politica

Europa Radicale: niente processo BR senza il coraggio di Adelaide Aglietta

50 anni fa 

“In questi giorni, nel cinquantesimo anniversario del primo processo alle BR, autorevoli esponenti della società torinese hanno ricordato gli eventi di mezzo secolo fa. Alcuni hanno semplicemente omesso il ruolo assolutamente centrale dell’allora segretaria Radicale Adelaide Aglietta, altri l’hanno citata en passant, come fosse un elemento di contorno in un evento che ha cambiato la storia d’Italia.
Allora voglio ricordarlo e ricordarla. Adelaide dopo molte decine di rifiuti per cause “mediche” di sorteggiati a far parte della giuria popolare fu sorteggiata e accettò l’incarico. Lo fece pubblicamente e politicamente, rifiutando la scorta di Cossiga, di uno Stato che con le leggi speciali schiacciava diritti e libertà, fuori dal dettato costituzionale. Adelaide apri’ la strada per la formazione della giuria, come ricordo’ il giudice Barbaro in un memorabile incontro che organizzammo in consiglio regionale. Adelaide rivendicava il pieno diritto alla difesa anche dei brigatisti affrontando le loro minacce di morte con la sua coerenza, con il suo inossidabile amore per il rispetto della legge.
Mentre gli altri segretari di partito, che da parlamentari non sarebbero potuti essere sorteggiati, la invitano ipocritamente ad accettare, lei accettò con a fianco Marco Pannella, Leonardo Sciascia e tutti i Radicali torinesi, che la accolsero al processo con fiori e riconoscimenti.
Che si pensi di rievocare quel processo senza parlare della centralità delle scelte e delle azioni di Aglietta è il sintomo di un Paese che ha perduto la memoria e la memoria deve avere un futuro.
Viva Adelaide Aglietta!”

Igor Boni, presidente di Europa Radicale

Tav, Ruffino (Az): “Nessuna notizia sulle compensazioni, dal governo silenzio irrispettoso”

“Mentre il governo nomina nuovi commissari come una regola e non come un’eccezione e le grandi opere nel nostro Paese e in Piemonte restano ferme, ho portato all’attenzione dell’aula del Parlamento  il disagio dei territori. Ho ricordato come sia stata sollecitata più volte, tramite question time e risposte date per certe dai ministri, la terza tranche delle compensazioni sulla TAV, con il ministro Salvini che aveva annunciato l’arrivo dei fondi, ma oggi non ci sono ancora risposte. Sono stati stanziati 52 milioni di euro per 32 opere di accompagnamento e Salvini aveva dichiarato che si sarebbe andati avanti con il ‘passo dell’alpino’: sembra, però, che il suo passo sia decisamente diverso. Sono mancati, inoltre, gli stanziamenti per gli alloggi dei lavoratori, senza i quali non ci potranno essere i lavori. È urgente sbloccare questo silenzio, anche perché sappiamo che nel 2032 dovrebbe transitare il primo treno TAV tra Torino e Lione. Ma si tratta di un silenzio irrispettoso per i territori che sappiamo tutti quanto abbiano subìto per la realizzazione di questa opera. Ho presentato un’interrogazione per ottenere risposte immediate”.

 

Lo ha dichiarato in aula alla Camera la deputata e segretaria regionale di Azione in Piemonte, intervenuta in aula sul Dl Commissari.

Tante conferenze stampa pre elettorali ma poca sostanza per il rilancio di Torino

