politica

Gruppo Pd: “Consiglio Regionale in stallo. Il centrodestra pensa di essere in un suk”

“Mentre i cittadini affrontano liste d’attesa infinite, una sanità pubblica sempre più in affanno e la crisi di liquidità blocca Comuni, Province e Terzo Settore, la maggioranza di centrodestra trasforma le istituzioni in un mercato di scambi tra i partiti di maggioranza.” È dura la denuncia del Gruppo Pd in Consiglio regionale di fronte al reiterato blocco dei lavori d’Aula.

Da giorni la dinamica si ripete fotocopia: convocazione fissata per le 10:30, ma i lavori non prendono il via prima delle 11:30. Oggi l’ennesimo strappo, con il rinvio dell’apertura alle ore 12:00. Un ritardo ingiustificato verso la cittadinanza, causato unicamente dall’incapacità del centrodestra di trovare un accordo interno sulle nomine e sulle posizioni di potere.

“Siamo di fronte a un vero e proprio ‘suk’ politico all’interno della maggioranza. È intollerabile che l’attività istituzionale venga tenuta in ostaggio dai loro continui litigi. Le priorità del territorio sono completamente paralizzate mentre la maggioranza si scontra su logiche di spartizione”.

Nel frattempo, la realtà fuori dal palazzo presenta un conto salatissimo ai cittadini. Proprio in queste ore arrivano gli ultimi drammatici dati sulle liste d’attesa per visite ed esami specialistici, che continuano ad allungarsi inesorabilmente costringendo molti a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato, per non parlare della situazione allarmante delle Rsa.

“Vergogna è l’unica parola possibile per descrivere questo spettacolo indecoroso. Esigiamo rispetto per le istituzioni e, soprattutto, risposte immediate sui problemi reali delle persone. Se non sono in grado di governare e di garantire nemmeno il funzionamento dell’aula, ne traggano le dovute conseguenze”.

I Consiglieri regionali del Gruppo Pd

Pompeo (PD): “Solo 174 Terapisti Occupazionali in tutto il Piemonte”

Il Pd chiede assunzioni e una strategia regionale

29 luglio 2026 – “Ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per affrontare la grave carenza di Terapisti Occupazionali all’interno del Servizio Sanitario Regionale del Piemonte, una criticità che, secondo i dati ufficiali, penalizza fortemente la qualità dell’assistenza riabilitativa territoriale” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha ripreso una battaglia già portata avanti dal Pd durante la scorsa legislatura.

“In Piemonte operano appena 174 Terapisti Occupazionali, pari a 4,1 professionisti ogni 100.000 abitanti, contro una media europea di 33,4. È un divario enorme, che si traduce in servizi insufficienti e in un mancato diritto alla riabilitazione per migliaia di cittadini. La distribuzione dei professionisti è fortemente sbilanciata verso il settore privato, con una presenza quasi simbolica nelle ASL pubbliche” prosegue Pompeo.

“Questi i numeri:

  • Torino, Alessandria, Asti: 95 professionisti, nessuno nel pubblico
  • Vercelli e Biella: 46 professionisti, solo 1 in ASL
  • Novara e VCO: 21 professionisti, 5 in ASL
  • Cuneo: 12 professionisti, solo 1 in ASL

che raccontano una realtà che non possiamo ignorare: il Piemonte è fanalino di coda nella riabilitazione occupazionale. Eppure parliamo di una figura essenziale per l’autonomia delle persone, per il reinserimento sociale e lavorativo, per la qualità della vita di chi affronta disabilità, traumi, patologie croniche” aggiunge la Consigliera Pd.

“Chiedo all’Assessore alla sanità quali iniziative intenda mettere in campo per potenziare la presenza dei Terapisti Occupazionali nelle ASL piemontesi, se siano previsti concorsi o avvisi di assunzione dedicati e come si intenda integrare stabilmente questa figura nei nuovi modelli territoriali previsti dal DM 77/2022, in particolare Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Assistenza Domiciliare Integrata. Il Piemonte ha già dimostrato interesse per questa professione, attivando in passato protocolli formativi con l’Università Cattolica. Ora è il momento di fare un passo avanti: servono programmazione, assunzioni e una strategia chiara per valorizzare i Terapisti Occupazionali all’interno del sistema pubblico” conclude Laura Pompeo.

