politica

PD: “PrimoTECS di Avigliana, cassa integrazione un primo segnale”

DA PALAZZO LASCARIS

Pentenero e Pompeo: “Chiederemo a Chiorino un’informativa urgente in Aula”

 “Apprendiamo che l’Unione industriale di Torino ha comunicato alle parti sociali che i vertici della PrimoTECS di Avigliana hanno accettato di attivare fino a dicembre 2026 la Cassa Integrazione Straordinaria per i siti situati in zona complessa. Si tratta di un primo passo importante per tutelare i lavoratori in un momento di grande difficoltà economica e produttiva L’attivazione dell’ammortizzatore sociale, accompagnata dalle politiche attive previste dalla Regione, rappresenta non solo una misura di protezione, ma anche un’opportunità di formazione e riqualificazione che può aprire nuove prospettive occupazionali” dichiarano la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero e la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che hanno seguito, fin dalle prime fasi, la crisi aziendale al fianco dei 160 lavoratori e delle loro famiglie.

“Il 14 gennaio scorso i dipendenti avevano appreso la notizia della probabile chiusura per fallimento dello stabilimento, una comunicazione drammatica che auspichiamo non sfoci nella dismissione totale del sito produttivo e nella vendita dei macchinari” sottolineano Pentenero e Pompeo.

“Chiederemo all’Assessore Chiorino un’informativa urgente in Aula sul tema, sui tempi e sul futuro dei lavoratori. Auspichiamo chiarezza e trasparenza. Saremo presenti e vigili in tutte le sedi istituzionali affinché questo percorso si traduca in un vero sostegno alle persone e ai territori” concludono Pentenero Pompeo.

La Democrazia Cristiana in Vaticano incontra il Segretario di Stato Parolin

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro di particolare rilievo istituzionale tra la Democrazia Cristiana e il Cardinale Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, presso la Prima Loggia della Città del Vaticano. L’incontro, fortemente voluto dal Capo Dipartimento Organizzativo Nazionale, Ignazio Tullo, ha visto la partecipazione dell’intera delegazione del partito, guidata dal Presidente Emilio Cugliari Lauremi, insieme ad altri esponenti di rilievo. Nel corso del confronto, il Cardinale Parolin ha accolto l’invito per una collaborazione continua e reciproca nel solco di un rapporto che ha visto perdere niente convergere l’azione della Democrazia Cristiana e della Santa Sede sui temi centrali della vita pubblica e sociale del Paese. Si tratta di un dialogo che affonda le proprie radici nella storia repubblicana italiana, e che guarda oggi a una nuova e possibile fase. Sua Eminenza ha auspicato che il partito torni a mettere al centro della propria azione politica il sociale, l’attenzione verso i più deboli e i bisognosi, il sostegno alle famiglie, alle persone con disabilità e, più in generale, le questioni per la giustizia e la coesione sociale, in continuità con l’impegno che il partito ha espresso negli anni in cui ha guidato il Paese.

“È importante che la Democrazia Cristiana ritrovi la propria vocazione originaria, tornando a occuparsi delle fragilità sociali, delle famiglie e di chi vive ai margini, mantenendo vivi quei valori che per molto tempo hanno ispirato l’azione pubblica”. Questo è stato il senso del messaggio al centro dell’incontro.

Dopo alcune fasi di criticità nella storia del partito, l’incontro è stato letto come un segnale di rilancio del dialogo e di volontà comune di rafforzare un percorso di collaborazione su temi etici, sociali e civili. Alla luce della proficuità del confronto, è stato condiviso l’augurio che altri incontri possano svolgersi tra le due parti, consolidando un rapporto destinato ad incidere nel dibattito pubblico e nella vita sociale del Paese.

