POLITICA
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Nel 2026 siamo ancora alle ginocchiere: una sconfitta per le donne e per la politica
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Nel 2026 siamo ancora alle ginocchiere: una sconfitta per le donne e per la politica
Ha fatto tappa a Settimo Torinese il secondo appuntamento di “Voci del Piemonte”, ciclo di incontri promosso dal Gruppo Consiliare del PD in Consiglio Regionale. Dopo il debutto, in provincia di Cuneo, i consiglieri regionali DEM si sono recati nel Torinese per un momento di ascolto e confronto diretto con il territorio, cui hanno preso parte dirigenti locali del partito, i cittadini e la sindaca Elena Piastra.
Al centro del dibattito l’analisi dei principali dossier regionali e l’affondo contro la gestione della Giunta Cirio, accusata di una preoccupante carenza di programmazione per il rilancio della produttività, dello sviluppo e del lavoro. Durante l’incontro, i consiglieri e le consigliere regionali hanno analizzato i temi chiave su cui si concentra l’azione del gruppo. Daniele Valle ha fatto il punto sulle battaglie portate avanti sul piano socio-sanitario, mentre Nadia Conticelli ha denunciato i pesanti disservizi legati ai trasporti piemontesi, chiedendo collegamenti finalmente efficienti.
Alberto Avetta si è invece concentrato sul tema dell’energia. Sul fronte del diritto allo studio e del voucher scuola è intervenuta Emanuela Verzella. L’analisi dei conti della Regione è stata affidata a Fabio Isnardi per il bilancio, mentre Mauro Calderoni ha puntato l’attenzione sul necessario sostegno alle aree marginali del Piemonte. La difesa dei valori costituzionali e la partecipazione ad essi sono stati approfondite da Domenico Ravetti, per l’ambito “Comitati Costituzione”, con Domenico Rossi, che ha chiuso il quadro ribadendo l’impegno imprescindibile riguardante la legalità, la trasparenza, il contrasto alla criminalità e al caporalato. Gli interventi sono stati coordinati dalla capogruppo Gianna Pentenero.
“Da questo confronto sono emersi con forza temi concreti e bisogni reali che i piemontesi vivono ogni giorno – spiegano i consiglieri e le consigliere del Gruppo PD – vi è la necessità assoluta di una sanità più vicina alle persone, di trasporti pubblici veramente efficienti e di politiche capaci di sostenere i territori. Abbiamo bisogno di una Regione presente, credibile e in grado di dare risposte, non di promesse sospese”.
Il percorso di “Voci del Piemonte” nasce proprio con l’obiettivo di accorciare le distanze tra l’istituzione regionale e le comunità locali, coinvolgendo attivamente amministratori, militanti, associazioni e cittadini.
“Questi incontri servono a raccogliere idee, preoccupazioni e proposte per trasformarle immediatamente in iniziative politiche e istituzionali all’interno del Consiglio Regionale. Costruire un’alternativa seria e credibile per il Piemonte significa, prima di tutto, stare nei territori e dare voce a chi li vive quotidianamente”.
Il viaggio del Gruppo PD nelle province piemontesi prosegue venerdì 12 giugno, alle 21, a Collegno.
Mara Martellotta
ELEZIONI COMUNALI TORINO
Con una Lettera- Volantino che parla dei problemi di Torino , solo 70a tra le Città italiane per benessere, capitale della cassa integrazione, tra le prime tre per insicurezza, con 3/4 dei giovani con contratti di lavoro a tempo parziale e con poca Sicurezza sia in Centro che nelle periferie, TOrino deve assolutamente cambiare guida.
L’UDC si rivolge alle persone di buona volontà e di ottima moralità per chiedere la disponibilità a candidarsi nelle Circoscrizioni e in Consiglio comunale. I cattolici non possono rimanere insensibili di fronte alle aumentate diseguaglianze e dopo tanti appelli inascoltati dell’Arcivescovo Nosiglia sulla Città divisa in due.
Da sabato 13 Giugno, S. Antonio, la lettera sarà distribuita nei mercati, fuori dalle Scuole e dalle fabbriche… Per cambiare, conclude la lettera, dobbiamo impegnarci tutti, andando tutti a votare e dando una collaborazione per il bene comune.
Mino GIACHINO
UDC Torino
Le crepe strutturali restano. La “variabile Zaia” rinviata a Treviso
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Coordina Paolo Ferrero, che ha dichiarato:
“Presentiamo anche a Torino la Proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre una tassa sulle grandi ricchezze, che ha già raccolto oltre 50.000 firme in tutta Italia. In un paese in cui la maggioranza della popolazione vede scendere costantemente il proprio tenore di vita occorre obbligare i ricchi a contribuire al bilancio dello stato e al rilancio del welfare. I soldi ci sono, oltre a tagliare le spese militari bisogna andarli a prendere dalle tasche di chi ne ha troppi!”
