tu oltre ad aver lavorato con un Premio Tenco hai anche inciso con un Premio Strega, ovvero un giovanissimo Paolo Giordano che poi avrebbe vinto con La solitudine dei Numeri Primi.