politica

Soppressione AV Bardonecchia, Ravello (Fdi): “Non possiamo stare fermi”

REITERATA RICHIESTA AUDIZIONE DI TRENITALIA FRANCE IN COMMISSIONE. SERVE CONFRONTO, NON POSSIAMO STARE FERMI MENTRE ALTRI TERRITORI AVANZANO.

“La soppressione della fermata di Bardonecchia sulla linea alta velocità Milano-Parigi continua a rappresentare un tema rilevante per il versante italiano e per il sistema turistico dell’alta Valsusa. Per questo ho ritenuto opportuno reiterare la richiesta di audizione di Trenitalia France in Commissione Trasporti, già avanzata nei mesi scorsi”. Ad affermarlo Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte e Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris.

“Appare utile, se non ormai necessario, procedere in tempi congrui con un approfondimento istituzionale, volto a chiarire le motivazioni della scelta e a valutare eventuali correttivi. Parliamo – continua Ravello – di attrattività turistica, crescita economica, competitività territoriale e gestione dei flussi transfrontalieri: una partita troppo importante per lasciare i territori soli nel cercare un’interlocuzione ufficiale con chi quella decisione l’ha presa”.

“Si tratta – conclude Ravello – di capire se la situazione attuale tenga adeguatamente conto delle esigenze e degli equilibri del lato italiano della tratta. Non possiamo permetterci di restare fermi mentre altri territori avanzano: abbiamo il dovere di evitare che il divario competitivo tra Hautes-Alpes e Alta Valsusa diventi incolmabile, a maggior ragione in vista delle Olimpiadi invernali del 2030”.

Sanità, PD Regione: “Difendiamo presidio via Le Chiuse”

Il dibattito sul futuro della sanità torinese non può limitarsi a una fredda gestione di sigle burocratiche; deve invece partire dai bisogni reali di una popolazione che, negli ultimi cinque anni di programmazione PNRR, è diventata sensibilmente più anziana e fragile. Questo è il cuore della riflessione portata oggi dai consiglieri regionali del Partito Democratico durante la IV Commissione, dove sono stati ascoltati i rappresentanti dei 1.796 cittadini firmatari della petizione per il mantenimento del presidio di via Le Chiuse 66.
Nonostante le rassicurazioni tecniche fornite dal Direttore del Distretto Nord-Ovest, il dr. Carlo Romano, resta forte il timore che la riorganizzazione territoriale si traduca in un impoverimento dei servizi per i quartieri Campidoglio e San Donato. È un errore  non cogliere l’occasione del PNRR per potenziare l’offerta sanitaria in zone che contano oltre 45.000 residenti, dove la demografia è profondamente mutata e richiede risposte di prossimità più forti, non trasferimenti o ridimensionamenti. La nostra battaglia, al fianco dei cittadini, è centrata sulla garanzia che i servizi fondamentali restino dove la gente vive.
Chiediamo che in via Le Chiuse siano confermate le attività di assistenza primaria, i prelievi, l’ambulatorio infermieristico e tutti quegli sportelli amministrativi, come la scelta e revoca del medico, che sono vitali per chi ha difficoltà di spostamento. Allo stesso tempo, pretendiamo certezze sulla piena e reale accessibilità della sede di via Pacchiotti, che non può essere considerata una soluzione se non garantisce un accesso agevole a tutta l’utenza.
In un momento in cui la sanità piemontese dovrebbe fare un salto di qualità con l’arrivo di una quantità di risorse attraverso il PNRR, proponiamo inoltre di integrare nei presidi territoriali un servizio di psichiatria di base, una necessità sempre più evidente per rispondere alle nuove fragilità sociali. Le risorse ci sono, ma vanno usate per confermare tutte le Case di Comunità come veri e propri “Hub” di servizi attivi, evitando che la razionalizzazione diventi, nei fatti, un taglio mascherato. La salute deve restare un bene di quartiere, vicino a chi ne ha più bisogno.
Gianna Pentenero, Daniele Valle, Monica Canalis e Alberto Avetta (PD) – Consiglio Regionale del Piemonte

Nicco: “Unità nazionale e senso di appartenenza”

“In occasione del 165° anniversario dell’Unità d’Italia celebriamo una storia che vive nelle persone, nelle comunità e nelle tante identità che rendono unico il nostro Paese. E che non appartiene solo ai libri. L’Italia è fatta di differenze, di sensibilità e di tradizioni che non dividono ma arricchiscono: ed è proprio questa pluralità la nostra forza più autentica”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco in occasione della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, che si celebra oggi.

