politica

Giachino risponde alla Fiom: “In molti non hanno difeso l’automotive”

A Torino sono in molti che non hanno difeso il settore che l’ha posta al centro del mondo industriale del 900. Noi UDC lo abbiamo difeso nei fatti facendoci promotori del Fondo Giorgetti a favore del settore. 

A Torino sono in molti che non hanno difeso il settore che l’ha posta al centro del mondo industriale del 900. Noi UDC la abbiamo difesa nei fatti facendoci promotori del Fondo Giorgetti a favore del settore. Sindaci che prima hanno contato meno sul futuro industriale della Città, Sindaci che hanno puntato a far uscire la Città dalla condizione di One Company town senza  capire che questo avrebbe penalizzato lo sviluppo economico della Città.
Un Mondo associativo che ha appoggiato la scelta harakiri della Europa sul tutto elettrico senza difendere la strada della neutralità tecnologica. Così  La Fiat che all’apice della gestione Ghidella produceva in Italia 1.900.000 auto l’anno , anche grazie a scelte sbagliate , e’ scesa nel 2025 a 300.000 con un forte calo degli occupati senza che a sinistra, dal sindacato ai movimenti politici oggi contigui  Askatasuna si scaldassero tanto le vesti. Tutti zitti al momento della vendita a Peugeot mentre il Governo giallorosso avrebbe potuto mettere il golden power.
Alla FIOM che ha riscoperto la importanza del settore auto, che ancora ieri qualcuno nella gauche caviar irresponsabilmente definiva il morto in casa, ricordo che nella Finanziaria 2022 del Governo giallorosso non vi era una lira per la filiera industriale più importante d’Itlia e d’Europa, Fu il sottoscritto che lanciò con successo la proposta di un Fondo incentivi denominato Fondo Giorgetti con oltre 8 miliardi. C’è chi fa politica con i discorsi e chi invece la fa presentando proposte concrete che se accolte cambiano le cose. La mobilità cresce in ogni angolo della terra, auto e camion saranno interessati da grandi cambiamenti tecnologici ma saranno sempre necessari e Torino con il suo know how e con il Centro dell’IA assegnato dal Governo potrà e dovrà giocare un ruolo importante . E questo è un motivo in più per cambiare la amministrazione Comunale il prossimo anno.
 
Mino GIACHINO 
Commissario cittadino UDC

Cresci Piemonte, Conticelli – Valle (PD):”Faremo la nostra parte in Aula”

ANCE e Comune di Torino in II Commissione Urbanistica
Ieri la II Commissione (Urbanistica), presieduta dalla Vicepresidente Nadia Conticelli, ha audito i rappresentanti dell’Ance  e l’assessore all’urbanistica del Comune di Torino Paolo Mazzoleni in merito al cosiddetto “Cresci Piemonte”.
Il provvedimento, che prevede ‘disposizioni temporanee in materia urbanistica per l’accelerazione dello sviluppo economico regionale’ attraverso i fondi del PNRR, ha già avuto il via libera in Commissione e deve approdare in Consiglio regionale.
“Costruttori e Comune sono tornati a chiedere tempi certi per varianti e nuovi PRG, anche nell’ottica di sperimentare procedure più snelle in vista della nuova legge urbanistica, uno degli obbiettivi che la Regione si è data. Ridurre al minimo il cosiddetto “periodo di salvaguardia”, cioè il tempo in cui coesistono le norme del vecchio piano con quelle del nuovo piano, che richiede un investimento notevole in termini di lavoro e di tempo e rischia di paralizzare l’attività, è una richiesta che viene da più fronti, che non si può trascurare e che abbiamo raccolto e rappresentato più volte.
“Per questo siamo pronti a fare la nostra parte, in termini propositivi,  affinché con la giunta regionale si possa rispondere alle richieste dei Comuni e delle categorie produttive. Sono passati 8 mesi da quando la Giunta ha annunciato il provvedimento, è ora di chiudere questo percorso e dare finalmente risposte a amministrazioni locali e categorie produttive”
Lo dichiarano Nadia Conticelli, vicepresidente della II commissione e consigliera regionale PD
Daniele Valle, consigliere regionale PD

CPR, AVS-SE: Ci stringiamo alla famiglia di Moussa

I CPR sono buchi neri del diritto, vanno chiusi.

