politica

La sinistra vince solo con un Centro forte e competitivo

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

È inutile girarci attorno. Lo dice la storia e, soprattutto, la concreta esperienza politica del nostro
paese. La sinistra nel nostro paese vince ad una sola condizione. E cioè, che nella coalizione che
si presenta agli elettori ci sia una vera alleanza di centro sinistra e non solo un cartello delle
sinistre. Per capirci, non una alleanza “frontista” come quella del lontano 1948 con Togliatti o
quella del 1994, meglio conosciuta come la “gioiosa macchina da guerra” guidata da Occhetto.
Una regola, questa, cha vale soprattutto nella seconda repubblica perchè, come tutti sanno e per
ben 50 anni, la politica riformista, democratica e di governo nella prima repubblica era declinata
principalmente se non quasi esclusivamente da un solo partito, la Democrazia Cristiana. Ma dal
1994 in poi, appunto, l’alleanza di centro sinistra era, e resta, competitiva solo se accanto ad una
sinistra riformista e di governo è presente un centro altrettanto autorevole, riformista e di governo.

E la concreta esperienza contemporanea lo conferma in modo persin plateale. E cioè, con un
“campo largo” fortemente sbilanciato a sinistra, è indispensabile se non addirittura decisivo avere
un Centro che sia visibile e che, soprattutto, riesca ad essere un protagonista nella costruzione
del progetto politico complessivo della coalizione di centro sinistra. Insomma, l’esatto contario
della cosiddetta “tenda” evocata dall’ex comunista Bettini. E questo per una ragione persin
troppo semplice da spiegare. Ovvero con la “tenda” il centro sarebbe destinato inesorabilmente a
giocare un ruolo satellitare, marginale e del tutto irrilevante sul versante politico e programmatico.
Se il modello a cui guardare, invece e al contrario, è quello del Ppi di Marini e di Gerardo Bianco o
della Margherita di Rutelli e dello stesso Marini, si arriva facilmente alla conclusione che la
coalizione di centro sinistra è credibile, competitiva e solida solo se c’è una sinistra riformista e di
governo che si allea con un centro altrettanto riformista e di governo.

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, quasi si impone la necessità di ricostruire una simil
Margherita. Certo, e pur senza replicare passivamente il passato, deve rispondere ad alcune
caratteristiche di fondo. Dev’essere, innanzitutto, un partito democratico al suo interno e, di
conseguenza, con nessuna deriva personale o, peggio ancora, proprietaria da parte di
chicchessia. Non può che essere un soggetto politico culturalmente plurale. Capace, cioè, di
riunire sotto lo stesso tetto le migliori culture riformiste e costituzionali del nostro paese. Da quella
cattolico popolare e sociale a quella laica e liberale, da quella verde ambientalista a quella social
democratica. E, infine, deve avere la capacità, e il coraggio, di saper declinare un progetto politico
e di non limitarsi, come ovvio e persin scontato, a gestire l’ordinaria amministrazione o, peggio
ancora, di ridursi a fare la ruota di scorta degli azionisti di maggioranza della coalizione.
Ecco perchè, forse, oggi ha senso riparlare di Margherita. Ma, com’è altrettanto chiaro, deve
saper rispondere a quelle precise caratteristiche. E quindi, nè una banale “tenda” e nè,
tantomeno, un luogo destinato solo ad accontentarsi di qualche briciola a conferma della pluralità
dell’alleanza. Deve, come sono stati appunto il Ppi e la Margherita del passato, saper giocare un
ruolo politico, culturale e programmatico protagonistico e in prima linea. Senza sudditanze
politiche e culturali e, soprattutto, senza alcun complesso di inferiorità.

