società- Pagina 29

Porno etico

Ho già scritto, e molto, a proposito di pornografia, dei danni che questa può provocare negli individui, specie se in tenera età.

Non si tratta di un problema unico: modalità di rapporto possibili solo per attori e attrici allenati, montaggio cinematografico che rende alcune scene consequenziali mentre dal vivo non potrebbero mai esserlo, palesi finzioni dove la matrigna ha all’incirca l’età del figliastro sono solo alcuni degli aspetti possibili solo nel cinema.

Ultimamente si sta, tuttavia, facendo avanti il c.d. porno etico. Due parole che, associate, sembrano antitetiche indicano, invece, la tendenza che si sta sviluppando in quel mondo.

Cosa può esserci di etico nella mercificazione del corpo, della persona? Come può, anche in minima parte, il porno essere etico?

Innanzitutto, partiamo dall’etimologia del termine.  Porno deriva dal greco antico pornè (femmina) o pornòs (uomo) che si prostituisce, che vende il proprio corpo.

Vista così’, il temine pornografia sembrerebbe più adatto alla prostituzione pura e semplice che agli spettacoli cinematografici hard.

Inoltre, la pornografia come la intendiamo noi può anche essere svolta a titolo totalmente gratuito rendendo, dunque, ulteriormente errato il termine.

Ma andiamo avanti: chiunque abbia visto anche solo ½ ora di film a luci rosse si sarà reso conto di alcuni capisaldi delle cinematografia hard: l’uomo è sempre dominante, fisicamente prestante; la donna è sottomessa, schiavizzata, a qualsiasi tecnica la si sottoponga (spanking, doppia penetrazione, frusta, aghi, ecc). L’uomo mostra eiaculazioni modello idrante, la donna non è dato di sapere se abbia raggiunto il piacere, tanto non importa.

In quanti non abbiano gli strumenti culturali per comprendere la finzione (legge della domanda e dell’offerta) questo stato di cose sembrerà la regola, sembrerà l’abc cui ispirarsi quando ripeteranno le stesse scene nell’intimità di casa propria.

Il porno etico, invece, vuole proprio demolire questi stereotipi, queste convenzioni a favore di un’etica del sesso, di un’etica dei rapporti sessuali da chiunque messi in atto.

Ecco, dunque, che non assisteremo più a erezioni da baraccone, ma l’attore di turno sarà una persona normalissima, con i pregi ed i difetti che ogni maschio può avere, commisurato alla sua età anagrafica; lo stesso dicasi per le donne, non più femmine ninfomani che nel giro di 2 minuti si trasformano da agenti immobiliari in macchine del sesso ma donne normali che, a determinate condizioni, possono fare sesso con il potenziale acquirente (anche se di etica qui ce ne sarebbe poca).

Alcuni film, poi, meriterebbero l’oscar per la fantasia del regista, perché sfido chiunque a trovare una situazione simile nella realtà: paziente in sala d’attesa dal medico che decide di masturbarsi nonostante ci sia una suora di fronte a lei e la suora che, smettendo di occuparsi delle anime e iniziando con i corpi, lo aiuta nell’impresa; oppure hostess di volo che, volendo mettere a proprio agio un passeggero al suo primo volo, decide di praticargli una fellatio mentre, ça va sans dire, nessuno nell’aereo si accorge di nulla.

Non dimentichiamo che l’industria del porno ha fatturato, nel 2018, circa 100 miliardi di dollari escludendo, è ovvio, ciò che sfugge al controllo, i siti di content creator, le produzioni amatoriali e quelle pedopornografiche, per fortuna illegali.

Considerando che è impossibile bandire la pornografia (si veda l’esempio del proibizionismo negli USA negli anni ’20) dalla nostra società, appare evidente come modificare l’approccio che si ha con essa possa risultare la soluzione vincente.

Sesso si (se no che pornografia sarebbe?), BDSM ok per i cultori del genere, ma intanto eliminare le scene palesemente impossibili, non credibili; poi, non meno importante, evitare di reiterare quasi ad ogni film che l’uomo può e la donna deve, che l’uomo propone e la donna dispone.

Forse, se così andrà, avremo qualche possibilità in più di avere nuove generazioni di maschietti che non pretenderanno di essere serviti da mamma e sorella perché “si è sempre fatto così” o che considereranno le donne come cuoche e cameriere con benefit.

Sergio Motta

Piccolo Urbanista, piccoli progettisti per un grande cambiamento

Si è svolta presso l’Istituto Comprensivo Giovanni Cena in Strada di S. Mauro 32 la presentazione del progetto “Piccolo Urbanista – piccoli progettisti per un grande cambiamento” che coinvolge 10 istituti scolastici torinesi, 30 classi e 600 studenti.
 
La partecipazione alla presentazione è stata molto alta con diverse classi e centinaia di bambini, motivati nel creare la loro città ideale. Sogni e immaginazioni che sono state ben accolte dal Presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, che rivolgendosi direttamente agli studenti ha detto: “Voi affronterete il progetto con la vostra passione e le vostre idee, ma la promessa che vi vogliamo fare è che almeno una delle vostre idee prenderà vita e forma, e che in futuro la vedrete con i vostri occhi, e la toccherete con le vostre mani. Questa è la nostra promessa”.
 
Il Piccolo Urbanista è un progetto creato da MOBA – Movimento per i Bambini ODV, in partenariato con OPES ITALIA – Ente di Promozione Sportiva e Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS, in collaborazione con la Regione Piemonte e il contributo del Ministero del Lavoro.
Il progetto nasce dall’esigenza di sensibilizzare gli studenti nello sviluppo del proprio territorio e del contesto sociale. Avere un ruolo attivo all’interno del proprio ambiente di vita è fondamentale per il benessere psico-fisico delle persone e consente di vivere più liberamente le proprie scelte e motivazioni.
I giovani hanno idee meravigliose ed innovative su come concepire il proprio quartiere in modo sostenibile e inclusivo.
Il Piccolo Urbanista è un percorso di crescita per loro, ma anche per i comuni e utilizza le strategie migliori e consolidate per far emergere il loro punto di vista, attraverso un progressivo engagement dei giovani utenti con attività stand alone.
Nei prossimi giorni gli utenti delle V° elementari e della I° media di 8 Circoscrizioni di Torino e di alcuni Comuni Montani verranno coinvolti in un progetto sul quartiere con le possibilità che offre, i problemi esistenti, come/dove vederli e come eventualmente risolverli, grazie agli enti che lavorano sul territorio e che il progetto farà loro conoscere.
Si tratta nello specifico delle circoscrizioni 1,2,3,4,5,6,7,8, del Comune di Roure – Frazione Balma “CIRILLO GOUTHIER”, Scuola Circoscrizione 1, I.C. “TOMMASEO”, Scuola Circoscrizione 2, I.C. “EZIO BOSSO”, Scuola Circoscrizione 3, I.C. “BARICCO”, Scuola Circoscrizione 4, I.C. “PACINOTTI”, Scuola Circoscrizione 6, I.C. “CENA”, Scuola Circoscrizione 7, I.C. “Marconi-Antonelli” e Scuola Circoscrizione 8, I.C. “SANDRO PERTINI”.
Sono state individuate 6 aree di “Consapevolezza cittadina” sulle quali i giovani protagonisti focalizzeranno la loro attenzione su:
 
