politica

Sanità, Pd: “Milioni annunciati copriranno solo il deficit”

 “Il Presidente Cirio con gli assessori Riboldi e Tronzano hanno annunciato con grande enfasi i 203 milioni destinati al Fondo sanitario regionale, ma la verità è che non si tratta di risorse aggiuntive, ma sono tagli su altri capitoli. Questi fondi bastano a malapena a coprire il buco dello scorso anno e svuotano risorse per gli interventi sul dissesto idrogeologico, il diritto allo studio e i trasporti per cui vengono effettuati riduzioni importanti. Altro che potenziamento dei servizi: siamo di fronte all’ennesima azione per gettare polvere negli occhi” dichiarano la Presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale Gianna Pentenero e il Vicepresidente della Commissione Bilancio Fabio Isnardi, alla vigilia della seduta delle Commissioni I e IV, analizzando i documenti allegati alle prime determinazioni sul disegno di legge ‘Interventi urgenti in materia sanitaria’.
“Durante la discussione sul Bilancio del gennaio scorso il Gruppo PD aveva denunciato, con forza, la mancanza di chiarezza della Giunta sul deficit della sanità piemontese, l’assenza di coerenza tra Fondo sanitario, Piano sociosanitario e bilancio. Oggi la Giunta presenta come un successo ciò che è semplicemente un obbligo: coprire il disavanzo che loro stessi hanno generato. Parlano di servizi aggiuntivi, punti di emergenza h24, extra Lea e assunzioni, ma queste voci vengono finanziate ogni anno nello stesso modo, come confermato dagli stessi assessori. Non c’è alcuna svolta, nessun investimento strutturale, nessuna visione. C’è solo la necessità di limitare i danni” concludono gli esponenti dem.

Riflessioni impaurite sulla guerra

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

La guerra all’Iran suscita forti perplessità e può far pensare che Trump sia  incapace di una strategia internazionale che sicuramente c’era quando si parlava di imperialismo americano, dimenticando quello russo. Oggi i due imperialismi  sono risorti in nuove forme. Gli Stati Uniti non perseguono più la Causa dell’Occidente anche se gli slogan possono portare a pensarlo ma scopi americani in senso stretto e miope. L’imperialismo russo ha ripreso vigore dopo il crollo sovietico, manifestandosi anche come erede della Grande Madre Russia degli Zar. Si dice, e sicuramente è vero, che l’ordine internazionale è sconvolto e che il diritto internazionale è stato calpestato. Peccato che alcuni si dimostrino difensori dell’ordine internazionale a corrente alternata.

La pace resta l’obiettivo prioritario di ogni civiltà non fondata sul dominio della guerra. I regimi democratici, di norma, si fondano sulla pace e perseguono la pace , ma non sono di per sé pacifisti. Quelli che citano solo le prime parole dell’articolo 11 della Costituzione, oltre a falsare il senso dell’articolo, sono eredi di quei “partigiani della pace” pronti a schierarsi con l’Urss in ogni circostanza in modo aprioristico.

Benedetto Croce

 

La guerra – diceva Croce – è un dato ineludibile della storia, ma certo questa constatazione terribile non significa giustificare la guerra che deve restare l’extrema ratio, ammesso che il ricorso alla forza abbia una ratio. In non tanti casi ha una giustificazione  politica, ma il ricorso alla guerra è uno dei dati più longevi e comuni della storia dell’umanità. Spesso la guerra viene giustificata da una frase erroneamente attribuita a Machiavelli: il fine giustifica i mezzi. Nella guerra del ‘900 e del nuovo secolo il discorso è inquinato dalle vittime civili coinvolte , dalle città distrutte, da uno stravolgimento che rende interi Nazioni territori di guerra. E ciò a prescindere dalle guerre nucleari e dai pericoli rappresentati da bombardamenti che colpiscano siti nucleari, provocando conseguenze devastanti. Mi stupisco, leggendo o ascoltando  i commentatori che parlano della guerra con una  vivace freddezza che non è lucidità,  ma esigenza spettacolare di intrattenimento  televisivo e di propaganda politica. Di fronte alla crisi iraniana, per usare un termine che si rivela assolutamente  inadeguato, appare ancora più evidente la pochezza di tanti politici italiani ed europei  e non solo loro, ovviamente. E’ possibile giustificare i mezzi brutali adottati nella guerra attuale  in nome di un fine?