Giachino: “Metro 2 nel 2033 (se va bene) e costerà di più”

Le colpe della sinistra

Caro Direttore,
Perché è stata inventata La Metropolitana ? .Per togliere traffico dalla strada, renderlo più veloce, diminuire inquinamento e incidenti stradali. Le grandi Città più evolute hanno iniziato a costruirle nel 1800 così come il Regno di Sardegna nel 1857prima di tutti gli altri Stati alpini approvò il progetto dell’opera del secolo, il traforo del Frejus. Oggi la Professoressa Fagioli spiega i danni sui bambini dell’inquinamento e parla dell’aumento degli asmatici. MIlano ha 5 linee di Metro. Madrid da sola ha più km di metro di tutte le Città italiane messe insieme. Torino e’ la Città più sfigata di tutte perche’ qui hanno abitato i due leader del PCI Togliatti e Gramsci e hanno creato un forte consenso a sinistra. Negli anni 50 quando il Sindaco Peyron propose di partire con la Metro, il capogruppo del PCI in Consiglio comunale rispose che gli operai preferivano andare in auto. Nel 1975 il PCI vinse le elezioni comunali con lo slogan NO ALLE GRANDI OPERE, tra cui la Metropolitana e la autostrada per il Frejus. Sempre nel 1975 ,durante la discussione della legge Bucalossi , il PCI fece approvare un emendamento col quale si bloccava per legge la costruzione delle autostrade. Ecco i genitori dei No TAV..Nel 76 , Sindaco Novelli, il Consiglio Comunale di Torino  rinunciò ai soldi del Governo per costruire la Linea 1.
La linea 1 attuale è stata costruita solo perché la impose il Comitato olimpico internazionale quando ci assegnò’ le Olimpiadi invernali. Ovviamente si parti dalla zona più rossa del torinese, Collegno, Grugliasco… siccome la cultura di trasporti a sinistra è scarsa non capirono che inaugurata la Line 1 occorreva subito partire con il progetto della 2 perché la rete , come insegnano i docenti di trasporti bravi, aumenta di molto la capacità di traffico . Invece il progetto della Linea 2 arriva solo oggi, vent’anni dopo la inaugurazione del primo tratto della Metro. Siccome la sfiga ci vede bene,  i ritardi clamorosi nella progettazione ci hanno portato in un ciclo economico che ha generato inflazione e aumento dei costi così i soldi , tutti del Governo, per costruire il primo tronco della 2 non bastano . . Siccome  la incompetenza genera effetti negativi lunghi e le bugie hanno le gambe corte mentre in Consiglio comunale lunedì scorso la Giunta comunale parlava ancora del 2032 , ieri l’onesto e competente Commissario Ing. CHiaia ha detto che il primo tratto della Linea 2 funzionerà solo  nel 2033. Ora mi auguro che i Cittadini di Barriera e Aurora finalmente capiscano che sono considerati dalla sinistra cittadini di serie B , se va tutto bene, e avranno un pezzo di Metropolitana nel 2033 quai trent’anni dopo i cittadini di corso Francia, Collegno e Grugliasco. Nel frattempo migliaia di torinesi hanno respirato un’aria inquinata e qualcuno è volato in Cielo in anticipo. Forse è meglio votare i competenti e i Si alla Metro e i SITAV.
Mino GIACHINO 
Responsabile torinese UDC

Zangrillo: “Cultura leva dí crescita per i territori”

INAUGURAZIONE POLO CULTURALE TROFARELLO

«L’inaugurazione del Polo culturale di Trofarello rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare una leva di crescita, aggregazione e sviluppo per una comunità», ha dichiarato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, intervenendo a Trofarello al taglio del nastro degli spazi riqualificati del Centro Culturale Marzanati e della Biblioteca Civica Lelio Basso.

Ha proseguito il ministro: «Siamo di fronte a un intervento che restituisce ai cittadini un luogo moderno, accessibile e funzionale, pensato per rafforzare la partecipazione, favorire l’incontro tra generazioni diverse e sostenere concretamente il lavoro delle associazioni e delle realtà che animano il territorio. La realizzazione di ambienti multifunzionali, flessibili e innovativi, con aree dedicate anche al coworking e al costudying, amplia le opportunità a disposizione della comunità e consolida il ruolo di questo spazio come punto di riferimento per la vita sociale e culturale di Trofarello.

Quando gli Enti locali sanno progettare bene e utilizzare con efficacia le risorse disponibili, come in questo caso, il PNRR diventa davvero uno strumento capace di generare risultati concreti e duraturi.