  • Piazze virtuali VS Piazze Reali di Socializzazione
  • Inclusione
  • Barriere Architettoniche
  • Economia Circolare
  • Energie Rinnovabili
  • Biodiversità
  • a cui si aggiunge lo Storytelling come area di formazione specifica per gli insegnanti e gli studenti. 
In particolare la CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ETS ODV è incaricata di curare il filone dell’inclusione sociale e dell’accessibilità, temi fondamentali per guardare alla città di oggi e di domani affinchè siano sempre di più gli ambienti accoglienti per tutte le persone, a prescindere dalle loro condizioni particolari e adatti ad ogni stagione della loro vita, dai primi anni fino alla terza età.
Nel concreto gli studenti saranno guidati in una serie di passeggiate all’interno del proprio quartiere e attraverso foto, disegni e appunti personali inizieranno a delineare come immaginano una città a misura di bambino secondo il proprio punto di vista.
Alla fine dell’esplorazione dello spazio urbano realizzeranno un elaborato dove descriveranno il “quartiere dei loro sogni”. In questo modo oltre alla consapevolezza di ciò che c’è, si cercherà di aggiungere una componente attiva e progettuale.
Ma non solo: i migliori elaborati verranno esaminati e selezionati da una giuria composta da personalità della cultura piemontese, e i migliori saranno premiati il 15 dicembre 2024 durante l’evento finale che si terrà in occasione di XMAS COMICS a Torino.
 
Il Piccolo Urbanista è un progetto di MOBA – Movimento per i Bambini ODVOPES ITALIA – Ente di Promozione SportivaFondazione Educatorio della Provvidenza ETS, in collaborazione con la Regione Piemonte, con il contributo del Ministero del Lavoro e con il patrocinio della Circoscrizione 1 oltre agli enti collaboratori CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ODV ETSCSV Vol.To ETSAssociazione Solidarietà Insieme 2010 ODVUNICEF – Comitato Provinciale di Torino per l’Unicef Fondazione OnlusINTESA SANPAOLO Innovation CenterExperior e WeGlad.
 

Immaginare, Progettare, Capire la Città di domani

/

Politecnico di Torino Castello del Valentino, Viale Mattioli, 39  – venerdì 8 e sabato 9 novembre 2024

Come immaginiamo l’ambiente urbano di domani? Per quale progetto di vita? Chi è coinvolto nel progetto delle città del futuro? A chi lasceremo un pianeta largamente urbanizzato, e in quali condizioni? Domande essenziali per l’oltre 50% della popolazione mondiale (4 miliardi di persone) che già vivono in aree urbanizzate. Un numero destinato a crescere nei prossimi anni, tanto che alcuni studi stimano che nel 2030 il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città.

A queste domande si proverà a rispondere venerdì 8 e sabato 9 novembre 2024 nel corso dell’evento URBAN DESIRES – Immaginare, Progettare, Capire la Città che animerà gli spazi del Castello del Valentino, patrimonio UNESCO nell’ambito del sito Residenze Sabaude e sede dell’organizzatore dell’iniziativa, il Dipartimento di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) del Politecnico di Torino e dell’Università di Torino.

Una serie di incontri sulla città “desiderabile”, tra criticità del presente e responsabilità del futuro; due giornate di interventi, talk, dialoghi, mostre, living lab e molte altre attività in cui la voce degli esperti e delle esperte del DIST si mescolerà a quella di ospiti nazionali e internazionali di prestigio. Il programma si sviluppa attraverso tre assi tematici, tre lenti di osservazione, tre orientamenti al fare, per ridisegnare il presente immaginando il futuro: Immaginare – Progettare – Capire.

  1. Immaginare: Proviamo a partire da questa domanda: “In quale città del passato, del presente o del futuro vorresti vivere e perché?” e tracciamo delle rotte, insieme a interlocutori e pubblico, sulle ragioni di questa scelta. Immaginare l’urbano può essere un modo per pensare in termini prospettici, propositivi, aperti, utopici e liberati dalla pesantezza del presente o dai fantasmi del passato. Nutrire la capacità immaginativa è un modo per articolare il futuro come se fosse una storia con dei finali aperti e farlo a partire da singolarità e differenze di ciascuno e ciascuna.
  1. Progettare: Pianificare la città, il suo uso, la sua trasformazione e la sua gestione, attraverso competenze diversificate, per operare su diversi aspetti: bilancio e investimenti, sviluppo economico, vitalità culturale e riuso del patrimonio, capacità di accoglienza e inclusione sociale, qualità della vita, sostenibilità urbana, autonomia energetica, trasporti pubblici, accessibilità. Quali figure e quali competenze sono richieste per affrontare simili questioni? Quali strumenti concettuali e operativi possono risultare efficaci?
  1. Capire: Comprendere e valutare la città: in che modo? Per quali esigenze? Partiamo esaminando modelli e metriche esistenti e riflettiamo criticamente su di essi, prestando attenzione agli aspetti dinamici della valutazione nel tempo e nello spazio, alle modalità di coinvolgimento e di partecipazione dei diversi stakeholder e all’impatto della valutazione in termini di politiche urbane e di sviluppo territoriale.

 

Venerdì 8 novembre alle ore 14.00 è previsto l’opening dell’evento. Tra le tematiche affrontate, un focus sul rapporto tra città e università e le molteplici implicazioni che la presenza della popolazione studentesca universitaria ha sulla conformazione dello spazio urbano. A seguire, due interventi sul tema della “città della notte”: a un dialogo volto a stimolare un confronto tra Torino e Londra sui temi della night-time economy e delle politiche di governo della notte, seguirà il talk di Andreina Seijas, consulente internazionale con oltre 15 anni di esperienza nello sviluppo e nelle politiche urbane in America Latina, Europa e Stati Uniti, che illustrerà esempi internazionali di strategie notturne di successo per comprendere se e come poterle adattare alla città di Torino.