Innanzi tutto i fini di Trump non sono affatto chiari, ma soprattutto viene spontaneo domandarsi chi possa giustificare i fini. Non esistono autorità in grado di stabilirlo. L’Onu è finita miseramente e il Papa è un’autorità morale e religiosa. A volte però  ribaltare il discorso aiuta a capire o tentare di capire. Oggi non possiamo illuderci di poter prevedere nulla. I vecchi generali in pensione reclutati in veste di commentatori sono penosi come i politici che si muovono in modo maldestro e goffo. Dei provinciali nati e cresciuti in paesi e cittadine non  sono in grado di capire. Alcuni non sono riusciti neppure a laurearsi , anche se una laurea oggi non basta… Liberare l’Iran dal regime oppressivo che lo domina dal 1979 potrebbe essere un fine lecito . Difendere Israele può essere un altro fine condivisibile. Ma fare un deserto e chiamarlo pace è cosa molto diversa. E’ realtà  vecchia che vedeva perfino Tacito che apparteneva ad un popolo guerriero ed era un realista che ispirò dopo secoli il Tacitismo. I costi umani della guerra quasi mai possono essere giustificabili e la diplomazia resta la via da seguire. Ma purtroppo il Conte di Cavour non ha avuto eredi. E neppure Kissinger. Le mie riflessioni di oggi sono impaurite e provvisorie. Impaurite perché sono nato e vissuto in periodo di pace e non so come si viva o si muoia in periodo di guerra. E impaurite anche per la piccolezza degli uomini: ha ragione Trump quando dice che  i  Churchill non ci sono più.

UDC: “Dopo 33 anni di sinistra a Torino è ora di cambiare”