Per questo abbiamo reso e continuiamo a rendere la Pubblica amministrazione sempre più capace di semplificare: più agile, meno burocratica e sempre più vicina alle istanze di cittadini, famiglie e imprese: una PA che non rallenta, ma accompagna; che non complica, ma rende possibili gli interventi; che sa trasformare le risorse in opere utili e risposte reali per i territori. È così che rendiamo l’Italia sempre più moderna, dinamica e capace di costruire futuro», ha concluso il ministro.

Pompeo (Pd): “Crisi ambientale, per il centrodestra non esiste?”

 “I ragazzi di Extinction Rebellion che  hanno manifestato, pacificamente, davanti a Palazzo Lascaris, hanno voluto, ancora una volta, ricordare e ribadire che il tempo ormai sta scadendo perché migliaia di studi ci dicono che la crisi ambientale è sempre più allarmante.  Purtroppo la Giunta regionale di centrodestra si sta dimostrando sorda alle legittime richieste di chi sta difendendo il pianeta. Non è la prima volta che ignora chi chiede un impegno maggiore sulla crisi ambientale. I dati allarmanti sull’inquinamento dell’aria, come quelli che arrivano da Vinovo, ci impongono una seria riflessione” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

 “Ritengo – prosegue l’esponente dem – che questa maggioranza non perda occasione per manifestare il proprio disinteresse per i problemi ambientali. Il nostro Pianeta sta morendo e non esiste un piano B, non esiste un’altra strada, ma, invece di fare la propria parte, la Giunta di destra procede, ignorando ogni appello, come se l’emergenza non esistesse!”

“Questi giovani ci ricordano che occorre un impegno concreto da parte delle Istituzioni a tutela dell’ambiente. Mi farò portavoce delle loro istanze. Quello della crisi ambientale non é un tema come un altro. É il tema centrale per chi ancora spera in un futuro degno per le generazioni future” conclude Laura Pompeo.

Europa radicale, odg cooperazione internazionale con l’Ucraina

Nella seduta di   martedì 21 aprile 2026, il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la mozione che impegna la Giunta a rafforzare i progetti di cooperazione internazionale con l’Ucraina.
Un atto che guarda oltre l’emergenza e si concentra sulle conseguenze più profonde del conflitto, a partire dal diritto allo studio, dal supporto alla salute mentale e dalla tutela ambientale nei territori colpiti dalla guerra.

«Non possiamo limitarci alla solidarietà di principio – dichiarano la consigliera regionale Emanuela Verzella e Federica Valcauda, esponente del territorio biellese e tesoriera di Europa Radicale – Con questa mozione chiediamo alla Regione Piemonte di fare un passo in più, diventando protagonista attiva di percorsi concreti di cooperazione e ricostruzione».

Il documento approvato richiama i dati drammatici del conflitto e sottolinea in particolare l’impatto su bambini e adolescenti, spesso privati della possibilità di frequentare la scuola in condizioni di sicurezza, e sulle comunità segnate da traumi psicologici profondi.

«C’è una generazione che rischia di crescere senza scuola e senza strumenti per elaborare ciò che ha vissuto – proseguono Verzella e Valcauda –. È su questo terreno che anche le istituzioni regionali possono e devono intervenire, valorizzando le competenze del nostro sistema educativo, sanitario e del terzo settore».

La mozione impegna inoltre la Giunta a rafforzare la cooperazione decentrata, favorendo partenariati tra enti locali piemontesi, università, organizzazioni non governative e soggetti attivi in Ucraina, e a promuovere iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.

«Il Piemonte – concludono – ha già dimostrato in questi anni grande capacità di accoglienza e solidarietà. Ora è il momento di consolidare questo impegno, trasformandolo in progettualità strutturate, monitorabili e capaci di incidere davvero nei processi di ricostruzione e di sviluppo».