“I nostri pensieri vanno innanzitutto alla famiglia di Moussa, a partire dal fratello Thierno, che in questi anni di processo è stata accolta a Torino da una rete solidale sempre più ampia. Una rete che, proprio a partire da quella terribile vicenda, sta lanciando un messaggio chiaro: nelle nostre città non dovrebbero esistere buchi neri del diritto come i CPR, che calpestano la dignità delle persone solo perché straniere. La sentenza di primo grado sul suicidio di Balde nel CPR di Torino conferma – al di là delle singole responsabilità penali, da accertare nei tre gradi di giudizio – che il sistema CPR e il fermo amministrativo dei migranti sono una vergogna di Stato. In quei luoghi peggiori delle carceri vengono reclusi, contro le stesse previsioni normative, soggetti con vulnerabilità psicologiche e fisiche che non dovrebbero essere sottoposti a quelle terribili e ingiustificate condizioni di detenzione, origine di un numero altissimo di atti di autolesionismo e anticonservativi. L’autunno scorso il Consiglio di Stato ha evidenziato che gli attuali capitolati d’appalto per la gestione dei CPR sono inadeguati dal punto di vista di sanitario. Per questo, dal Consiglio Regionale, abbiamo inserito nel Piano socio-sanitario la previsione che le ASL aumentino le verifiche sulle condizioni di detenzione e sullo stato psico-fisico delle persone trattenute. Eppure, il Governo Meloni tira dritto sulle politiche punitive nei confronti dei migranti, dall’esportazione in Albania dell’arcipelago-CPR al blocco navale imposto mentre nel Mediterraneo si cercano mille dispersi. Un orrore senza fine” – lo dichiarano il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi (fra i testimoni della difesa), la Capogruppo di AVS in Regione Piemonte, Alice Ravinale, e la Capogruppo al Comune di Torino di Sinistra Ecologista, Sara Diena.

Askatasuna, il Consiglio impegna la Regione a costituirsi parte civile

Dopo un lungo dibattito, l’aula consiliare nella seduta del 10 febbraio ha approvato quattro ordini del giorno presentati dai gruppi di centrodestra, relativi ai gravi fatti di violenza che si sono verificati a Torino nelle ultime settimane ad opera del centro sociale Askatasuna. Tutti gli atti di indirizzo sono stati votati con i soli voti della maggioranza.

I primi tre presentati rispettivamente da:  Carlo Riva Vercellotti “n.573 Condanna dei fenomeni eversivi di piazza verificatisi a Torino in occasione della manifestazione per Askatasuna e impegni conseguenti per la tutela dell’ordine pubblico e delle forze dell’ordine”, Fabrizio Ricca “n.571 Solidarietà alle Forze dell’ordine e ai giornalisti aggrediti durante la manifestazione del 31.01.2026 a Torino” e da  Sergio Ebarnabo “n.412 Costituzione della Regione Piemonte quale parte civile nei procedimenti relativi a manifestazioni degeneranti in  violenze e danneggiamenti”, impegnano  la Giunta regionale, a costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari che saranno avviati in relazione ai gravi fatti accaduti nella giornata del 31 gennaio, nei pressi dell’edificio sgomberato in corso Regina Margherita a Torino dalle forze dell’ordine nel mese di dicembre, occupato abusivamente per 30 anni dal centro sociale Askatasuna.

Gli atti di indirizzo prevedono altresì che la Regione Piemonte esprima al Governo ed al Parlamento la sollecitazione perché venga adottato con la massima urgenza il decreto sicurezza e vengano rafforzati gli strumenti di tutela penale delle forze dell’ordine. Gli Odg approvati, impegnano inoltre la Giunta a garantire che nessuna risorsa regionale, diretta o indiretta, possa essere destinata a soggetti, associazioni o realtà coinvolte in atti di violenza o in condotte incompatibili con i principi di legalità, sicurezza pubblica e rispetto delle istituzioni.