Treni Pinerolo-Torino, Canalis (Pd): “la riapertura della linea è una finta?”

“Le soppressioni sono talmente tante da far venire il dubbio che la data di riapertura in realtà fosse un’altra.”

 «Dopo mesi di chiusura, i pendolari si aspettavano un servizio migliorato e più efficiente. Invece, ieri ed oggi è arrivata la doccia fredda delle soppressioni e dei ritardi su molte corse. Questa situazione non può andare avanti. Sono anni che la Pinerolo-Torino è maglia nera italiana per i disservizi che la contraddistinguono. La Giunta regionale convochi con urgenza le ferrovie e applichi le penali previste dal contratto di servizio».

Monica CANALIS

consigliera regionale PD

Strambinello, unanimità sulla mozione Tari

Di Marco Gindario

Il consiglio comunale di Strambinello, nella seduta che si è tenuta lunedì sera, ha approvato una mozione depositata dal gruppo di minoranza, Strambinello Futura, sulla cosiddetta ‘Componente perequativa IR3 applicata alla Tari. Si tratta di una quota, dovuta alla normativa nazionale (quindi non derogabile dall’Arera) introdotta nella tariffa rifiuti e destinata a finanziare il bonus sociale rifiuti a favore dei nuclei familiari in condizioni di disagio economico. Nel documento i proponenti (Massimo Iaretti, Massiom Abertan-Min e Simone Madelandel) evidenziano che questa contiene una evidente sperequazione in quanto viene applicata a tutti, indipendentemente dalla situazione economica del contribuente. La mozione, inoltre, non metteva in discussione la validità del bonus rifiuti, che è una misura di carattere assistenziale, ma la modalità e le caratteristiche. Il documento chiedeva poi all’amministrazione di rappresentare ad Anci Piemonte, Anci Nazionale, Area e Governo tali criticità, allargando la sensibilizzazione sulla problematica a tutti i comujni del Canavese. Il documento ha ottenuto una convinta adesione da parte dell’amministrazione e del gruppo di maggioranza e, su proposta del sindaco Gualtiero Onore è stato anche approvato, sempre all’unanimità come la mozione nella sua interezza, un emendamento con cui si richiede che tutte le incombenze della Tari vengano ottemperate dall’Ente gestore del servizio esonerando da tale gravame il Comune. “Strambinello è stato il primo comune ad approvare il documento, già presentato ed ideato dal consigliere Raffaele Costa di Noi per Pont a Pont Canavese – dice Massimo Iaretti, capogruppo di Strambinello Futura e presidente del Movimento Progetto Piemonte – la necessità di chiarire questo aspetto è al di là di ogni discoro di posizione politica ma è di assoluto buon senso. Il mio gruppo consigliare in un primo tempo e le altre componenti del consiglio comunale, il sindaco Gualtiero Onore e la giunta e il gruppo di maggioranza, che ringrazio,ne hanno colto l’aspetto positivo e si è giunti quindi al voto unanime. Questo dimostra che se si opera con il buon senso e il senso della civica amministrazione si può andare sempre lontano. L’auspicio è che altri comuni del Canavese, e non solo, seguano questa strada”.

“Qualità dell’aria, dalla parte di chi non può cambiare l’auto”

