POLITICA
“Alleanze? In Ue sono variabili”. Ma con Berlino l’intesa è finalizzata a rivoluzionare l’Ue
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La sfida di Meloni: competitività contro la speculazione green
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I CPR sono buchi neri del diritto, vanno chiusi.
Dopo un lungo dibattito, l’aula consiliare nella seduta del 10 febbraio ha approvato quattro ordini del giorno presentati dai gruppi di centrodestra, relativi ai gravi fatti di violenza che si sono verificati a Torino nelle ultime settimane ad opera del centro sociale Askatasuna. Tutti gli atti di indirizzo sono stati votati con i soli voti della maggioranza.
I primi tre presentati rispettivamente da: Carlo Riva Vercellotti “n.573 Condanna dei fenomeni eversivi di piazza verificatisi a Torino in occasione della manifestazione per Askatasuna e impegni conseguenti per la tutela dell’ordine pubblico e delle forze dell’ordine”, Fabrizio Ricca “n.571 Solidarietà alle Forze dell’ordine e ai giornalisti aggrediti durante la manifestazione del 31.01.2026 a Torino” e da Sergio Ebarnabo “n.412 Costituzione della Regione Piemonte quale parte civile nei procedimenti relativi a manifestazioni degeneranti in violenze e danneggiamenti”, impegnano la Giunta regionale, a costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari che saranno avviati in relazione ai gravi fatti accaduti nella giornata del 31 gennaio, nei pressi dell’edificio sgomberato in corso Regina Margherita a Torino dalle forze dell’ordine nel mese di dicembre, occupato abusivamente per 30 anni dal centro sociale Askatasuna.
Gli atti di indirizzo prevedono altresì che la Regione Piemonte esprima al Governo ed al Parlamento la sollecitazione perché venga adottato con la massima urgenza il decreto sicurezza e vengano rafforzati gli strumenti di tutela penale delle forze dell’ordine. Gli Odg approvati, impegnano inoltre la Giunta a garantire che nessuna risorsa regionale, diretta o indiretta, possa essere destinata a soggetti, associazioni o realtà coinvolte in atti di violenza o in condotte incompatibili con i principi di legalità, sicurezza pubblica e rispetto delle istituzioni.
L’ultimo ordine del giorno approvato, primo firmatario Roberto Ravello “n.527 “Ferma condanna delle intimidazioni e delle violenze antagoniste presso l’Università degli Studi di Torino. Solidarietà istituzionale alla Rettrice, al Senato accademico, agli studenti e all’intera comunità universitaria”, impegna la Giunta regionale ad esprimere formalmente alla Rettrice e agli organi di governo dell’Università di Torino, la vicinanza del Consiglio regionale e della Regione Piemonte e il sostegno alle decisioni assunte a tutela della sicurezza e della legalità e a promuovere ogni iniziativa utile affinché le Università piemontesi possano operare in condizioni di serenità, sicurezza e piena autonomia, contrastando con determinazione ogni forma di violenza, intimidazione o occupazione abusiva.
Durante la discussione generale iniziata la scorsa settimana, i molti consiglieri intervenuti hanno tutti condannato le violenze ed espresso solidarietà alle forze di polizia
Tra le fila della maggioranza, i gruppi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno sottolineato come la stessa Askatasuna abbia rivendicato il fatto che non ci sia stato alcun infiltrato e che abbia scelto deliberatamente lo scontro, alimentando violenze a cui hanno partecipato soggetti appartenenti a circuiti antagonisti violenti, rispetto ai quali ogni forma di dialogo democratico risulta impraticabile. Pertanto, l’auspicio è che tutte le forze politiche, a ogni livello istituzionale, assumano una posizione chiara, esplicita e senza ambiguità di condanna dei fatti accaduti, respingendo qualsiasi tentativo di giustificazione o legittimazione politica della violenza.
