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Il Centro non è la sommatoria delle liste civiche

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Da che mondo è mondo, come si suol dire, in politica difficilmente si possono sommare le pere
con le mele. Fuor di metafora, le elezioni locali – comunali o regionali che siano non fa differenza
alcuna – non possono mai essere confuse con le elezioni politiche nazionali. E questo per una
ragione persin troppo semplice da spiegare. Il voto nazionale, infatti, prescinde radicalmente dalle
dinamiche locali e gli stessi protagonisti e leader sono diversi. Molto diversi. Una regola talmente
ovvia e scontata che, quasi puntualmente, chi vince le elezioni locali poi, di norma, anche se non
sempre, perde quelle nazionali. Per le semplici ragioni che ho poc’anzi ricordato.

Ma c’è un’altra regola, altrettanto scontata perchè ha trovato ripetutamente conferma, che porta
a non confondere mai le liste civiche locali con il concreto orientamento di voto di quegli elettori
sul versante nazionale. Del resto, chi si riconosce in una lista civica locale, di norma, somma
esperienze e candidature trasversali riconducibili ad un programma definito e ad un preciso
candidato. Esperienza che, come capita puntualmente, non si ripete nella consultazione nazionale
perchè vengono a mancare quegli elementi decisivi che hanno caratterizzato, appunto, quel voto
locale.

Ora, e partendo proprio dalle ultime elezioni regionali – quella più contesa nelle Marche e quella
del tutto scontata in Toscana – c’è una ulteriore illusione che campeggia. E che riguarda la
coalizione di sinistra e progressista. E cioè, com’è capitato in Toscana, sommare in un ipotetico e
del tutto virtuale Centro a livello nazionale i voti ottenuti dalla lista del Presidente Giani. Lista
legata esclusivamente al profilo politico, civico ed amministrativo del Presidente con l’apporto di
partiti, movimenti, gruppi e associazioni che si riconoscono, appunto, nella sua persona e nel suo
programma. Sommare tutto ciò e trasferirlo meccanicamente in un partito che ufficialmente non è
ancora neanche nato – come ha fatto il capo del partito personale di Italia Viva, Renzi,
sostenendo che il peso di “Casa riformista” e quindi del Centro nella coalizione di sinistra e
progressista a livello nazionale è pari ai voti ottenuti dalla lista del Presidente della Regione
Toscana – più che un ragionamento politico è un esercizio folkloristico. Come, del resto, ha
sostenuto in un’intervista ad un quotidiano nazionale lo stesso Presidente Giani.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, è sempre consigliabile – soprattutto quando si parla di
elezioni locali e di consultazioni nazionali – non confondere i piani. E, meno che mai, pensare che
il consenso ad un partito nazionale possa decollare sommando semplicemente tutto il civismo. E
questo perchè il civismo appartiene rigorosamente e storicamente nel nostro paese alle
esperienze locali mentre le dinamiche nazionali, com’è altrettanto ovvio, sono riconducibili ad altri
criteri e, soprattutto, rispondono ad altre priorità politiche e programmatiche. Come, del resto,
capita da sempre.

Ruffino (Az): “Folle finanziare disabilità con tassa soggiorno”

Commneta l’on. Daniela Ruffino (Azione): “Fa bene il ministro Giorgetti a tenere stretta la borsa della spesa e mettere in sicurezza la finanza pubblica. Fa male – e molto – se pensa di scaricare sui Comuni il peso di finanziare il fondo comune per il sostegno ai minori e ai disabili imponendo di fatto un incremento della tassa di soggiorno. L’idea presenta profili rilevanti di incostituzionalità. Lede, infatti, l’autonomia dei Comuni, già sotto pressione per i tagli dei trasferimenti. Scorpora il finanziamento del fondo dalla fiscalità generale mentre è ad essa che la Costituzione assegna l’onere di sostenere i soggetti più deboli (artt. 3 e 38). Con una nota a margine: che succede quell’anno che dovesse rallentare il flusso turistico e diminuiscono le entrate della tassa di soggiorno? Altra riflessione: città altamente turistiche dovrebbero finanziare la disabilità dei Comuni senza attrazione turistica? Trattandosi di entrate aleatorie e non prevedibili, ai Comuni verrebbe impedito di fare la benché minima programmazione. Non voglio credere che le politiche sociali di sostegno siano considerate uno sperpero da questo governo”.