Caro Direttore,

La lunga campagna elettorale impostata dal nostro Sindaco Stefano Lo Russo non ha precedenti nella politica comunale ma non mi pare abbia lo spessore necessario a rilanciare un motore unico nella economia italiana come la economia di Torino.  L’economia dell’auto infatti che aveva il suo epicentro a Torino a cascata spingeva una decina di economie regionali. Trentatré anni di amministrazioni di sinistra, di gran lunga le più osannate dalla stampa non sono bastati per dare un nuovo status alla Città di Cavour, di Agnelli, di Gualino, di Bobbio, di Gobetti, di Frassati, di Togliatti, del prof. Giuseppe Grosso, di Amedeo Peyron, di Donat-Cattin. Lo ha detto Castellani: la Città è in una fase di transizione. Ha solo dimenticato di dire, ma come è noto la sensibilità umana e sociale della sinistra è pressoché azzerata, che questa lunga fase di transizione è molto pesante per la metà della Città più debole.
La campagna del nuovo brand di Torino assegnata a un gruppo milanese ha partorito un topolino. La “torino:” non credo attrarrà investitori e investimenti dall’estero e senza nuovi investimenti privati Torino non ripartirà anche perché la mano pubblica è talmente lenta che la nostra città forse avrà mezza linea di nuova metropolitana nel 2033, quasi trent’anni dopo la prima linea di metropolitana. Lione che ha 600.000 abitanti da anni ha quattro linee di metro, Milano cinque etc.etc. Il nostro aeroporto è solo tredicesimo in Italia. Il 75% della occupazione giovanile e’ precaria. La TAV dalla parte italiana è pressoché ferma. Immaginare come è stato fatto che il settore dell’aerospazio possa sostituire ciò che dava il settore auto e’ un errore e ha solo sollevato le preoccupazioni del nostro giovane Cardinale.
In trent’anni di amministrazione i nostri sono riusciti anche a smentire Umberto Eco secondo il quale Torino avrebbe potuto fare a meno dell’Italia ma l’Italia non poteva fare a meno di Torino. Grazie a una intuizione di Don Luca Peyron e dopo i pasticci del Governo Conte il Governo Meloni ha assegnato a Torino il Centro per la IA che senza alcuno sforzo di fantasia e’ stato localizzato alle OGR mentre un amministratore illuminato avrebbe potuto assegnarlo in corso Giulio Cesare rilanciando l’immagine di un Quartiere storico della Città, da trent’anni abbandonato al degrado, come  Barriera di Milano e ponendolo a 1 ora di auto da Milano, in grado cioè di attrarre intelligenze anche dalla capitale economica del nostro Paese.
Genova , dove il Sindaco Bucci ha veramente rilanciato una Città che avrebbe potuto essere piegata dalla caduta del ponte Morandi, con la Nuova Diga diventerà la nuova porta Sud della Europa verso l’Africa, il Medio Oriente e l’Oriente e oggi con la firma di cinquemila aziende punta a diventare la Capitale del Calcolo e della IA.
Caro Direttore nelle diverse conferenze stampa che ogni giorno presentano un lembo di lavoro che verrà ultimato nei prossimi anni non appare il disegno strategico che rilancerà Torino nei prossimi decenni.
L’unica opera strategica che collocherà Torino, lo vogliano o meno i suoi amministratori, nel mercato europeo e mondiale sarà la TAV se  fatta in tempi decenti. Lo dico perché negli ultimi giorni abbiamo capito che chi l’ha rallentata negli ultimi anni è stato il PD.  Il confronto tra Paolo Foietta e i dirigenti del PD sui ritardi della TAV ha evidenziato come la lentezza dei lavori da parte italiana dipenda dai dissidi interni al PD.  Non è bastato riempire piazza Castello di SITAV salvando l’opera più importante per il nostro futuro dai No del governo Conte Toninelli . Prima l’ha rallentata il governo giallorosso e da tre anni il dissenso interno al PD. Perché la assegnazione dei lavori al consorzio di imprese guidato dal gruppo Itinera Gavio dopo aver costruito una nuova uscita della autostrada è ancora lì fermo e ora i sindaci PD della Bassa Valle si sono messi di traverso sulla linea che da Susa dovrà dirigersi a Orbassano. Per fortuna da parte francese i lavori vanno avanti. In questa situazione il Sistema Torino, terrorizzato che dopo trentatré anni vi sia una democratica alternanza alla guida della Città, dopo la iniziativa di ridar vita alla Alleanza per Torino che non ha prodotto risultati concreti, è debole dal punto di vista del programma con  i vari centrini di Portas e Chiavarino , con il notaio Ganelli dà vita a una Torino globale.
Ma Torino sarà Globale solo con i collegamenti infrastrutturali dalla TAV all’aeroporto ma su questo lato noi SITAV siamo molto ma molto più preparati e credibili. E i disagi  sui collegamenti stradali e ferroviari che si manifestano ogni giorno dimostrano che le scelte regionali e locali degli ultimi anni non hanno funzionato.
Mino GIACHINO
Responsabile torinese UDC