“L’eredità del Risorgimento – aggiunge – ci affida una responsabilità: convivere insieme senza annullare le identità, dando valore a ogni territorio e a ogni voce del nostro popolo. E non è un caso che questo percorso sia partito da Torino, prima Capitale d’Italia, luogo simbolo di una visione che ha saputo trasformare realtà diverse in un unico destino. Di qui continua a vivere un’idea di Paese che trova nella Costituzione il suo punto di equilibrio nei diritti che uniscono e nei doveri che responsabilizzano”.

“Nei simboli che ci rappresentano, come il Tricolore e l’Inno di Mameli – conclude il presidente – riconosciamo ogni giorno quel senso profondo di appartenenza che va oltre le peculiarità di ogni regione e ci ricorda che siamo una sola comunità. Per questo celebrare l’Unità d’Italia, oggi, significa custodire le nostre radici, ma soprattutto avere la consapevolezza che nella bellezza e nella ricchezza di ciascun Comune, anche il più piccolo, sta la forza che ci tiene uniti”.

Ufficio Stampa CRP

Referendum, incontro al Centro Pannunzio

Domani a Torino. Ecco il programma

MERCOLEDÌ 18 MARZO ALLE ORE 17,30 in sede avrà luogo un incontro dibattito sul tema “IL PROSSIMO REFERENDUM COSTITUZIONALE IN MATERIA DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA” Interverranno Nino BOETI presidente ANPI, Marcello MADDALENA ex procuratore generale della Repubblica del Piemonte, Antonio RINAUDO ex magistrato, presidente del comitato etico, Francesca SCOPELLITI giornalista, ex senatrice. Modererà Rossana CATALDI avvocato mediatore civile e componente del nostro Comitato Direttivo.

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Scanderebech (FI): “Molto da fare su evasione tariffe Gtt”

Nel corso della seduta di ieri del Consiglio comunale è stata discussa un’interpellanza sul tema dell’evasione tariffaria nel trasporto pubblico locale. L’iniziativa, presentata dalla Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, Federica SCANDEREBECH, ha posto l’attenzione sulla necessità di valutare con precisione l’efficacia degli strumenti adottati per contrastare il fenomeno, a partire dall’introduzione dei tornelli sulle linee di trasporto pubblico.
«L’evasione tariffaria non è soltanto una questione di regole da rispettare – ha dichiarato la consigliera SCANDEREBECH (FI) – riguarda l’equità tra i cittadini e la sostenibilità economica del trasporto pubblico. Ogni biglietto non pagato è una risorsa in meno per migliorare il servizio, investire sui mezzi e garantire un sistema più efficiente per tutti».
Durante la discussione, l’Assessora ha dichiarato che, allo stato attuale, i tornelli non rappresentano un deterrente sufficiente per far pagare il biglietto. «Se installati così come sono oggi, non risolvono il problema dell’evasione», ha sottolineato SCANDEREBECH. «Non basta avere i tornelli: servono una gestione corretta del sistema e regole chiare, altrimenti rimarranno un’illusione. Se basta una semplice spinta per aggirarli, se le porte centrali e posteriori restano aperte e non ci ispiriamo alle città europee che li utilizzano come unico mezzo di controllo, non otterremo alcun risultato».
«Le esperienze di molte città europee dimostrano che i tornelli, se gestiti correttamente e come unico mezzo di controllo, possono ridurre drasticamente l’evasione tariffaria», ha aggiunto SCANDEREBECH. Fa inoltre preoccupare enormemente il dato relativo alle sanzioni per mancato pagamento dei titoli di viaggio: una percentuale significativa degli importi previsti non viene incassata, con conseguente perdita economica rilevante per le casse della città. «Se verifichiamo gli anni 2024-2025-2026 (gennaio) emergono cifre molto elevate che, se riscosse, potrebbero essere reinvestite per creare sistemi di controllo più efficaci e garantire il rispetto delle regole per tutti», ha evidenziato SCANDEREBECH.
Secondo i dati riportati dall’Assessora Foglietta, nel 2024 per 96.181 sanzioni non pagate, il totale delle somme non ancora riscosse è pari a 3.558.697,00 euro (la percentuale di incasso rispetto alle sanzioni emesse è del 51,27%); nel 2025 per 106.552 sanzioni non pagate, il totale delle somme non ancora riscosse è pari a 3.942.424,00 euro (la percentuale di incasso rispetto alle sanzioni emesse è del 45,68%); per il mese di gennaio 2026 per 9.833 sanzioni non pagate, il totale delle somme non ancora riscosse è pari a 363.821,00 euro.
«La situazione è preoccupante e richiede interventi concreti», ha concluso SCANDEREBECH. «Non possiamo accontentarci di installare tornelli come simbolo: servono controlli seri, strumenti operativi adeguati e una gestione delle sanzioni che trasformi le risorse perse in opportunità per garantire equità, sicurezza e un trasporto pubblico più sostenibile per tutti».

