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“ASL TO5. NON SI PUÒ BLOCCARE UN’OPERA STRATEGICA PER 300MILA CITTADINI”
15 settembre 2026 – “Il nuovo ospedale di Cambiano rappresenta una delle opere sanitarie più importanti per il Piemonte e per l’area sud-est della Città Metropolitana di Torino. Per questo è indispensabile fare piena luce sui ritardi che stanno interessando l’iter progettuale e conoscere le reali tempistiche per l’avvio delle fasi successive” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che, dall’inizio della legislatura, è già intervenuta più volte sul tema.
“L’interrogazione che ho depositato in Consiglio regionale nasce dalla constatazione che, nonostante il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) sia stato trasmesso dall’ASL TO5 all’INAIL il 30 dicembre 2025 per l’avvio della verifica tecnica, alla fine dell’agosto 2026 non risulterebbe inviato il rapporto finale di verifica che consentirebbe di proseguire l’iter dell’opera. Il nuovo ospedale è un intervento considerato prioritario dalla stessa Giunta regionale, destinato a sostituire, progressivamente, gli ospedali di Chieri, Carmagnola e Moncalieri e a servire un bacino di oltre 300 mila abitanti. È, quindi, evidente che ogni ritardo rischia di avere conseguenze rilevanti sul cronoprogramma complessivo e sulle aspettative dei cittadini e dei territori interessati” spiega Laura Pompeo.
“Il progetto del nuovo ospedale prevede un investimento complessivo di circa 302 milioni di euro, una struttura di oltre 80 mila metri quadrati, circa 470 posti letto, un Dipartimento di Emergenza-Urgenza di II livello, dieci sale operatorie, sette sale parto e sessantatré ambulatori specialistici. La conclusione della verifica del PFTE era indicata entro il 30 giugno 2026, termine richiamato sia nelle interlocuzioni istituzionali tra Regione e INAIL, sia nelle comunicazioni rese in aula dall’Assessore regionale alla sanità. Voglio capire quali siano i motivi del mancato rispetto di questa scadenza, quando sarà completata la verifica e quali iniziative la Regione intenda assumere per evitare ulteriori rallentamenti. Il rischio è che il protrarsi dei tempi produca ulteriori aumenti dei costi, già significativamente cresciuti negli ultimi anni” aggiunge la Consigliera Pd.
“Auspico che la mia interrogazione venga discussa in tempi rapidi e che l’Assessore regionale alla sanità mi informi anche in merito alle azioni urgenti e straordinarie che immagino o, almeno spero, la Giunta attivato per sbloccare una procedura considerata strategica per il sistema sanitario piemontese. I cittadini del territorio attendono, ormai da anni, la realizzazione di questa infrastruttura sanitaria. È dovere delle istituzioni garantire trasparenza, certezza dei tempi e massimo impegno affinché un’opera fondamentale per la tutela della salute pubblica possa procedere senza ulteriori ostacoli” conclude Laura Pompeo.
