Il 12 giugno 1922 nasceva nel quartiere Campo di Marte a Firenze, Margherita Hack. Grande scienziata universalmente riconosciuta come una delle più brillanti personalità della comunità scientifica del ‘900 fu tra i protagonisti della scienza astrofisica mondiale.
Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia ( a Trieste, per 23 anni) svolse un’importante attività di divulgazione e diede un grande impulso alla ricerca per lo studio e la classificazione di molte categorie di stelle. In una intervista, ricordando le sue origini, raccontò come il caso avesse quasi voluto segnare la sua esistenza partendo proprio dal luogo dove vide la luce: via delle Cento Stelle. Educata ai valori della libertà e della giustizia, atea convinta e amante degli animali, in particolare dei gatti, appassionata sportiva tanto da vantare in gioventù record e prestazioni memorabili, scoperta la passione per l’astrofisica all’Università si laureò nel 1945 e iniziò a lavorare all’Osservatorio astronomico di Arcetri, sulle colline a sud di Firenze, occupandosi subito di spettroscopia stellare, il suo principale campo di ricerca. Professoressa all’Università di Trieste dal 1964 al 1992 ( città dove è morta il 29 giugno del 2013) ci ha lasciato una preziosa eredità di libri, studi, ricerche, conoscenze. In una intervista, a chi le chiedeva quale fosse l’origine dell’uomo e dell’universo, rispose: “Tutti noi abbiamo un’origine comune, siamo tutti figli dell’evoluzione dell’Universo, dell’evoluzione delle stelle, e quindi siamo davvero tutti fratelli”. E aggiunse: “Noi siamo fatti di materia che è stata costruita nell’interno delle stelle, tutti gli elementi, dall’idrogeno all’uranio, sono stati fatti nelle reazioni nucleari che avvengono nelle supernove, cioè queste stelle molto più grosse del Sole, che alla fine della loro vita esplodono e sparpagliano nello spazio il risultato di tutte le reazioni nucleari avvenute al loro interno. Per cui noi siamo veramente figli delle stelle”.
Marco Travaglini
L’evento flashmob “CENA IN BIANCO UNCONVENTIONAL DINNER 2022” prenderà vita e si svolgerà sabato 18 giugno p.v; in occasione della sua settima edizione torinese, avrà luogo in un nuovo sito urbano, svelato a sorpresa, lunedì scorso, ai 12 mila partecipanti: si tratta del grande mercato del CAAT (Centro Agroalimentare di Torino).
Il cervello umano è un

Ideato e sviluppato da “TO LOCALS (APOLIDE Festival)”, “Morena Ovest”, “Compagnia Tecnologia Filosofica (Morenica NET)”, “Fondazione di Comunità del Canavese”, “Associazione Liberi di Scegliere (La grande invasione)”, il “Castello Ducale di Agliè” e “IVREATRONIC”, prende il via domenica prossima 5 giugno “Morena Stories”, il nuovo progetto di turismo culturale in cui le storie originali e sconosciute del territorio diventano protagoniste dei percorsi di visita. Fino al 17 luglio, ogni domenica sono in programma trekking guidati, visite e performance artistiche accessibili a tutti, alla scoperta di sette cittadine dell’“Anfiteatro Morenico” di Ivrea: Agliè, San Martino, San Giorgio, Bairo, Castellamonte, Torre Canavese e Vialfré. Dicono gli organizzatori: “Il progetto rappresenta una nuova modalità di vivere il turismo, adatto ai visitatori alla ricerca di itinerari insoliti al di fuori dei percorsi già noti e ai semplici curiosi che vogliono approfondire la storia del territorio:ogni appuntamento di Morena Stories è un momento unico, non solo una visita, ma una vera e propria esperienza di conoscenza”. Protagonisti saranno i luoghi e le loro storie, che emergeranno dal racconto delle guide e degli artisti: ad Aglié (in apertura, domenica 5 giugno) l’ex stabilimento “Olivetti”, dove veniva prodottala mitica “Lettera 22”, la macchina da scrivere che ha segnato l’identità italiana; il canale di Caluso di Bairo, reso ancora più suggestivo dalla visita nelle prime ore del mattino; a Castellamonte lo scaricatore e la vecchia stazione ferroviaria, dove partivano i treni carichi di ceramica, famosa in tutto il mondo; “Cortereggio” a San Giorgio, luogo di nascita di Antonio Michela Zucco (inventore della “Michela”, la macchina per la stenografia a tasti che rivoluzionò il sistema di scrittura veloce e che vediamo spesso utilizzata in Parlamento) e territorio della coltivazione della “Piattella” bianca (presidio “Slow Food”); il “Santuario della SS. Trinità” a San Martino;la chiesa di “San Giacomo” e “Casa dell’Eremita” a Torre