“YouthLAB Che Succ?”. Giovani e “benessere mentale”
Su questa tema di assoluta attualità lavorerà per i prossimi sei mesi l’“Osservatorio Giovanile” di “Club Silencio”
A partire da febbraio 2024

I fatti, le cronache parlano crudo e chiaro. I media ci raccontano, un giorno sì e l’altro pure, di comportamenti che, fino a qualche anno fa, mai ci saremmo aspettati. I nostri giovani, ragazze e ragazzi, molti minorenni, esprimono sempre più comportamenti sociali terribili: baby gang, rapine, violenze, atti di perseverante bullismo o cyberbullismo, per non arrivare alla feroce attuazione di comportamenti criminali e delittuosi ancora più importanti e disumani. Certo, l’attuale società non è che possa oggi offrire un granché di esempi tanto positivi da additarne l’emulazione. Famiglia, scuola, società, i social: sono loro i principali soggetti sul banco degli imputati. Occorrerebbe, forse (detto da un profano) un maggiore e più efficace gioco di squadra fra tutti loro. Mancando il quale, a subirne le conseguenze più negative è proprio il “benessere mentale” dei nostri ragazzi. Su questo tema, di coraggiosa e lodevole presa in carica, si incentra il tema del nuovo “YouthLAB Che Succ?”, l’“Osservatorio giovanile” ideato e promosso dall’Associazione Culturale torinese (rivolta all’attenta valorizzazione dei giovani “under 35”) “Club Silencio”, partito nel mese in corso e che. per i prossimi sei mesi, raccoglierà le risposte di circa 10mila partecipanti per approfondire la percezione del concetto di “benessere mentale” degli “under 35”. Realizzato in collaborazione con “MinD – Mad in Design” (associazione nata a Torino nel 2014 ed operante nell’ambito della “fragilità mentale”), la ricerca, il cui titolo richiama l’abbreviazione usata da ragazze e ragazzi nelle chat, vuole raccogliere la voce dei più giovani che “desiderano esprimersi e giocare un ruolo fondamentale nella promozione del cambiamento e nella nostra società”. Le prime due indagini, focalizzate sulla sostenibilità e sul rapporto tra i “valori della UE” e i “giovani”, hanno coinvolto 10mila partecipanti e, proprio alla domanda su quale fosse per loro il tema prioritario, i giovani hanno indicato chiaramente la “salute mentale”.
Il quadro nazionale, in proposito, è assai complesso. Basti pensare che l’autovalutazione del “benessere mentale” in Italia è molto bassa, solo il 18%, e che il 56% della popolazione avverte “disturbi relativi allo stress” (dati Ipsos/ Mind Health Report 2023). Particolarmente colpiti risultano proprio i più giovani, anche a causa di un accesso limitato ai “servizi di salute mentale”, dovuto a molteplici fattori, come la mancanza di consapevolezza, la carenza di risorse adeguate o lo stigma sociale.
A partire dal mese in corso “YouthLAB Che Succ?” utilizzerà l’“arte”, la “musica”, la “gamification” (o ludicizzazione) e la “realtà virtuale” per raccogliere informazioni utili allo studio. Una particolare attenzione sarà dedicata al rapporto tra “luoghi culturali e benessere”, per capire come la “cultura possa influire in maniera positiva sullo stato di salute delle persone”.
La ricerca sarà condotta
nell’ambito delle serate di “Una notte al Museo” il format di audience engagement ideato da “Club Silencio” che ogni settimana porta circa 1.800 persone all’interno dei luoghi della cultura, circa l’80% dei quali “under 35”, per un totale di circa 110mila partecipanti all’anno.
“Il nostro obiettivo – sottolinea Alberto Ferrari, fondatore di ‘Club Silencio’ – è mettere al centro i giovani e renderli protagonisti del loro futuro e della società in cui vivono. Per questo motivo crediamo sia importante esplorare i temi che essi considerano urgenti, cercare soluzioni ed offrire loro delle occasioni di confronto”.
Per partecipare alle serate di “Una notte al Museo” è necessario accreditarsi sul sito di “Club Silencio” al link https://clubsilencio.it/next-event/
Allo stesso link è possibile inoltrare l’invito a un amic*
Per ulteriori info: www.clubsilencio.it
g.m.
Nelle foto di Federico Masini: immagine guida e momenti di lavoro


I giornali sono sempre più invasi da articoli sul fascismo come fossimo quotidianamente alla vigilia di un 25 aprile. Non passa giorno senza articoli che ripercorrono le vicende del regime. Anche in Tv il fascismo è molto presente. Forse si può dedurre che i conti storici con il fascismo non siano stati fatti nei tempi dovuti e che ci trasciniamo la questione dal 1945 /46. Sul tema dei conti con il fascismo ho scritto più volte, ma penso sia utile evidenziare due anomalie oggi trascurate che hanno impedito di farli: troppi fascisti (milioni di persone) sono diventati in pochi giorni antifascisti , l’amnistia di Togliatti del 1946 (che aiutò perfino l’assassino di Matteotti il quale ebbe l’ergastolo commutato in 30 anni carcere), finì di mettere sullo stesso piano i fascisti e i partigiani responsabili di fatti cruenti “non particolarmente efferati”, un’espressione letterale piuttosto ambigua e in effetti un po’ vergognosa della legge di amnistia del ’46. Così dopo poco tempo tutti i gerarchi fascisti fruirono dell’amnistia. Si era iniziato nel 1944 /45 a parlare di epurazione che non venne mai fatta seriamente, e si finì nell’amnistia interpretabile anche come pietra tombale della guerra civile. I conti non vennero mai fatti se, ad esempio, il MSI entrò in Parlamento già nel 1948 con deputati ex repubblichini in palese violazione della XII norma transitoria della Costituzione, comma due. Ogni tanto qualcuno urlò al lupo fascista, spesso solo per ragioni elettorali contingenti, perché al Sud ,dove raccolse subito molti voti , il MSI venne di volta in volta considerato un alleato prezioso. La legge Scelba contro il rinato partito fascista di fatto non venne mai applicata. Nacque invece l’antifascismo parolaio a costo zero dei venditori di fumo ideologico, quelli sopravvissuti finì ai nostri giorni e più che mai in agitazione contro l’attuale governo. Il MSI a suo tempo si conquistò il diritto ad esistere attraverso il consenso elettorale e nessuna persona seria pensò mai di metterlo al bando. Fu tra i partiti quello, almeno apparentemente, più democratico con congressi in cui si dibatteva e ci si scontrava anche duramente. I dibattiti interni al MSI rivelarono una dialettica tra camerati non da poco. Ci fu un tempo in cui molti partigiani vennero messi in soffitta in quasi tutti i partiti: due veri eroi della Resistenza come Silvio Geuna e Valdo Fusi non andarono oltre la prima legislatura finita nel 1953. Restarono solo i comunisti che ebbero facile gioco nel monopolizzare la Resistenza. Questa è una realtà che molti fingono di non vedere e che grava anche sull’oggi. Nessuno ha mai pensato ad una pacificazione nazionale perché il clima della pregressa guerra civile serviva a tanti. Una guerra civile durissima e sanguinosa (che ebbe strascichi anche nel dopoguerra con il triangolo della morte) che in larga misura si concluse con l’amnistia di Togliatti che forse fece bene a guardare le cose con un realismo un po’ cinico e a trarne le conseguenze. Chi dice che la Meloni è fascista, forse necessita di un corso di recupero di storia contemporanea proprio su questi temi.