L’ultimo ordine del giorno approvato, primo firmatario Roberto Ravello “n.527 “Ferma condanna delle intimidazioni e delle violenze antagoniste presso l’Università degli Studi di Torino. Solidarietà istituzionale alla Rettrice, al Senato accademico, agli studenti e all’intera comunità universitaria”, impegna la Giunta regionale ad esprimere formalmente alla Rettrice e agli organi di governo dell’Università di Torino, la vicinanza del Consiglio regionale e della Regione Piemonte e il sostegno alle decisioni assunte a tutela della sicurezza e della legalità e a promuovere ogni iniziativa utile affinché le Università piemontesi possano operare in condizioni di serenità, sicurezza e piena autonomia, contrastando con determinazione ogni forma di violenza, intimidazione o occupazione abusiva.

Durante la discussione generale iniziata la scorsa settimana, i molti consiglieri intervenuti hanno tutti condannato le violenze ed espresso solidarietà alle forze di polizia

Tra le fila della maggioranza, i gruppi di Fratelli d’ItaliaLega e Forza Italia hanno sottolineato come la stessa Askatasuna abbia rivendicato il fatto che non ci sia stato alcun infiltrato e che abbia scelto deliberatamente lo scontro, alimentando violenze a cui hanno partecipato soggetti appartenenti a circuiti antagonisti violenti, rispetto ai quali ogni forma di dialogo democratico risulta impraticabile. Pertanto, l’auspicio è che tutte le forze politiche, a ogni livello istituzionale, assumano una posizione chiara, esplicita e senza ambiguità di condanna dei fatti accaduti, respingendo qualsiasi tentativo di giustificazione o legittimazione politica della violenza.

Le opposizioni nello stigmatizzare le violenze perpetrate alla fine della manifestazione contro le forze di polizia, hanno criticano però un’eccessiva strumentalizzazione mediatica dei gravi fatti avvenuti a margine del corteo. Il Partito Democratico ha invitato ad abbassare i toni e a fare rientrare le discussioni in aula in un alveo più istituzionale e meno rivendicativo, con l’auspicio che il Governo stanzi maggiori risorse per le forze dell’ordine sia in termini di organici che in dotazioni per combattere la criminalità. Alleanza Verdi Sinistra ha rigettato l’accusa di partito violento, rivendicando il diritto a manifestare il legittimo dissenso in modo pacifico e ha difeso il percorso che aveva strutturato il Comune di Torino per riportare alla legalità l’immobile di corso Regina Margherita. Il Movimento 5 Stelle, infine, punta il dito contro il Ministro degli Interni Piantedosi, chiedendone le dimissioni, “colpevole di non essere capace di gestire l’ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza”.

Uffico stampa CRP

Martiri delle foibe, la fiaccolata al Villaggio Santa Caterina

Torino, 11 febbraio – Nella serata del 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo, si è svolta al Villaggio Santa Caterina la tradizionale fiaccolata dedicata alle vittime delle foibe, promossa dal Comitato 10 Febbraio. Il corteo ha attraversato alcune vie del quartiere con la partecipazione di cittadini e rappresentanti di associazioni.

L’iniziativa si è svolta con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e della Circoscrizione 5 di Torino. Presenti anche delegazioni dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra e dell’Associazione Paracadutisti di Torino.

“La presenza numerosa e composta di questa sera dimostra che, nonostante i tentativi di rimozione e distorsione, il popolo italiano continua a rendere onore ai suoi martiri” – dichiara Matteo Rossino, portavoce provinciale del Comitato 10 Febbraio – . “Questa fiaccolata è un segnale forte contro i negazionisti e contro quei sedicenti storici, o presunti tali, che cercano di mistificare i fatti, minimizzando una tragedia che colpì migliaia di italiani”.