Mara Martellotta

Asa, impegno per stanziare un milione. Bartoli: «Evitare scorciatoie pericolose»

«Quando si parla di risorse pubbliche e di bilanci comunali – afferma Sergio Bartoli, Consigliere regionale (Lista Civica Cirio Presidente) -, la credibilità della politica si misura sulla capacità di costruire soluzioni definitive, fondate su atti chiari, coperture normative e impegni verificabili, non su scorciatoie comunicative che possono apparire come un mero tentativo di intestarsi una soluzione che, invece, deve per forza di cose essere ampiamente condivisa. Da ex Sindaco di uno dei comuni coinvolti nell’annosa vicenda Asa esprimo soddisfazione per la soluzione identificata oggi dal Consiglio regionale che, con un Ordine del Giorno, dà mandato alla Giunta di predisporre un Disegno di Legge per porre la parola fine alla vicenda ASA. ».

«Quella che abbiamo avviato – prosegue Bartoli – è la soluzione corretta, adeguata e trasparente che tutela tutte le parti in causa, in particolare gli Enti Locali che potranno di nuovo disporre delle risorse accantonate in attesa della conclusione della vicenda».

La Regione Piemonte risponde alla richiesta dei Comuni coinvolti nella vicenda Asa: un ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale impegna la Giunta a predisporre un Disegno di Legge al fine di stanziare un milione per raggiungere la cifra complessiva di 9 milioni per la transazione con il comitato dei creditori che, secondo le richieste degli stessi Enti Locali, ha buone possibilità di trovare accoglimento.

«Dopo l’ordinanza della Corte di Cassazione del 14 marzo 2024 – afferma ancora il Consigliere Sergio Bartoli-, l’esposizione potenziale per i Comuni interessati è diventata particolarmente gravosa, con il rischio concreto di ripercussioni pesanti sui bilanci e, di conseguenza, sui cittadini. Seguirò direttamente e in prima persona, su mandato del mio Gruppo, gli atti e le successive tappe che porteranno all’approvazione definitiva del Disegno di Legge in Consiglio regionale».

«Annoto positivamente – conclude Bartoli – la volontà trasversale di mettere la parola fine a questa vicenda. E’ anche importante questo risultato venga conseguito tenendo conto delle prerogative istituzionali e delle normative: che la Regione intervenga su una vicenda di questo genere può apparire opportuno, ma non è certamente scontato. E’ giusto che sia il Consiglio regionale a prendere posizione in merito, impegnando la Giunta ad agire, al fine di sostenere i territori, mediante un’azione che sia corretta, sostenibile e giuridicamente solida: in questo caso non basta un emendamento, come più volte auspicato in queste ore anche tramite gli organi di stampa».

Giachino: “Pronti a riportare i Sì Tav in piazza””