Interventi urgenti in materia sanitaria

Con 28 voti favorevoli e 13 contrari il Consiglio regionale ha approvato la legge sugli interventi urgenti in materia sanitaria. Il provvedimento, grazie a una partita di giro, anticipa da altri capitoli del bilancio regionale le risorse necessarie a coprire lo scostamento di 209 milioni di euro dovuto alla maggior spesa sanitaria.
L’assessore Federico Riboldi ha ribadito che “il governo regionale ha scelto di investire 209 milioni di euro in più rispetto al fondo sanitario nazionale per garantire i servizi. In questi anni abbiamo fatto delle scelte, abbiamo assunto 4200 sanitari, diminuito le distanze sociali e dato attenzione alle fragilità: se avessimo adottato provvedimenti drastici come avvenne con la delibera 1/600, che tagliò ospedali e servizi, avremmo aumentato il fronte di chi non può accedere alla sanità pubblica. Lo scostamento verrà coperto nel secondo semestre dell’anno”.
Critiche le opposizioni, per le quali non si tratta di maggiori investimenti, ma di un disavanzo che è stato coperto tagliando risorse su altri servizi ai cittadini.
Per Gianna Pentenero (Pd) “malgrado i tentativi di dare una copertura tecnica alla manovra, la verità è che sono stati fatti tagli su diritto allo studio universitario, tutela delle risorse idriche, trasporti e inclusione sociale. Quando affronteremo l’assestamento al bilancio rifaremo i conti e i tagli diventeranno una certezza”.
Alice Ravinale (Luv) ha sottolineato che “i cittadini dovranno fare i conti con risorse che mancano perché il governo continua a sottofinanziare il servizio sanitario nazionale. Avete fatto 120 milioni di tagli e pensate che saranno le Asl a ripianarli, ma non è questa la programmazione di cui la sanità piemontese ha bisogno”.
Per Sarah Disabato (M5s) “siamo di fronte a una manovra lacrime e sangue, il disavanzo di 209 milioni della sanità è una voragine nei conti, ci sono aziende che hanno addirittura raddoppiato il buco. Avete fatto sforbiciate da professionisti per colmare il profondo rosso della sanità piemontese”.

La maggioranza ha sostenuto compatta il provvedimento. Silvio Magliano (Lista Cirio) ha parlato di “manovra che cerca di dare risposte concrete ai bisogni crescenti della popolazione in sanità. Vogliamo una sanità che dall’età pediatrica all’ultima fase di vita consideri i cittadini persone e non solo pazienti e dovremo sostenere sempre di più soluzioni che vanno in questa direzione”.

Annalisa Beccaria ha sottolineato “il rispetto e la serietà dimostrasti nel garantire un investimento che risponde ai bisogni delle persone. Tra il 2019 e il 2025 sono stati investiti 534 milioni sul personale, un impegno che ha consentito di erogare nell’ultimo anno 2,2 milioni idi prestazioni superando i livelli pre pandemia”.

Per Roberto Ravello (Fdi) “continuiamo a sentir parlare di tagli e spese fuori controllo, mentre abbiamo fatto scelte basate sull’analisi dei fabbisogni. L’Istat dice che il Piemonte invecchia, i bisogni sanitari aumentano e noi abbiamo scelto di investire, di non tagliare posti letto e personale, diversamente con quello che avvenne con la delibera 1/600”.

La legge prevede anche la copertura delle spese per il compenso del commissario straordinario per la nuova Città della salute e della scienza di Novara, per rafforzare la presa in carico integrata delle persone fragili e per potenziare gli hospice.

Sono stati approvati due emendamenti: il primo, presentato da Domenico Rossi (Pd), introduce l’obbligo di rendicontazione annuale dell’attività del commissario straordinario, che consentirà al Consiglio di monitorare l’avanzamento del progetto della Città della Salute di Novara. L’altro emendamento, a prima firma Nadia Conticelli (Pd), prevede che nel potenziamento del sistema hospice, sia assicurata “un’equa distribuzione territoriale dei posti letto e dei servizi domiciliari, con priorità alle aree attualmente carenti”.
Approvato anche l’ordine del giorno collegato, presentato dalla consigliera Disabato, che chiede la piena attuazione della legge 34 del 2023, “Disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia”, e sviluppo di una piattaforma digitale regionale per la presa in carico, il monitoraggio e il supporto alle persone con fibromialgia.