Ritorna lo Scudo crociato con una conferenza stampa stamane al Caffè Torino

 
Torino dopo 33 anni di amministrazioni di sinistra con una economia molto  più debole , con le diseguaglianze aumentate non ha cambiato verso neanche  con la attuale Amministrazione. La Città impoverita , deve assolutamente cambiare guida. A quasi 4 anni e mezzo dal voto del 2021 non vi sono lavori pubblici ultimati , da piazza Baldissera al sottopasso di corso Giambone . Palazzo Nervi in condizioni di degrado inaccettabili, i lavori di sistemazione delle strade che verranno asfaltati con i soldi della Fondazione Cassa Risparmio non ancora iniziati…Nei primi trent’anni del dopoguerra   Con le amministrazioni DC di Peyron, Grosso, Anselmetti, Porcellana e Picco , la forte crescita diminuì le diseguaglianza, gli ultimi trent’anni di bassa crescita invece con la sinistra  le diseguaglianze sono aumentate  vista d’occhio. Periferie dimenticate. Un atteggiamento molto remissivo con gli eredi Agnelli nella difesa della FIAT, patrimonio anche della Città  Anzi appoggio in Europa alla delibera che ha messo in crisi l’industria dell’auto europea.  Eppure mentre nel 2021 in Italia venivano prodotte 673.000 auto o veicoli commerciali FIAT, in Spagna 495.000, in Francia 605.000. Nel 2025 in Italia venivano prodotte 379.706 auto e veicoli comm. Fiat, in Spagna 1.000.000, in Francia 661.000.Senza che il Sindaco di Torino chiedesse mai conto al Presidente di Stellantis… Torino da Capitale dell’auto a Capitale della cassa integrazione con l’impoverimento di decine di migliaia di famiglie..Tra le 44 Aree Metropolitane europee con oltre 1,5 milioni di abitanti Torino e’ 41a, Napoli  43a, Lione 11a. Per la Camera di Commercio un torinese su tre vive sotto la soglia di povertà.  Per l’Ufficio Pio del SanPaolo  la povertà è sempre più strutturale. Non è che nello stesso periodo otre Citt non vino fatto meglio perché come h detto Banca d’Italia il PIL a BOLOGNA è cresciuto 20 punti di più. La Città conta di meno a Roma. Persino la presentazione del Salone del Libro verrà fatta a Milano.Il lavoro si è  impoverito e come ha detto il Cardinal Repole  il 76% dei giovani ha un lavoro precario. Secondo il Rapporto Caritas il 61% dei nuovi indigenti ha meno di 25 anni. Per fortuna ci sono le Caritas parrocchiali che suppliscono. In sintesi dopo 33 anni di Amministrazioni di sinistra il motore economico della Città è indebolito , i problemi sociali sono aumentati , la Città e’ ancora in fase di transizione  (Castellani)
Tra le prime Città per mancanza di sicurezza, tra le prime Città per pessima qualità dell’aria , tra le ultime Città in Europa per numero di kilometri di Linee di Metropolitana.
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La Città in questa situazione deve assolutamente cambiar guida e marcia. L’UDC come hanno spiegato Mino GIACHINO , il leder dei SITAV, e Paolo Greco Lucchina sta preparando la lista con incontri nelle Bocciofile, nei circoli , nei mercati e si rivolgerà al mondo cattolico , al mondo sindacale, al commercio e ai giovani che trovano possibilità di lavoro non soddisfacenti. Secondo GIACHINO questi mondi non possono più essere corresponsabili e appoggiare un sinistra che non ha la cultura dello sviluppo nelle sue vene, che si è alleata col sistema Torino facendosi guidare e non incidendo sulle scelte anzi.
Per gli uomini dell’UDC Torino , con il Centro per la IA assegnato dal Governo , deve puntare a diventare una delle capitali della mobilità del futuro, e puntare sull’industria unico modo per offrire una opportunità di lavoro interessante e remunerativa ai 100.000 studenti torinesi e non . Non sarà infatti il PRGC affidato a un architetto milanese a rilanciare la Citt.  Per l’UDC MIRAFIORI deve restare zona industriale , ok a un secondo produttore . Occorre migliorare nettamente l mobilità urbana a partire dalle scale mobili della Metro così come occorre rilanciare la attività fieristica e dell’aeroporto di Caselle oggi solamente tredicesimo tra gli aeroporti italiani. Il rilancio della Città arriverà dalla TAV per cui si chiede di accelerare i lavori e contrattare col Governo un piano di rilancio, con la Zes o qualsiasi altra ipotesi. Torino come diceva Umberto Eco è fondamentale per il rilancio della stesa economia nazionale. Quarta corsia sulla Tangenziale tra Rivoli e Borgaro . Valorizzazione della Autorità dei trasporti . Valorizzazione delle competenze negli Ospedali e diminuzione delle Liste di attesa nella Sanità.
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Mino GIACHINO commissario UDC torinese,
Paolo GRECO LUCCHINA, vicesegretario nazionale UDC