Associazione Aglietta presenta “La peste putiniana”

Domani 17 marzo, alle ore 14:30 presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta di Torino, in via San Dalmazzo 9/bis/b verrà presentato il Dossier di Europa Radicale “La Peste Putiniana”.
“Il Piemonte è una delle regioni maggiormente sottoposta all’influenza della propaganda illegale di Mosca”.
Durante l’evento gli esponenti radicali presenteranno la proposta di invitare l’Ucraina come paese d’onore alla prossima edizione del Salone del Libro 2027.

Interverranno:
Laura Botti: autrice del dossier “La Peste Putiniana”
Gianni Vernetti: già Sottosegretario agli esteri, giornalista e scrittore
Igor Boni: Presidente di Europa Radicale
Samuele Moccia: Coordinatore dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta
Saranno presenti anche Giulio Manfredi e Silvja Manzi di Europa Radicale

Emergenza crack, Ricca (Lega): “Il Pd vuole trasformare Torino nella città dello spaccio?

 

“Pipette gratis significa apertura del mercato, tossicodipendenze e più reati”

Torino, 16 Mar – “Con la proposta di dare pipette sterili a chi fa uso di crack il Pd esce allo scoperto con quello che potrebbe essere il primo punto del suo programma: fare di Torino la città dello spaccio. Non c’è solo un problema sociale, legato all’incremento della vendita e delle tossicodipendenze derivante dalla legittimazione dell’uso della droga da parte delle istituzioni, ma anche una criticità importante sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico. Aprire al crack significa incentivarne il mercato e prestare il fianco alla possibilità che chi fa uso della sostanza ricorra ad espedienti per procurarsi il denaro per acquistarlo. Se il piano dei dem è rendere la città una prateria per spacciatori, drogati e rapinatori, è bene che i torinesi ne siano informati in vista delle prossime elezioni”. Così in una nota Fabrizio Ricca, capogruppo Lega in Piemonte.

Ruffino, under 30 protagonisti di una politica radicata sui territori

“Nel corso della assemblea dei giovani under 30 di Azione, che si è tenuta oggi a Torino, è emersa con chiarezza la volontà di essere protagonisti sui territori anche attraverso gli appuntamenti elettorali e candidature credibili che contraddistinguono l’operato politico di Azione. Durante il dibattito si è parlato della necessità di una politica semplice e della politica della concretezza e di essere capaci di mettersi in contatto con i cittadini. Azione ha la grande capacità e ambizione di voler trattare questi temi, e oggi lo abbiamo fatto insieme agli under 30 con grande entusiasmo. Siamo convinti infatti che vince chi sa costruire dialogo e confronto”.

Lo ha detto Daniela Ruffino, deputata e segretaria regionale per il Piemonte di Azione, commentando la assemblea degli under 30 tenutasi ieri  dal titolo “Rivoluzione liberale, i giovani protagonisti” curata da Stefano Giuliano.

Hanno partecipato i giovani di Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta e Toscana. Fabrizio Benzoni, vice capogruppo di Azione alla Camera, ha partecipato in collegamento.

“Piemonte, anni 50 e 60 qui in cerca di lavoro: ora la situazione è capovolta”

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Di Mino Giachino *

La realtà anche se alcuni vogliono nasconderla ogni giorno ci presenta il conto. Stamane Marianna Filandri professoressa associata di sociologia dice che il Piemonte e’ la regione peggiore del Nord per crescita di diseguaglianze. Se il Piemonte da 25 anni cresce meno della media nazionale , come dico dal 2008 inascoltato da chi amministra, anche il PIL procapite cala. Nel 2003 il PIL procapite piemontese era 120 sui 100 della media europea . Come ci ha ricordato Eurostat ora siamo sotto i 100. Certo come dice Banca d’Italia e’la diminuita crescita economica di Torino che abbassa il PIL regionale ma tant’è . Il PIL procapite è il livello cui vive la media dei piemontesi quelli che sono distanti dalle luci del centro città , che le vetrine le guardano con tanta tristezza. Quelli che vanno nei bar dove c’è anche il giornale in lettura, quelli che acquistano camice he maglie nei mercati , quelli che girano nei supermercati che costano di meno e mangiano una porzione di tacchino a poco più di 1 euro o 4 porzioni di minestrone a pochi euro. Come dice da tempo il Direttore della Caritas torinese la povertà è in aumento malgrado da 33 anni sia governata dalla sinistra con l’appoggio determinante di alcuni cattolici , di ex Dc e di alcuni torinesi simpatici che si proclamano moderati . Eppure ogni giorno c’è chi invece sui giornali o nelle interviste televisive racconta una realtà diversa. Fino a quando non si sa perché come è noto anche le formiche si incazzano. I giornali possono nascondere le voci scomode ma prima o poi la realtà prende il sopravvento. Certo anche la metà della Città che sta male deve fare sentire la propria voce andando a votare . Il voto è lo strumento più importante gratuito e offerto in modo eguale a tutti, belli e brutti, ricchi e poveri, anzi per i poveri vale molto di più perché consente nel segreto dell’urna di bocciare finalmente chi ha amministrato una Città senza accorgersi che più della metà della città era emarginata, impoverita e insicura. D’altronde dopo trentatré anni di amministrazioni di sinistra alleate al sistema Torino in qualsiasi parte del mondo cambierebbero.
Così difenderemo meglio l’industria,   accelereremo la costruzione della TAV, miglioreremo la tangenziale, rilanceremo fiere e aeroporto,  porteremo lavoro anche in periferia unico modo serio per fermare degrado sociale e violenza. Solo il rilancio  della crescita economica può diminuire le diseguaglianze .
Buona Domenica
* Responsabile torinese UDC