Alessi (FdI): “Landini vergognoso su Meloni: si dimetta”

LA PRESA DI POSIZIONE DELLA VICE PRESIDENTE COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ DELLA REGIONE

Il segretario generale della Cgil Landini ha definito in televisione il Presidente del Consiglio “Cortigiana di Trump”, che come ha scritto su un post Giorgia Meloni “cortigiana” viene definita dal dizionario Oxford “donna di facili costumi, prostituta” e così anche in altri dizionari.
Un sindacato di sinistra dove a parole vogliono la parità e le quote rosa, ma in realtà hanno come priorità solo le desinenze al femminile: Ministra, Assessora, Avvocata…
Infatti non sanno apprezzare una donna che è diventata Presidente del Consiglio grazie alle sue capacità. Forse è proprio questo che dà tanto fastidio alla sinistra e sanno solo denigrare e insultare una donna che è un apprezzato Presidente del Consiglio in tutto il mondo, tanti uomini nel suo ruolo non ne sono stati capaci.
Unica cosa che può fare Landini è vergognarsi e chiedere scusa.
Il contrasto ad ogni forma di violenza e discriminazione sono elementi fondamentali per la Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, dove come componente abbiamo anche una rappresentante della Cgil
Tutte le donne e anche gli uomini della Cgil dovrebbero prendere le distanze da ciò che ha detto il loro segretario generale e chiederne le dimissioni, ma non lo faranno mai anzi saranno orgogliose di lui.
Se non chiedete le dimissioni del vostro segretario generale, “vergognatevi”! conclude Patrizia Alessi, capogruppo di FdI in Circoscrizione 7 e Vice Presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte

Ex Ilva, Pd: “Solidarietà ai lavoratori”

“MENTRE I GOVERNI NAZIONALE E PIEMONTESE FANNO PAROLE L’ITALIA RISCHIA DI PERDERE IL SUO PATRIMONIO INDUSTRIALE”

16 ottobre 2025 – “Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori dell’ex Ilva che oggi hanno manifestato a Novi Ligure come a Taranto, con dignità e determinazione, per difendere il proprio diritto al lavoro e il futuro industriale del nostro Paese. La loro voce è chiara: non vogliono cassa integrazione, vogliono lavorare. E noi siamo al loro fianco” dichiarano il Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti, che, questa mattina ha preso parte alla mobilitazione dei tanti lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure che stanno chiedendo risposte concrete sul destino dello stabilimento e dell’intero comparto siderurgico, e la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero.

“Non possiamo permettere che i lavoratori e le loro famiglie continuino a vivere nell’incertezza, né che l’Italia rinunci a una filiera strategica come quella dell’acciaio. Il Governo deve assumersi le proprie responsabilità e intervenire con urgenza, mettendo in campo un piano industriale serio, sostenibile e condiviso con le parti sociali. È il momento del coraggio, non dell’attesa. L’abbiamo ribadito più volte e continueremo a farlo” proseguono gli esponenti dem.

“Il Presidente Cirio ha affermato che la Regione non sarà spettatrice e che vuole fare la sua parte con determinazione e senso di responsabilità, per costruire un futuro industriale degno del Piemonte e dell’Italia. Peccato che, come il Partito Democratico, ha sottolineato più volte, anche durante la scorsa legislatura, le crisi industriali si susseguano, testimoniando drammaticamente che è necessario ripensare, sia a livello nazionale che regionale, a una politica industriale seria, che oggi continua a mancare e la Giunta di centrodestra sia rimasta a guardare mentre i lavoratori attendevano proposte e soluzioni. Ogni volta che scoppia una crisi industriale Cirio costruisce un tavolo, ma gli vogliamo ricordare che il suo ruolo è quello di Presidente della Regione, non di falegname e che, invece, di limitarsi a convocare le parti interessate dovrebbe dire ai Ministri del suo stesso schieramento politico che occorre un piano industriale serio e innovativo che guardi al futuro. Intanto mentre in Piemonte e a Roma si discute l’Italia sta perdendo il proprio patrimonio industriale” concludono Ravetti e Pentenero.

