“VIGILEREMO PERCHE’ SIANO COPERTE AL 100%”
In VI Commissione del Consiglio regionale è stata esaminata la proposta di deliberazione contenente “Criteri generali per l’attivazione, da parte dell’EDISU Piemonte, dei bandi di concorso relativi all’erogazione delle borse di studio e altri servizi l’a.a. 2025/2026”.
Il Gruppo del Partito Democratico non ha espresso parere sul testo presentato perché, pur comprendendo la necessità di procedere all’approvazione in tempi stretti affinché le borse vengano pagate secondo le scadenze previste, preferisce attendere l’acquisizione dei pareri di Coreco (conferenza rettori) e dei rappresentanti degli studenti.
Il Partito Democratico vigilerà affinché le risorse poste a Bilancio per il prossimo anno accademico siano sufficienti per consentire la copertura al 100% degli aventi diritto. Del resto l’Assessore Chiorino ha ribadito in Commissione che raggiungere questo obiettivo è nelle sue intenzioni. Staremo a vedere!
I Consiglieri regionali del Gruppo del Partito Democratico
15 milioni e 870 mila euro. A tanto ammonta il contributo a fondo perduto a favore delle piccole e medie imprese piemontesi che svolgono attività ricettiva. La delibera, che ha avuto semaforo verde III Commissione, passerà ora in Giunta per l’approvazione definitiva con un bando che uscirà nelle prossime settimane.
“Siamo molto soddisfatti dei contenuti di questa proposta che rivendichiamo con orgoglio e che porta la firma del Gruppo Fratelli d’Italia e dei nostri assessori Chiarelli e Bongioanni – dichiara Carlo Riva Vercellotti, Capogruppo di Fdi in Consiglio Regionale. Grazie all’ampia dotazione prevista dal Programma, un settore strategico per il Piemonte, quale quello turistico, avrà le risorse necessarie per migliorare ulteriormente la qualità delle strutture, per rafforzare i servizi ed offrirne di innovativi per contribuire a far crescere l’occupazione ed il benessere delle nostre località turistiche, in particolar modo quelle ad oggi meno sfruttate”.
“Il Programma mira a favorire lo sviluppo di un’offerta turistica qualificata che si traduca in una migliore esperienza per il turista – spiega Claudio Sacchetto, presidente della Commissione turismo in Consiglio Regionale. Con questa Delibera andiamo a sostenere in ambito alberghiero gli alberghi diffusi, in quello extra-alberghiero le residenze di campagna, mentre per quanto riguarda il settore ricettivo vengono contemplate le attività di agriturismo e i rifugi. Infine, sosteniamo anche attività quali campeggi, glampinge villaggi turistici”.
“Si tratta di un’ottima opportunità per le aziende del settore turistico-ricettivo per ampliare e migliorare la qualità delle strutture, incrementare l’efficienza energetica, eliminare le barriere architettoniche e potenziare il livello tecnologico anche attraverso la digitalizzazione – commenta il consigliere Silvia Raiteri, Portavoce di Fdi in Commissione turismo. Le imprese turistiche possono diventare catalizzatori e costituire un importante volano per la crescita e lo sviluppo locale, promuovendo prodotti tipici, valorizzando le risorse del territorio ed integrandosi con le comunità locali”.
cs
Finalmente a sinistra si riscopre la manifattura
Oggi al Museo del Risorgimento Repubblica ha organizzato un Convegno molto interessante su Torino nel 2050 e sulla importanza della Manifattura. Eureka dopo anni in cui la Fiat veniva accompagnata dolcemente al calo del lavoro e della occupazione ,senza uno sciopero ,secondo gli auspici di chi voleva chiudere la esperienza della One Company town senza accorgersi che il calo dell’industria torinese non veniva assolutamente rimpiazzato dal turismo . Lo si poteva già capire , come fece il sottoscritto, quando l’Istat ci diede i dati del 2006 l’anno delle Olimpiadi . Dopo che molti cervelli della gauche teorizzavano gli Eventi come la prospettiva per la Città due volte Capitale , senza andare a vedere quale è il valore aggiunto che danno alla economia l’industria, le costruzioni e il turismo come avrebbe fatto qualsiasi manager. E qui si dimostra che è sempre più difficile governare o amministrare senza avere una grande esperienza e una forte competenza. Incuranti dei dati forniti prima dal solito GIACHINO poi da Banca d’Italia che hanno dimostrato il distacco economico preso da Bologna che invece da trent’anni ha scelto di puntare sull’industria e proprio sulla industria dell’auto . Anche il dato fornito da Banca d’Italia il 18 giugno scorso dal quale emerge che Torino e il Piemonte non sono ancora riuscite a recuperare il livello raggiunto nel 2007 è’ stato coperto dalla stampa cittadina.