Silvio Magliano (Lista Cirio): «Procedure e cure uguali per i bambini con celiachia»

Approvato dal Consiglio regionale l’Ordine del Giorno a prima firma Silvio Magliano, Capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente PML, che impegna la Giunta a predisporre e attivare un Percorso di Salute e Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PSDTA) specificamente dedicato ai pazienti pediatrici affetti da celiachia, a renderlo operativo sull’intero territorio regionale, prevedendo specifiche misure per garantire la continuità assistenziale nella transizione dall’età pediatrica all’età adulta.

«La celiachia è una patologia autoimmune che può avere pesanti ripercussioni sulla qualità della vita, soprattutto per i giovani – commenta Silvio Magliano -; ho raccolto le sollecitazioni dell’Associazione Italiana Celiachia volte alla implementazione di una presa in carico efficace, a partire da un programma di interventi che sia uniforme in tutta la regione, per evitare disparità di trattamento, ma anche come guida per la medicina territoriale lungo tutto il percorso di diagnosi e cura».

«Per quanto riguarda il passaggio all’età adulta – conclude Magliano –, si tratta usualmente di un momento chiave ed è fondamentale che vi siano indicazioni e procedure chiare. Un PSDTA specifico per l’età pediatrica e per guidare il passaggio all’età adulta nei pazienti affetti da celiachia è stato attivato con successo in altre Regioni, per esempio la vicina Liguria, e ritengo sia una buona prassi da replicare con gli opportuni adattamenti che la Giunta e l’Assessorato vorranno attuare».

PD: “Riforma istituti tecnici impoverisce offerta didattica”

“Abbiamo partecipato ieri al presidio promosso dalla Rete degli istituti superiori in mobilitazione di Torino e area metropolitana contro il riordino degli istituti tecnici e con Flc Cgil, Cub Sur, Cobas scuola, Usb scuola, Fgu Gilda Unams e Assemblea scuola Torino. Una rete che si sta costituendo in tutta Italia e che parte da Torino, con l’adesione di ben 25 istituti tecnici.
“Abbiamo presentato un’interrogazione urgente che sarà discussa domani pomeriggio in consiglio regionale perché la nuova assessore all’Istruzione ci illustri con tempestività quali iniziative intenda intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze, per tutelare la qualità dell’offerta formativa e il ruolo della scuola pubblica sul territorio piemontese
“Questa sorte di riforma, dormiente da un paio di anni, con una frettolosa sperimentazione, della quale non si hanno né dati né esiti, non può trovare applicazione in fretta e furia per il prossimo anno scolastico, ad iscrizioni già concluse. Vengono disgregati i quadri orari delle materie, si taglia pesantemente sulla didattica e sull’educazione, che rappresentano il fulcro fondamentale della scuola, soprattutto nel primo biennio.
“Contro questo riordino, che scardina il progetto didattico educativo incentrato sullo studente, si sono espressi molti Collegi docenti degli istituti interessati.  La riduzione del tempo scuola, con il conseguente rischio di riduzione dei saperi e esuberi per il personale docente, il taglio delle discipline umanistiche e scientifiche, con l’impoverimento dell’offerta formativa, il superamento del biennio comune e l’anticipazione delle scelte formative degli studenti con l’abbassamento dell’età per l’accesso ai percorsi di formazione scuola-lavoro corrono il rischio di trasformare la scuola in direzione eccessivamente orientato alle esigenze produttive, a scapito della sua funzione educativa e formativa.
“In più, i nuovi quadri orario parcellizzano le cattedre, rendendo difficile la composizione oraria, la continuità didattica e la stessa organizzazione scolastica nella composizione delle cattedre e del quadro orario.
“Nel momento in cui il mondo del lavoro, anche tecnico, chiede sempre di più una formazione che non trascuri nel suo percorso le conoscenze umanistiche, il Mistero non può distrarsi applicando modelli non adatti ai tempi dei nostri giovani e della richiesta proveniente dal mondo del lavoro. Chiediamo che la Regione si faccia parte attiva nell’interlocuzione con il Governo e nell’accogliere le esigenze del mondo scolastico piemontese”.
Lo dichiarano Nadia Conticelli, consigliera regionale PD
Gianna Pentenero, presidente Gruppo PD