politica

Pannelli selvaggi, Binzoni (FdI): “Legge aree idonee va nella giusta direzione”

 “NO AL CONSUMO DI SUOLO, SI’ AL FOTOVOLTAICO NEI TERRENI GIA’ COMPROMESSI”

 “La sentenza n. 127/2026 della Corte Costituzionale mette finalmente la parola fine alla minaccia del fotovoltaico selvaggio sui terreni agricoli, confermando la piena legittimità dei divieti ai pannelli a terra. È una vittoria straordinaria che dà pienamente ragione alla linea politica di Fratelli d’Italia e del Ministro Lollobrigida: la transizione ecologica non può e non deve avvenire a spese della sovranità alimentare e della tutela del nostro paesaggio“. Lo dichiara Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale.

Questa pronuncia della Consulta – spiega Binzoni – avvalora e dà ulteriore forza all’impronta fortemente conservativa e di tutela sia del lavoro agricolo che del paesaggio della legge regionale sulle aree idonee che approveremo nella prossima seduta a palazzo Lascaris“.

Il Piemonte – incalza la vice-capogruppo di FdI – non sarà terra di conquista per operazioni speculative che danneggiano le nostre eccellenze agricole e alterano l’identità dei territori. L’energia solare si può e si deve sfruttare diversamente, ad esempio investendo su tetti, infrastrutture e aree già compromesse, o attuando sperimentazioni come quella del fotovoltaico tra i binari ferroviari, ma senza sottrarre un solo metro quadro alla produzione di cibo e al lavoro dei nostri agricoltori“.

Siamo soddisfatti di questo traguardo che risponde in pieno alle storiche battaglie del mondo agricolo – conclude Binzoni. – Andiamo avanti a testa alta con regole chiare, rigorose e orientate a difendere il suolo piemontese da qualsiasi scriteriata operazione“.

Le “Primarie delle Idee” fanno tappa a Torino: l’area riformista si confronta su giovani, lavoro e formazione

Lunedì 20 luglio alle 18:00, presso l’NH Collection di Piazza Carlina, il settimo appuntamento del tour nazionale.

 

Una piattaforma aperta e supportata dall’Intelligenza Artificiale per riscrivere le priorità del centrosinistra con il coinvolgimento di cittadini, esperti e leader politici.  Arriva a Torino la settima tappa delle “Primarie delle Idee”, il percorso partecipativo e itinerante che sta attraversando l’Italia per raccogliere, discutere e votare le proposte che comporranno il programma elettorale dell’area riformista per il 2027. L’appuntamento si terrà lunedì 20 luglio alle ore 18:00 presso l’NH Collection di Piazza Carlina. La tappa torinese sarà interamente dedicata a un confronto concreto su tre pilastri cruciali per il futuro del Paese: giovani, lavoro e formazione. Il dibattito metterà attorno allo stesso tavolo i protagonisti del mondo dell’università, della formazione professionale, dell’impresa e del terzo settore. Il confronto, moderato da Livio Gigliuto (Istituto Piepoli), vedrà la partecipazione di: • Esponenti del mondo civile, accademico e produttivo: Francesco Profumo, Paola Zini (IED), Alberto Lazzaro (Coesa Energy), Irene Bongiovanni (Presidente Confcooperative Turismo), Eugenio Barone (ricercatore Unitre Roma), David Lembo (Università di Torino), Alessia Crivelli (Presidente Mani Intelligenti), Don Andrea (Chicco Cotto) e Caterina Corapi (Next Level). • Rappresentanti politici: Maria Elena Boschi, Raffaella Paita, Silvia Fregolent, Enrico Borghi, Marianna Madia, Benedetto Della Vedova, il sindaco di Parma Michele Guerra, Davide Faraone, Giorgio Gori e Vittoria Nallo.

Vittoria Nallo

Che cosa sono le “Primarie delle Idee”? Le Primarie delle Idee sono un processo democratico dal basso diviso in tre fasi: proponi, discuti, vota. Tutto attraverso la piattaforma digitale leprimariedelleidee.it facilitata da Aidea, un assistente virtuale basato su Intelligenza Artificiale che aiuta gli utenti a strutturare e rendere chiare le proprie proposte politiche.


Le idee pubblicate entrano in uno spazio pubblico diviso per temi e vengono scalate nel ranking in base alle adesioni, ai commenti e agli eventi. La selezione e il voto: Il percorso territoriale e digitale culminerà a metà settembre con la selezione delle 50 proposte finaliste (scelte tra il ranking della piattaforma e il Comitato di indirizzo). A ottobre si terrà la votazione finale. Le idee più votate diventeranno le priorità programmatiche ufficiali che l’area riformista proporrà a tutto il centrosinistra.

Tav, imprenditore solidale con Giachino

Su Messenger un piccolo imprenditore della Val Susa mi ha scritto la Sua solidarietà.