Serata informativa sul Referendum Giustizia a Rivalta di Torino

Martedì sera, 3 marzo 2026, nella cornice della Sala del Mulino di Rivalta, si è svolto l’incontro
informativo dedicato al referendum del 22 e 23 marzo dal titolo “La riforma della giustizia: una
scelta di responsabilità”. L’iniziativa è stata promossa da diverse forze politiche favorevoli
all’approvazione della riforma: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Partito Liberaldemocratico.
Nel corso della serata, moderata dal giornalista Giovanni De Bonis de L’Eco del Chisone, sono
intervenuti alcuni esperti, ovvero gli avvocati Guido Anetrini, Giulio Calosso, Davide Fichera e
Salvatore Vincenti.
L’incontro ha registrato una grande partecipazione di pubblico: la sala gremita ha seguito con
attenzione fino alla conclusione gli interventi dei relatori, che hanno saputo spiegare in modo
chiaro e accessibile i contenuti tecnici della riforma e le possibili conseguenze sull’ordinamento
della magistratura penale in caso di approvazione.
Sono inoltre intervenuti i rappresentanti locali delle forze politiche promotrici: Federico Bo per
la Lega, Massimiliano Rastelli per Fratelli d’Italia, Adriano Putignano per Forza Italia e Andrea
D’Alessandro per il Partito Liberaldemocratico. Tutti hanno sottolineato la scelta di impostare
l’incontro come un momento informativo, privilegiando l’approfondimento dei contenuti tecnici
rispetto a un approccio propagandistico.
La significativa partecipazione dimostra come a Rivalta esista una comunità politica viva, attenta
e desiderosa di essere rappresentata. Molti cittadini chiedono un’alternativa credibile a chi
governa la città da troppo tempo e che, anche in occasione del referendum, ha scelto di schierarsi
in modo ideologico e strumentale, mobilitando alcuni referenti del mondo associativo che, di
fatto, finiscono per alimentare la propria macchina di consenso.
Proprio da questa consapevolezza può partire un percorso per costruire un’alternativa credibile
per la città: un progetto capace di andare oltre schemi rigidi e alleanze tradizionali, aperto a tutte
le forze che vogliono superare il vecchio modo di fare politica e impegnarsi nella costruzione di
un progetto serio e concreto per il futuro di Rivalta.

Portavoce FDI                                        Segretario Lega                      Segretario FI Rivalta                    Referente PLD
Massimiliano RASTELLI            Mauro BANGE                 Adriano PUTIGNANO       Andrea D’Alessandro

Referendum, incontro a Poirino

Si terrà martedì 10 marzo, dalle 18.45 alle 20.45, a Poirino un confronto pubblico dedicato alla riforma dell’organizzazione della magistratura penale, oggetto del referendum costituzionale confermativo in programma il 22 e 23 marzo.

L’iniziativa è promossa dal Comitato GIUSTIZIASÌ, con la partecipazione del Comitato GiustoDireNo e con il patrocinio del Comune di Poirino. L’incontro rappresenta una delle poche occasioni di dibattito sul territorio focalizzate sul merito della riforma, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un momento di informazione e confronto diretto tra posizioni diverse.

A sostenere le ragioni del SÌ sarà la dottoressa Donatella Masia, già sostituto procuratore presso i Tribunali di Torino, Asti e Alba. Per il NO interverrà il dottor Paolo Cappelli, sostituto procuratore presso il Tribunale di Torino.

Il dibattito sarà moderato dall’avvocato Piergiorgio Chiara.

L’appuntamento è presso Casa Lenci – Centro Giovani Anziani, in via Eugenia Burzio 5. La partecipazione è libera e aperta alla cittadinanza.

Pro e contro: iraniani e sinistra in piazza

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In piazza Castello questa sera a Torino, oltre ai manifestanti della sinistra schierati contro l’attacco militare americano e israeliano al regime teocratico, era presente un presidio di giovani iraniani. Sui cartelli che tenevano in mano, le scritte: “Grazie Trump” e “Chiediamo un intervento militare come l’Italia nel 1943”. La manifestazione contro la guerra è stata promossa da ARCI e hanno aderito diverse sigle della sinistra.

(foto Francesco Valente)

 

Informazione: Cessione Gedi, il Consiglio piemontese chiede tutela del pluralismo

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Il Consiglio regionale all’unanimità chiede “tutela del pluralismo dell’informazione, salvaguardia dei livelli occupazionali e protezione del patrimonio giornalistico” nelle operazioni di cessione che il gruppo Gedi sta portando avanti.

È il contenuto dell’ordine del giorno, proposto dal presidente del Consiglio, Davide Nicco, a nome di tutto l’Ufficio di Presidenza e in accordo con tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza. “Pluralismo dell’informazione e tutela del lavoro di giornalisti e collaboratori sono per noi una priorità assoluta. Il Piemonte non può restare indifferente di fronte a passaggi che riguardano testate che fanno parte della nostra storia civile e culturale. Il pluralismo dell’informazione è un presidio democratico e i lavoratori devono avere certezze sulle prospettive occupazionali”, ha spiegato.

