Ecco perché bisogna cambiare Amministrazione. Abbiamo bisogno di forze nuove nei candidati nelle Circoscrizioni e in Comune.
Dopo il secondo terribile sabato vissuto da Torino chi ha deciso di impegnarsi per il bene comune deve interrogarsi su Torino, come sta e dove potrebbe andare. Ieri sera su una TV nazionale è’ stato detto che Torino è’ una Città depressa. Che si amministri una Città o una azienda, la domandona che periodicamente le persone e gli amministratori seri dovrebbero farsi e’ “Torino sta meglio di 4 anni e 4 mesi fa quando si tennero le ultime elezioni comunali? Purtroppo no! Ieri il Segretario della UIL ci spiegava che Torino consolida la sua posizione di Capitale della Cassaintegrazione. Io non mi stupisco perché nel 2008 sono stato il primo a denunciavo che la nostra economia cresceva meno della media nazionale e che il PIL procapite si stava abbassando, senza che la Bresso e Chiamparino si scomponessero. Castellani continua a dare interviste entusiaste e nessun giornalista gli fa notare il forte impoverimento di meta’ dei cittadini torinesi. Per capirci , nel 2003 il PIL procapite del Piemonte era 120 sulla media europea di 100. Oggi siamo sotto i cento , quindi siamo sotto la media europea pur essendo la economia italiana la terza economia d’Europa. Se la media è 100 vuol dire che in Barriera di Milano siamo a 50. Eppure in questi anni in Barriera non è arrivato nessun intervento che invertisse la tendenza economia. Ciò malgrado gli importanti interventi assistenziali delle Parrocchie, delle Fondazioni bancarie. Ho incontrato sul treno una Signora della Fondazione Sanpaolo e mi ha elencato tanti importanti interventi e io ringrazio. Il punto però è che la assistenza, anche quella migliore, non cambia strutturalmente la vita delle famiglie. Nessuno che si pone la domanda su come possa vivere il 45-47% dei torinesi che non riesce a risparmiare. La politica a differenza delle Istituzioni di carità deve cercare di migliorare strutturalmente la condizione di vita dei più deboli. Ecco perché Paolo VI diceva che la politica è il più grande gesto di carità. Solo l’arrivo di nuovi posti di lavoro cambia strutturalmente la condizione delle persone e delle famiglie. La precarietà molte volte denunciata dalla Fondazione Rota, zittita perché elencando i problemi dava fastidio ai Sindaci , o dalla Chiesa e la cassa integrazione che interessa alcune decine di migliaia di famiglie da anni e anni hanno ridotto gli introiti in modo considerevole. La metà della Città che stava male quando nel 2012 per la prima volta lo denunciò Mons. Cesare Nosiglia, oggi sta peggio. Lo dico a tante anime belle progressiste che continuano a votare amministrazioni che non riescono a migliorare la vita per la metà della Città che fa fatica. Chi nelle amministrazioni e nel sindacato non ha difeso come hanno fatto gli spagnoli il nostro settore industriale, la più grande filiera industriale italiana e europea, ha contribuito al declino economico di Torino. Un declino soffice e morbido nei maglioni di cachemire della “gauche caviar” ma molto difficile e problematico per chi abita nei Quartieri svantaggiati. Eppure non passa giorno che non venga fuori qualche notizia sulle difficoltà in Barriera e Aurora. Il turismo va benissimo ma dà alla economia cittadina un valore aggiunto di un terzo rispetto alla industria. Occorre cambiare obiettivi e priorità . Occorre puntare sui settori dove c’è più innovazione per riuscire a convincere i ragazzi che arrivano da fuori a studiare al nostro Politecnico a fermarsi qui a costruirsi un futuro. Sarebbe il più bel modo di ringiovanire la nostra Città come si fece negli anni sessanta quando arrivavano dal Sud e dal Nord est a cercare lavoro e benessere e grazie a Dio lo trovarono. Ecco perché a un anno dalle prossime elezioni amministrative il tema è come cambiare la musica in Municipio, per difendere l’industria , per spingere sulla innovazione che la IA apporterà” alla industria della mobilità. Perche’ la domanda di mobilità aumenterà ancora, sarà diversa , ma crescerà e nessuno al mondo pensa come qualcuno pensa a Torino che l’industria dell’auto si finita. Occorre puntare sulla informatica e sulla digitalizzazione e sul settore aerospaziale. L’aria nuova del cambiamento in Comune porterà una spinta e entusiasmo. La sinistra, è ora che i giornali torinesi lo capiscano, ha finito da tempo la sua spinta propulsiva e in più ora ha a sinistra un componente, AVS, troppo vicina all’estremismo violento. La lista ispirata dal sistema Torino potrà appoggiare un Giunta dove i voti di AVS sono determinanti? L’ UDC vuole recuperare la migliore tradizione di governo che a livello nazionale porto’ al Boom economico e a Torino con Peyron e il prof. Grosso portò alla rinascita della Città più bombardata. La stagione di Italia 61 non ha avuto eguali a Torino perché portò lavoro vero e benessere e ciò è talmente vero se pensiamo come gli ultimi Sindaci abbiano assistito al degrado del Palazzo del Lavoro senza far nulla. Le Olimpiadi del 2006 certo hanno dato una notorietà internazionale nuova e importante ma il contributo alla crescita economica della Città è’ stato decisamente inferiore. L’Aria nuova porta freschezza di idee e sogni nuovi. Noi UDC abbiamo la sensibilità umana e sociale che ci fa sentire nostre le difficoltà della metà della Città che sta male (ecco perché avevamo proposto di portare il Centro della IA in Barriera), ecco perché il nostro impegno e il nostro programma verrà’ discussi nei Quartieri dove cercheremo forze nuove per rilanciare la Città cui l ‘Italia deve la sua Unità e deve l’industria del 900. Ci rivolgiamo ai quarantamila della grande Piazza Castello SITAV che quel giorno dissero NO alla Decrescita.