“Posti letto utilizzati a metà per la carenza di personale”
20.8.2026 – La consigliera regionale Monica Canalis (Pd), il 18 agosto ha effettuato un sopralluogo presso l’ospedale di comunità di Giaveno, uno dei quattro ospedali di comunità dell’ASL TO3 realizzati con i fondi del PNRR, inaugurato nel febbraio scorso.
«Purtroppo, sui 40 posti letto perfettamente arredati e ristrutturati con i 2,5 milioni di euro del PNRR, e pronti ad essere occupati, soltanto 20 sono in funzione (più uno per l’isolamento da malattie infettive) – dichiara la consigliera Canalis – lasciando la dimensione del presidio inalterata rispetto al pregresso. Non c’è stato l’atteso rilancio e questo ospedale di comunità, che il decreto ministeriale 77/2022 sui modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale concepisce come punto di riferimento per la bassa intensità clinica e i ricoveri brevi di circa 30 giorni, è utilizzato a metà.
Il polo sanitario di Giaveno già ospitava storicamente i posti letto CAVS (Continuità a Valenza Sanitaria), strategica cerniera intermedia tra ospedali e domicilio del paziente. La prosecuzione di questo servizio, col nuovo nome di ospedale di comunità, non è pertanto una novità, ma il minimo sindacale per un territorio come quello della val Sangone, che in questi anni ha perso l’ospedale e molti altri servizi. Con l’arrivo dei fondi PNRR ci saremmo aspettati un potenziamento del precedente presidio e non un semplice restyling strutturale ed estetico, per quanto molto efficace ed apprezzato.
Questo dispiace in modo particolare, non solo perché le caratteristiche demografiche del territorio indurrebbero a pensare che tutti i 40 posti letto sarebbero facilmente riempiti, ma anche perché l’inaugurazione in pompa magna dello scorso febbraio non lasciava presupporre una realtà ben più modesta. Aver speso i soldi per attrezzare stanze e bagni e poi usare solo la metà dei posti letto non va bene.
Le ragioni di questo parziale utilizzo sono da ricercarsi nella ormai cronica carenza di infermieri (gli ospedali di comunità sono strutture a gestione prevalentemente infermieristica), ma ad oggi non è noto come la Giunta regionale intenda porre rimedio. Di fatto l’ospedale di comunità di Giaveno sta funzionando col personale preesistente che operava nel CAVS e con due medici di medicina generale in convenzione. Non ci si è attrezzati per reperire ulteriori figure e non si è ancora avviata una seria opera di sensibilizzazione delle reti sanitarie territoriali per far arrivare i pazienti anche dal territorio e non solo dagli ospedali, forse perché si teme un aumento degli accessi a cui il personale attuale non riuscirebbe a far fronte.
Inoltre, il mancato utilizzo di 20 posti letti in un ospedale di comunità nuovo di zecca è uno schiaffo alle numerose famiglie piemontesi a cui invece la Regione propone le cosiddette “dimissioni protette” dall’ospedale alle RSA, in condizioni decisamente peggiori e sanitariamente meno adeguate rispetto all’ospedale di comunità.
Insomma, non solo si ha l’impressione che i fondi PNRR siano stati in parte sperperati perché una parte dei posti letto non è attivata, ma si riscontra anche un’inappropriatezza del ricovero, laddove molti pazienti, quando superano la fase acuta e sono dimessi dall’ospedale, vengono mandati in RSA invece di trovar posto nell’ospedale di comunità.
Chiederò conto di questa situazione incresciosa tramite un’Interrogazione».
Monica CANALIS – consigliera regionale PD
Giachino: “E accorgersi prima che Torino non aveva alcuna idea sul futuro di Caselle?”