Organizza il Partito della Rifondazione Comunista – Fed. di Torino
Achille Mario Dogliotti un grandissimo della chirurgia, a livello mondiale, l’altro giorno è stato ricordato su FB dalla nipote. Il Comune di Torino dimostrando di aver perso una delle caratteristiche principali dei piemontesi, la sensibilità , invece di ricordare chi ha dato lustro alla Torino che primeggiava nel mondo, non solo nell’ industria ma nella medicina come nella cultura pensava di nominare ambasciatori di Torino nel mondo i Subsonica. La Città che ha il merito di aver trainato la rinascita dell’Italia distrutta dalla guerra e povera al Boom economico, la Torino che ha dato i natali a premi Nobel, a grandi imprenditori, ai Santi sociali, si deve fare rappresentare dai Subsonica? Dogliotti ha salvato vite umane, ha dato vita a una Scuola di chirurgia che il mondo ci ha invidiato e che crebbe meritato il Nobel come dice Quaglieni. Nel mondo chi incontra un salesiano pensa a Don Bosco e guarda a Torino , nel mondo chi guarda a un’auro FIAT o a un camion Iveco pensa a Torino.
Meno male che tra un anno i torinesi dopo trent’anni della stessa minestra potranno cambiare.
Mino GIACHINO
UDC Torino
Il Consigliere regionale Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente PML), Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte, ha partecipato alla 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, portando il saluto istituzionale del Presidente Cirio e del Consiglio regionale in occasione della serata di premiazione della manifestazione.
Nel suo intervento, Castello ha sottolineato «il valore culturale e civile di un appuntamento che da quasi trent’anni rappresenta un punto di riferimento internazionale per il racconto delle grandi sfide ambientali contemporanee, confermando il sostegno della Regione Piemonte a una manifestazione capace di coniugare cinema, divulgazione scientifica e partecipazione civica».
«CinemAmbiente – ha evidenziato Castello – dimostra come la cultura possa essere uno strumento concreto per costruire consapevolezza, responsabilità e futuro. Attraverso il linguaggio universale del cinema, il Festival invita a riflettere sulle trasformazioni che interessano il nostro Pianeta, dai cambiamenti climatici alla tutela della biodiversità, fino alla necessità di ripensare modelli economici e sociali più sostenibili».
Il Consigliere ha inoltre rimarcato l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni e della collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca, associazioni e realtà del territorio, elementi che caratterizzano l’edizione 2026 del Festival e ne rafforzano la capacità di generare conoscenza e sensibilità sui temi ambientali.
L’edizione 2026 di CinemAmbiente ha posto al centro temi di grande attualità, dallo scioglimento dei ghiacciai ai conflitti legati alle risorse naturali, dalle conseguenze del cambiamento climatico alle nuove prospettive offerte dall’agricoltura rigenerativa, proponendo un ricco programma di proiezioni, incontri e approfondimenti con ospiti nazionali e internazionali.
«Il Piemonte – ha concluso Castello – continua a distinguersi come territorio capace di investire nella cultura e nel cinema, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nella formazione di una cittadinanza sempre più consapevole e attenta alle sfide del futuro»
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Anche il Pd costretto ad ammettere il successo italiano in Europa
Aumentati il disagio e la precarietà giovani, periferie abbandonate
Sala piena nello storico ristorante Defilippi di Gassino uno dei templi del Boom Economico ottenuto dai Governi De Gasperi e centristi. Negli ultimi venticinque anni l’Italia è cresciuta mediamente dello 0,4 l’anno, l’Europa dello 1,4 gli USA del 2.1. Il debito pubblico è cresciuto a 3.200 miliardi con il costo degli interessi a 90 miliardi con un forte aumento delle diseguaglianze. 100.000 ragazzi andati all’estero solo negli ultimi 5 anni. Torino è più povera dopo noi, la Caritas lo dice anche LA CISL. I giovani al lavoro tra 16 e 29 anni vedono Torino solo 54a. Per UDC occorre difendere a tutti i costi l’industria, spingere di più sulla Intelligenza artificiale legata all’auto spinta all’aerospaziale e alla digitalizzazione. Per Torino le priorità sono le Alpi, la TAV, la tangenziale , la logistica e cercare una azione sinergica con Lione, Genova e Milano. Grave errore l’aver cercato il dialogo con Askatasuna con i lavori della TAV pressoché fermi dal lato italiano. Troppo accondiscendente con la fuga della Fiat dall’Italia. Grave che gli assessori pagati con i soldi nostri parlino già di liste elettorali senza presentare un BILANCIO DEL LAVORO SVOLTO.