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(FSP POLIZIA): “DA ANNI DENUNCIAMO IL DEGRADO, MA LA SINISTRA HA PREFERITO TUTELARE GLI ANTAGONISTI. IL CONVEGNO CON VANNACCI SI FARÀ REGOLARMENTE.” Torino, 15 Settembre 2026 – “Apprendiamo che il Sindaco Stefano Lo Russo ha improvvisamente dichiarato che a Torino servono più agenti. Meglio tardi che mai, ma la memoria non ci inganna”, dichiara *Luca Pantanella*, Segretario Generale FSP Polizia di Stato di Torino. “Sono anni che come sindacato denunciamo il costante degrado e l’escalation criminale nelle nostre strade, inascoltati da un’amministrazione che per troppo tempo ha derubricato l’allarme sicurezza a una semplice ‘percezione’ psicologica dei cittadini”. Oggi le Forze dell’Ordine si trovano di fatto nell’impossibilità di intervenire efficacemente, frenate dal rischio costante di ritorsioni legali e denunce strumentali da parte di cittadini e di una certa parte politica, dichiaratamente di sinistra, sempre pronta a puntare il dito contro chi indossa una divisa. Il Comune di Torino è sembrato finora interessarsi molto di più alla tutela di centri sociali, antagonisti e immigrati, piuttosto che garantire la vivibilità dei quartieri e l’operatività di chi deve far rispettare la legge. Fa sorridere, e non poco, l’incoerenza di questa amministrazione: proprio il Sindaco Lo Russo che oggi si desta invocando più Forze dell’Ordine, solo una settimana fa polemizzava aspramente sul nostro convegno formativo dedicato proprio al tema della sicurezza, unicamente perché non gli era gradita la presenza del Generale Roberto Vannacci tra i relatori. A tal proposito, ribadiamo a gran voce che il nostro convegno “Insicurezza Urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori” (dettagli nella locandina *vannacci_2026.png) si farà regolarmente, senza farci intimidire dalle polemiche politiche, e sarà aperto a tutti. L’appuntamento è fissato per Venerdì 18 Settembre alle ore 09:00 presso l’Hotel NH Torino Centro (C.so Vittorio Emanuele II 104). Siamo assolutamente d’accordo con il Sindaco sulla necessità di stringere un patto tra Istituzioni e cittadini per arginare la criminalità. Tuttavia, a questo patto deve partecipare attivamente anche la *Magistratura*. Non è più tollerabile vedere il lavoro duro e pericoloso delle Forze dell’Ordine costantemente vanificato da un sistema che scarcerera immediatamente chi delinque o, ancora peggio, chi commette abusi sessuali su minorenni, rimettendoli in libertà solo perché davanti al giudice si dichiarano “dispiaciuti”. Senza la certezza della pena e senza un reale sostegno a chi opera sulla strada, le richieste del Sindaco Lo Russo resteranno soltanto un vuoto slogan politico. Ufficio Stampa FSP Polizia di Stato – Segreteria Provinciale di Torino |

Non ho mai considerato Raffaele Costa un leader di livello nazionale. È stato deputato, deputato europeo, ministro. Ma già quando Berlusconi lo nominò vice ministro junior, si imbatté in una battuta d’arresto non piccola. Era uomo di provincia e anche i suoi funerali sono stati di provincia. Il funerale di Stato richiedeva ben altro. I giornali hanno annullato l’evento perché “La Stampa” ne ha scritto solo nella cronaca di Cuneo. Il Corriere gli ha dedicato un piccolo spazio in un fondo pagina. La Tv ha dato notizie molto parziali e ridotte. Ho conosciuto pregi e difetti di Costa, ma credo che il trattamento a lui riservato non sia stato consono. Forse la presenza del principe Emanuele Filiberto non ha giovato, ma Lello fu un giovane monarchico. Speriamo che almeno a Mondovì non lo dimentichino.
Oltre 14 mila firme saranno consegnate al Consiglio regionale del Piemonte per chiedere che venga discussa la proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni per disciplinare, nell’ambito delle competenze regionali, le procedure sanitarie relative all’accesso al suicidio medicalmente assistito.
Le sottoscrizioni raccolte sono quasi il doppio di quelle necessarie. Alla campagna hanno aderito nei giorni scorsi anche il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il giurista Gustavo Zagrebelsky.
La consegna è prevista martedì 22 settembre. Alle 10.30 partirà un corteo da piazza San Carlo diretto verso Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale. Alle 11, davanti all’ingresso di via Alfieri 15, si terrà un punto stampa con Marco Cappato, Davide Di Mauro e Lidia Sessa della Cellula Coscioni di Torino, insieme agli attivisti delle Cellule di Torino, Cuneo e Alessandria e ai volontari che hanno partecipato alla raccolta.
La proposta non interviene sui presupposti giuridici per l’accesso al suicidio assistito, ma punta a definire le modalità organizzative e i tempi con cui il Servizio sanitario regionale deve verificare le condizioni delle persone che ne fanno richiesta, nel quadro delineato dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale.