IL NUOVO PIANO REGIONALE 
 “Sono oltre trecentomila le famiglie piemontesi che non dovranno cambiare l’auto per adeguarsi alla normativa che prevede il blocco della loro vettura da settembre ad aprile. E non devono più farlo perché il Piemonte governato dal centrodestra sta dalla loro parte e vara, con l’aggiornamento al Piano Regionale della Qualità dell’Aria approvato oggi in Consiglio regionale, un pacchetto di misure compensative che permette di superare il blocco, mentre la sinistra, ambientalista e lontana dalla realtà, continua a difendere una misura iniqua e lontana dalle esigenze dei piemontesi”. Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo della maggioranza in Consiglio Regionale: Carlo Riva Vercellotti (Fratelli d’Italia), Silvio Magliano (Lista Cirio Presidente), Paolo Ruzzola (Forza Italia) e Fabrizio Ricca (Lega).
“Oggi scriviamo un capitolo nuovo della lotta all’inquinamento e della tutela dell’ambiente – continuano i Capigruppo – valorizzando le risorse tecnologiche per la diffusione dei biocarburanti, per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel controllo del traffico, per l’incremento della mobilità sostenibile, per la costruzione di città più sostenibili con vernici fotocatalitiche sugli arredi urbani, per l’aspirazione degli inquinanti, per la nebulizzazione: misure che permettono di perseguire quel concetto di neutralità tecnologica che andrebbe applicato anche in altri contesti, quale per esempio il Green Deal, e che saranno sostenute con investimenti reali. Il nostro Piemonte ascolta i cittadini, comprende le loro esigenze e investe per tutelare le loro esigenze insieme all’ambiente e non, come si faceva prima, per tutelare l’ambiente a scapito dei piemontesi”.

Regione, le opposizioni: “Assestamento: miglioramento apparente, emergenza reale”