A conclusione della giornata, l’evento si sposterà a Spazio Contrada Murazzi, per trascorrere una serata all’insegna di musica elettronica che attinge al corpo e all’intelligenza collettiva del territorio.

Il giorno seguente, sabato 9 novembre, ci ritroveremo nuovamente al Castello del Valentino. In apertura, un intervento di Giovanni Maria Flick sul rapporto conflittuale fra l’esigenza di tutela della natura e del paesaggio e la sperimentazione di innovazioni per la transizione energetica dei territori. Nel pomeriggio, un talk di Marco Te Brömmelstroet, membro del consiglio di amministrazione dell’Urban Cycling Institute e docente presso l’Università di Amsterdam, sulla mobilità ciclabile. Troveranno spazio nel corso della giornata anche due interventi sulle ricadute del cambiamento climatico sulla gestione dell’acqua nelle città e sulla qualità degli spazi di vita urbani e il confronto fra gli esperti e le esperte del Dipartimento e l’assessore all’urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni sulle possibili strategie di miglioramento dell’ambiente urbano di Torino Nord. In conclusione, un dialogo di eccellenza tra l’artista Tino Sehgal e gli esperti e le esperte del Dipartimento sui temi dell’immaginazione e della progettazione dello spazio urbano.

Durante le due giornate, parallelamente alle sessioni di talk e dialoghi in plenaria, sono previsti anche un living lab, due attività laboratoriali e l’esposizione di due mostre. Programma completo al link: https://www.urbandesires.it/programma/

L’iniziativa inaugura una vera e propria piattaforma di iniziative di Public Engagement del dipartimento DIST. Da inizio ottobre è attivo Urban Desires www.urbandesires.it/, il sito che raccoglie le attività di disseminazione e divulgazione del DISTUrban Desires è uno spazio progettuale e creativo, tra ricerca e divulgazione, per ragionare insieme sulla complessità delle trasformazioni economiche, sociali e ambientali del territorio e della città.

We run for women, corriamo per fermare i femminicidi. Un percorso di 5 km accessibile a tutti

Iniziative per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Domenica 24 novembre è possibile compiere un gesto concreto per dire “no” ai femminicidi e alle diverse forme di violenza nei confronti delle donne. Un percorso di 5 km accessibile a tutti oppure di 10 km (competitive non); si potrà correre o camminaresi svolgerà per le vie del centro di Torino con partenza da Piazza Solferino alle ore 9.

We Run For Women, questo il nome dell’iniziativa giunta alla terza edizione, è voluta dalla Questura di Torino, sostenuta dal Consiglio regionale, dalla Regione Piemonte, dalla Città di Torino e organizzata dal CUS Torino, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale -Ambito Territoriale di Torino Ufficio V.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre, l’obiettivo è quello di coinvolgere quanto più possibile la cittadinanza sensibilizzandola su un tema di triste e crescente attualità.

Il ricavato della manifestazione sarà devoluto al Progetto S.O.S. – Sostegno Orfani Speciali, selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini e finanziato nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus è capofila del progetto, attivo in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, dove sta già sostenendo più di 20 beneficiari. A Torino, in via Nota n.5, gestisce il Centro S.O.S., primo spazio in Italia dedicato agli orfani e alle orfane di femminicidio

In base ai dati della Questura di Torino i reati spia in materia di violenza di genere commessi nella provincia di Torino fra il 1° novembre 2023 e il 31 ottobre 2024 sono stati 1.936, in calo dell’11,36% rispetto ai 2.184 del corrispondente periodo 2022/2023. Il reato maggiormente interessato della categoria è quello dei maltrattamenti contro familiari e conviventi (957), in diminuzione rispetto all’anno precedente (1.091). A seguire il reato di atti persecutori (686 reati) in calo rispetto al 2022/2023 (804). Le violenze sessuali, pari a 293 reati, segnano invece un aumento dell’1,38% in rapporto all’anno precedente (289). Se infine si considera l’andamento pluriennale complessivo dei reati spia, dal 2020 al 2024, si rileva un incremento del 7,56%.

La volontà di diffondere la cultura del rispetto e la prevenzione di ogni forma di violenza contro le donne ha spinto inoltre la Polizia di Stato, insieme con il Consiglio regionale e l’Ufficio scolastico regionale, a organizzare un incontro, Voci di coraggio, rivolto ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie superiori. Si terrà giovedì 21 novembre al Palazzo della Luce di Torino (via Bertola 40) alle ore 10 e avrà un approccio dinamico e interattivo, per favorire il dialogo e la partecipazione dei giovani. Oltre all’intervento di vari esperti sarà ospitata la testimonianza di un giovane, vittima di violenza assistita.

Dichiarazioni

Davide Nicco, Presidente del Consiglio regionale del Piemonte: ” ‘We Run For Women – Corriamo per fermare i femminicidi’, è un evento che unisce sport, solidarietà e consapevolezza sociale.
Vittime sono senza dubbio le donne che ingiustificatamente e con una frequenza drammatica vengono uccise. Ma vittime di queste sconvolgenti tragedie sono anche i figli che restano orfani.
Compito della società e delle istituzioni è non lasciarli soli e ascoltare le loro voci.
Con questa manifestazione che vuole essere un segnale concreto contro ogni forma di violenza di genere, il Consiglio vuole anche contribuire a supportare e proteggere gli orfani di femminicidi, coloro che hanno subito la più tragica delle perdite.
Consapevoli dell’importanza della prevenzione, siamo al fianco della Polizia di Stato anche per l’incontro formativo dedicato alle scuole, per sensibilizzare i più giovani al rispetto e al rifiuto di ogni forma di violenza.
“.

Valentina Cera, Consigliera regionale segretaria: “Mettersi in cammino, correre per lottare contro la violenza di genere è il percorso giusto da intraprendere. L’invito è quello di percorrere la strada della parità di genere insieme e di farlo il 24 novembre in occasione della corsa We Run For Women. Vi aspettiamo numerosi, corriamo per le donne, contro la violenza”.