Non è la prima volta che il tema arriva a Palazzo Lascaris. Nel 2023 erano state raccolte e depositate più di 11 mila firme, ma nel marzo 2024 il Consiglio regionale aveva interrotto l’iter approvando una questione pregiudiziale relativa alla costituzionalità della proposta.
Secondo i promotori, un elemento nuovo è rappresentato dalla successiva sentenza 204/2025 della Corte costituzionale sull’analoga normativa toscana, che ha affrontato il tema degli spazi di intervento delle Regioni nell’organizzazione dei servizi sanitari connessi alla procedura.
A riaccendere il dibattito piemontese ha contribuito anche il caso di Alan, indicato dall’Associazione Luca Coscioni come il primo caso in Piemonte di suicidio medicalmente assistito. Dopo la verifica dei requisiti, l’uomo avrebbe dovuto attendere otto mesi prima di ottenere dall’Asl e dal servizio sanitario il supporto necessario.
Dopo il deposito inizierà l’iter istituzionale. Gli uffici del Consiglio regionale dovranno innanzitutto verificare la validità delle firme. Seguiranno il parere consultivo dell’Organo di controllo e garanzia e la valutazione di ammissibilità da parte dell’Ufficio di Presidenza. In assenza di unanimità, la decisione sull’ammissibilità dovrà essere sottoposta al voto del Consiglio regionale.
La proposta “Liberi Subito” è stata presentata anche in numerose altre Regioni italiane, con percorsi e risultati differenti. Il confronto piemontese riparte dunque da una nuova raccolta di firme e dalla richiesta dei promotori di riportare il tema del fine vita all’esame dell’assemblea di Palazzo Lascaris.
A COMMEMORAZIONI PREFERIAMO AZIONI
Conferenza stampa Radicale per 3 obiettivi boniniani
Lunedì 14 settembre, alle ore 12, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta in via San Dalmazzo 9/bis a Torino si terrà una conferenza stampa dove Radicali ricorderanno Emma Bonino, le sue battaglie, e al contempo chiederanno alle istituzioni di fare azioni concrete e non solo commemorazioni su 3 obiettivi specifici.
“DICE CHE È ESSENZIALE E POI TENDE LA MANO A CHI VUOLE FERMARLA. IL TAVOLO COL M5S? LO FACCIANO IN STREAMING, APRANO IL CAMPO LARGO COME UNA SCATOLA DI TONNO!”
“Stefano Lo Russo si guadagna il titolo di re dei camaleonti, non c’è gara. Alla Festa dell’Unità proclama che la TAV è ‘essenziale per lo sviluppo della città e del Nord Ovest’, che ‘va fatta’ e che bisogna smettere di parlare di come fermarla. Nello stesso intervento, però, tende la mano al Movimento 5 Stelle e decreta che al campo largo ‘non c’è alternativa’. Tutto regolare, tutto esilarante”. Lo dichiara Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale.
“Adesso attendiamo con curiosità il tavolo in cui PD e M5S – e Avs – scriveranno il programma comune per Torino. E facciamo una richiesta agli amici grillini, alla vecchia maniera di quando promettevano di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno: mettetelo in streaming. Vogliamo vedere il momento esatto in cui Lo Russo scriverà ‘TAV essenziale, va fatta’ e il M5S, che la considera inutile, dannosa e dispendiosa, dovrà decidere se firmare o turarsi il naso. Sarebbe un contributo impagabile alla comicità politica italiana. Il campo largo si conferma per quello che è: non una coalizione fondata su una visione comune di Torino e del Piemonte, ma un’alleanza nella quale sui grandi temi si può pensarla in maniera diametralmente opposta, purché ci si metta d’accordo sulle candidature. Purché si vada contro la Destra. Altro che superare gli attriti del passato: qui per stare insieme bisogna superare le proprie idee”.