 28 luglio 2026 – “Anche questo bilancio certifica che la Giunta si limita a far galleggiare la Regione, senza affrontare mai i veri problemi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: forte tensione finanziaria, servizi al collasso e risposte zero per le famiglie e le imprese piemontesi. Come forze di opposizione siamo qui a denunciare la distanza tra realtà e propaganda e a proporre soluzioni concrete, chiedendo maggiore equità fiscale a settori che qui contribuiscono meno che in altre regioni (concessioni su cave e acque minerali) e chiedendo maggiori investimenti sui servizi essenziali carenti a partire dai medici di base” dichiara il Segretario regionale del Partito Democratico Domenico Rossi. “Questo assestamento mostra un miglioramento solo apparente. I numeri contenuti nella relazione della Corte dei Conti e della Procura regionale parlano chiaro: il Piemonte non è in ripresa, è in difficoltà. Il disavanzo resta pesante, la sanità peggiora, i territori aspettano risorse e la nostra economia cresce meno del resto del Nord e dell’Italia. La Giunta continua a nascondere i problemi invece di risolverli. Cirio prova a spacciare come “alleggerimento” un micro‑sconto Irpef che vale in media 10 euro all’anno e che vedremo forse nel 2028! Ma i piemontesi ricordano bene che l’anno scorso la stessa Giunta ha aumentato l’Irpef in modo molto più pesante: +33 euro per i redditi tra 15 e 28 mila euro, +106 euro per quelli tra 28 e 50 mila, +145 euro per chi attraversa tutti gli scaglioni. Prima si aumenta, poi si restituisce meno di un caffè al mese. Questo non è alleggerimento fiscale: è polvere negli occhi. La verità è che il Piemonte resta tra le regioni più tassate, mentre la Regione non recupera dove dovrebbe. La situazione della sanità è ancora più preoccupante. Il disavanzo 2025 sale a 213 milioni, contro i 127 dell’anno precedente. Le liste d’attesa non mostrano miglioramenti e il PNRR sanitario è in ritardo su telemedicina, Case e Ospedali di comunità. Intanto la crisi di liquidità blocca Comuni, Province e Terzo Settore: chi eroga servizi aspetta, chi programma interventi resta fermo. Chiediamo un cambio di rotta: basta operazioni contabili e annunci. Servono trasparenza, recupero delle risorse dovute, investimenti veri sulla sanità, pagamenti puntuali ai territori e una politica fiscale meno ingiusta. Il Piemonte ha bisogno di responsabilità, non di propaganda” aggiunge la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero. “L’iter della variazione è stato ridotto ai minimi termini in Commissione, fino al richiamo di oggi in Aula, senza alcuna possibilità di approfondire dettagliatamente il testo e fare domande puntuali – afferma Sarah Disabato, Presidente del Gruppo M5S in Consiglio regionale –. La Giunta continua ad affermare che non ci sono tagli, ma solo “rimodulazioni contabili”, eppure l’analisi della poca documentazione fornita dice il contrario, con riduzioni sui capitoli relativi ad aree protette e parchi, piccoli comuni montani, trasporto pubblico locale. La cosa più grave è che questa Destra non ha minimamente contezza delle priorità del Piemonte, come dimostrano gli ordini del giorno di Cirio e della maggioranza su temi quali la grazia a Roggero o gli scontri dei giorni scorsi per il Tav. Un tema, quest’ultimo, sul quale la Destra ha fatto poi marcia indietro, a riprova della grande confusione che regna sovrana nella maggioranza. Tutto questo mentre il presidente Cirio si rimangia completamente la parola sul tema dell’irpef. L’anno scorso in pompa magna la Giunta Cirio aveva aumentato l’addizionale regionale promettendo che dal 2028 sarebbe stata tagliata, oggi invece ha fatto un passo indietro rinviando la riduzione – forse – al 2029, concedendo gentilmente ai piemontesi uno sconticino per il 2028 di una manciata di euro. Risibile. E non dimentichiamo, tra le tante partite disattese, l’assenza di qualsiasi passo in avanti sul piano di razionalizzazione delle società partecipate, rilevato anche dalla Corte dei Conti, con la compresenza di due società che svolgono attività simili, Finpiemonte S.p.A. e Finpiemonte Partecipazioni S.p.A., in contrasto con quanto previsto dal Testo Unico in materia di Società a Partecipazione Pubblica che mira a ridurre le spese. Tutto ciò, peraltro, con spese di struttura per Finpiemonte Partecipazioni che risultano molto alte. Se su queste e tante altre partite non arriveranno le risposte richieste, depositeremo migliaia di emendamenti per dare battaglia in Aula. Ai piemontesi vanno assicurati servizi adeguati che questa Giunta, come ormai è evidente, non riesce a garantire”. Fa eco la capogruppo AVS Alice Ravinale: “L’assestamento di bilancio presentato dalla Giunta Cirio fotografa tutte le contraddizioni di una Regione costretta a fare i conti con le scelte del Governo Meloni. Mentre Roma taglia le risorse destinate alle Regioni, in Piemonte si continua a raccontare una realtà che non esiste, senza affrontare le vere emergenze che cittadini e cittadine vivono ogni giorno. Come se non bastasse continua a essere venduta come una prospettiva vantaggiosa l’autonomia differenziata, ma nessuno riesce a spiegare concretamente quali benefici porterà al Piemonte, sempre che si possa applicare visti gli squilibri di bilancio. È significativo che nemmeno l’assessore Tronzano sia in grado di indicare quali vantaggi deriverebbero dall’applicazione della riforma. Se persino chi governa la Regione non sa rispondere a questa domanda, è evidente che siamo di fronte più a niente più che uno slogan. Manca una strategia per rafforzare il welfare, sostenere la sanità pubblica e garantire servizi essenziali. Ancora una volta si preferisce la propaganda alle risposte concrete di cui il Piemonte avrebbe bisogno. Restano per esempio senza copertura le risorse necessarie per dare risposta alle oltre 11 mila persone in lista d’attesa nelle RSA e alle 12.000 in attesa di cure domiciliari: migliaia di persone non autosufficienti e le loro famiglie continuano a essere lasciate sole, mentre la Regione rinvia ancora una volta un investimento indispensabile. O manca il rispetto di impegni che pure il Consiglio aveva già preso rispetto ai maggiori fondi da destinare alla salute mentale, con una situazione sempre più critica sul territorio, o ai disturbi del comportamento alimentare. Tutto questo, mentre si trovano senza battere ciglio 2,5 milioni di Euro per garantire la “sciabilità” delle piste della Via Lattea a fronte dei cantieri del futuro Club Med di Sestriere”.​A chiudere il quadro sulle criticità del provvedimento è la consigliera regionale Vittoria Nallo: “Ci viene raccontato un assestamento quasi tecnico, come se non ci fossero scelte politiche da fare, ma la realtà è che questo documento evidenzia un’incapacità cronica di decidere e di tracciare una visione per la nostra regione. Non si tratta soltanto dell’opposizione che esprime preoccupazione. La fragilità finanziaria del Piemonte è certificata nero su bianco dalla Corte dei Conti ed è emersa con chiarezza persino dentro la stessa maggioranza, dove si è arrivati a depositare ordini del giorno per sollecitare il recupero delle entrate del bollo auto e il pagamento dei debiti verso i Comuni. A fronte di questi problemi, si preferisce fare cassa con tagli inaccettabili, come la riduzione di 130 mila euro sui capitoli della sicurezza integrata e della formazione della polizia locale, risorse essenziali per i territori. La propaganda e gli annunci di facciata della Giunta Cirio non bastano più, servono scelte coraggiose e risorse reali per permettere al Piemonte di tornare finalmente a crescere”.