Con l’Odg si impegna la Giunta a monitorare la situazione, continuare le interlocuzioni con la proprietà e favorire tavoli di lavoro con “stakeholders” piemontesi.
Durante la discussione Sergio Bartoli (Lista Cirio) ha annunciato il ritiro del suo documento sullo stesso tema e ha sottolineato che “viene prima di tutto l’obiettivo comune, quello di dare un segnale chiaro e unitario. Ribadiamo che la Regione Piemonte non è indifferente al pluralismo dell’informazione e alla tutela dei posti di lavoro e del ruolo dell’informazione locale”.
Alice Ravinale e Giulia Marro (Avs) si sono dette “preoccupate per le trattative in corso per la cessione de La Stampa al gruppo Sea e per le sorti di Repubblica. Evitiamo che l’informazione in Piemonte si impoverisca. La nostra solidarietà va ai giornalisti e alle giornaliste che già oggi si trovano in situazioni precarie e che vivono questa fase con grande incertezza”.
“Chiediamo di chiamare Elkann alle proprie responsabilità sociali – ha dichiarato Sarah Disabato (M5s) – questa è una decisione inaccettabile, l’ennesimo scempio perpetrato sul nostro territorio, accompagnato da un silenzio assordante. Ogni giorno tocchiamo con mano aziende dismesse, capannoni vuoti e posti di lavoro persi: anche su questa vicenda non possiamo lasciare soli lavoratori e lavoratrici”.
Per Daniela Cameroni (Fdi) “La Stampa rappresenta un punto di riferimento per l’informazione locale e un presidio radicato nella nostra comunità: per questo chiediamo che si chiariscano i dubbi sulla continuità editoriale e sul mantenimento dei livelli occupazionali. Se venisse a mancare o si indebolisse, sarebbe un impoverimento per la nostra regione dal punto di vista dell’informazione e del legame con il territorio”.
“La Stampa negli anni è stata uno dei giornali più vicini ai territori – ha spiegato Mauro Fava (Fi) – con professionisti dislocati anche nei comuni più periferici, capaci di portare le notizie locali al quotidiano di maggior lettura del nostro territorio. Faccio anche gli auguri alla Sentinella del Canavese, che da pochi giorni ha iniziato un nuovo percorso con la nuova proprietà, auspicando che continui a lavorare con la stessa attenzione al territorio”.
“Questo documento tiene alta l’attenzione su un pezzo di storia importante della nostra regione: testate che hanno assunto una dimensione significativa sul piano nazionale e internazionale e che rappresentano pluralità di informazione e opportunità di occupazione per molti professionisti. Sono un elemento centrale del panorama editoriale piemontese e sarebbe grave disperdere questo patrimonio, sia per il valore storico sia per la tutela delle professionalità coinvolte”, hanno concluso Gianna Pentenero Nadia Conticelli (Pd).

Ufficio Stampa CRP

fm

Informazione locale, Bartoli: “Ora impegni concreti”

“SU GEDI HO ACCESO IL FARO GIÀ A DICEMBRE. OGGI UNITÀ IN AULA”

Torino, 03.03.2026 – “Il tema dell’informazione locale in Piemonte non nasce oggi: lo avevo già portato formalmente all’attenzione del Consiglio regionale con un Ordine del Giorno depositato e protocollato nel mese di dicembre, sottoscritto dai colleghi del gruppo Lista Civica Cirio Presidente e regolarmente inserito all’ordine dei lavori.”

Lo dichiara Sergio Bartoli, Consigliere regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente, a margine della discussione in Aula dedicata alle prospettive del Gruppo GEDI, che comprende testate come La Stampa, la Repubblica e La Sentinella del Canavese.

“La questione è concreta e riguarda da vicino i nostri territori: per La Sentinella del Canavese è stato sottoscritto un accordo preliminare per la vendita alla società LEDI s.r.l., controllata dalla Fondazione Carella Donata. L’operazione, annunciata a dicembre 2025, prevedeva il perfezionamento del passaggio con efficacia dal 1° febbraio 2026, segnando l’uscita dello storico quotidiano di Ivrea dal gruppo di John Elkann.”

