“Il nuovo decreto Sicurezza, fortemente voluto dalla Lega, rafforza le norme giuste e di buon senso già previste nel provvedimento precedente. Maggiore attenzione ai fenomeni di criminalità giovanile coinvolgendo anche le famiglie, contrasto alle baby gang e agli spacciatori con pene più aspre per i pusher, pene più severe per chi ruba nelle nostre case e contro i borseggiatori, argine all’infiltrazione di frange violente all’interno delle manifestazioni. Ma anche rafforzamento della polizia locale, delle risorse per la videosorveglianza nei comuni e tutela legale e processuale per le nostre Forze dell’Ordine.
Mettiamo inoltre un freno all’all’immigrazione irregolare, con rimpatri ancora più veloci e certi. Chi non ha diritto a restare nel nostro Paese non può continuare a circolare nelle nostre strade. I cittadini hanno diritto a vivere in tranquillità senza paura di dover subire molestie, di imbattersi in situazioni di spaccio tra pusher o di subire atteggiamenti violenti e aggressivi. Un decreto estremamente concreto, che punta a ridurre i fenomeni di microcriminalità, e a garantire più sicurezza e maggior legalità”.
Così in una nota l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati
25 APRILE, ROSSO E FONTANA (FI):
«Il danneggiamento della lapide ai caduti partigiani avvenuto in largo Montebello a Torino e l’aver incendiato la corona deposta vicino ad essa costituisce l’ultimo vile atto di una festa di tutti, a parole, inquinata da ignoranza, teppismo e intolleranza», ad affermarlo in una nota il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.
«Condanniamo con fermezza questo gesto, così come gli atti d’intolleranza che hanno subito i nostri Giovani, costretti ad abbandonare il corteo a Milano, gli esponenti di Radicali e +Europa aggrediti da frange estremiste durante i festeggiamenti e due esponenti dell’Anpi raggiunti a Roma da alcuni colpi ad aria compressa provenienti da un estremista. Questi episodi raccontano un’Italia che non ha ancora pacificato il confronto politico. Certamente il fatto che la Festa della Liberazione dovrebbe essere di tutti e invece viene monopolizzata da una parte, in una deriva antistorica e revisionista del vissuto italiano, non aiuta e porterà le nuove generazioni a non conservare una memoria condivisa ma di parte, che divide invece di unire, in revanscismi di fascismo e neofascismi travestiti da antifascismo» concludono i due azzurri.
Ursula come Maria Antonietta
POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Ursula come Maria Antonietta: “Flessibilità? Stati spendano 95 miliardi che restano”
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
È inutile girarci attorno. Lo dice la storia e, soprattutto, la concreta esperienza politica del nostro
paese. La sinistra nel nostro paese vince ad una sola condizione. E cioè, che nella coalizione che
si presenta agli elettori ci sia una vera alleanza di centro sinistra e non solo un cartello delle
sinistre. Per capirci, non una alleanza “frontista” come quella del lontano 1948 con Togliatti o
quella del 1994, meglio conosciuta come la “gioiosa macchina da guerra” guidata da Occhetto.
Una regola, questa, cha vale soprattutto nella seconda repubblica perchè, come tutti sanno e per
ben 50 anni, la politica riformista, democratica e di governo nella prima repubblica era declinata
principalmente se non quasi esclusivamente da un solo partito, la Democrazia Cristiana. Ma dal
1994 in poi, appunto, l’alleanza di centro sinistra era, e resta, competitiva solo se accanto ad una
sinistra riformista e di governo è presente un centro altrettanto autorevole, riformista e di governo.
E la concreta esperienza contemporanea lo conferma in modo persin plateale. E cioè, con un
“campo largo” fortemente sbilanciato a sinistra, è indispensabile se non addirittura decisivo avere
un Centro che sia visibile e che, soprattutto, riesca ad essere un protagonista nella costruzione
del progetto politico complessivo della coalizione di centro sinistra. Insomma, l’esatto contario
della cosiddetta “tenda” evocata dall’ex comunista Bettini. E questo per una ragione persin
troppo semplice da spiegare. Ovvero con la “tenda” il centro sarebbe destinato inesorabilmente a
giocare un ruolo satellitare, marginale e del tutto irrilevante sul versante politico e programmatico.
Se il modello a cui guardare, invece e al contrario, è quello del Ppi di Marini e di Gerardo Bianco o
della Margherita di Rutelli e dello stesso Marini, si arriva facilmente alla conclusione che la
coalizione di centro sinistra è credibile, competitiva e solida solo se c’è una sinistra riformista e di
governo che si allea con un centro altrettanto riformista e di governo.
Per queste ragioni, semplici ma essenziali, quasi si impone la necessità di ricostruire una simil
Margherita. Certo, e pur senza replicare passivamente il passato, deve rispondere ad alcune
caratteristiche di fondo. Dev’essere, innanzitutto, un partito democratico al suo interno e, di
conseguenza, con nessuna deriva personale o, peggio ancora, proprietaria da parte di
chicchessia. Non può che essere un soggetto politico culturalmente plurale. Capace, cioè, di
riunire sotto lo stesso tetto le migliori culture riformiste e costituzionali del nostro paese. Da quella
cattolico popolare e sociale a quella laica e liberale, da quella verde ambientalista a quella social
democratica. E, infine, deve avere la capacità, e il coraggio, di saper declinare un progetto politico
e di non limitarsi, come ovvio e persin scontato, a gestire l’ordinaria amministrazione o, peggio
ancora, di ridursi a fare la ruota di scorta degli azionisti di maggioranza della coalizione.