Manifestazione SITAV, Giachino: “molto meglio senza sigle di partiti e sindacati”

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“Come quella del 10 Novembre 2018”

Caro Direttore, 
Vedo che la Cisl, il mio sindacato, vuole organizzare una manifestazione SITAV prima di quella che abbiamo preannunciato per primi domenica io e Igor Boni di Europa radicale per il 27 settembre, una data non casuale ma importante  per la TAV.  E’ un errore perché per prima cosa il sindacato si spaccherebbe tra i SITAV e i NOTAV. Il grande successo della prima manifestazione SITAV, quella che organizzai insieme alle madamin il 10 Novembre 2018 dipese dal fatto che non avevamo voluto sigle partitiche o sindacali proprio perché la TAV è un’opera di interesse nazionale e non riguarda solo il sindacato ma cittadini, aziende, lavoratori, mondo della Scuola, turismo, giovani e anziani. Non a caso delle tre manifestazioni in piazza quella che funzionò di meno fu proprio l’ultima quella alla cui organizzazione partecipò il sindacato perché purtroppo non tutto il sindacato è a favore. Non a caso domenica a Giulia Ricci de La Stampa che mi chiedeva notizie sui partecipanti io dissi tutti, sindacati, partiti, industriali, giovani e anziani perché la TAV e’ un’opera per il Paese di oggi e di domani.  Interessante la proposta di Marrone ma ritengo sia meglio una grande manifestazione della Società civile. Scrivo perché siccome negli ultimi sette anni l’opera ha fatto pochi passi in avanti dalla parte italiana e a lamentarsi e a protestare dei ritardi non siamo stati in molti , ora abbiamo bisogno che questa volta invece tutto l’apparato pubblico e privato incaricato di costruire l’opera metta la sesta marcia perché tra l’altro il tempo perduto ha fatto aumentare i costi dell’opera di tre miliardi che pagheranno tutti i cittadini dalla Val di Susa a Canicattì.
Mino GIACHINO 
SITAV SILAVORO

PLD Torino: “Riformare il carcere significa proteggere la società”

 

Il PLD Torino ha partecipato alla Maratona Oratoria promossa dall’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” davanti alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, per riportare al centro del dibattito una delle più gravi emergenze dimenticate del Paese: la condizione delle carceri italiane.

 I numeri del carcere di Torino descrivono una situazione critica: 1.511 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.113 posti, con un tasso di sovraffollamento del 141%. A fronte di un organico previsto di 901 agenti di Polizia Penitenziaria, quelli effettivamente in servizio sono circa 762, costretti a turni sempre più gravosi. Un disagio che colpisce anche il personale, tanto che il corpo della Polizia Penitenziaria registra un numero di suicidi che rappresenta una delle emergenze più drammatiche del sistema. Nel carcere torinese, inoltre, circa il 45% della popolazione detenuta è composta da cittadini stranieri.

 

 «Parlare di carcere significa parlare di sicurezza. Uno Stato credibile non si limita a infliggere la pena, ma garantisce che essa rispetti la Costituzione e persegua il reinserimento della persona», hanno dichiarato il Segretario Francesco Aglieri Rinella e l’avv. Davide Fichera, Responsabile Giustizia nella Segreteria Provinciale, «Tutte le persone detenute, prima o poi, torneranno in libertà. La domanda che la politica dovrebbe porsi è: come usciranno? Un carcere che produce solo emarginazione e disperazione non genera più sicurezza, ma aumenta il rischio di recidiva».