Referendum, AVS -SE: Fratoianni e Scuderi per la chiusura della campagna

Anche nell’ultimo weekend prima del voto, siamo nelle piazze, nei mercati, nelle stazioni della metropolitana per opporci alla propaganda di governo fatta di fake news che hanno come unico obiettivo giustificare la volontà di mettere le mani sulla giustizia.
Continueremo a difendere la Costituzione fino al 20 marzo, quando a Torino arriveranno, per chiudere la campagna referendaria il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e la eurodeputata dei Greens Benedetta Scuderi, che incontreranno in piazza Santa Giulia cittadini e cittadine, tra cui i 1.500 fuori sede (1.800 in tutto il Piemonte) che, per avere la possibilità di votare, sono diventati rappresentanti di lista di Alleanza Verdi Sinistra.
Insieme a loro, per l’iniziativa di chiusura della campagna, ci saranno Rita Sanlorenzo, avvocata generale presso la Corte di Cassazione, il vicecapogruppo di Avs alla Camera Marco Grimaldi, la capogruppo di Avs in Regione Alice Ravinale, l’assessore al welfare della Città di Torino Jacopo Rosatelli, i consiglieri comunali di Torino Sara Diena ed Emanuele Busconi e la coportavoce provinciale di Europa Verde Erica Bevilacqua.<<Quello per il voto ai fuori sede è stato un lungo lavoro che ha impegnato in queste settimane decine di nostri militanti per la gestione delle pratiche. I fuori sede, infatti, per decisione del Governo non possono recarsi alle urne nel luogo in cui lavorano o studiano; rappresentare al seggio il partito è l’unico modo per poter accedere a questo diritto. Con loro, anche anziani che si trovano a Torino per curarsi o parenti caregiver: persone escluse che il governo ha deciso di invisibilizzare, nonostante per il referendum di giugno fosse stato permesso il voto nei luoghi di domicilio. Era tutto già predisposto, insomma, ma si è deciso di rendere più complicato l’accesso al voto per 5 milioni di persone. La destra ha sempre temuto il loro voto, ma quella paura sarà la nostra forza>> dichiara Marco Grimaldi, vicecapogruppo AVS alla Camera.

<<Il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi è stato costante. Con incontri sul territorio e volantinaggi quotidiani, che ci hanno portato a distribuire già oltre 75.000 volantini, abbiamo cercato di rendere chiaro a quante più persone possibili qual è l’obiettivo malcelato del Governo Meloni e come questa riforma sia solo inutile e dannosa. Ora siamo al rush finale e impiegheremo ogni sforzo per raggiungere l’obiettivo. Siamo contenti che a Torino e in Piemonte ci sia stata la più alta adesione al voto per i fuori sede: su 10.000 richieste in tutta Italia, 1800 sono state qui in Piemonte>> commenta la capogruppo in consiglio regionale del Piemonte Alice Ravinale.

<< Torino ha dimostrato di essere tra le città che più di tutte si sono attivate per far prevalere le ragioni del NO. Come Sinistra Ecologista sono stati tanti gli eventi che abbiamo organizzato, cercando di rivolgerci in particolare ai più giovani come abbiamo fatto con gli aperitivi per il no che stiamo facendo da Vanchiglia a San Salvario. Un grazie particolare va a tutte le attiviste e a tutti gli attivisti che giorno dopo giorno hanno distribuito volantini, organizzato appuntamenti e dimostrare che, insieme, si possono cambiare le cose>> dichiarano la capogruppo di Sinistra Ecologista  in consiglio comunale Sara Diena e il consigliere comunale Emanuele Busconi.

AVS – Sinistra Ecologista Torino