Ufficio Stampa CRP

Lista Civica Cirio: «In Sanità il Piemonte non taglia, ma rilancia»

Più assunzioni, più edilizia, più prestazioni per i cittadini: in un momento di crescente domanda di Sanità, investire risorse è un merito

«Con il Disegno di Legge approvato oggi, la Regione Piemonte stanzia 209 milioni di euro per sostenere spese sanitarie che non possono essere coperte con il Fondo sanitario nazionale: quando bisogna scegliere se incrementare le prestazioni per ridurre le liste d’attesa o rinunciare a visite e esami per risparmiare, se aumentare il personale, assumendo nuovi medici, infermieri e operatori socio-sanitari, o economizzare sostituendo soltanto chi va in pensione o si dimette, se potenziare la sanità pubblica o favorire la presenza del privato, scaricando parte dei costi sui cittadini, la Regione Piemonte non taglia, ma rilancia» commentano il Capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente, Silvio Magliano, e i Consiglieri Sergio Bartoli, Mario Salvatore Castello, Elena Rocchi e Daniele Sobrero.

«In un momento di crescente domanda di Sanità da parte dei piemontesi, stanziare nuove risorse per la cronicità, per i farmaci salvavita, per costruire nuovi ospedali, per fare più visite e dare servizi più efficienti, è un merito, non una vergogna. Questo provvedimento è un tassello fondamentale verso una Sanità più efficiente e moderna, in grado di riportare il numero delle prestazioni erogate a quello del 2019, con nuove strutture adeguate alle esigenze dei cittadini piemontesi, con una presenza capillare sul territorio e soprattutto con 4200 dipendenti in più rispetto al 2019 al netto del turnover, con una spesa improduttiva ridotta di circa un terzo – affermano ancora i consiglieri Magliano, Castello, Bartoli, Rocchi e Sobrero –. Sottolineiamo, in particolare, la stabilizzazione di 924 dipendenti con un risparmio di 28 milioni di euro: un impegno serio e concreto verso chi lavora ogni giorno per la salute dei piemontesi».

«In questo provvedimento ci sono anche 900mila euro per l’incremento degli hospice, uniformandone le modalità operative e la presenza su tutto il territorio regionale – concludono i Consiglieri -; si tratta di un servizio fondamentale per una presa in carico delle persone malate lungo tutto il decorso della loro malattia, fino agli ultimi istanti, ma anche per le loro famiglie».

Binzoni (FdI): “Preoccupante il problema della sicurezza nei centri urbani”

“Gli ultimi episodi a Torino e Pinerolo sono allarmanti”

 “Gli episodi di violente aggressioni che hanno occupato le cronache di Torino e Pinerolo in questi giorni sono il sintomo di un degrado preoccupante: l’insicurezza è il sentimento percepito dai cittadini, complice anche il clima di apparente impunità di cui godono i delinquenti. E ciò è prerogativa in particolar modo dei centri urbani amministrati dal Centrosinistra“. Così Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, commenta i recenti fatti violenti, come la rapina ai danni di un 25enne ferito al collo con una bottiglia rotta in piazza Cesare Augusto a Torino, quella di cui è stata vittima un 60enne a Pinerolo, colpito da un malore fatale proprio in seguito all’aggressione subita, o anche l’episodio del pestaggio ai danni di un rider.

E’ evidente quanto la situazione nelle nostre città sia peggiorata drasticamente negli ultimi anni, in centro come nelle periferie, tra violenze, rapine e spaccio di droga – aggiunge Binzoni. – Secondo i dati sulla criminalità, Torino si posiziona stabilmente ai vertici nazionali per numero di denunce totali, tra furti con destrezza e rapine in strada. In particolare, si registra una risalita dei reati predatori, spesso correlata dalle forze dell’ordine a una marginalità sociale crescente che riguarda soprattutto gli stranieri irregolari: il che dimostra il fallimento totale della politica insensata dei “porti aperti”, che serve unicamente a finanziare il settore dell’accoglienza, ma non a integrare i migranti, che, esaurito il loro percorso di richiesta d’asilo, vengono “scaricati” nelle nostre periferie, senza percorsi seri di integrazione. Lo dimostra l’elevata incidenza percentuale che hanno tra i colpevoli di spaccio, furti, borseggi e reati violenti“.

Rossi-Pentenero (Pd): Il Piemonte si doti di una legge per l’attività di lobbying

6 maggio 2026 – Ogni giorno in Consiglio, in Giunta e nelle direzioni vengono prese decisioni cruciali su infrastrutture, farmaci, politiche sociali e lavoro: scelte che possono migliorare la nostra quotidianità o compromettere il nostro futuro. Ma come vengono prese queste decisioni? E sulla base di quali dati? Con chi si confrontano i decisori politici? È per fare chiarezza su tutto questo che il gruppo PD del consiglio regionale ha presentato la proposta di legge n. 33 per la disciplina dell’attività di rappresentanza degli interessi particolari, a prima firma Domenico Rossi, Presidente della Commissione Legalità del Consiglio Regionale.