Ecco perchè, forse, oggi ha senso riparlare di Margherita. Ma, com’è altrettanto chiaro, deve
saper rispondere a quelle precise caratteristiche. E quindi, nè una banale “tenda” e nè,
tantomeno, un luogo destinato solo ad accontentarsi di qualche briciola a conferma della pluralità
dell’alleanza. Deve, come sono stati appunto il Ppi e la Margherita del passato, saper giocare un
ruolo politico, culturale e programmatico protagonistico e in prima linea. Senza sudditanze
politiche e culturali e, soprattutto, senza alcun complesso di inferiorità.
Le colpe della sinistra
Perché è stata inventata La Metropolitana ? .Per togliere traffico dalla strada, renderlo più veloce, diminuire inquinamento e incidenti stradali. Le grandi Città più evolute hanno iniziato a costruirle nel 1800 così come il Regno di Sardegna nel 1857prima di tutti gli altri Stati alpini approvò il progetto dell’opera del secolo, il traforo del Frejus. Oggi la Professoressa Fagioli spiega i danni sui bambini dell’inquinamento e parla dell’aumento degli asmatici. MIlano ha 5 linee di Metro. Madrid da sola ha più km di metro di tutte le Città italiane messe insieme. Torino e’ la Città più sfigata di tutte perche’ qui hanno abitato i due leader del PCI Togliatti e Gramsci e hanno creato un forte consenso a sinistra. Negli anni 50 quando il Sindaco Peyron propose di partire con la Metro, il capogruppo del PCI in Consiglio comunale rispose che gli operai preferivano andare in auto. Nel 1975 il PCI vinse le elezioni comunali con lo slogan NO ALLE GRANDI OPERE, tra cui la Metropolitana e la autostrada per il Frejus. Sempre nel 1975 ,durante la discussione della legge Bucalossi , il PCI fece approvare un emendamento col quale si bloccava per legge la costruzione delle autostrade. Ecco i genitori dei No TAV..Nel 76 , Sindaco Novelli, il Consiglio Comunale di Torino rinunciò ai soldi del Governo per costruire la Linea 1.INAUGURAZIONE POLO CULTURALE TROFARELLO
«L’inaugurazione del Polo culturale di Trofarello rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare una leva di crescita, aggregazione e sviluppo per una comunità», ha dichiarato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, intervenendo a Trofarello al taglio del nastro degli spazi riqualificati del Centro Culturale Marzanati e della Biblioteca Civica Lelio Basso.
Ha proseguito il ministro: «Siamo di fronte a un intervento che restituisce ai cittadini un luogo moderno, accessibile e funzionale, pensato per rafforzare la partecipazione, favorire l’incontro tra generazioni diverse e sostenere concretamente il lavoro delle associazioni e delle realtà che animano il territorio. La realizzazione di ambienti multifunzionali, flessibili e innovativi, con aree dedicate anche al coworking e al costudying, amplia le opportunità a disposizione della comunità e consolida il ruolo di questo spazio come punto di riferimento per la vita sociale e culturale di Trofarello.
Quando gli Enti locali sanno progettare bene e utilizzare con efficacia le risorse disponibili, come in questo caso, il PNRR diventa davvero uno strumento capace di generare risultati concreti e duraturi.
Per questo abbiamo reso e continuiamo a rendere la Pubblica amministrazione sempre più capace di semplificare: più agile, meno burocratica e sempre più vicina alle istanze di cittadini, famiglie e imprese: una PA che non rallenta, ma accompagna; che non complica, ma rende possibili gli interventi; che sa trasformare le risorse in opere utili e risposte reali per i territori. È così che rendiamo l’Italia sempre più moderna, dinamica e capace di costruire futuro», ha concluso il ministro.
“I ragazzi di Extinction Rebellion che hanno manifestato, pacificamente, davanti a Palazzo Lascaris, hanno voluto, ancora una volta, ricordare e ribadire che il tempo ormai sta scadendo perché migliaia di studi ci dicono che la crisi ambientale è sempre più allarmante. Purtroppo la Giunta regionale di centrodestra si sta dimostrando sorda alle legittime richieste di chi sta difendendo il pianeta. Non è la prima volta che ignora chi chiede un impegno maggiore sulla crisi ambientale. I dati allarmanti sull’inquinamento dell’aria, come quelli che arrivano da Vinovo, ci impongono una seria riflessione” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.
“Ritengo – prosegue l’esponente dem – che questa maggioranza non perda occasione per manifestare il proprio disinteresse per i problemi ambientali. Il nostro Pianeta sta morendo e non esiste un piano B, non esiste un’altra strada, ma, invece di fare la propria parte, la Giunta di destra procede, ignorando ogni appello, come se l’emergenza non esistesse!”
“Questi giovani ci ricordano che occorre un impegno concreto da parte delle Istituzioni a tutela dell’ambiente. Mi farò portavoce delle loro istanze. Quello della crisi ambientale non é un tema come un altro. É il tema centrale per chi ancora spera in un futuro degno per le generazioni future” conclude Laura Pompeo.
Ddl Sicurezza, oltre la polemica
POLITICA
Quando la legalità diventa l’unica vera garanzia di libertà
Leggi l’articolo su L’identità:
Ddl Sicurezza, oltre la polemica: quando la legalità diventa l’unica vera garanzia di libertà