Paolo Sirna, Questore di Torino: L’esigenza di prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere costituisce un dovere civile e collettivo che attraversa ogni strato della società contemporanea. L’impegno di enti, istituzioni e associazioni in tale direzione è sicuramente crescente e si concretizza in variegate attività di sensibilizzazione, sostegno e di analisi, poste in essere a salvaguardia di interessi preminenti. Grazie alle misure adottate dalla Polizia di Stato nella provincia di Torino sono stati raggiunti risultati significativi. Infatti, nell’ultimo anno, i reati di maltrattamenti in famiglia e di stalking sono diminuiti rispetto a quello precedente, mentre sono aumentati gli ammonimenti, strumenti diretti ad impedire che gli atti di violenza vengano ripetuti in ambito domestico o nella relazione affettiva. Permangono, tuttavia, ancora dei margini di miglioramento, soprattutto per arginare il crescente numero di episodi di violenza sessuale. Occorre, pertanto, una risposta corale. L’appello che rivolgiamo ai cittadini è “aiutateci ad aiutare”, che significa impegnarsi in prima persona verso azioni mirate volte a sostenere la dignità e la sicurezza della donna, i suoi diritti e il suo ruolo sia nel privato delle relazioni sentimentali e di famiglia, che nell’ambito della comunità. In un’epoca in cui vi è uno smisurato bisogno di compartecipazione e solidarietà, l’invito è di abbandonare gli atteggiamenti timorosi e omertosi, per segnalare invece, pure nell’anonimato, gli episodi di violenza, le umiliazioni e i soprusi subiti dalle donne e di cui si è testimoni anche indiretti”.

Marina Chiarelli, Assessore regionale alle Pari opportunità: “La violenza contro le donne si nasconde spesso all’interno delle mura domestiche o nelle relazioni più intime, quei luoghi che dovrebbero essere rifugio e sicurezza ma che spesso diventano prigioni. Iniziative come queste servono a riflettere e ricordare ogni vittima di maltrattamenti, abusi e femminicidi, ma anche a ribadire l’impegno contro ogni forma di discriminazione e disuguaglianza di genere. Desidero ringraziare le Forze dell’Ordine, il Consiglio regionale, il MIUR e tutti i soggetti coinvolti per il loro contributo concreto e costante, perché senza un’alleanza forte tra istituzioni e società civile, non è possibile contrastare un fenomeno tanto complesso e insidioso“.

Michela Favaro, Vicesindaca della Città di Torino: Il contrasto alla violenza di genere e ai femminicidi devono essere una priorità permanente delle istituzioni e della società. La violenza contro le donne purtroppo continua ad essere uno dei grandi temi della nostra società. Dobbiamo essere vicini alle donne vittime di violenza e sostenerle sia dal punto di vista psicologico che materiale, ma la vera sfida è quella culturale. Bisogna rafforzare il lavoro sulla prevenzione, tramite il sostegno ai centri anti-violenza, il reinserimento lavorativo e la pratica della parità di genere”.

Riccardo D’Elicio, Presidente CUS Torino: “Per il CUS Torino è un onore organizzare questo evento voluto dalla Questura di Torino e sostenutdal Consiglio regionale, da sempre sensibile e fortemente legato a queste tematiche. È strettamente legato ai valori di Just The Woman I Am, infatti doneremo parte delle sacche a chi si iscriverà a We Run For Women. Lo sport da sempre ha come principi che lo caratterizzano la formazione dei giovani e la prevenzione. Inoltre ufficializzo oggi che dal 25 novembre daremo continuità al progetto aprendo le iscrizioni all’edizione 2025 di JTWIA, l’evento che dal 2014, attraverso una corsa-camminata di 5 chilometri aperta a tutte e a tutti, raccoglie i fondi per la ricerca universitaria sulla salute e sul cancro, promuove la prevenzione, i corretti stili di vita, l’inclusione e la parità di genere e coinvolge la cittadinanza”.

Tecla Riverso, Dirigente Ufficio scolastico regionale – Ambito Territoriale di Torino Ufficio V: Ringrazio per il coinvolgimento all’evento, Voci di coraggio, in quanto questo Ufficio ha intrapreso, già da qualche anno, un percorso di progettualità sul tema della violenza di genere in particolare nei confronti delle donne toccando temi, a volte poco conosciuti, come quello della violenza economica in modo da diffondere tra le studentesse e gli studenti un diverso sentire nella relazione con l’altro. Di qui la partecipazione a questo evento così importante di cinque istituti scolastici di Torino con 170 studenti e studentesse coinvolti che ringraziamo per la sensibilità”.

Anna Maria Zucca, Responsabile del progetto SOS – Sostegno orfani speciali e presidente Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus: “I Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus da più di 25 anni sostengono donne che subiscono violenza. Le operatrici antiviolenza le seguono nel loro percorso: dalla riconquista della propria autostima fino all’indipendenza economica. Abbiamo portato questa esperienza nel Progetto S.O.S. – Sostegno Orfani Speciali, di cui siamo capofila. A chi ha perso la madre per femminicidio e alle loro nuove famiglie offriamo un aiuto definito in base ai singoli bisogni, come il percorso con l’operatrice antiviolenza, il supporto psicologico, educativo, legale, l’orientamento formativo o lavorativo, ma anche l’attivazione di doti educative (come il pagamento dell’abbonamento in piscina, la gita scolastica, i buoni spesa e così via)”.

Politecnico, nuova piattaforma: Prometeo Tech Cultures

La tecnologia ha assunto un ruolo sempre più decisivo nello sviluppo sociale e in tutti gli ambiti della vita umana, dalla formazione al lavoro, dall’ambiente alla salute.

Il Politecnico di Torino, ampliando e potenziando l’esperienza di Biennale Tecnologia (la grande manifestazione a cadenza biennale che l’Ateneo realizza e promuove con successo dal 2019), arricchisce la sua offerta di contenuti culturali finalizzati alla condivisione di conoscenza con il pubblico e all’approfondimento del rapporto tra tecnologia e società con una nuova piattaforma per la produzione di contenuti culturali nell’ambito del rafforzamento della strategia di Public Engagement dell’Ateneo: Prometeo – Tech Cultures.

Prometeo alimenterà le attività di Biennale Tecnologia, dando continuità all’iniziativa tra un’edizione e la successiva, e sarà il contenitore culturale all’interno del quale si svilupperanno diversi filoni di attività: l’ideazione e la produzione di spettacoli teatrali, cortometraggi, libri di saggistica, pubblicazioni a fini didattici, podcast, video, lezioni per studenti della scuola e dell’università, eventi di intrattenimento e dialogo con esperti/e, mostre, contenuti per i social network e molto altro.