“Dalla scorsa legislatura chiediamo che il Piemonte si doti di una regolamentazione sulle lobby. Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica nazionale, aumentare il livello di trasparenza della Regione non è più un’opzione, ma un dovere morale e politico” esordisce Rossi, primo firmatario del testo.

Il consigliere sottolinea il valore civile della proposta: “I portatori di interesse, i cosiddetti lobbisti svolgono un compito legittimo portando dati e punti di vista di settori particolari ai decisori. Tuttavia, questo contributo deve avvenire alla luce del sole. I cittadini hanno il diritto di sapere sulla base di quali incontri si assumono le decisioni che incidono sulla loro vita. Senza una regolamentazione, il rischio è che il bene comune venga sacrificato sull’altare di interessi particolari. La trasparenza, inoltre, aiuta anche a prevenire fenomeni corruttivi”, aggiunge Rossi.

“La nostra priorità è costruire un quadro giuridico che renda trasparenti e tracciabili tutti i servizi e le collaborazioni con la Regione. Vogliamo che la trasparenza amministrativa diventi lo standard per chiunque entri in contatto con l’amministrazione regionale. Garantire i processi è il primo passo per ridare fiducia ai cittadini e definire un nuovo metodo di lavoro per la cosa pubblica”, ha fatto eco la presidente Gianna Pentenero.

Mentre l’Europa dispone di regole ferree e regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Calabria si sono già mosse, il Piemonte è fermo al palo. “Per anni la maggioranza ha rinviato in attesa di una legge nazionale che non è mai arrivata. Anche in questa legislatura c’è il rischio che non si arrivi all’approvazione. È un alibi che non regge più” incalza Rossi.

“La maggioranza aveva promesso un proprio testo, ma non è mai stato depositato. Per evitare che anche questa legislatura passi invano, mettiamo a disposizione la nostra proposta per un lavoro condiviso. Il Presidente Cirio si renda disponibile al confronto e accetti la sfida: facciamo un passo avanti concreto verso una democrazia alla luce del sole”, conclude il primo firmatario.

Gli aspetti fondamentali della proposta di legge:

Il Registro Pubblico: Obbligo di iscrizione per tutti i rappresentanti di interessi che intendono operare presso i decisori pubblici regionali.

Requisiti di Onorabilità: Accesso vietato a chi ha condanne penali.

L’Agenda Pubblica degli Incontri: Uno strumento per rendere pubblici gli incontri tra decisori politici e portatori di interessi con obbligo di rendicontazione annuale.

Codice Etico Vincolante: Regole di comportamento chiare per garantire che il confronto tra pubblico e privato sia sempre improntato alla correttezza.

Riarmo. Grimaldi (Avs): Abbiamo superato 34 miliardi di spese militari

“Tolte risorse preziose allo stato sociale. Meloni a traino dei deliri di Trump”
L’Italia partecipa pienamente alla tendenza alla corsa al riarmo. Meloni sembra passare il tempo a dire a Trump che fa i compiti e che lei rispetta i patti. Abbiamo superato i 34 miliardi di euro di spesa militare, con un incremento costante negli ultimi anni. Risorse tolte allo stato sociale. Ditelo ai 6 milioni di italiani che hanno rinunciato alle cure sanitarie.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs ai microfoni della sede torinese della Rai nel corso di Inside24.
Ma il dato più preoccupante – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – è un altro: 42 miliardi di euro in nuovi programmi d’armamento approvati dall’inizio della XIX legislatura. Di questi, 15 miliardi sono già vincolati tra il 2025 e il 2027. Parliamo di sistemi d’arma ad alta tecnologia: F-35, droni da combattimento, fregate, carri armati Leopard 2A8, missili a lungo raggio. Tutto questo mentre il nostro Paese affronta, oltre alla crisi salariale, una crisi abitativa, una sanità pubblica sottofinanziata e un sistema scolastico che perde insegnanti e strutture.
Eppure, per la Difesa, i fondi si trovano sempre. L’unico scostamento che va fatto – concl

Pentenero – Valle (PD): “Sulla sanità la Giunta cambia i numeri ogni settimana”

 “Servono trasparenza, rispetto per l’Aula e cittadini e dati certi, non slogan”

5 maggio 2026 – “Non si può governare la sanità piemontese con documenti che cambiano da un giorno all’altro. A inizio marzo la Giunta aveva portato in Commissione una variazione di bilancio da 209 milioni di euro per sanare il disavanzo delle Aziende sanitarie: una cifra importante, pur restando sotto la soglia del piano di rientro. In quella sede avevamo chiesto chiarezza sul reale stato di salute delle nostre Asl e sulle ragioni di un disavanzo così elevato, ma è calato il silenzio. Oggi, in Consiglio regionale, l’assessore Riboldi ha evitato del tutto la discussione sui bilanci delle ASR per infliggere all’Aula la consueta dose di propaganda sulle magnifiche sorti progressive della sanità piemontese” affermano la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero e il Vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle.