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E’ sempre stato chiaro che i ritardi nella costruzione della TAV non dipendevano solo dagli attacchi al cantiere dei NOTAV. Errori e contraddizioni in chi aveva la responsabilità hnno fatto perdere tempo cosicché l’arrivo dei Cinquestelle al Governo e al Comune di Torino avevano messo a rischio l’opera più importante per il futuro di Torino e del Piemonte , tenuto conto che da venticinque anni ,nonostante tanti discorsi e interviste, la crescita economica di Torino e quindi della Regione era costantemente sotto la media nazionale con conseguenze sociali pesantissime. Torino era contemporaneamente la capitale dell cassa  integrazione e della precarietà , le periferie costantemente fuori dalle iniziative della Città.
Il Pd SILENZIOSO mentre  l’OPERA STAVA FERMA anche col governo giallorosso ,nonostante le nostre grandi Mnifestazioni SITAV in Piazza Castello e nonostante il voto del Senato del 7 agosto 2019 quando la mozione NOTAV dei Cinquestelle veniva sonoramente bocciata . Nonostante la Commissione europea avesse deciso proprio prima del voto del Senato che avrebbe cofinanziato del  50% la tratta nazionale. Ora la posizione dei  sindaci PD che mettono in alternativa la TAV con la metropolitana a Rivoli d che assegnano a un gruppo di esperti NOTAV la valutazione della tratta fino a Orbassano dimostrando un assoluta incompetenza in materia  Non oso usare l’epiteto che Cavour rivolgeva ai contrari al primo traforo del Frejus. Certo che il Regno di Sardegna , il più piccolo degli Stati europei, nel 1857 delibero’ e finanzio’ l’opera del secolo realizzandola in soli tredici anni.  Così la logistica si sta spostando verso Milano e il Nord Est e Torino e il Piemonte rischiano di arrivere ultimi.  Proprio ieri l’Interporto di Padova si candidava ad essere il nuovo Hub logistico del Sud Europa. Il passaggio a Orbassano serve a tenere il torinese nella Grande Area Logistica del Sud Europa che nascerà attorno agli incroci dei quattro corridoi ferroviari che si incroceranno nella Pianura Padana. La logistica se si lavorerà con questo indirizzo potrebbe dare una spinta aggiuntiva al PIL italiano ,da tempo zero virgola , di almeno 1 punto in più. Un Paese con 3.000 miliardi di debito pubblico ha bisogno come il pane di crescere di più. Ricordo che in Germania la logistica e il terzo settore per occupazione e ha una incidenza sul PIL del 25% superiore alla logistica italiana.
Alla sinistra addebiteremo non solo il declino di Torino ma anche l’enorme ritardo nella costruzione dell’opera più importante per il futuro di Torino e del Piemonte. Frutto della incompetenza e della posizione contraria prima alle autostrade poi alle Metropolitane e ora alla TAV , da parte, prima del PCI e ora del PD a guida Schlein.
Questo sabato non è possibile per la presenza di cortei che mi auguro non devastino la Città ma a Febbraio sarà opportuno che i SiTAV si facciano nuovamente sentire in piazza.
 
Mino GIACHINO 
Responsabile cittadino UDC

Acli, Arci e Forum del Terzo Settore: “Scuola tutelata dalla Costituzione”

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Dopo che, anche nelle scuole piemontesi, è arrivato il questionario, diffuso dai ragazzi di Azione studentesca – organizzazione parte della Gioventù nazionale, compagine giovanile di Fratelli d’Italia – attraverso il quale viene chiesto agli studenti di segnalare gli insegnanti ritenuti di sinistra nello loro scuole, Acli Piemonte, Arci PIemonte e Forum del Terzo Settore in Piemonte prendono posizione.

Mara Ardizio, presidente Acli Piemonte,  Gabriele Moroni, portavoce Forum del Terzo Settore in Piemonte e Andrea Polacchi, presidente Arci Piemonte: «Apprendiamo con sgomento che un’associazione politica studentesca starebbe diffondendo, anche nelle scuole piemontesi, volantini che invitano gli studenti a segnalare i professori “di sinistra” tramite una campagna denominata “La scuola è nostra” – dicono –  Questiniziativa intimidatoria riporta alla memoria fasi storiche lontane in cui la democrazia non si era ancora affermata nel nostro Paese, e la schedatura di oppositori politici e la redazione di liste di proscrizione facevano parte degli strumenti di oppressione del regime».
Ricordano la ricorrenza che segna questo 2026: «Nell’anno che ci porta alle celebrazioni degli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana, rinnoviamo il nostro impegno per la difesa dei valori della Costituzione nata dalle lotte della Resistenza contro il nazifascismo, e ribadiamo che la Scuola è un bene comune che va difeso, come vanno difesi la democrazia, i diritti politici ed il sano diritto al dissenso».