Lavoro, Canalis (Pd): “Trionfalismo immotivato”
La realtà piemontese è fatta da un’occupazione femminile decisamente inferiore a quella maschile, da un’abnorme disoccupazione giovanile, da contratti molto parcellizzati e precari, da minor retribuzione e stabilità.
Nella conferenza stampa svoltasi ieri al Grattacielo della Regione (in contemporanea con i lavori del Consiglio regionale, in spregio alle basilari regole del rispetto istituzionale), l’assessore Chiorino ha ostentato un certo trionfalismo rispetto ai dati del mercato del lavoro piemontese. Un atteggiamento quasi offensivo, se si osservano i dati dal punto di vista qualitativo e non solo quantitativo.
Non è corretto, infatti, enfatizzare il dato quantitativo dell’aumento del tasso di occupazione, come fa l’assessore, se non si aggiunge il dato qualitativo relativo ai salari bassi e alla parcellizzazione dei contratti.
Il tasso di occupazione della popolazione piemontese è effettivamente aumentato ed oggi si attesta sul 69%, ma dentro questo numero ci sono molti contratti precari e molti contratti sotto pagati. Il 69% di occupazione nasconde, insomma, molto lavoro povero e molto lavoro parcellizzato (pensiamo al diffusissimo part-time involontario che colpisce soprattutto le donne).
La condizione di disagio economico legata al lavoro colpisce in misura più significativa il genere femminile, dal momento che le donne tendono a essere occupate proprio con tipologie contrattuali instabili e a bassa protezione. I dati dell’INAPP mostrano che nella prima metà del 2024, le donne in Italia hanno ottenuto nuovi impieghi prevalentemente con contratti a termine: il 40,4% delle assunzioni femminili risultavano a tempo determinato, contro un più limitato 13,5% a tempo indeterminato. Inoltre, mentre per gli uomini il lavoro part-time si attestava al 27,3%, per le donne la percentuale raggiungeva quasi la metà dei contratti, precisamente il 49,2%.
Inoltre, bisognerebbe sottolineare che le donne piemontesi hanno ancora un tasso di occupazione decisamente inferiore a quello degli uomini (donne al 62,3% e uomini al 75,6%) e i Neet (giovani che non studiano e non lavorano) sono ancora tantissimi (27%).
Infine, il nostro tasso di disoccupazione è sceso al 5,5%, grazie soprattutto al forte calo del tasso di disoccupazione femminile sceso dal 7,2% al 5,8%, ma è ancora superiore a quello di Regioni comparabili con il Piemonte, come il Veneto, che è al 2,5%. Tutte le regioni del Centro Nord, ad eccezione della Liguria e del Lazio, hanno tassi di disoccupazione inferiori a quello del Piemonte con una punta del 2,4% nel Trentino Alto Adige e del 2,5% in Veneto.
Insomma, nonostante i progressi, il tasso di occupazione delle regioni sviluppate è ancora maggiore di quello del Piemonte e questo dovrebbe evitare facili trionfalismi.
Prima di dire che va tutto bene e che l’aumento del tasso di occupazione piemontese è merito delle politiche attive messe in campo dalla sua Giunta, l’assessore Chiorino dovrebbe darci i dati sui lavoratori poveri, che ingrossano le statistiche del tasso di occupazione, ma non riescono a vivere dignitosamente! E poi servono i dati sul lavoro precario, sull’aumento di donne over 50 occupate e sull’aumento di uomini over 50 occupati.
Assessore Chiorino, metta da parte il trionfalismo e dimostri maggiore profondità e trasparenza nel leggere i numeri!
Monica CANALIS – vice presidente commissione lavoro e formazione professionale del Consiglio regionale del Piemo
“Il recente sondaggio de La 7 ha evidenziato, e per l’ennesima volta, l’assenza di un partito, utile e
necessario, capace di mettere in discussione l’attuale assetto bipolare. Quasi il 40% del
campione intervistato si dice favorevole alla nascita di un nuovo partito, radicalmente diverso da
quelli presenti nell’attuale geografia politica italiana. Un dato che dimostra, plasticamente,
l’inadeguatezza dell’attuale bipolarismo selvaggio segnato da una sempre più insopportabile
radicalizzazione del conflitto politico. Alimentato soprattutto da sinistra. Una domanda, comunque
sia, che si traduce con la necessità di avere una formazione politica centrista, riformista e
autenticamente democratica. Esigenza presente tanto a sinistra quanto sul versante del centro
destra oltre, come ovvio, nel vasto arcipelago centrista.
