politica

Riflessioni su un disastro per la democrazia

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Ogni epoca ha le sue violenze. Questo è l’insegnamento che ci deriva dalla storia. Ci sarebbe la tentazione  di considerare i fatti di Torino del 31 gennaio in una linea di continuità, ad esempio, con Lotta Continua che mise a ferro e fuoco parti della città con l’assalto all’ “Angelo Azzurro” (che costò la morte atroce di un giovane lavoratore studente) e alla sede del MSI. Lotta continua giunse alla demonizzazione e all’assassinio del commissario Calabresi e parte di essa confluì nel terrorismo armato e un’altra parte nel giornalismo radical – chic alla Gad Lerner. Certo la violenza è sempre la stessa, ma i fatti di Torino fanno pensare al G8 di Genova che fu una vera devastazione della città. L’episodio del poliziotto pestato fa pensare al carabiniere che Giuliani avrebbe voluto uccidere con un estintore. Anche a Genova venne reclutata manovalanza violenza all’estero come in parte a Torino. Ciascuno mescolerà inevitabilmente i suoi ricordi, ma il fatto indiscutibile è che per 30 anni Torino ha tollerato l’occupazione dell’edificio di Corso Regina, diventato un covo della violenza in città e in Val Susa contro la Tav. In Val Susa gli contro la polizia sono stati continui e molto sanguinosi, ma quasi tutti hanno minimizzato. La procuratrice Generale del Piemonte che si sta rivelando una magistrata davvero fuori ordinanza, ha denunciato la realtà che si raccoglie dietro Askatasuna e ha denunciato la connivenza di certa borghesia torinese con un coraggio e una lucidità eccezionali. Gli intellettuali torinesi tacciono o vanno ad applaudire al palazzetto dello Sport Barbero e D’Orsi che si ritengono perseguitati e ragionano ormai con degli slogan preconfezionati. Gli intellettuali torinesi non ci sono più. Al massimo ci sono dei professori in cerca di una  notorietà che non arriva. Al massimo ci sono collaboratori di giornali che scrivono le solite vulgate o parlano d’altro. Solo Carmine Festa ha scritto un editoriale sul Corriere degno di attenzione e rispetto. Tutti i militanti dell’antifascismo a costo zero perché il fascismo non c’è più da 81 anni, si trincerano dietro la parola magica Resistenza che non a caso è quella evocata anche dai cortei violenti del 31 gennaio che hanno bloccato la vita di un’intera città. Mentre vorrei chiedere all’Anpi di esprimersi su questo uso improprio della parola resistenza, mi domando come sia possibile in democrazia che 20-30 mila manifestanti possano bloccare una città intera persino nei soccorsi di emergenza. Questa non è più democrazia, ma prepotenza, mentre l’idea di trattare con i manifestanti per evitare incidenti si è rivelata un’utopia. Non è possibile che le Forze di Polizia siano lasciate in balia della violenza senza che l’imperio della legge abbia il sopravvento e tutti gli incappucciati siano identificati e arrestati in fragranza di reato. I fatti di Torino ci insegnano che la violenza bruta va stroncata, anzi andava da tempo stroncata. Il clima che si respira è quello della guerra civile e del terrorismo brigatista a cui si sicuramente guardano questi estremisti. Eletti nelle istituzioni che sfilano dietro alle insegne di Askatasuna vanno denunciati come fiancheggiatori della violenza ed emarginati dalla politica. Dicono che non sia possibile distinguere preventivamente gli estremisti violenti dai manifestanti “non violenti”. Ho qualche dubbio in proposito. Tuttavia, se è  davvero impossibile identificare e prevenire, allora devono essere i non violenti senza virgolette a disertare certi cortei, isolando a priori l’ala degli scatenati.   Senza drastici provvedimenti presi in modo tempestivo Torino non  potrà liberarsi da chi vuole impadronirsi della città come neppure gli squadristi fecero con la Marcia su Roma perché il Re fellone chiamò al potere Mussolini.  Il fascismo qui non c’entra e i contesti storici sono diversissimi, ma il biennio rosso dopo la Grande Guerra inaugurò una stagione fi ubriacatura ideologica e di violenza che portò a dover scegliere – come disse Croce – tra ordine e libertà. Quel cartello dietro al corteo di sabato che evoca la Resistenza fa pensare all’abbaglio incredibile dello storico partigiano Guido Quazza che vide nei contestatori violenti del ‘68 gli eredi dei partigiani.