Acli, Forum del Terzo Settore in Piemonte e Arci si schierano a fianco della scuola: «Azioni di questo tipo sono inaccettabili e vanno contrastate senza esitazioni, perché sono fuori dal perimetro dei valori democratici. Siamo e saremo sempre accanto a studenti, docenti, istituzioni e organizzazioni sindacali impegnati nella difesa di una scuola inclusiva e pluralista».

cs

Bilancio regionale, le minoranze: lavori fermi in attesa di chiarezza

È arrivato infine il nuovo parere dei revisori dei conti, che è “tendenzialmente positivo”, come scritto nel testo, ma continuiamo a non avere contezza delle modifiche su un disegno di legge che, come affermato dagli stessi revisori, è “completamente nuovo rispetto a quello iniziale”. Per questo non è possibile procedere con la discussione del bilancio in aula senza che lo stesso venga illustrato dall’assessore. E’ il motivo per cui oggi abbiamo bloccato i lavori d’aula, in attesa dei necessari chiarimenti nella Commissione Bilancio che su nostra richiesta si terrà domattina.

 

E’ però evidente, a questo punto, che nonostante le accuse che ci sono state rivolte le nostre preoccupazioni e richieste erano pienamente fondate, tanto è vero che si è reso necessario modificare sostanzialmente il contenuto del bilancio.

 

Così come è vero la discussione fatta fino a qui è stata una discussione al buio, su dati che oggi risultano modificati.

 

A pochi giorni da quella data, le uniche modifiche che erano state condivise con il Consiglio erano quelle della lista della spesa delle “richiesta ineludibili” peraltro nemmeno formalizzata in emendamento e certamente inidonea a far fronte ai rilievi dei revisori.

 

Chiariamoci: una volta superato il termine di legge del 31 dicembre, approvare il bilancio al 31 gennaio non è un obbligo ma una promessa della Giunta alla Corte dei Conti. Ci chiediamo se davvero fosse necessario seguire un iter così poco chiaro rispetto al futuro della nostra Regione.

 

Gianna PENTENERO – Presidente Gruppo Pd del Consiglio regionale

Alice RAVINALE – Presidente Gruppo AVS del Consiglio regionale

Sarah DISABATO – Presidente Gruppo Movimento 5 Stelle del Consiglio regionale

Vittoria NALLO – Presidente Gruppo Stati Uniti d’Europa per il Piemonte del Consiglio regionale

Revisori dei conti: ok al bilancio della Regione

Il Collegio dei Revisori dei conti ha espresso parere positivo sulla manovra finanziaria della Regione Piemonte per il triennio 2026–2028. Il bilancio, nella sua versione aggiornata, è stato ritenuto congruo, coerente e attendibile, rispettoso degli equilibri economico-finanziari previsti dalla normativa e costruito sulla base di criteri di legalità e trasparenza.

Nel dettaglio, il Collegio, insediatosi il 1° gennaio scorso, ha analizzato i documenti di bilancio aggiornati e ha attestato che la manovra recepisce le osservazioni tecniche precedenti, integrando correttamente le risorse provenienti da Stato, Unione Europea e PNRR, e adeguando il quadro contabile agli aggiornamenti normativi.

“Il parere positivo del Collegio dei Revisori – ha dichiarato il presidente della Giunta regionale Alberto Cirio – conferma che la manovra 2026–2028 è stata costruita su basi solide, nel rispetto dei criteri di legalità, equilibrio e trasparenza, come sempre è stato fatto in questi anni, come peraltro emerge anche dal giudizio della Corte dei Conti, che ha sempre parificato i nostri bilanci da quando siamo al governo del Piemonte. L’autorevole parere tecnico del collegio certifica pertanto che il bilancio è corretto, trasparente e completo e persegue il virtuoso obiettivo di garantire servizi, investimenti e sviluppo al nostro territorio, nel pieno rispetto dell’equilibrio e della correttezza contabile”.