Questa è la situazione democratica in Bassa Valle nel 2026 grazie alla sinistra che si dice figlia dei valori della Costituzione. Quando la Costituzione dice che l’unico organismo che rappresenta il popolo è il Parlamento. Parlamento che per due volte ha deliberato che la TAV , opera cofinanziata dalla Europa, è un’opera di interesse nazionale. Ovviamente ho tagliato il nome dell’imprenditore.

Mino GIACHINO

SITAV SILAVORO

Cirio su Mario Roggero: “non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”

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Il presidente del Piemonte e vicesegretario di Forza Italia Alberto Cirio, a margine di un convegno ad Asti è’ intervenuto sul caso del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo: “non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”, ha detto Cirio che ha fatto riferimento poi all’odg del giorno presentato in Consiglio regionale per chiedere la grazia a Mattarella: “La magistratura ha stabilito la colpevolezza: non si può sparare per strada. Ma la grazia è un perdono che si concede a chi ha commesso un errore e non agli innocenti”

Il Centro, Calenda e Picierno

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Il quadro politico è quasi radicalmente cambiato rispetto alle elezioni del settembre 2022. Come, del resto, è anche scontato. Oggi, e in vista del voto del 2027, il contesto è molto diverso. Soprattutto su due versanti. Innanzitutto è cresciuta e si è consolidata una forte, smaccata e persin violenta radicalizzazione del conflitto politico. Una radicalizzazione che ha portato ad un sostanziale esautoramento di una normale e fisiologica democrazia dell’alternanza. Oggi, non a caso, la sinistra radicale, populista, estremista e massimalista coltiva l’obiettivo di abbattere il centro destra attraverso la delegittimazione morale prima e la criminalizzazione politica poi. Il tutto condito da attacchi personali, insulti irripetibili, delegittimazione morale, appunto, e annientamento politico. L’esatto contrario di tutto ciò che dovrebbe caratterizzare un normale confronto tra schieramenti diversi se non addirittura alternativi sotto il versante politico e programmatico. Del resto, com’è evidente a tutti, oggi non esiste il centro sinistra ma un’alleanza di sinistra e progressista. Il centro, da quelle parti, semplicemente non esiste. Ossia, siamo di fronte ad una sostanziale riedizione della poco fortunata “gioiosa macchina da guerra “ di occhettiana memoria. Sul versante del centro destra, anche se con meno violenza perchè manca quella cultura storica che resta di appannaggio della sinistra comunista e gramsciana, la voglia di delegittimare il nemico politico è quantomai presente e vitale ma, però, senza raggiungere i picchi che si praticano nel campo avverso. Comunque sia, si tratta di atteggiamenti speculari. In secondo luogo, e di conseguenza, il profilo dei due schieramenti è largamente caratterizzato da un approccio politico e culturale estremista e radicale. A sinistra è ancora più evidente mancando ormai le forze centriste e moderate – se non per rivendicare uno scarno “diritto di tribuna” – e lo “zoccolo duro” della coalizione, come riconoscono e sostengono gli stessi capi partito, è rappresentato dalla sinistra radicale e massimalista in tutte le sue multiformi espressioni. Il centro destra, dovendo rincorrere per svariate motivazioni il generale Vannacci, non può non accentuare ulteriormente questa sua caratterizzazione estremista e radicale. Due schieramenti, dunque, fortemente e strutturalmente polarizzati che sono anche radicalmente diversi dall’offerta politica ed elettorale che avvenne alle elezioni del 2022. Ecco perchè, e alla luce di questo quadro concreto e del tutto realistico nonchè oggettivo, quasi si impone una offerta politica, culturale, programmatica e valoriale di Centro. Un Centro che, ad oggi, non esiste affatto a sinistra ormai dominata dal radicalismo e dal massimalismo ideologico e populista e non campeggia a destra perchè l’oggettiva ed autorevole presenza di Giorgia Meloni offusca tutto il resto. Ed è per questa ragione che in vista delle ormai imminenti elezioni un’offerta centrista, riformista, autenticamente di governo ed europeista non solo è necessaria ma è addirittura indispensabile se si vuole garantire quella qualità della democrazia che resta un tassello centrale e decisivo per lo stesso funzionamento delle nostre istituzioni democratiche. E l’iniziativa di Pina Picierno con Spazio Pubblico, di Carlo Calenda con Azione e di molti altri gruppi, movimenti, associazioni e partiti riconducibili a quest’area politica e culturale è fortemente gettonata e copre un vuoto che non può essere gestito o, peggio ancora, appaltato ad una sinistra sempre più estremista e radicale o ad una destra sempre più alla rincorsa dell’estremismo. Un Centro che può e deve diventare il luogo politico per eccellenza della cultura riformista, dell’approccio europeista, della cultura di governo e, in ultima analisi, della negazione di ogni forma di radicalismo, di estremismo, di populismo e di massimalismo. Che sono e restano i mali peggiori e le derive più nefaste se vogliamo conservare quella qualità della democrazia e quei valori costituzionali che ogni giorno ricordiamo ed esaltiamo ma che poi vengono sistematicamente rinnegati e calpestati dal comportamento concreto e tangibile di molti partiti e dai rispettivi capi.