Finalmente tutti o quasi si occupano dell’aeroporto di Torino. Accorgersi prima che Torino non aveva alcuna idea sul futuro di Caselle? Quando i Sindaci del PD e Cinquestelle vendevano le azioni?“L’Europa tra la Cina e gli Stati Uniti”
Le crisi e il futuro dell’Unione Europea: se ne parlerà al “Forte di Bard” in un Convegno promosso in collaborazione con “Le Grand Continent”
Sabato 29 agosto / Aperte le adesioni
Bard (Aosta)
Ospite d’eccezione, l’ex Ministra e Deputata alla Camera dal 1994 al 2012, Giovanna Melandri. L’argomento è di strettissima attualità: quali le azioni nazionali ed internazionali da mettere in campo per riportare, se ancora possibile, l’Europa al centro dello “scacchiere geopolitico” globale? Se ne parlerà in un Convegno dal titolo “L’Europa tra la Cina e gli Stati Uniti” in programma nella Piazza d’Armi dell’ottocentesca Fortezza di Bard, sabato 29 agosto, con inizio alle 15,15, alla presenza di firme tra le più prestigiose del giornalismo, della cultura e della società civile invitate a confrontarsi, per l’appunto, sulle “grandi trasformazioni” del mondo contemporaneo. Promossa dall’“Associazione Forte di Bard” in collaborazione con “Le Grand Continent” – rivista online di “geopolitica” fondata a Parigi nel 2019 dal “Groupe d’etudes géopolitiques” guidato dall’analista politico, valdostano di Villeneuve, Gilles Gressani – l’iniziativa sarà anche l’occasione per presentare, in anteprima per l’Italia, il quinto volume della rivista europea “Grand Continent: L’ennemi qui nous désigne. Apprendre à résister aux prédateurs”.
Tre sono i “panel” di alto livello, su cui (al centro i temi chiave del nostro tempo) dialogheranno e si confronteranno – dopo i saluti istituzionali di Ornella Badery (presidente del “Forte”) e di Gilles Gressani (direttore de “Le Grand Continent”) – rappresentanti del mondo giornalistico, della ricerca universitaria e della sfera diplomatica internazionale. Alcuni nomi: i giornalisti Simone Pieranni (“Il Manifesto”), Federico Fubini (“Corriere della Sera”), Lou Fritel (“Paris Match”), Anais Ginori (“La Repubblica”), il traduttore scrittore e poeta – canadese di nascita oggi residente e operante tra Ginevra e Parigi – Martin Rueff, Carlo Ossola, presidente dell’“Istituto Treccani” di Roma, Jean-Yves Dormagen, direttore dell’Istituto di Sondaggi europeo “Cluster 17”, Marc Lazar, professore emerito di Storia e Sociologia politica “Sciences Po” di Parigi, Nicoletta Pirozzi, vicedirettore “Istituto Affari Internazionali” di Roma e Alessandro Aresu, filosofo e analista geopolitico, autore di “La Cina ha vinto” (Feltrinelli, 2025).
Ospite di punta, come detto, Giovanna Melandri. Economista ed ambientalista (con cittadinanza statunitense, nativa di New York), già Ministra della “Cultura” – nei Governi D’Alema I, II e Amato II, nonché delle “Politiche Sociali e Attività Sportive” nel Governo Prodi II – ed ex presidente della Fondazione e del Museo “Maxxi” di Roma, la Melandri parteciperà (con Martin Rueff, Carlo Ossola e Anais Ginori) al terzo “panel” che si terrà dalle 18 alle 19 sul tema “Resistere per e attraverso la bellezza, una conversazione sul nuovo umanesimo europeo”.
Temi del primo (ore 15,30 – 16,30) e del secondo “panel” (ore 16,45 – 17,45): “Che cos’è il populismo nell’era di Trump” e “Tecnologia, industria e commercio: come affrontare la potenza cinese?”.
Il pomeriggio si concluderà con un rinfresco ed un concerto di musica jazz.
Come partecipare
Le adesioni sono aperte sul portale “Midaticket.it” al costo di 10 euro (la quota include il rinfresco e il concerto). Per altre info: tel. 0125/833811 o consultare il sito www.fortedibard.it.
I partecipanti avranno anche diritto al biglietto di “ingresso omaggio” alla mostra in corso al “Forte” (fino al 18 ottobre) “Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano”, dedicata alle opere fotografiche di uno fra i massimi fotografi e fotoreporter italiani del Novecento.
g.m.
Nelle foto: “Le grand Continent” e Giovanna Melandri