Una domanda politica che, però, non può essere confusa con la ridicola e grottesca “tenda” cara
a Bettini e a Renzi da un lato o con i molteplici federatori” dall’altro che, benchè privi di qualsiasi
legittimazione democratica, si ergono a rappresentanti esclusivi di un’area centrista e riformista.
Se non addirittura di tutta l’area cattolica, come il simpatico Ruffini.
Quello che serve, adesso, è semmai favorire una vera ricomposizione di tutto il mondo e l’area
centrista e riformista del nostro paese. Senza esclusioni pregiudiziali e, soprattutto, senza presunti
leader che si auto candidano a riferimento indiscusso ed indiscutibile.
La domanda politica c’è. Gli attuali partiti non riescono ad intercettarla e, nel frattempo, cresce la
disillusione e l’allontanamento dei cittadini dalle urne. Per questo, adesso, serve una iniziativa
politica di ricomposizione politica ed organizzativa di tutto ciò che non è riconducibile all’attuale
assetto bipolare”.
On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’.
Magliano (Lista Civica Cirio Presidente PML): “Come promotore della Legge sulla fibromialgia del 2023 accolgo con favore le parole dell’Assessore e rilancio: lavorare per riconoscimento nazionale e inserimento nei LEA”
L’ambulatorio per la Fibromialgia dell’Ospedale Mauriziano non chiuderà: le parole dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, sono state nette.
“Come primo firmatario della Legge regionale sulla fibromialgia – commenta Silvio Magliano, Presidente del Gruppo Lista Civica Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale -, accolgo con favore le parole dell’Assessore Riboldi che mettono la parola fine ai timori della chiusura dell’ambulatorio della fibromialgia, attivato con i fondi derivanti dalla Legge regionale di cui sono primo firmatario”.
“Proprio grazie a questa legge – continua Magliano -, abbiamo dato una risposta a tante persone, in gran parte donne, affette da una patologia complessa e altamente invalidante. Su questo tema la Regione Piemonte non le lascia sole, anzi, riparte con grande entusiasmo lavorando in tutti gli ambiti per ottenere l’atteso riconoscimento tramite una legge che riconosca la fibromialgia e che la inserisca nei LEA, i livelli essenziali di assistenza. Il traguardo non è lontano, manca solo l’ultimo passo. L’inserimento della fibromialgia nei LEA sarà un risultato decisivo, ma altrettanto importante sarà costruire, in Piemonte come nelle altre regioni, percorsi di presa in carico e assistenza insieme alle associazioni dei pazienti, come l’AISF – Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, che da anni lavorano su questo tema, creando collaborazioni e sinergie tra professionisti e strutture sanitarie in tutto il Paese e che rappresentano un patrimonio assolutamente da valorizzare in quanto a esperienza, capacità di accoglienza e casistiche”.
CS
Pd e M5S: grave taglio al trasporto pubblico locale
Villa Glicini, Iannò: “Dove sono i campi da padel?”
Torino, 15 luglio 2025 – Prosegue la battaglia del consigliere comunale Giuseppe Iannò per riportare al centro del dibattito pubblico il futuro di Villa Glicini, storico impianto sportivo nel cuore del Parco del Valentino.
Con una nuova interpellanza presentata in Sala Rossa, Iannò torna a chiedere conto alla Giunta sull’assenza di interventi concreti per la realizzazione dei campi da padel, promessi all’interno del progetto di riqualificazione dell’area.
“Parliamo di uno spazio prezioso per lo sport cittadino, oggi abbandonato all’incuria – ha dichiarato Iannò –. Dopo mesi di silenzio, non è più accettabile che tutto resti fermo. I torinesi hanno diritto a sapere a che punto sia la gestione del bando, quali opere siano previste e in che tempi si intenda agire.”
L’interpellanza – dal titolo simbolico “Villa Glicini, dove sono i campi da padel? Capitolo II” – segue un primo atto presentato nel 2024. Il consigliere chiede chiarimenti su:
• Tempistiche di realizzazione dei campi da padel;
• Soggetti affidatari e vincoli gestionali;
• Trasparenza nelle procedure di affidamento e attuazione.
In attesa di azioni concrete da parte della Giunta, Iannò sottolinea la necessità di restituire a Villa Glicini una funzione pubblica e sportiva, nel rispetto della sua storia e delle richieste dei cittadini.
Lo scorso 13 febbraio, la maggioranza aveva rivendicato la proroga del decreto, ma ad oggi non ci sono certezze sullo stanziamento dei finanziamenti che, per il Piemonte, superano i 60 milioni di euro. Tra gli interventi urgenti c’è anche il Ponte Preti, opera fondamentale per il collegamento del Canavese Occidentale e Ivrea.