In conclusione SICUREZZA, LAVORO GIOVANI e PERIFERIE sono gli obiettivi dei fans dello Scudo crociato per rilanciare la Città dell’auto e della Unità nazionale con l’appello ai torinesi e in modo particolare a quelli in difficoltà a battersi andando a votare in massa per cambiare la Amministrazione comunale
Mino GIACHINO UDC Torino
I recenti interventi pubblici di due esponenti storici della sinistra italiana, seppur molto diversi fra di loro, hanno innescato un dibattito politico e una riflessione culturale che non possono essere frettolosamente archiviati. Parlo, come ovvio, del cantautore Francesco De Gregori e dello scrittore, intellettuale e poeta Erri De Luca. Due personalità molto diverse, come ovvio e scontato, ma anche due figure che da sempre hanno ispirato con le loro gesta il cammino e il percorso della sinistra italiana, e non solo della sinistra italiana. De Gregori, storico ed apprezzatissimo cantautore, è sempre stato un interprete universalmente apprezzato per i testi che accompagnavano le sue note musicali. Musiche uniche ed irripetibili. De Luca, invece, è stato un autorevole dirigente di Lotta continua ed un esponente storico di quella sinistra estremista e radicale che ha accarezzato anche i settori più rivoluzionari di quell’universo culturale che proprio nel nostro paese ha sempre giocato, e gioca tuttora, un ruolo politico e culturale non indifferente. Ora, per motivi diversi e con argomentazioni del tutto diverse fra di loro, sono entrambi incappati in una spiacevole situazione. Perchè, dopo aver sostenuto tesi ed argomentazioni che non rientravano nei canoni del cosiddetto “politicamente corretto” – tesi che ormai è diventata un totem ideologico dell’attuale sinistra italiana – hanno subito una serie di contestazioni, anatemi, insulti ed attacchi personali che sino a qualche tempo fa non erano nè pensabili e nè lontanamente immaginabili. Attacchi che provengono quasi esclusivamente dal pianeta variegato e composito della sinistra italiana. Una sorta di “damnatio memoriae” simile a quella che investì anni fa lo storico giornalista di Repubblica, Giampaolo Pansa, dopo aver scritto un libro sgradito alla sinistra sulla Resistenza e, soprattutto, sul dopo Resistenza nel nostro paese. Insomma, è scattata prima l’abiura e poi, puntuale come una stagione meteorologica, la censura. Al punto che ad Erri De Luca è stato addirittura cancellato il discorso inaugurale per l’edizione di Salerno Letteratura dopo aver pronunciato quelle parole su Gaza, su Israele e sulla situazione in Medio Oriente. Ma, per restare al punto centrale di questa singolare ed anacronistica discussione, non possiamo non evidenziare un aspetto che, purtroppo, rappresenta un autentico filo rosso che lega la sinistra ideologica ed intollerante del passato con la sinistra radicale massimalista del presente. E il filo rosso è persino troppo semplice da spiegare. E cioè, ogniqualvolta qualche esponente di spicco di questo filone culturale ed ideologico – anche se molto diversi tra di loro – osano mettere in discussione l’impianto ideologico su cui si regge l’intera impalcatura della narrazione ufficiale, non solo viene pubblicamente e platealmente contestato ma, ancor più, viene individuato e bollato come un “traditore” della causa. Insomma, un personaggio da emarginare e da espellere definitivamente ed irreversibilmente dalla comunità di riferimento. Per queste ragioni, semplici ma purtroppo oggettive, dobbiamo prendere amaramente atto che il pluralismo – principio cardine della tradizione e della cultura del cattolicesimo politico, liberaldemocratica, socialdemocratica, socialista, azionista e repubblicana – continua ad essere un tabù in molti e corposi settori della sinistra italiana. Spiace che le recenti riflessioni liberamente e democraticamente espresse da Francesco De Gregori ed Erri De Luca abbiano confermato, forse inconsapevolmente, cosa significa praticare concretamente un atteggiamento profondamente illiberale ed antidemocratico. Non vorrei, per usare un paradosso ma sino ad un certo punto, che d’ora in poi l’ex di Lotta continua De Luca non venga più invitato ai convegni e agli incontri letterari – come è già concretamente capitato a Salerno in questi giorni – e che del grande De Gregori non si ascoltino più gli indimenticabili “generale” e “la donna cannone” ai festival dell’Unità…
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