Per raggiungere l’obiettivo di produzioni di qualità e d’impatto, Prometeo potrà contare su uno staff dedicato e sulle idee, le competenze e la creatività di chi lavora quotidianamente in Ateneo, e promuoverà in ogni possibile occasione la collaborazione con le istituzioni culturali di riferimento, a livello cittadino, nazionale e internazionale.

La prima iniziativa realizzata sotto l’egida di Prometeo sarà un programma di lezioni in presenza e online rivolto alle scuole superiori di secondo grado di tutta Italia da novembre 2024 ad aprile 2025. Questo calendario, che amplia e arricchisce le attività di Biennale Tecnologia per le Scuole, vede i/le docenti del Politecnico condividere con i/le studenti delle scuole gli sviluppi e i risultati delle ricerche più innovative in ambiti che vanno dall’energia, alle tecnologie per l’innovazione, l’Intelligenza Artificiale, la mobilità, la matematica e l’informatica, le tecnologie applicate alla sanità, le nuove tecniche costruttive e i materiali sostenibili, con un’attenzione anche alla tecnologia proposta ai e alle giovani come palestra di democrazia. Le iscrizioni per le scuole saranno aperte dal prossimo 20 novembre.

Tutte le iniziative di Prometeo saranno volte a intensificare la produzione di contenuti culturali dell’Ateneo, filone sul quale il Politecnico ha negli ultimi anni costruito con Biennale Tecnologia un percorso riconosciuto a livello nazionale e internazionale, una dimensione quest’ultima che viene ora ulteriormente rafforzata. Biennale Tecnologia lancia infatti una manifestazione di interesse promossa in Italia e all’estero per la selezione di progetti curatoriali ospiti per la prossima edizione 2026.

La manifestazione di interesse invita esperti (accademici e non) che operino in Italia o all’estero, a proporre – individualmente o in team – dei progetti culturali per la prossima edizione di Biennale Tecnologia. Sulla scorta delle proposte ricevute alcuni progetti verranno invitati a partecipare a una seconda fase di selezione, da cui emergeranno le proposte progettuali individuate. Connotate da una linea interpretativa riconoscibile, le proposte individuate dovranno prevedere la realizzazione, a cura dell’Ateneo, di almeno 15 eventi. I/le guest curator opereranno in stretta collaborazione con l’Ateneo e in particolare con la governance di Biennale, composta dal Rettore Corgnati, dal Vicerettore Sacchi e dal Curatore Saracco.

Prometeo e Biennale Tecnologia costituiscono dei tasselli fondamentali per la dimensione culturale della nuova strategia di public engagement del Politecnico di Torino, che verrà articolata in occasione del lancio del nuovo piano strategico di Ateneo per il mandato del Rettore Corgnati. Assieme alla dimensione di divulgazione e di outreach, l’Ateneo adotterà importanti innovazioni nella sua missione di servizio alla società, con un’enfasi sul rapporto tra tecnologia, governance e politiche pubbliche che farà perno sul Centro di Ateneo Theseus su Tecnologia, Società e Umanità.

“Biennale Tecnologia, nel nuovo format, si pone l’obiettivo di essere un evento diffuso nei luoghi e nel tempo, con attività permanenti durante l’anno e con forti connessioni con la città e il territorio. Con questa nuova impostazione, si rafforza lo slancio del Politecnico di Torino nel diventare punto di riferimento nel dibattito pubblico, centrando uno degli obiettivi della sua terza missione, il coinvolgimento e il trasferimento verso la società. La manifestazione e gli eventi continueranno a stimolare le riflessioni urgenti che sono necessarie per dare risposte concrete al futuro della società e lo farà in modo corale e continuo, coinvolgendo in primis la nostra comunità politecnica, i cittadini e le cittadine, il mondo delle istituzioni e quello delle imprese, con uno sguardo vicino ma lontano allargando la nostra visione anche a livello internazionale”, commenta il Rettore del Politecnico Stefano Corgnati.

 

“Il lancio di Prometeo è una pietra miliare per la strategia di public engagement di Ateneo, rafforzandone la dimensione di outreach culturale. Una strategia improntata alla riflessione su ruolo e significato della tecnologia nel nostro tempo, rispetto all’umanità e all’ambiente. Le considerazioni sulla tecnologia non possono prescindere dalle preoccupazioni e dalla cura per la diversità delle forme di vita sul nostro pianeta, così come per la sopravvivenza della democrazia, sfidata dalle disuguaglianze che lo sviluppo delle tecnologie può esacerbare, o a cui può contribuire a porre rimedio. Tutto questo coinvolge una focalizzazione delle nostre attività di public engagement rivolta all’analisi del governo delle tecnologie e dei loro impatti, che verrà messa a punto nel piano strategico di Ateneo attraverso la costruzione di iniziative di respiro internazionale. Quel respiro internazionale che vediamo sempre più presente nella nave ammiraglia del dialogo dell’Ateneo con la cittadinanza: Biennale Tecnologia, che dalla prossima edizione prevede la curatela di progetti specifici da parte di esperti selezionati attraverso una manifestazione di interesse internazionale.”, aggiunge il Vicerettore per la Società, la Comunità e per l’Attuazione del programma Stefano Sacchi.

 

“Mi accingo a svolgere il ruolo di curatore della Biennale Tecnologia e della piattaforma di produzione culturale Prometeo con l’entusiasmo e la motivazione indispensabili per il livello di ambizione che il Politecnico di Torino pone in queste iniziative. Mi conforta in tal senso la determinazione del Rettore Corgnati, che ringrazio della fiducia, nel rafforzare l’azione dell’Ateneo nel public engagement, ma soprattutto il patrimonio di idee, competenze e creatività che il personale tutto ha dimostrato in più occasioni di volere mettere a disposizione. Sono altrettanto certo che Biennale Tecnologia e Prometeo sapranno essere alleati ideali delle istituzioni culturali del territorio e del Paese in azioni collaborative volte a coinvolgere efficacemente i cittadini, dando loro fiducia che la scienza e la tecnologia, se indirizzate eticamente, saranno decisive per affrontare le grandi sfide dell’umanità.”, continua il Curatore Guido Saracco.