Foto Facebook

Flash mob di Futuro Nazionale per Roggero

Visto l’ordine di carcerazione emesso questo pomeriggio, stante la gravità e l’urgenza della situazione di Mario Roggero, alcuni militanti torinesi di Futuro Nazionale si sono ritrovati per un rapido flash-mob davanti al palazzo di giustizia di Torino per chiedere il differimento dei termini sulla richiesta di carcerazione, nella speranza di ottenere al più presto la grazia.

“I nostri militanti si sono recati al Tribunale di Torino per rivolgere un appello al Magistrato di Sorveglianza affinché sia sottoposta alla sua valutazione l’istanza di sospensione dell’ordine di carcerazione di Mario Roggero e la esamini con la massima tempestività, nel pieno rispetto della legge ma anche di quel senso di umanità che la Costituzione pone a fondamento dell’esecuzione della pena. Mario ROGGERO è prima di tutto un uomo che lo Stato non è riuscito a proteggere.” Dichiara l’on. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale.

“Per anni ha subito rapine e violenze senza ricevere quella sicurezza che ogni cittadino ha il diritto di pretendere. Oggi rischia di diventare, agli occhi di molti italiani, vittima anche di una risposta dello Stato che appare distante dalla percezione di giustizia e dalla concreta realtà dei fatti. Deve prevalere la sensibilità giuridica e umana affinché la richiesta di sospensione dell’ordine di carcerazione non venga lasciata senza un’immediata valutazione.” continua l’on. Emanuele Pozzolo.

“Dietro questo fascicolo non c’è soltanto un numero di procedimento: c’è un uomo di 72 anni, una famiglia e una vicenda che ha profondamente segnato la coscienza del Paese. Lo Stato non può abbandonarlo una seconda volta.” Conclude il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale del partito.

Futuro Nazionale

Foto Francesco Valente

Destra e sinistra, mala tempora currunt

Nuova icona per la destra italica. Roggero,  gioielliere di Grinzane è stato condannato per ben tre volte per omicidio. No, per la destra italica è un sant’ uomo. Addirittura il ministro Nordio lo voleva subito graziato. Si è beccato il cazziatone del Presidente della Repubblica. Ma oramai è chiaro: Nordio conta poco o nulla ed è probabile che l’imbeccata arrivi direttamente dalla Meloni che non dorme sonni tranquilli tra franchi tiratori e Vannacci. Eccolo li’ l’emergente della politica italiana.
Il generale Vannacci. Obbiettivo del generalissimo: gli immigrati tutti a casa.
Vaneggia e si illude. Ma tanto che importa.
L ‘importante per i politici è “muovere l’aria”.
Precisamente giustificare i lauti stipendi che prendono scusando gli inevitabili fallimenti con la cattiveria dell’avversario politico. Che succederà? Niente come al solito. Chi ringrazia sono i 300 poliziotti in servizio in Albania 24 ore su 24 in vacanza.
Altro che centri per l’accoglienza. Tra le altre cose il mare in Albania è bellissimo. Almeno qualcuno qualcosa porta a casa.  Non ci si illuda: anche nelle opposizioni ci sono poche idee ed abbastanza confuse.
Torino caso emblematico. L’Appendino si gioca il rettore Saracco per rompere le scatole al Sindaco Lo Russo. Odio atavico dell’ex Sindachessa. Anche qui c’è qualcuno che gioca dietro. Come il mio amico Juri Bossuto dai trascorsi Trotzkisti alla truppa Pentastellata.
O come Paolo Giordana. Si proprio Lui,  ex capo di Gabinetto della Sindachessa cacciato dalla stessa, francamente non mi ricordo il perché. Insomma, mi pare un’altra armata Brancaleone, manco da Norcia ricordando il simpatico e fantastico Vittorio Gassman. Dai… dai diciamocelo nemmeno simpatici sono. Dunque avranno una altra idea per Torino? Manco per idea, non hanno assolutamente un’altra idea.  Dunque? Semplicemente rancori del passato che non mi pare siano un buon viatico per il futuro.
Confessiamo, tanta confusione. Sia su scala nazionale, sia a Torino. E tralasciamo le questioni internazionali, per carità di patria.  Mala tempora currunt.

Patrizio Tosetto

Stellantis. Grimaldi (Avs): Mirafiori ferma per rifiuto di investire

Mirafiori continua a fermarsi a singhiozzo per una ragione: perché l’azienda rifiuta di portare in quello stabilimento altri modelli, investimenti e una nuova linea produttiva, come si rifiuta di fare entrare un nuovo produttore. I suv Grizzly appena lanciati sui mercati globali con uno spot tutto italiano sono prodotti in Marocco, come la Topolino. Ma se Grizzly è sorella della Pandina, perché non la produce Pomigliano? Perché la 600 arriva dalla Polonia e la Grande Panda dalla Serbia? Noi sappiamo perché, ma non si dica che il problema è il costo dell’energia in uno stabilimento in cui non si è voluto installare nemmeno un pannello solare o usare l’idroelettrico del Piemonte.
Lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.