Regione, Cera (avs): “Miopia su femminicidio”

La destra al Governo censura l’educazione sessuo-affettiva e purtroppo il Piemonte è ben allineato: proprio martedì, durante la discussione del Piano di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, il Consiglio ha votato contro l’ordine del giorno per promuovere percorsi di questo tipo nelle scuole piemontesi presentato dalla consigliera AVS Valentina Cera.

 

Questa destra oscurantista e ideologica non capisce che i percorsi di orientamento sessuale e affettivo nelle scuole, fondamentali per promuovere la cultura del rispetto e prevenire la violenza di genere e nell’evitare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. 

C’è bisogno di alfabetizzazione emotiva a partire da bambini e bambine, c’è bisogno di educazione sessuale e affettiva per ragazze e ragazzi e per gli adulti. Invece no: Regione Piemonte e Governo si nascondono come un disco rotto dietro l'”ideologia gender” e si ostinano a privare ragazze e ragazzi di educazione emotiva, lasciando che siano immersi in una cultura discriminatoria, fatta di rapporti umani e sessuali basati sulla prevaricazione, sull’esercizio del potere.

Lasciarli senza strumenti di prevenzione ed educazione aumenterà ancora le discriminazioni e la violenza nel nostro paese. Doverlo ribadire all’indomani dell’ennesimo, brutale femminicidio fa ancora più male. Non basta il pugno duro sulle condanne: reprimere serve a poco, se non c’è prevenzione ed educazione.
Continueremo a insistere perché le giovani generazioni in Piemonte possano accedere a percorsi di rispetto ed educazione alle differenze. Restiamo convinte che solo con l’educazione e la cultura si possa prevenire e contrastare la piaga del bullismo, della discriminazione e della violenza.
Gruppo AVS Regione

Bartoli: “Agrivoltaico e fotovoltaico, una norma che tuteli territorio e agricoltori”

Torino, 16 ottobre 2025 – “La V Commissione consiliare – Ambiente, di cui sono onorato di essere il Presidente, ha preso oggi l’impegno di lavorare con celerità e determinazione, anche a seguito di un’eventuale approvazione del Decreto Legge Energia, di cui oggi il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato a breve l’esame in Consiglio dei Ministri, per armonizzare la necessità di produrre più energia da fonti rinnovabili, in particolare per quanto concerne il fotovoltaico, e le esigenze del territorio e dell’ambiente”, lo dichiara il Consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), a margine della sessione congiunta della V Commissione e della III Commissione per l’audizione dell’Assessore Marco Marnati sul tema dell’agrivoltaico, richiesta dal Vice Presidente del Consiglio regionale, Domenico Ravetti.
 
“I 5GW di produzione di energia da fonti rinnovabili per il Piemonte – prosegue Bartoli -, rappresentano un obiettivo complesso da raggiungere, anche a dispetto del numero sempre crescente di richieste di installazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici: il tema è quello di trovare una quadratura fra l’esigenza di produrre più energia solare, per l’ambiente e per l’economia del Paese, con la tutela del comparto agricolo e del paesaggio. Le criticità in questo senso esistono, è inutile negarlo, e spesso sono acuite da una normativa comunitaria, recepita da quella nazionale, che frena qualsiasi norma regionale o locale volta a porre delle limitazioni e regolamentazioni, per esempio per i terreni a uso agricolo, piuttosto che in prossimità di centri abitati o per definire delle priorità tra possibili luoghi per l’installazione di nuovi impianti. Su questo tema lavoreremo, come Commissione e in accordo con l’Assessore Marnati, una volta che sarà approvato il Decreto Energia annunciato oggi dal Ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, che tra l’altro conosce molto bene le peculiarità piemontesi: la quantità di territorio montano, per esempio, riduce le possibili aree da destinare agli impianti fotovoltaici”.
 