“La piattaforma Prometeo rappresenta un punto di svolta non solo per l’offerta culturale del nostro Ateneo, ma anche per l’identità stessa della nostra istituzione. Valorizzando le nostre esperienze e sostenuti da una chiara visione politica, compiamo un significativo passo in avanti che ci permetterà di affermarci con sempre maggiore autorevolezza e unicità sia a livello nazionale che internazionale. Questo slancio dà vita a un progetto di identità visiva e comunicativa forte e distintivo. Il nostro Ateneo sta intraprendendo un percorso di cambiamento che trasformerà le nostre eccellenze spesso trascurate in elementi distintivi. Ci attende un futuro in cui il Politecnico farà scelte audaci, consolidando la propria identità di istituzione riconoscibile e riconosciuta”, conclude la Vicerettrice per la Comunicazione e la Promozione Silvia Barbero.

L’autonomia perduta della Cisl

di Claudio Chiarle *

Caro direttore,

anche la Cisl ha perso la sua autonomia dai partiti o meglio dal governo di turno. Leggo un contributo di Giorgio Merlo su “ilTorinese” in cui parla dell’autonomia del sindacato dagli schieramenti politici. Vengono raffrontati i due modelli: quello Cgil e Cisl. Concordo in parte sull’analisi della Cgil in quanto dentro di essa vi è comunque una dialettica tra le categorie, dove non tutte fanno riferimento a Landini, novello grillo-schleniano ma resiste una parte riformista.

Mi sembra invece molto lontana dalla realtà l’analisi sulla Cisl sopratutto dove, abbracciando tutta l’erba in un fascio, si fa della continuità della linea di fondo, da Pastore a Sbarra, un modello sindacale. La storia della Cisl è fatta di grandi discontinuità e cambiamenti e se nei primi anni, sino a Macario, ha seguito un percorso in cui anche il rapporto con la Dc era organico ma dialettico, senza invasioni di campo ma contiguo; con Carniti avviene una svolta profonda dove l’autonomia dai partiti, dalla Dc, diventa concreta, dove la Cisl diventa il sindacato pragmatico, della prassi, della contrattazione.

In quegli anni fiorisce una Cisl pluralista, dove il confronto interno diventa risorsa e rinnovamento. Una Cisl in cui sono presenti dai gruppi extraparlamentari della sinistra sino alla destra democristiana. Una dialettica che fa fiorire mille idee e dove la Cisl si attornia di intellettuali ed economisti. Uno per tutti, Tarantelli che pagò con la vita le sue scelte e che Carniti portò avanti sino alla rottura della Cgil sull’accordo per la scala mobile. Pensare a Carniti che rompe l’unità sindacale significa che le sue idee e convinzioni erano talmente forti che prevalsero su uno dei pilastri su cui ha fondato l’idea di Cisl: l’unità sindacale. Una rottura sui contenuti. Come nel 2001 la Fim, insieme alla Uilm, firmò il contratto nazionale dei metalmeccanici sul merito e la Fiom ideologicamente si autoescluse. Successivamente, con un cambio di impostazione, la gestione cislina di Marini aveva l’obiettivo di riportarla alla normalizzazione riducendo il ruolo dei Carnitiani, operazione proseguita con D’Antoni. Infine la debole gestione di Pezzotta consegnò l’organizzazione a Bonanni, ma ormai era un’altra Cisl. Quindi non c’è una sola Cisl da Pastore a Sbarra ma tante Cisl.

Dal dopo Pezzotta, il Patto per l’Italia fu una trappola del centrodestra in cui la Cisl di allora cascò, le rotture dell’unità sindacale furono ideologiche, di appartenenza o sostegno a schieramenti politici oppure contro l’altro blocco sindacale. Come si può dimenticare l’asse Bonanni-Sacconi con le loro inutili linee-guida su ogni materia inerente il lavoro. La gestione Bonanni ha trasformato più di altri la fisionomia Cisl. Un sindacato che non fa più “dell’autonomia dalla politica la sua carta identità indiscussa ed indiscutibile” ma quasi rivendica senza dichiarala un’appartenenza a un campo politico.

Ci sono tre modi per entrare nel merito delle questioni, per contrattare. La prima è non entrare nel merito e dire sempre no o ripetere slogan, questa appartiene in parte a Landini. La seconda è contrattare in autonomia con proposte proprie chiare, che significa fare conoscere a chi rappresentiamo la piattaforma di partenza e poi il risultato finale e comparare i risultati tra ottenuto e richiesto. C’è poi il terzo metodo che è quello maggiormente applicato dalla Cisl di Sbarra. Non avere più un riferimento iniziale dei contenuti; accordarsi con la controparte, in questo caso il governo, e poi fare un rilancio su quello che sappiamo già che il governo proporrà. Oltretutto è un metodo molto pericoloso con questa maggioranza, al punto che sovente la Cisl si è trovata spiazzata.

Un esempio della Cisl a trazione “sbarriana” di come si entra nel merito: da quando si è deciso in Cisl che siamo contro la progressività delle tasse e a favore della riduzione degli scaglioni Irpef? Oppure dire che c’è nella manovra finanziaria un “importante aumento degli stanziamenti del Fondo sanitario nazionale” quando persino la maggioranza cerca di evitare l’argomento sanità perché sa benissimo che gli stanziamenti sono irrisori e che non sono nemmeno sufficienti per stipendi e assunzioni. E poi perché si mette nella stessa frase la sanità e la detassazione dei premi di risultato per il privato spacciandoli per una cosa sola mentre sono due questioni completamente diverse? Da quando chiediamo uno sforzo aggiuntivo per il ceto medio sapendo che i salari non crescono e sapendo che il lavoro dipendente in buona parte si sta allontanando dal ceto medio, impoverendosi. Basti pensare alle difficoltà del rinnovo del contratto dei metalmeccanici proprio sulle richieste salariali. Sono solo alcuni esempi “di merito” ma ci aggiungerei il “ni” sull’autonomia differenziata che penalizza il Sud quando proprio lo stesso Sbarra e tutta la Cisl fanno del Sud una priorità.

Ma ricordo anche che nella piattaforma unitaria di aprile 2023 (la trovate sul sito Cisl) che lanciava le tre manifestazioni nazionali unitarie c’era scritto che occorreva “contrastare le disuguaglianze con una riforma fiscale fondata sulla progressività costituzionale… Siamo decisamente contrari sia alla flat tax di qualunque genere che alla riduzione del numero delle aliquote” e sulla sanità diceva: “Potenziamento occupazionale e incremento dei finanziamenti al sistema sociosanitario pubblico per garantire il diritto universale alla salute e al sistema di istruzione e formazione, maggiore sostegno alla non autosufficienza”. Dov’è finita la nostra proposta sulla non autosufficienza tanto sbandierata dalla Cisl e dai suoi pensionati? Siamo soggetti con autonomia rivendicativa o a sovranità limitata? Potrei continuare ma mi limito ad aggiungere che l’autonomia della Cisl si è infranta nei marosi di un riposizionamento o meglio ripiegamento su uno schieramento con cui si è pensato di scambiare una legge sulla Partecipazione, attraverso una campagna di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare, con un atteggiamento più remissivo nei confronti del governo. Ingenuità sindacale pensare che la nostra proposta che prevede, tra l’altro, una modifica costituzionale sia realizzabile attraverso uno scambio con questo governo.

