IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Diventa credibile l’accusa di un accaparramento di posti da parte dei politici maschi, molti dei quali sicuramente non sono eccellenti. Franceschini e Orlando sono politici mediocri che certo non hanno mai brillato come Ministri, per non parlare di Speranza che andava rispedito a casa d’ufficio. L ’esclusione delle donne del Pd dal Governo ha ridato voce persino a Rosy Bindi che non fa più parte del Partito, malgrado sia stata due volte Ministro. E’ ricomparsa persino l’ex Ministra Livia Turco a dar man forte alla protesta. Anche la Turco non fu entusiasmante come ministro, anzi ministra, come diceva lei. Restano i posti di viceministro e di sottosegretario che potrebbero compensare le politiche rimaste fuori, ma resta anche, a maggior ragione, la discriminazione. Alle donne solo seconde e terze file. L’argomento è esploso e si è quasi subito sopito. Rimane il problema della parità di genere che rappresenta uno dei punti essenziali della democrazia perché trova fondamento nell’articolo 3 della Costituzione . La vicenda rivela un persistente maschilismo proprio in quella parte politica che a parole condanna ogni discriminazione contro le donne.
Qui la pandemia e la crisi economica non c’entrano, c’entra invece una scelta irreversibile di democrazia e direi anche di civiltà che non può essere elusa dal manuale Cencelli.Anche questo è un segno del degrado di una classe politica fatta di nominati e non di eletti . La parità uomo- donna ad ogni livello è un qualcosa che le democrazie non possono ignorare e i capi politici non dovrebbero mai calpestare in modo così vistoso. Non c’è bisogno di essere femministi, per cogliere il grave errore commesso ,a meno di voler sostenere ,dicendo il falso ,che non esistono donne competenti.Berlusconi su tre posti disponibili ha indicato due donne. Non entro nel merito di quelle scelte, ma sicuramente si tratta di donne ,anche se indossano sempre i pantaloni …. Se si vuole storicizzare, va però detto che tutti i governi della seconda Repubblica, salvo il governo Renzi,hanno avuto una media abbastanza ridotta di donne . Un problema che si trascina da tempo, anzi da quando esiste la Repubblica. La parità o addirittura l’eguaglianza aleggia nei discorsi, ma stenta ad essere praticata e la proposta delle “quote rosa“ non è decollata perché è un’offesa grave all’intelligenza delle donne oltre che al buon senso. |
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Ieri, festa di san Valentino, dopo tanti mesi di “astinenza”, sono andato a colazione in un uno dei migliori ristoranti torinesi di cui ero in passato e resto cliente abituale ed affezionato, fin dai tempi in cui andavo con Bobbio che abitava a poche centinaia di metri.
Cucina eccelsa come sempre, distanziamento dei tavoli assolutamente rispettato, mascherine del personale in piena regola, cucina e servizio ineccepibile secondo le norme. Ci ritornerò altre volte, sperando che finalmente il COVID ci consenta di pranzare normalmente.
Non posso tuttavia non segnalare un pisquano di cliente (in abbigliamento “sportivo” del tutto non consono al locale) che si è alzato due volte dal tavolo -penso per andare a fumare – senza mascherina. La seconda volta sono intervenuto con tono incazzato e gli ho chiesto perché violasse le norme in modo così plateale. Mi sono sentito rispondere con arroganza e inciviltà asociale che lui la mascherina non la mette perché “gli da’ fastidio“ . Mi è venuto voglia di chiamare i Carabinieri, non ad un generico centralino , ma nella figura di un alto ufficiale che mi onora della sua amicizia e che non mi sono mai permesso di disturbare in precedenza. Nel frattempo rientra dalla “pausa sigaretta“ , naturalmente senza mascherina, una bella signora che debitamente richiamata dallo scrivente con toni più urbani e gentili (le belle signore lo meritano di per se’) mi ha detto candidamente di essersela dimenticata. Se la gente “bene”, o meglio arricchita magari con vistose evasioni fiscali , che in passato non avrebbe mai posato le terga in quel ristorante, si comporta così, non possiamo più lamentarci di Speranza e di Arcuri. Siamo un popolo di animali, formato da potenziali suicidi (fatto trascurabile, anzi salvifico socialmente) e da potenziali omicidi, fatto penalmente rilevante e socialmente non accettabile.
A certa gente dovrebbe essere interdetto l’ingresso nei locali pubblici. Nel ristorante prescelto tutto era perfetto per passare un San Valentino sereno anche in tempi di pandemia. Non è accettabile che avventori certo non avvezzi a quel locale guastino il clima di una festa e compromettano la sicurezza degli altri clienti. La prossima volta alzerò la voce in modo ancora più veemente e soprattutto chiamerò i Carabinieri, facendo un esposto in piena regola. Così non si può andare avanti . Gli incivili vanno isolati e colpiti senza pietà anche nel giorno degli innamorati perche’ questa gente non può amare nessuno in quanto del tutto incapace di rispettare la vita delle persone . Barbari che sanno solo riempirsi di cibo, di vino e di nicotina. Presidente Draghi, incominci a dare addosso a questa gente, rendendo loro la vita impossibile.
Barbero anche sulle foibe fa lezione
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni Che il professor Alessandro Barbero dell’Università di Vercelli voglia spaziare su tutto lo scibile storico, imitando in chiave in verità un po’ provinciale il più noto Franco Cardini e voglia dar lezione su tutto a tutti, è un fatto noto che lo ha portato a scrivere cose inaudite, ad esempio, su Vittorio Emanuele II.