“Auspico che si possa chiudere qui il tempo delle polemiche strumentali – ha aggiunto l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano – Oggi disponiamo di un bilancio che ha superato il vaglio tecnico più autorevole previsto dall’ordinamento. Ora si apre il confronto tra visioni, proposte e priorità. È su questo che si misura la responsabilità di chi siede in Consiglio regionale”.

cs

Polis Policy: “democrazia per la pace” ai tempi dell’IA

Ultime ore per iscriversi alla seconda sessione della nona edizione

Al via la nona edizione di Polis Policy, l’Accademia d’Alta Formazione promossa dall’Associazione Difendiamo il Futuro. Pasquale Ferrara, Direttore Generale per gli Affari Politici e Sicurezza del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, sarà il relatore principale della seconda sessione della non edizione di Polis Policy, in programma venerdì 30 gennaio alle 18.15. Il tema trattato è di strettissima attualità, ovvero “La democrazia per la pace”. Porteranno il loro contributo Marzia Sica, della Compagnia di San Paolo, e Daniele Ballarin, del Sermig, mentre per Another Vision, intitolata “Profezie per la pace. Genesi di una mostra”, interverrà la docente torinese Cristina Zeni. Il moderatore sarà Bruno Foresi. La prima sessione di Polis Policy è stata dedicata al tema “Fondamenti della democrazia”, mentre nella terza e ultima sessione, di venerdì 6 marzo, si parlerà di “Democrazia nel tempo dell’intelligenza artificiale”. L’Associazione Difendiamo il Futuro organizza dal 2002 seminari, dibattiti e incontri di approfondimento su quanto accade nella società italiana s piemontese, il progetto intorno al quale ruotano le iniziative di DF e Polis Policy, Accademia di Alta Formazione riguardano argomenti di natura sociale, culturale e politica. Negli scorsi anni, tra i temi centrali affrontati da DF ci sono stati la pandemia e le conseguenze per lo stato sociale, tra diritti, lavoro e integrazione; le sfide e le opportunità per un’Italia in transizione, in cui si è parlato di immigrazione, democrazia, demografia e sostenibilità. Tra il 2024 e il 2025, i tre incontri hanno provato a chiarire che cosa sia realmente la democrazia, se sia possibile una democrazia apartitica, e i rapporti tra democrazia e potere mediatico, grazie al contributo di relatori d’eccezione.

“Polis Policy – interviene Giuseppe Giulio Calabrese, Presidente dell’Associazione Difendiamo il Futuro – si pone l’obiettivo di approfondire e spiegare grandi temi dell’epoca in cui viviamo attraverso interventi di esperti. Quest’anno il comitato scientifico ha deciso di continuare il ragionamento sul tema della democrazia, che in epoca moderna mai è stata messa in discussione come in questo periodo, invece rimane presidio indispensabile per la nostra società. In particolar modo, in questa seconda sessione, il tema sarà dedicato al rapporto tra la democrazia e la pace, condizione che non può dirsi acquisita neanche in Europa. L’impostazione iniziale sarà sempre quella umana, nell’ottica di mantenere un ampio respiro e una visione generale.

Nona edizione di Polis Policy “Difendiamo la democrazia” – seconda sessione “La democrazia per la pace” 30 gennaio ore 18.15, Fondazione Opera Munifica Istruzione, via San Massimo 21, Torino.

Mara Martellotta

Palazzo Nuovo: la mozione del Senato Accademico 

“Il Senato Accademico dell’Università di Torino esprime pieno sostegno alla Rettrice e al Prorettore nelle decisioni prese relativamente a eventi non autorizzati nell’edificio di Palazzo Nuovo, condividendo la posizione assunta. Il Senato Accademico sostiene inoltre il proseguimento di un dialogo costruttivo con la comunità studentesca riguardo alle attività proposte”.

Con queste parole il Senato Accademico dell’Università di Torino, riunito oggi martedì 27 gennaio, ha proposto e approvato a maggioranza una mozione di pieno sostegno alla Rettrice in relazione al provvedimento d’urgenza che ha interessato Palazzo Nuovo nelle giornate di venerdì 23 e sabato 24 gennaio.