“Il Piemonte ha una grande tradizione agricola e tutt’ora l’agricoltura è una risorsa fondamentale per intere comunità – conclude Bartoli -, non è pensabile che questa tradizione debba essere sacrificata anche a fronte di esigenze condivisibili e significative, quali la produzione di energia da fonti rinnovabili, senza tener conto delle esigenze proposte dagli Enti Locali e dal territorio, come anche giustamente sottolineato da quasi tutti i Commissari che sono intervenuti”.

Assemblea di Italia Viva di Torino e provincia

L’assemblea di Italia Viva Torino e provincia  si terrà sabato 18 ottobre alle ore 16 in via Saccarelli 3, Torino.

All’assemblea parteciperanno  il Senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, la Senatrice Silvia Fregolent, presidente regionale di Italia Viva e la Consigliera regionale di Italia Viva Vittoria Nallo, presidente di Stati Uniti d’Europa per il Piemonte.

Pompeo (PD): “A Vinovo l’aria è irrespirabile: che cosa intende fare la Regione?”

15 ottobre 2025 – “Sessanta sforamenti annuali del limite di PM10: Vinovo è il secondo comune della provincia di Torino per inquinamento atmosferico e, con questo record negativo, supera persino il capoluogo. È una situazione allarmante che non può più essere affrontata con misure emergenziali e temporanee. La Regione deve intervenire con urgenza!” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere azioni concrete e strutturali a tutela della salute dei cittadini di Vinovo e delle aree limitrofe.

“Ho raccolto le sollecitazioni e gli appelli provenienti dal territorio, in particolare dal Consigliere comunale Alessandro Maffucci e dal Segretario del Pd Vinovo Sandro Giancola. Le ordinanze restrittive sulla circolazione dei veicoli, infatti, non bastano. Serve una strategia integrata che affronti le cause dell’inquinamento: traffico, impianti di riscaldamento obsoleti – che con l’avvento della stagione invernale torneranno attivi, peggiorando maggiormente la situazione -, pratiche agricole inquinanti. Serve, inoltre, un piano locale, sostenuto dalla Regione, che metta al centro la salute pubblica e la transizione ecologica” aggiunge Laura Pompeo.

“Voglio chiarezza da parte della Giunta regionale e mi aspetto risposte chiare in merito alla valutazione dell’adeguatezza dell’attuale piano di interventi alla luce dei dati ARPA, all’attivazione di incentivi per il rinnovo degli impianti di riscaldamento, al potenziamento del tpl su gomma e rotaia nell’area di Vinovo, allo stanziamento di fondi dedicati a fornire assistenza tecnica al Comune per un piano d’azione locale e a promuovere campagne informative capillari sui rischi sanitari e sulle buone pratiche da adottare. La salute dei cittadini deve essere tutelata. I bambini, gli anziani e le persone con patologie respiratorie sono i primi a pagare il prezzo di questa situazione. La Regione ha il dovere di agire, di sostenere i Comuni e di garantire un futuro più sano e sostenibile per tutti” precisa la Consigliera regionale Pd.

“Vinovo è solo la punta dell’iceberg. Serve una visione regionale che affronti l’inquinamento atmosferico come una vera emergenza sanitaria e ambientale. Il Partito Democratico, nel corso degli anni, ha ribadito questa richiesta, rimasta, però, inascoltata” conclude la Consigliera Pompeo.

Gli appuntamenti di Proxima

Gli eventi di domani per la prima giornata di Proxima

Giovedì 16 ottobre
Ore 18.00
Inizio festa
Saluti del segretario provinciale di Sinistra Italiana Roberto Bacchin e del co-portavoce di Sinistra Ecologista Emanuele Busconi, con Erica Bevilacqua, co-portavoce Europa Verde Torino.