“Purtroppo, la realtà è ben diversa: la prima visita neurologica è disponibile a gennaio 2027 al S. Luigi, la prima risonanza magnetica del rachide è disponibile al Mauriziano nel febbraio 2027, stessa cosa per la prima visita gastroenterologica, al S. Luigi. La prima visita cardiologica con ECG a marzo 2027, la prima ecografia dei tronchi sovraortici a ottobre 2027 alle Molinette. Non parliamo poi del personale: Riboldi ci ha detto che nel 2025 si è registrata una crescita occupazionale del 3% rispetto alla media nazionale, peccato che, secondo Agenas, dal 2019 al 2023, il Piemonte ha visto un -3,44% sui medici impegnati e un – 2,14% infermieri impiegati. Anche nel 2024, il Piemonte ha conosciuto un passivo in crescita sulla mobilità sanitaria” precisa Valle.

“L’emendamento presentato dall’Assessore Tronzano al ddl 132 non è un semplice aggiornamento tecnico: è una riscrittura sostanziale della copertura del disavanzo sanitario 2025, che peggiora il quadro su ogni fronte e scarica il costo della crisi sanitaria piemontese su istruzione, trasporti, politiche sociali e ambiente. Partiamo dai numeri. Il disavanzo sanitario certificato sale da 203 a quasi 210 milioni di euro: quasi 7 milioni in più. Ma è sulla struttura delle coperture che l’emendamento rivela la sua vera natura. Nel testo originale del ddl, la copertura si reggeva su tre gambe: eccedenze IRPEF, rimborsi da amministrazioni pubbliche e tagli di spesa. Con questo emendamento, le prime due gambe vengono quasi integralmente rimosse. Gli 11,8 milioni di eccedenze IRPEF spariscono senza traccia. I rimborsi da PA crollano da 96,6 a 16,4 milioni: oltre 80 milioni in meno, con zero giustificazioni. Dove sono finite quelle risorse? Erano già incassate o solo attese? La Giunta deve rispondere” proseguono Pentenero e Valle.

“Il vuoto viene colmato interamente con tagli ad altri capitoli di bilancio, che passano da circa 94 a 193 milioni di euro: quasi il doppio. E l’Allegato 1 dice chiaramente dove si taglia: 44 milioni sull’istruzione universitaria, 22 milioni sul trasporto ferroviario, 17,6 milioni sulla tutela delle risorse idriche, 32 milioni sugli interventi per i soggetti a rischio di esclusione sociale. A cui si aggiungono 76,5 milioni di sospensione delle quote capitale sui mutui — un debito che non scompare, si rinvia. Questa non è una manovra di risanamento sanitario: è una manovra che paga la sanità, impoverendo tutto il resto. Il Piemonte non può permettersi di affrontare una crisi sanitaria strutturale — con un deficit 2026 già proiettato vicino agli 879 milioni — scaricando i costi su famiglie che dipendono dal trasporto pubblico, su studenti universitari, su persone in condizione di fragilità sociale” aggiungono i Consiglieri Pd.

“Questo modo di procedere è inaccettabile: serve rispetto per l’Aula e per i cittadini. Non possiamo discutere di sanità con slogan o annunci ottimistici su nuovi ospedali, meno liste d’attesa e più personale, quando non esiste alcun fondamento numerico che li sostenga. Parliamo di un disegno di legge che era stato sottoposto alla Commissione, poi è sparito e ora riappare modificato e dichiarato urgente. A che gioco si sta giocando? Chiediamo numeri certi, tabelle chiare, dati verificabili, non continue riscritture. E chiediamo che il provvedimento torni in Commissione, con un confronto vero anche con l’Assessore al Bilancio. La sanità non può essere gestita con documenti precari e coperture che evaporano e cambiano a seconda del momento. Manca un confronto serio sulle cause strutturali del disavanzo, dell’anno passato e di quello previsto per l’anno in corso” concludono Pentenero e Valle.