La decisione è maturata a seguito dell’intervento della Rettrice in apertura dei lavori, nel quale sono stati ricostruiti il contesto e le ragioni del provvedimento. In particolare, è stato richiamato come, negli ultimi mesi, si sia registrato un aumento di eventi non autorizzati, caratterizzati da una partecipazione crescente e dal coinvolgimento sempre più frequente di minorenni.

Nel suo intervento, la Rettrice ha sottolineato che Palazzo Nuovo è da tempo oggetto di un’attenta e costante analisi, finalizzata alla tutela di chi lavora e studia in Ateneo e alla continuità delle attività istituzionali, analisi che ha portato all’elaborazione del Progetto di solidarietà vicinale. Il piano, frutto di un lavoro condiviso tra governance di Ateneo, Vice Rettore alla Didattica, Direttori dei Dipartimenti, Direzione della Scuola di Scienze Umanistiche e logistica di Ateneo, consente di intervenire con rapidità e responsabilità in presenza di criticità, assicurando la ricollocazione delle attività negli edifici limitrofi. Grazie a questo strumento, le attività previste per i giorni interessati dalla chiusura sono state tempestivamente ricollocate in altri spazi universitari.

La Rettrice ha inoltre chiarito che la chiusura straordinaria e preventiva di Palazzo Nuovo è stata disposta a seguito della diffusione sui social dell’annuncio di una festa serale e notturna prevista per il 23 gennaio, mai formalmente richiesta né autorizzata dall’Ateneo e, per modalità e caratteristiche, incompatibile con la destinazione degli spazi di Palazzo Nuovo.

In conclusione, la Rettrice Cristina Prandi ha ribadito che iniziative di questo tipo, prive di autorizzazioni e garanzie di sicurezza, non possono in alcun modo essere avallate dall’Università, sottolineando come la decisione assunta sia stata frutto di una valutazione autonoma e responsabile dell’Ateneo, non determinata da pressioni esterne.

L’Università ha il dovere di tutelare la sicurezza delle persone e il rispetto delle regole comuni. Allo stesso tempo” ha dichiarato la Rettrice Cristina Prandi “Siamo pienamente consapevoli dell’importanza, per la comunità studentesca, di disporre di spazi e momenti di socialità, aggregazione e partecipazione anche civica. Proprio per questo, come già concordato con il Consiglio degli Studenti, lavoreremo a una valutazione e a un’analisi del Regolamento per l’utilizzo degli spazi, affinché sia sempre più adeguato ai bisogni della comunità universitaria. Questo percorso dovrà però svilupparsi all’interno di un perimetro  di legalità, sicurezza e responsabilità che rappresenta una condizione imprescindibile per la vita dell’Ateneo. 

Per ragionare in una prospettiva di Torino Città Universitaria è inoltre necessario aprire un confronto più ampio con le Istituzioni e gli attori del territorio”.

Il futuro di Torino Nord

Le grandi sfide urbanistiche, sociali e culturali che riguardano Barriera di Milano e la periferia Nord di Torino. Se ne parla mercoledì 28 gennaio alle ore 18.00 nella sede del Circolo Arci Risorgimento in via Poggio 16.

Il quartiere sarà perno di cambiamenti urbanistici e sociali, per questo la comunità che lo abita sente l’esigenza di confrontarsi riguardo alla vivibilità del quartiere, la qualità della vita, la sicurezza, la cura del territorio e dei servizi pubblici. Per questo abbiamo organizzato un incontro pubblico con
– l’assessora alla Transizione ecologica e digitale, politiche per l’ambiente, innovazione, mobilità e trasporti Chiara Foglietta
– ⁠la Segretaria del Pd della sesta Circoscrizione, Teresa Vercillo.
Modera, per il Circolo Banfo, Rosario Riggio.

Torino nord, e in particolare il territorio della Circoscrizione 6, é al centro di interventi importanti di trasformazione che ne cambieranno il volto, dalla  Linea 2 della metropolitana, alle Piscine Sempione e all’Area ex Gondrand, dalla Manifattura Tabacchi al progetto Aurora Barriera su corso Palermo.