Ovviamente per realizzare questa politica serve una Cisl a “pensiero unico” e anche questo è stato fatto. Oggi non esiste dibattito in Cisl, gli organismi sono un rituale finalizzato al consenso. Il dibattito non è più a due sensi ma solo dall’alto verso il basso: si comunica cosa ha deciso il vertice Cisl, la base assiste e conferma. La forza della Cisl di Carniti, invece, era il confronto. Basti pensare che ai vertici Cisl il segretario generale e il segretario generale aggiunto provengono tutte e due dalla stessa categoria e da due territori contigui del sud. Nel nostro territorio la futura segreteria dei pensionati della Cisl Piemonte sarà rappresentata da tre componenti tutti provenienti dalla stessa categoria. E non sono gli unici esempi. Nemmeno più nella composizione dei gruppi dirigenti c’è pluralismo. Non è un caso ma è storia che ancora oggi, in Cisl, c’è chi sussurra nei corridoi di essere carnitiano, vorrà ben dire qualcosa.

* Già Segretario Generale FIM-CISL Torino e Canavese (2008-2019)

Sessualità vs. religione

In una società bacchettona come quella italiana, complice la presenza dello Stato Vaticano quale enclave nel nostro territorio, il sesso viene quasi sempre visto come un atto deprecabile, vietato, peccaminoso e conducente all’inferno, luogo che nessuno ha mai capito cosa sia dopo quel visionario di Dante Alighieri circa settesecoli fa.

Alcune settimane fa è mancata Laura Fezia, una persona che avevo conosciuto da poco ma che aveva saputo ritagliarsi un posto di tutto rispetto nelle mie amicizie e tra quanti mi aiutano nella comprensione di alcuni eventi.

Con Laura avevamo compreso quale meccanismo sia stato messo in atto dalla Chiesa cattolica, ma anche da altre fedi, per esercitare il controllo sui fedeli.

Senza entrare nel merito di dogmi o encicliche è palese che, alla luce delle evidenze scientifiche, il sesso debba essere sdoganato da causa di tutti i mali a rimedio per alcuni di essi, da fonte di ogni peccato a bisogno primario dell’essere umano alla pari di mangiare, bere e dormire.

E’ dimostrato che l’eiaculazione frequente evita il ristagno di germi nella prostata, riducendo il rischio di insorgenza dei tumoriin essa, ed aumenta la produzione di testosterone.

Nelle donne, invece, l’orgasmo (come negli uomini) porta alla produzione di alcuni ormoni ed altre sostanze quali endorfine, ossitocina e dopamina. Le endorfine, in particolare, grazie al loro effetto analgesico possono combattere i dolori mestruali, e non solo quelli, ed anche in questo caso occorre rivedere le consuetudini che imponevano l’astensione da ogni forma di sesso durante le mestruazioni.

Non è un mistero per nessuno che il sesso sia, in condizioni normali e tra soggetti consenzienti, piacevole, gratificante, un modo per unire la coppia, per dimenticare stress, tensioni, preoccupazioni; ecco, dunque, spiegato (almeno in parte) perché proprio sul sesso si siano concentrate le invettive di molte religioni, che vedevano nel piacere sessuale un vero nemico, un’attività che avrebbe distolto i fedeli dalla pratica religiosa.

Se avessero detto “quando siete liberi dal lavoro oziate a letto col vostro partner e copulate come non ci fosse un domani” probabilmente la messa della domenica mattina alle 9 sarebbe andata deserta, e anche molte altre. Se avessero detto di concentrarsi sulla costruzione della famiglia attraverso l’unione anche fisica, carnale sicuramente i fedeli avrebbero posto meno fervore nelle pratiche religiose. Di sicuro i sacerdoti, non più votati al celibato (il voto di castità non è obbligatorio), avrebbero compreso meglio i meccanismi che regolano una famiglia, il rapporto tra coniugi e tra i genitori ed i figli, mentre ora parlano per “sentito dire”.

Sono certo che, tra adulti dotati di capacità di giudizio, ciò che è giusto e ciò che non lo è possano essere decisi autonomamente, senza bisogno di imposizioni dall’alto, senza che nessuno si erga a “Deus ex machina” nel darci il suo assenso o negarcelo.

Non riesco ad immaginare un Dio che rende piacevole l’atto sessuale attraverso le sensazioni che si provano durante l’orgasmo e che, al contempo, dica “ecco che ti ho fregato! Pensavi fosse cosa buona e giusta ed invece ora ti punisco”.

E che dire della prostituzione, da sempre considerata come un crimine, al punto che alcune persone che hanno come dirimpettaia una prostituta non la salutano per punirla? Ora che sta comparendo anche in Italia la figura del sex giver, cioè l’aiutante che permette ai disabili di raggiungere l’orgasmo anche solo manualmente, distingueremo chi fa sesso con i sani (prostituta) da chi, giustificato, lo fa con i disabili (operatore sociale)?

Considerando che la Chiesa cattolica nel giro di un secolo sarà un lontano ricordo di ciò che è ora, perché non avvantaggiarsi cominciando a ragionare con la propria testa?

Sergio Motta

A Torino lo sportello psicologico gratuito per famiglie e persone con disturbi alimentari

 

Oggi, mercoledì 30 ottobre 2024, nella sala Musy di Palazzo Civico, è stato presentato il nuovo servizio di sportello psicologico gratuito, rivolto alle famiglie e a coloro che soffrono di disturbi alimentari. Ideata dall’Associazione “Lo Specchio ritrovato” e promossa e sostenuta dalla Circoscrizione 1, l’iniziativa è rivolta alle famiglie e ai ragazzi affetti da disturbi del comportamento alimentare. Sono intervenuti la Vicesindaca Michela Favaro, la Presidente della Circoscrizione I Cristina Savio, la coordinatrice di IV Commissione Vittoria Nallo e la Presidente dell’Associazione “Lo Specchio Ritrovato” Cristiana Ivaldi.