Le opposizioni nello stigmatizzare le violenze perpetrate alla fine della manifestazione contro le forze di polizia, hanno criticano però un’eccessiva strumentalizzazione mediatica dei gravi fatti avvenuti a margine del corteo. Il Partito Democratico ha invitato ad abbassare i toni e a fare rientrare le discussioni in aula in un alveo più istituzionale e meno rivendicativo, con l’auspicio che il Governo stanzi maggiori risorse per le forze dell’ordine sia in termini di organici che in dotazioni per combattere la criminalità. Alleanza Verdi Sinistra ha rigettato l’accusa di partito violento, rivendicando il diritto a manifestare il legittimo dissenso in modo pacifico e ha difeso il percorso che aveva strutturato il Comune di Torino per riportare alla legalità l’immobile di corso Regina Margherita. Il Movimento 5 Stelle, infine, punta il dito contro il Ministro degli Interni Piantedosi, chiedendone le dimissioni, “colpevole di non essere capace di gestire l’ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza”.
Uffico stampa CRP
Torino, 11 febbraio – Nella serata del 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo, si è svolta al Villaggio Santa Caterina la tradizionale fiaccolata dedicata alle vittime delle foibe, promossa dal Comitato 10 Febbraio. Il corteo ha attraversato alcune vie del quartiere con la partecipazione di cittadini e rappresentanti di associazioni.
L’iniziativa si è svolta con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e della Circoscrizione 5 di Torino. Presenti anche delegazioni dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra e dell’Associazione Paracadutisti di Torino.
“La presenza numerosa e composta di questa sera dimostra che, nonostante i tentativi di rimozione e distorsione, il popolo italiano continua a rendere onore ai suoi martiri” – dichiara Matteo Rossino, portavoce provinciale del Comitato 10 Febbraio – . “Questa fiaccolata è un segnale forte contro i negazionisti e contro quei sedicenti storici, o presunti tali, che cercano di mistificare i fatti, minimizzando una tragedia che colpì migliaia di italiani”.
Durante la manifestazione è stato affrontato anche il tema degli atti vandalici ai danni di lapidi e monumenti dedicati alle vittime delle foibe. “Distruggere lapidi e infangare questi luoghi non è solo un gesto vile, ma un attacco diretto alla dignità delle vittime e alla verità storica”, ha aggiunto il Rossino. “A chi tenta di cancellare o deformare quanto accaduto, rispondiamo con la verità, la presenza e la determinazione”.
“La fiaccolata del 10 febbraio riafferma un principio semplice e non negoziabile – conclude Rossino – onorare chi fu perseguitato, ucciso o costretto all’esodo per la sola colpa di essere italiano”.
«Sono orgoglioso di appartenere a un partito moderato, liberale e garantista come Forza Italia. Credo fermamente che tutti debbano avere diritti, anche chi commette i reati più gravi, così come chi scende in piazza per manifestare. Tuttavia, a Torino abbiamo assistito a episodi in cui i diritti di tanti cittadini sono stati calpestati».
Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Davide Buzzi Langhi, intervenendo nel dibattito sugli ordini del giorno relativi agli scontri avvenuti durante manifestazioni in città.
«Durante alcuni cortei – prosegue – gruppi organizzati hanno agito in modo violento e premeditato, colpendo persone e distruggendo beni. Le immagini del poliziotto a terra, circondato e colpito da più persone, rappresentano un fatto gravissimo che non può essere sottovalutato».
Buzzi Langhi richiama la necessità di una risposta politica condivisa sul tema sicurezza: «In Italia manca ancora la certezza della pena. Chi commette reati contro le persone deve scontare pene certe e adeguate. Senza questo principio, il rischio è che gli stessi soggetti tornino a colpire».
Il consigliere regionale lancia quindi un appello alle forze politiche moderate: «Chiedo alle forze del centrosinistra moderato di lavorare insieme su sicurezza e legalità, evitando contrapposizioni ideologiche quando si parla di misure per tutelare cittadini e forze dell’ordine».
Un passaggio è dedicato anche al ruolo della magistratura: «Chi commette reati violenti rappresenta un pericolo per la collettività e deve essere valutata con attenzione anche la custodia cautelare nei casi più gravi, per evitare nuove vittime».
Tra le proposte indicate dal consigliere figurano rafforzamento delle sanzioni, misure accessorie come Daspo e obblighi di firma per i soggetti violenti, oltre a strumenti amministrativi più incisivi contro chi mette a rischio la sicurezza pubblica.