Askatasuna, la posizione di Avs – Se

GRIMALDI (AVS), RAVINALE (AVS), DIENA (SE)

In merito alla manifestazione a Torino, Marco Grimaldi, Vice Capogruppo AVS alla Camera dei Deputati, Alice Ravinale Capogruppo AVS in regione e
Sara Diena Capogruppo SE in Comune dichiarano:

<<Quella di oggi è stata una manifestazione di massa, con quasi 50.000 persone in piazza a difesa degli spazi sociali e di Askatasuna nonostante il clima di tensione montato ad arte per settimane. Non avrebbe mai dovuto finire con una guerriglia urbana senza controllo che non serve a nessuno, danneggia chi prova a resistere a repressione e militarizzazione e fa male a tutta la città. Quella del poliziotto a terra colpito ripetutamente è un’immagine che non avremmo mai voluto vedere e che ci disgusta, così come l’aggressione ai giornalisti della Rai.

Questi fatti non devono cancellare la risposta unica di oggi della cittadinanza e una grande giornata di partecipazione, con un corteo enorme che ha resistuto a un contesto anomalo di militarizzazione di un intero quartiere e a un Governo che progetta di distruggere tutti i luoghi di alterità che esistono e resistono in Italia, luoghi che possono diventare bene comune, trasformarsi ed essere parte di nuovi percorsi come stava avvenendo a Torino, ma che non si possono cancellare dalle nostre mappe culturali, solidali e sociali>>

Giustizia, FI: “Negata la parola ai penalisti”

ROSSO – FONTANA – COTA – RINAUDO: “ VIOLATA LA PAR CONDICIO IN VISTA DEL REFERENDUM”

«Quanto accaduto oggi all’inaugurazione dell’anno giudiziario di Torino rappresenta un segnale inquietante sul piano del confronto democratico nel nostro Paese. Impedire al presidente della Camera Penale di intervenire, adducendo pretestuose “ragioni di tempo”, mentre veniva garantito ampio spazio all’Associazione Nazionale Magistrati, configura un grave squilibrio istituzionale e una palese violazione della par condicio».

Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario regionale del partito, Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino, Roberto Cota, responsabile del Dipartimento Giustizia di Forza Italia Piemonte e Beatrice Rinaudo, responsabile Dipartimento Giustizia Coordinamento Cittá di Torino di Forza Italia che proseguono:
«Siamo di fronte a un atto che ha il sapore della censura e che risulta ancora più grave perché consumato in un momento storico delicatissimo. Con un referendum sulla separazione delle carriere ormai alle porte e una campagna referendaria che è entrata nel vivo, è inaccettabile che in un luogo che dovrebbe rappresentare l’imparzialità e l’equilibrio delle istituzioni venga data voce esclusivamente alle posizioni della magistratura associata, negando il diritto di parola a chi rappresenta il diritto alla difesa dei cittadini.
La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario non è una proprietà privata di una parte, ma un patrimonio comune della collettività. Silenziare i penalisti significa tentare di imporre un pensiero unico sulla riforma della Giustizia, evitando il confronto nel merito e mortificando il pluralismo che è alla base dello Stato di diritto.
Esprimiamo piena solidarietà alla Camera Penale Vittorio Chiusano e a tutti gli avvocati penalisti.
La democrazia vive di equilibrio tra i poteri e di rispetto reciproco tra le istituzioni: quanto accaduto oggi a Torino è un precedente grave che non può essere derubricato né archiviato nel silenzio», concludono Rosso, Fontana, Cota e Rinaudo

Giachino: “La Torino migliore che non urla, non insulta”

“Non è contro ma propone, prega e costruisce l’inclusione senza insultare nessuno , senza usare violenza preferendo il dialogo, le azioni di carità a favore dei fratelli”

Oggi  Torino non ci sono solo i ragazzi di Askatasuna e dei Centri sociali. Nel pomeriggio in molti Oratori di Torino e provincia i ragazzi  pregano e festeggiano Don Bosco, il grande Santo piemontese che aiuto’ tantissimo i ragazzi torinesi dell’Ottocento toccati pesantemente dell’avvio del Rivoluzione industriale. C’è una Torino più grande di quella scesa oggi in piazza, dai 40.000 SITAV che nel 2018-2019 salvarono l’opera più importante per il rilancio di Torino e del Paese. C’è la Torino preoccupata delle migliaia di negozi e di BAR e ristoranti cui è stato consigliato di chiudere la attività per evitare guai. E su questa Torino che si deve puntare per rilanciare la crescita economica. Sta ai partiti ritrovare l’anima, in particolare l’anima sociale per portare lavoro e sviluppo in tutta la Città a partire di suoi Quartieri più svantaggiati.