Nel suo intervento la Vicesindaca Michela Favaro ha sottolineato l’importanza di questo nuovo servizio, dichiarando che i servizi di prossimità sono il primo approccio per intercettare il disagio e svolgere la necessaria opera di prevenzione. Questa iniziativa, attualmente presente e sostenuta dalla Circoscrizione 1, ci auguriamo possa in seguito avere il sostegno anche da altri enti territoriali e cittadini.”

La Presidente della Circoscrizione 1 Cristina Savio ha evidenziato come “il territorio è sensibile alle problematiche dei giovani e delle loro famiglie. Lo sportello è aperto però ai cittadini di tutta la Città di Torino (e non solo).”

La Coordinatrice di IV Commissione Vittoria Nallo, che si è impegnata in prima persona a lanciare il progetto in Circoscrizione, ha espresso grande soddisfazione affermando che a fronte delle numerose segnalazioni delle famiglie, coinvolte in prima persona nel turbine della malattia, è partito un un dialogo con le associazioni per aprire uno sportello che potesse intervenire tempestivamente e fornire una prima risposta. Il primo passo è spesso il più difficile ma è anche il più importante: una diagnosi precoce salva le vite ai nostri ragazzi.”

Cristiana Ivaldi, Presidente dell’Associazione “Lo Specchio Ritrovato” ideatrice e promotrice del progetto, ha ricordato: Dai colloqui con i genitori che accogliamo durante le riunioni del gruppo di auto mutuo aiuto è emersa la necessità da parte delle famiglie di poter accedere a supporti di tipo psicologico individuale. Le richieste di aiuto che pervengono alla nostra associazione negli ultimi anni sono aumentate, di fatto, nel post-Covid c’è stato un aumento del 30% dei pazienti al Centro Regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare. Da queste considerazioni è nata l’idea di istituire uno sportello che, presente tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 17:00, possa rispondere a questi bisogni.

La pandemia ha esacerbato il problema: nel 2024, i casi di disturbi alimentari tra i giovani sono aumentati rispetto al periodo pre-pandemico, con un esordio delle patologie anche in età prepuberale. Solo in Piemonte, si stima che circa 28.000 persone siano affette da disturbi alimentari, un dato che comprende molti adolescenti.

Lo sportello psicologico nasce con l’obiettivo di offrire un supporto individuale, ad accesso diretto e gratuito a chi soffre di disturbi alimentari e alle loro famiglie, diventando anche un punto di riferimento per indirizzare verso percorsi di cura adeguati, oltre che sensibilizzare, informare e rendere maggiormente consapevoli rispetto ai precoci segnali di malattia.

Festival “Insieme” di Paideia. Tra gli ospiti Elio e l’ex calciatore Giorgio Chiellini

Dopo il successo della prima edizione, torna anche quest’anno “Insieme”, il festival ideato e organizzato dalla Fondazione Paideia, ente che da oltre trent’anni è impegnato con i bambini affetti da disabilità e le loro famiglie. “Insieme” è soprattutto una due giorni di incontri e divertimento, ma anche di discussione, riflessione e impegno per accendere un riflettore sul tema della disabilità.

Una manifestazione dedicata a tutta la cittadinanza per condividere storie, strumenti, individuare bisogni e sfide emergenti coinvolgendo genitori, famiglie, bambini e persone con disabilità, istituzioni, docenti, giornalisti e scrittori, ma anche personaggi del mondo dello spettacolo, della politica e dello sport.

Molti gli ospiti che calcheranno il palcoscenico del Festival, che si dividerà tra il Conservatorio Statale Giuseppe Verdi, quartiere generale della manifestazione, e piazza Bodoni, per portare la loro voce e la loro esperienza. Sabato 9 novembre, tra gli altri, il cantautore Elio, musicista e leader della band Elio e le Storie Tese, che porterà in scena al Festival l’anteprima dello spettacolo “Quando un musicista ride”, Mar Galceràn, prima donna con sindrome down a ricoprire la carica di Deputata Regionale in Spagna; Enrico Galiano, insegnante e scrittore che interverrà con “Il diritto di essere fragili”.

La domenica sarà la volta di Giorgio Chiellini, ex capitano della Nazionale e della Juventus, ora Head of Football Istitutional Relations Juventus, che racconterà la propria esperienza al fianco di perone con disabilità e di diversi progetti sociali supportati attivamente nel corso della sua carriera. Tra i temi degli incontri, il ruolo dei carriera tra responsabilità e difficoltà nel riconoscimento istituzionale della propria figura, il futuro dei giovani e delle giovani affetti da disabilità in un ideale “giro d’Italia” della vita indipendente, e il punto di vista dei Siblincs, fratelli e sorelle spesso invisibili di persone con disabilità. E ancora si parlerà di sessualità e disabilità al di là di limiti, pregiudizi e paure, e verrà effettuata una riflessione sulle città per tutte e tutti, con la partecipazione dell’architetto urbanista Stefano Boeri. A chiudere il weekend domenica alle ore 18 lo spettacolo teatrale per famiglie “I bestiolini”, dell’autore e illustratore di libri per bambini Jack Tessaro. Fuori dal teatro, in piazza Bodoni, dalle 10 alle 18, una no stop di attività gratuite dedicate a bambini e famiglie, che spaziano dalla lettura inclusiva ai laboratori creativi e sportivi a tante attività educative e di gioco, realizzate in collaborazione con aziende sostenitrici dell’evento, i “Frutta Party” by Battaglio e momenti di spettacolo dal sapore antico come quello delle Marionette Grilli in collaborazione con la Fondazione Gianduia. Tutti gli incontri sono gratuiti, il concerto di Elio è prenotabile al link Elio sul palco di Insieme-il festival di Paideia” Fondazione Paideia, con una donazione a partire da 40 euro a biglietto.

 

Mara Martellotta

Economia non osservata, un ricco salvadanaio per la manovra finanziaria (se fosse osservata)

Di Carlo Manacorda 

L’ “economia non osservata” ammonta a ben 173,8 miliardi di euro (dato del 2021). La manovra finanziaria recentemente approvata dal Governo prevede 30 miliardi di maggiori spese. Di cui è ancora piuttosto vaga la copertura. E dire che sarebbe tutto più semplice se si riuscisse ad “osservare” l’economia “non osservata”…

Leggi l’articolo su lineaitaliapiemonte.it ⤵️

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2024/10/21/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/economia-non-osservata-un-ricco-salvadanaio-per-la-manovra-finanziaria-se-fosse-osservata-di-car.html