«Forza Italia – conclude Buzzi Langhi – è pronta al dialogo con tutte le forze politiche moderate che vogliono migliorare la sicurezza nelle città e durante le manifestazioni pubbliche, con l’obiettivo di tutelare cittadini, lavoratori e forze dell’ordine».
Delli Carri (Nursing Up): «Così si perde un’intera generazione di infermieri e professionisti sanitari»
Torino, 10 febbraio 2026 – La sanità assume senza trattenere, recluta senza valorizzare. Ennesimo paradosso del sistema sanitario: mentre si bandiscono nuovi concorsi per infermieri e professionisti sanitari, la mobilità resta bloccata o fortemente limitata. Il risultato? Professionisti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa, reparti che restano scoperti e una sanità sempre meno attrattiva.
«È una scelta incomprensibile – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta – continuare a fare concorsi senza prima sbloccare seriamente la mobilità. Abbiamo infermieri e professionisti sanitari che lavorano lontano dalle loro famiglie e che vorrebbero rientrare nei propri territori, ma non possono farlo, alimentando un circolo vizioso che non risolve nulla».
Sempre più professionisti sanitari rinunciano o cambiano strada perché costretti a una vita fatta di trasferimenti forzati, tutti massacranti e distanza dagli affetti.
«Così si sacrifica la motivazione -. prosegue Delli Carri – Non si può pretendere qualità dell’assistenza se si trattano gli infermieri e professionisti sanitari come pedine da spostare senza criterio. Questo è uno dei motivi della crisi vocazionale che tutti fingono di non vedere».
Il sindacato ribadisce la necessità di un cambio di rotta immediato: prima la mobilità, poi i concorsi.
«Gli infermieri, ma in generale tutto il personale sanitario, ha bisogno di un piano serio che permetta loro di rientrare a casa e che valorizzi chi già lavora nel servizio sanitario, invece di costringerlo a scegliere tra lavoro e vita privata. La sanità pubblica non si salva con i proclami ma con scelte concrete -. conclude Delli Carri – La prima è proprio rispettare chi ogni giorno manda avanti gli ospedali senza infermieri e professionisti motivati, il sistema semplicemente non regge».
Nursing Up
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Ieri si è riunita in Consiglio regionale la Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi, con un programma di lavoro particolarmente significativo e attuale.
La seduta ha, infatti, previsto l’audizione dell’Associazione Libera Piemonte per un approfondimento del dossier “Azzardomafie”, dedicato ai legami tra gioco d’azzardo e criminalità organizzata, e un incontro di approfondimento sul tema dello sfruttamento lavorativo, con particolare attenzione al settore agricolo, insieme a Legacoop Piemonte e Confcooperative. Un lavoro importante e concreto che affronta due temi di grande rilevanza: la penetrazione mafiosa nell’economia legale e le forme di caporalato e abuso che colpiscono i lavoratori più fragili.
“Di fronte all’importanza del confronto colpisce, negativamente, la presenza di due soli Consiglieri regionali della maggioranza che contrasta con la nutrita presenza delle minoranze di centrosinistra. Questa assenza parla da sola” dichiarano i consiglieri del Gruppo PD.
“La destra – prosegue la nota – brilla ancora una volta per la propria incoerenza: quando si tratta di affrontare veramente, nelle sedi preposte, legalità e sfruttamento evita il confronto e si dimostra distratta e poco presente”.
Il Partito Democratico ribadisce il proprio impegno per una Regione che non abbassi la guardia: “Non può esserci sicurezza senza legalità, altrimenti diventa uno slogan vuoto. Colpire la malavita organizzata significa garantire la sicurezza ai cittadini dei nostri territori e, soprattutto, alle fasce più fragili della popolazione, come gli anziani. Il gioco d’azzardo consente alle mafie di riciclare i proventi del traffico di droga e di tenere sotto controllo i territori, dove esercitano i loro traffici illegali”.
“Continueremo a essere in prima linea – conclude il Gruppo PD – perché la lotta alle mafie e la difesa della dignità del lavoro non possono essere lasciate alla buona volontà di pochi, ma devono diventare una priorità vera della politica piemontese”.