Bartoli prosegue: “Su questi temi non servono bandierine: serve serietà. Parliamo di pluralismo dell’informazione, di professionalità, di presìdi territoriali e di tutela del lavoro: elementi essenziali per la qualità democratica delle nostre comunità, soprattutto fuori dai grandi centri.”

“Prendo atto che la Presidenza ha presentato un testo che va nella medesima direzione. Proprio per dare massima forza politica al messaggio dell’Aula e non disperdere energie, ho scelto la strada dell’unità, sottoscrivendo il testo proposto dalla Presidenza e ritirando il mio ODG n. 446, favorendo un percorso condiviso. L’obiettivo viene prima di tutto: ottenere impegni concreti e verificabili.”

“Oggi non ci fermiamo a un titolo: l’Aula dà un mandato preciso alla Giunta. Monitorare l’evoluzione delle operazioni societarie, promuovere un dialogo istituzionale con il Governo e con i soggetti interessati e informare il Consiglio sugli sviluppi. Il tutto nel pieno rispetto delle competenze regionali e della natura privata di queste operazioni, che richiedono equilibrio e responsabilità: la Regione non entra nelle scelte imprenditoriali, ma ha il dovere di vigilare sulle ricadute per il Piemonte in termini di pluralismo dell’informazione e tutela del lavoro. Io ho acceso il faro su questa vicenda già a dicembre e continuerò a tenere alta l’attenzione finché non avremo garanzie concrete.”

ANPI Torino, confronto sul referendum il 5 marzo

 

Giovedì 5 marzo, alle 18.00, la Sezione torinese dell’ANPI “ Eusebio Giambone” promuove un incontro in previsione del referendum sulla giustizia intitolato “Capire la riforma per difendere la democrazia”. L’evento su svolgerà presso l’Osteria Rabezzana al numero 23 di via San Francesco d’Assisi nel centro di Torino. Si tratta di un momento di confronto aperto per comprendere i contenuti della riforma della giustizia e le implicazioni referendarie, con l’obiettivo di favorire una partecipazione consapevole e informata. Interverranno Sara Panelli e Giulia Rizzo, magistrati con funzioni di pubblico ministero. “Come ANPI siamo particolarmente sensibili ai diritti e alle libertà dei cittadini, contro censure, delegittimazioni, prevaricazioni del potere”, afferma la presidente della Sezione torinese Laura Marchiaro. “ L’esercizio dei diritti e delle libertà dei cittadini è salvaguardato dalla Costituzione attraverso la divisione dei tre poteri, il legislativo, l’esecutivo, il giudiziario. Questa è la garanzia fondamentale  per impedire abusi e ogni sorta di autoritarismi. Per questa ragione sosteniamo il NO al referendum perché la legge di riforma, che cambia la Costituzione, colpisce proprio la divisione dei poteri, frammentando l’organo di autogoverno, cioè il Consiglio Superiore della Magistratura, sminuendone le funzioni e indebolendo di conseguenza l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura”. “ La riforma  – continua Laura Marchiaro – prevede la divisione in due del Consiglio Superiore della Magistratura, uno per la Magistratura giudicante e l’altro per i Pubblici Ministeri. Per di più i magistrati componenti di ciascun CSM sarebbero estratti a sorte, una scelta umiliante che prescinde dal consenso e dal merito, mentre la formazione dei rappresentanti politici del CSM avverrebbe attraverso un meccanismo di fatto pilotato dalla maggioranza di governo. Inoltre la riforma prevede anche un’Alta Corte, con analoghi meccanismi di formazione dei componenti, ancora più sbilanciati a favore del governo. Il risultato finale sarebbe, in sostanza, un colpo alla Magistratura e un aumento di potere del governo. Insomma, vogliono cambiare la Costituzione per dare più potere al governo. E questo non va per niente bene”.  L’incontro è pubblico con un aperitivo a buffet ( quota di partecipazione, 15 euro). Per informazioni: Osteria Rabezzana ( tel 011-543070 / info@osteriarabezzana.it).

M.Tr.