Fascismo e comunismo
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La Giustizia problema-chiave per la ripresa
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni Da quanto filtra dalle consultazioni del presidente del Consiglio Draghi ,appare che ogni gruppo tiri, come naturale, l’acqua al suo mulino anche se sono convinto che il Presidente stia ascoltando tutti ,ma saprà decidere da solo senza lasciarsi condizionare dalle pretese partitiche anche di gruppi che non sono affatto determinanti per la maggioranza come i grillini che andrebbero abbandonati al loro fallimentare destino ed irrimediabile declino.

Via Speranza ed Arcuri
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni Non mi permetto di dare consigli al presidente Draghi che sta conquistando tanti consensi tra gli Italiani, prima ancora di iniziare l’opera ciclopica che si accinge ad intraprendere per salvare l’Italia. Uno dei punti essenziali della sua opera di governo sarà la lotta alla pandemia con interventi energici, rapidi ed adeguati alla gravità della situazione

Domani 10 febbraio è il giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo Giuliano – Dalmata – Fiumano
Le offese a Meloni senza scuse e tanti silenzi
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni La volgare battuta contro Giorgia Meloni vista come una fattrice e contro sua figlia Ginevra scritta su “La Stampa” da Alberto Mattioli, giornalista amante dell’opera lirica, ma certo non dell’educazione e della deontologia professionale, non ha suscitato le scuse dovute. Il giornale ha pubblicato ieri un pezzo mascherato da un articolo su Salvini e da una sua fotografia, in cui non si riporta la frase per cui si chiede scusa, impedendo al lettore di capire di cosa si stia parlando e cioè che la Meloni ha “prodotto“ sua figlia con la collaborazione di un dipendente Mediaset.

Lo scivolone inqualificabile sulla Meloni
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Sono un sostenitore convinto della prima ora di Draghi e sono stato un oppositore fermissimo dei due Governi Conte che ho visto come una grave minaccia alla democrazia
Ciò premesso, non ho mai apprezzato Giorgia Meloni, sostenitrice di Trump, politica sostenitrice di una sovranità rampante, troppo schematica e semplicistica per il mio modo di pensare. Posso giungere a consentire a volte con qualche ragionamento di Guido Crosetto, ex democristiano ed ex forzista, ma Fratelli d’ Italia mi sono indigesti nel loro complesso. L’Assessore Marrone che ho conosciuto lo ritengo persona intelligente con cui si può parlare e discutere. La Meloni e’ invece quasi totalmente priva di cultura politica, ricca di acredine polemica, incapace di discorsi articolati. Per un liberale come me non potrà mai essere convincente, per un moderato come sono io non potrà mai essere attrattiva. Tra Almirante e lei c’è un abisso, tra Fini (casa di Montecarlo a parte ) e lei c’è una differenza notevole, anche se di Fini non ho mai avuto stima. E potrei continuare ad elencare i limiti della Meloni, ma evito di farlo.
Ritengo però legittima la sua opposizione al Governo Draghi così come auspicherei il voto contrario dei paleo – comunisti di Leu . Ricordo bene il governo Andreotti di solidarietà nazionale senza una opposizione in Parlamento. L’opposizione e’ una parte vitale e insostituibile della democrazia parlamentare che solo chi ha vocazioni autoritarie vorrebbe abolire o criminalizzare. Si può certo discutere l’operato politico della Meloni , ma ci sono regole elementari e deontologiche che impongono ad un giornalista di fermarsi, evitando linguaggi volgari e o ffensivi nei confronti di una persona e ,nel caso specifico, di una donna.
La polemica non può scadere nell’insulto gratuito, pena il discredito di chi vi ricorre. Il
giornalista Alberto Mattioli su “La Stampa” di ieri ha varcato la soglia della critica, per imboccare la via dell’insulto, accanendosi con la figlia della Meloni Ginevra “prodotta con la collaborazione del compagno autore Mediaset di quattro anni più giovane”.
Quella parola “prodotta” e’ infame. E’ come definire la Meloni una giovenca e la figlia una vitella.
Adesso attendo delle scuse, attendo l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti, attendo soprattutto l’intervento di chi ha fatto della difesa della dignità della donna la sua ragion d’essere, a partire dalla presidente Boldrini.
Questo tipo di offesa e’ davvero intollerabile tra gente civile e Mattioli deve rimangiarsi l’insulto che offende tutte le madri.
Uno scivolone così cospicuo coinvolge anche nel discredito chi ha “passato“ quella frase lasciandola pubblicare su quel giornale. Non mi piace la Meloni, ma la barbarie e’ molto peggio: e’ intollerabile.
Draghi va lasciato lavorare in pace
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