Durante la manifestazione è stato affrontato anche il tema degli atti vandalici ai danni di lapidi e monumenti dedicati alle vittime delle foibe. “Distruggere lapidi e infangare questi luoghi non è solo un gesto vile, ma un attacco diretto alla dignità delle vittime e alla verità storica”, ha aggiunto il Rossino. “A chi tenta di cancellare o deformare quanto accaduto, rispondiamo con la verità, la presenza e la determinazione”.

“La fiaccolata del 10 febbraio riafferma un principio semplice e non negoziabile – conclude Rossino – onorare chi fu perseguitato, ucciso o costretto all’esodo per la sola colpa di essere italiano”.

Sicurezza, Buzzi Langhi (Forza Italia): «certezza della pena e collaborazione tra forze moderate»

 

«Sono orgoglioso di appartenere a un partito moderato, liberale e garantista come Forza Italia. Credo fermamente che tutti debbano avere diritti, anche chi commette i reati più gravi, così come chi scende in piazza per manifestare. Tuttavia, a Torino abbiamo assistito a episodi in cui i diritti di tanti cittadini sono stati calpestati».

Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Davide Buzzi Langhi, intervenendo nel dibattito sugli ordini del giorno relativi agli scontri avvenuti durante manifestazioni in città.

«Durante alcuni cortei – prosegue – gruppi organizzati hanno agito in modo violento e premeditato, colpendo persone e distruggendo beni. Le immagini del poliziotto a terra, circondato e colpito da più persone, rappresentano un fatto gravissimo che non può essere sottovalutato».

Buzzi Langhi richiama la necessità di una risposta politica condivisa sul tema sicurezza: «In Italia manca ancora la certezza della pena. Chi commette reati contro le persone deve scontare pene certe e adeguate. Senza questo principio, il rischio è che gli stessi soggetti tornino a colpire».

Il consigliere regionale lancia quindi un appello alle forze politiche moderate: «Chiedo alle forze del centrosinistra moderato di lavorare insieme su sicurezza e legalità, evitando contrapposizioni ideologiche quando si parla di misure per tutelare cittadini e forze dell’ordine».

Un passaggio è dedicato anche al ruolo della magistratura: «Chi commette reati violenti rappresenta un pericolo per la collettività e deve essere valutata con attenzione anche la custodia cautelare nei casi più gravi, per evitare nuove vittime».

Tra le proposte indicate dal consigliere figurano rafforzamento delle sanzioni, misure accessorie come Daspo e obblighi di firma per i soggetti violenti, oltre a strumenti amministrativi più incisivi contro chi mette a rischio la sicurezza pubblica.

«Forza Italia – conclude Buzzi Langhi – è pronta al dialogo con tutte le forze politiche moderate che vogliono migliorare la sicurezza nelle città e durante le manifestazioni pubbliche, con l’obiettivo di tutelare cittadini, lavoratori e forze dell’ordine».

Concorsi senza mobilità: il paradosso che svuota i reparti

 

Delli Carri (Nursing Up): «Così si perde un’intera generazione di infermieri e professionisti sanitari»

Torino, 10 febbraio 2026 – La sanità assume senza trattenere, recluta senza valorizzare. Ennesimo paradosso del sistema sanitario: mentre si bandiscono nuovi concorsi per infermieri e professionisti sanitari, la mobilità resta bloccata o fortemente limitata. Il risultato? Professionisti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa, reparti che restano scoperti e una sanità sempre meno attrattiva.

«È una scelta incomprensibile – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta – continuare a fare concorsi senza prima sbloccare seriamente la mobilità. Abbiamo infermieri e professionisti sanitari che lavorano lontano dalle loro famiglie e che vorrebbero rientrare nei propri territori, ma non possono farlo, alimentando un circolo vizioso che non risolve nulla».

Sempre più professionisti sanitari rinunciano o cambiano strada perché costretti a una vita fatta di trasferimenti forzati, tutti massacranti e distanza dagli affetti.