Mino GIACHINO
UDC torinese

Askatasuna, Zangrillo: “Pratica fascista, orgoglio di violenza e sopraffazione”

“Purtroppo non sono capaci di sorprenderci: rimangono fedeli al loro orgoglio di violenza e sopraffazione. Saranno pure 15 o 20mila, tuttavia non è rilevante il numero, ma la stantia e vergognosa pratica fascista dello scontro fisico, del dileggio alle regole della civile convivenza, del rifiuto alla legalità. Sono indignato alla notizia della partecipazione a questa gazzarra da parte di rappresentanti delle istituzioni. Il signor Grimaldi, non riesco proprio a chiamarlo onorevole, che parla di risposta a un assedio, alla repressione della libertà in una Torino antifascista, si vergogni di ciò che afferma, si vergogni del sostegno ai violenti, si vergogni dell’incapacità di comprendere che i veri fascisti sono quelli che lui sostiene e a cui dà voce.

I cittadini di Torino non ne possono più di queste manifestazioni di violenza, non ne possono più di sentire queste menzogne sulla repressione degli spazi di dialogo; Askatasuna non dialoga, Askatasuna prevarica, delinque, ruba spazi e serenità alle persone per bene. E chi si oppone alla loro violenza diventa un bersaglio, come è successo nei giorni scorsi alla Rettrice Cristina Prandi, che aveva la sola “colpa” di voler impedire che il diritto allo studio si trasformasse impunemente nel diritto a delinquere”. Queste le dichiarazioni del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che prosegue: “È diventata intollerabile la ricerca dello scontro con le Forze dell’Ordine da parte di questi scappati di casa, è diventato insopportabile spendere soldi pubblici per riparare i danni di questi provocatori, l’unica magra consolazione è che finché in Parlamento e nelle istituzioni ci saranno certi soggetti, il governo di centrodestra avrà vita lunga. Gli italiani non sono cretini”.

Askatasuna, Nicco: “Pagina di follia e di vergogna”

“LA PROCURATRICE MUSTI HA RAGIONE: BASTA AREE GRIGIE’

“Quella di oggi a Torino è stata una pagina di vergogna e di follia che nulla ha a che vedere con il diritto di manifestare”.
Così il Presidente del Consiglio regionale del Piemonte commenta i gravi disordini avvenuti nel corso dellamanifestazione ‘Pro Askatasuna’ .
“Purtroppo – continua – come tutto era stato ampiamente previsto, le preoccupazioni della vigilia si sono concretizzate in tutta la loro drammaticità.
Bombe carta contro le forze dell’ordine, lacrimogeni, mini incendi, idranti in azione e una città messa sotto pressione hanno assunto con il passare delle ore i contorni evidenti di una vera e propria guerriglia urbana. Atti violenti e organizzati che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone. È inacettabile”.
Quanto accaduto non rappresenta il diritto di manifestare, ma l’azione di frange antagoniste che cercano deliberatamente lo scontro.
“Da trent’anni – riprende Nicco – questa vicenda è legata a un’occupazione abusiva che non ha prodotto alcun beneficio per il quartiere né per la città di Torino, ma solo disagi, danni e tensioni”.
Oggi è apparsa in tutta la sua evidenza come venga utilizzata quale pretesto politico per alzare il livello dello scontro, in assenza di argomenti e consenso.
“Proprio questa mattina, – sottolinea Nicco – in occasione della cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario, la Procuratrice generale Lucia Musti ha richiamato con grande chiarezza l’esistenza di un’“area grigia”, fatta di ambiguità e coperture, che finisce per legittimare e proteggere chi pratica la violenza. I fatti di oggi rendono quelle parole drammaticamente attuali”.
“Le istituzioni hanno il dovere di isolare senza ambiguità ogni forma di violenza e di difendere la legalità, non di partecipare a sfilate condivise: la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle regole democratiche vengono prima di tutto. La violenza non può trovare alcuna giustificazione”, conclude il presidente Nicco.