Giovedì 16 ottobre
Ore 18.30
La flotta continua. Insieme per il cambiamento
Walter Massa
Presidente nazionale ARCI
Serena Sorrentino
Presidente della commissione per il Programma fondamentale CGIL
Elisabetta Piccolotti
Deputata AVS
Benedetta Scuderi
Eurodeputata AVS – The Greens
Modera
Alessandra Quarta
Presidente Sinistra Ecologista

Giovedì 16 ottobre
Ore 20.45
EFFETTO GUERRA. Il costo sociale del riarmo
Francesca Coin
Sociologa
Michele De Palma
Segretario generale nazionale FIOM CGIL
Marco Grimaldi
Vicecapogruppo AVS alla Camera
Introduce e modera Alice Ravinale
Capogruppo AVS Consiglio Regionale Piemonte

Giovedì 16 ottobre
ore 22
PIETRO SPARACINO LIVE
Un viaggio comico e corrosivo dentro vent’anni di vita e di Paese, tra ricordi personali, derive collettive, amnesie di massa e piccole rivoluzioni private.
Con Pietro Sparacino,
Stand up comedian, autore e formatore

Una rancida proposta

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il consigliere comunale Silvio Viale ha un chiodo fisso, se non una vera e propria ossessione: da decine d’anni tenta a più riprese, quasi cicliche, di trovare il modo di eliminare dalla Sala rossa del Comune di Torino il Crocifisso. Ancora quest’anno è stato smentito dal voto d’aula. Adesso ha lanciato una petizione on line che almeno in questa fase iniziale non ha fornito al consigliere un adeguato sostegno. Anzi, le contumelie nei suoi confronti appaiono prevalenti.  L’obiezione principale riguarda l’irrilevanza della questione in un’epoca di forti contrasti, di odi razziali e di guerre. Quel piccolo crocifisso appeso al muro – dicono in molti – non fa male a nessuno. Il crocifisso fa parte della storia del mondo, in particolare dell’umanità sofferente.  Magari Viale potrebbe tentare con la versione “ebrea” del Cristo : magari in un certo contesto troverebbe adesioni in passato non ipotizzabili. Ma non va neppure dimenticato, per altri versi,  che gli Ebrei furono accusati di deicidio, una delle accuse più volgari dell’antisemitismo. Quella dei laicisti è la vecchia rancida tesi secondo cui in un luogo pubblico il Crocifisso offende la laicità dello Stato. E’ un’opinione che tanti laici hanno rifiutato perché, per dirla con le parole di un filosofo laicissimo, Benedetto Croce ,”non possiamo non dirci cristiani” al di là delle credenze religiose. Il piccolo saggio di Croce andrebbe letto e conosciuto. Io stesso l’ho pubblicato due volte. La storia non si cancella, mettendo in un cassetto il Crocifisso perché esso non è simbolo identitario della Chiesa cattolica o delle chiese riformate o ortodosse che siano, ma di una storia che fa parte non solo dell’Occidente, ma assume una valenza universale. E’ il simbolo della sofferenza, della passione e della morte di un uomo che, al di là del fatto di essere figlio di Dio,  riassume un pensiero, quello dei Vangeli , con cui non è possibile non confrontarsi nel corso della vita umana. Solo una visione molto ignorante o nichilista o cinica potrebbe considerare la figura di Cristo un qualcosa di irrilevante. Laico non significa ateo : l’ateismo di Stato ha rappresentato un momento di grave negazione della libertà come già prima dimostrò il terrore giacobino che voleva cancellare il Cristianesimo perfino dal calendario. Portare la propria croce è diventato un modo di dire che anche gli atei adoperano. Ci sarebbero tante altre riflessioni che potrebbero essere scritte e che in passato ho condensato in una voce di enciclopedia dedicata alla laicità’.  L’iniziativa di Viale non merita altro tempo. Vorrei concludere dicendo che deve essere lasciata  la libertà di considerare quel pezzo di legno nei modi più intimamente diversi. Lo affermava già trenta e più anni fa l’atea filocomunista di origine ebrea Natalia Ginzburg, scrivendo che “e’ tolleranza consentire ad ognuno di costruire attorno ad un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri”. La contro crociata contro Gesù Cristo nell’Aula del Consiglio comunale di Torino potrebbe portare per coerenza a dare la caccia ai crocifissi, un’azione priva di senso e fortemente carente di senso della storia. Nella crisi di tutte le fedi ideologiche il Cristianesimo resta la più duratura lezione di amore, fratellanza e pace tra gli uomini. Il rimedio all’odio e alle violenze fanatiche che sembrano prevalere.