«Così si sacrifica la motivazione -. prosegue Delli Carri – Non si può pretendere qualità dell’assistenza se si trattano gli infermieri e professionisti sanitari come pedine da spostare senza criterio. Questo è uno dei motivi della crisi vocazionale che tutti fingono di non vedere».

Il sindacato ribadisce la necessità di un cambio di rotta immediato: prima la mobilità, poi i concorsi.

«Gli infermieri, ma in generale tutto il personale sanitario, ha bisogno di un piano serio che permetta loro di rientrare a casa e che valorizzi chi già lavora nel servizio sanitario, invece di costringerlo a scegliere tra lavoro e vita privata. La sanità pubblica non si salva con i proclami ma con scelte concrete -. conclude Delli Carri – La prima è proprio rispettare chi ogni giorno manda avanti gli ospedali senza infermieri e professionisti motivati, il sistema semplicemente non regge».

Nursing Up

Dal partito dei lavoratori di Berlinguer ai lavoratori senza partito?

Mercoledì 11 febbraio ore 17.00 Museo Ettore Fico MEF via Cigna 114

Pier Luigi Bersani

Dal partito dei lavoratori di Berlinguer ai lavoratori senza partito?

modera Carmine Festa
caporedattore de «Il Corriere della Sera Torino»

giovedì 12 febbraio ore 17.00

Andrea Orlando, Marco Revelli,
Chiara Appendino, Filippo Barbera, Gavino Angius

La crisi del sistema politico. Dall’intervista a Scalfari del 1981 al populismo di oggi

modera Andrea Malaguti
direttore de «La Stampa Torino»

sabato 14 febbraio ore 17.00

Rocco Larizza, Antonio Giallara,
Julia Vermena, Nina Leone

Gli operai di Berlinguer in dialogo con Niccolò Zancan

domenica 15 febbraio ore 17.00

Federico Fornaro, Cecilia Guerra, Igor Piotto,
Gregorio Sorgonà, Laura Pennacchi

La democrazia economica nella proposta del PCI,

quali interrogativi per il presente

Gruppo Pd: “Legalità, centrosinistra attivo e destra assente”

Ieri si è riunita in Consiglio regionale la Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi, con un programma di lavoro particolarmente significativo e attuale.

La seduta ha, infatti, previsto l’audizione dell’Associazione Libera Piemonte per un approfondimento del dossier “Azzardomafie”, dedicato ai legami tra gioco d’azzardo e criminalità organizzata, e un incontro di approfondimento sul tema dello sfruttamento lavorativo, con particolare attenzione al settore agricolo, insieme a Legacoop Piemonte e Confcooperative. Un lavoro importante e concreto che affronta due temi di grande rilevanza: la penetrazione mafiosa nell’economia legale e le forme di caporalato e abuso che colpiscono i lavoratori più fragili.

“Di fronte all’importanza del confronto colpisce, negativamente, la presenza di due soli Consiglieri regionali della maggioranza che contrasta con la nutrita presenza delle minoranze di centrosinistra. Questa assenza parla da sola” dichiarano i consiglieri del Gruppo PD.

“La destra – prosegue la nota – brilla ancora una volta per la propria incoerenza: quando si tratta di affrontare veramente, nelle sedi preposte, legalità e sfruttamento evita il confronto e si dimostra distratta e poco presente”.

Il Partito Democratico ribadisce il proprio impegno per una Regione che non abbassi la guardia: “Non può esserci sicurezza senza legalità, altrimenti diventa uno slogan vuoto. Colpire la malavita organizzata significa garantire la sicurezza ai cittadini dei nostri territori e, soprattutto, alle fasce più fragili della popolazione, come gli anziani. Il gioco d’azzardo consente alle mafie di riciclare i proventi del traffico di droga e di tenere sotto controllo i territori, dove esercitano i loro traffici illegali”.

“Continueremo a essere in prima linea – conclude il Gruppo PD – perché la lotta alle mafie e la difesa della dignità del lavoro non possono essere lasciate alla buona volontà di pochi, ma devono diventare una priorità vera della politica piemontese”.