«La proposta di bilancio presentata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen – dichiara Bongioanni – non è soddisfacente nonostante tutto il lavoro fatto dal vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto, per cui lo ringrazio. Condivido le criticità evidenziate dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, e lo ringrazio per aver lavorato ogni giorno per far riconoscere al settore primario la sua importanza. Grazie all’Italia, infatti, alcuni risultati sono stati raggiunti. Pensiamo a investimenti, strategici per il Piemonte, come quelli per il sistema di approvvigionamento idrico con semplificazione e fondi aggiuntivi rispetto a quelli della Pac, una diversa visione sulla gestione della fauna selvatica nel rispetto della produzione, la cancellazione di alcune follie ideologiche del Green Deal e soprattutto una valutazione differente dell’agricoltura come primo difensore dell’ambiente».
Prosegue Bongioanni: «Ha ragione dunque il ministro Lollobrigida nel dire – purtroppo – che l’attuale proposta della Commissione non è minimamente all’altezza degli obiettivi e confidiamo che possa essere profondamente corretta dal Parlamento Europeo. Sembra che la commissione continui ad essere ispirata a modelli di programmazione finanziaria eredi del Green Deal e delle follie di Timmermans, in evidente contrasto con gli interessi della nostra economia agricola e dei suoi produttori di ricchezza. Ci troviamo ancora una volta di fronte a un’Europa dei tecnocrati, inscalfibile e incapace di comprendere le sfide di competitività che la nostra agricoltura è chiamata ad affrontare in questo momento, con il problema incombente dei dazi per non citare che il più appariscente. Ma l’Italia tutta lavorerà per cambiare in meglio questa proposta di bilancio».
Oggi al Museo del Risorgimento Repubblica ha organizzato un Convegno molto interessante su Torino nel 2050 e sulla importanza della Manifattura. Eureka dopo anni in cui la Fiat veniva accompagnata dolcemente al calo del lavoro e della occupazione ,senza uno sciopero ,secondo gli auspici di chi voleva chiudere la esperienza della One Company town senza accorgersi che il calo dell’industria torinese non veniva assolutamente rimpiazzato dal turismo . Lo si poteva già capire , come fece il sottoscritto, quando l’Istat ci diede i dati del 2006 l’anno delle Olimpiadi . Dopo che molti cervelli della gauche teorizzavano gli Eventi come la prospettiva per la Città due volte Capitale , senza andare a vedere quale è il valore aggiunto che danno alla economia l’industria, le costruzioni e il turismo come avrebbe fatto qualsiasi manager. E qui si dimostra che è sempre più difficile governare o amministrare senza avere una grande esperienza e una forte competenza. Incuranti dei dati forniti prima dal solito GIACHINO poi da Banca d’Italia che hanno dimostrato il distacco economico preso da Bologna che invece da trent’anni ha scelto di puntare sull’industria e proprio sulla industria dell’auto . Anche il dato fornito da Banca d’Italia il 18 giugno scorso dal quale emerge che Torino e il Piemonte non sono ancora riuscite a recuperare il livello raggiunto nel 2007 è’ stato coperto dalla stampa cittadina.