Bilancio Regione, Ravello (FdI): “Piemonte sulla rotta del risanamento”

“Investimenti su sanità, welfare e sviluppo. Chi ha gridato ai sotterfugi non ha saputo parlare nel merito”.
Con buona pace di chi ha urlato ai sotterfugi e ci ha accusato di falsificare le carte, il Bilancio di previsione la Regione Piemonte conferma una traiettoria di serietà e risanamento dei conti, unita a scelte politiche chiare a sostegno di territori, famiglie e imprese“. Ad affermarlo Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris.
Il documento, che ha ottenuto il parere positivo definitivo dei revisori, garantisce equilibri finanziari e rafforza gli investimenti strategici: quasi 11 miliardi per la sanità, risorse confermate – aggiunge Ravello – per il welfare e le politiche sociali, sostegno alle attività produttive e all’innovazione, attenzione a giovani, pari opportunità, sport e cultura. Prosegue il percorso di riduzione del debito e del disavanzo, mentre crescono occupazione e attrattività del territorio. Importanti gli stanziamenti su infrastrutture, ambiente, montagna ed enti locali, così come il rilancio dell’agroalimentare e del turismo“.
E’ un bilancio – conclude Ravello – che non si limita a far quadrare i numeri, ma orienta le risorse verso una visione di sviluppo sostenibile, coesione sociale e competitività del Piemonte, anche in una fase economica complessa. Siamo soddisfatti e rivendichiamo con orgoglio il lungo e costruttivo lavoro che insieme alla Giunta abbiamo fatto in questi mesi in Commissione“.

Lista Civica Cirio Presidente: «Impegni  su sociale, ambiente, sanità e cultura» 

Interventi su 14 azioni importanti per i cittadini e le Amministrazioni locali

Sono 14 gli Ordini del Giorno collegati al Bilancio di Previsione 2026-2028 presentati dalla Lista Civica Cirio Presidente PML e approvati dal Consiglio regionale su temi sollevati da cittadini ed Enti Locali e da tempo al centro del lavoro dei Consiglieri: si tratta di atti che impegnano la Giunta regionale a stanziare risorse nella prossima Variazione al Bilancio per dare corso a interventi su tematiche sociali, culturali, ambientali e della Pubblica Amministrazione.

Gli Ordini del Giorno del Capogruppo Silvio Magliano prevedono lo stanziamento di risorse per l’esaurimento della graduatoria per il Bando della Cultura (LR 11/18), per iniziative di sostegno ai bambini e alle bambine che presentano mutismo selettivo, per la libertà di educazione, con l’impegno a erogare contributi per il Voucher per le scuole paritarie a tutte le domande ammesse, per la promozione della cultura della donazione di organi, tessuti, midollo osseo e sangue, anche con il coinvolgimento dei Comuni per sensibilizzare i cittadini sulla scelta al momento del rinnovo della Carta d’Identità, come previsto dalla normativa.

«Lavoriamo su un’idea di Cultura a 360 gradi – commenta Magliano -:  da una parte l’istruzione e il diritto alla libera scelta educativa, dall’altra la consapevolezza che conoscere disturbi meno noti, ma non per questo meno gravosi per chi li vive e le famiglie, è la strada perché chi è fragile non resti indietro; quindi il sostegno per associazioni ed enti culturali; infine la cultura della donazione , al fine di promuovere il valore fondamentale di scegliere la vita attraverso l’atto di donare organi, midollo e sangue».

Sergio Bartoli, attraverso i suoi Ordini del Giorno, ha richiesto alla Giunta l’impegno per la sperimentazione di metodi di trattamento per malattie neurologiche attraverso metodi basati sulla neuroplasticità, come il metodo Feldenkrais, per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici nei piccoli comuni, per il Museo Ferroviario Diffuso, in particolare per stazioni e materiale storico delle linee Ciriè-Lanzo e Canavesana, per la sostituzione di caldaie a legna nelle abitazioni private, per la tutela della biodiversità e il sostegno al Centro Grandi Carnivori, per lo scorrimento della graduatoria del Bando Obiettivo Comuni dedicato alla realizzazione di opere strategiche nei comuni con meno di 35mila abitanti.

«Il mio lavoro – commenta Bartoli – nasce dal rapporto con il territorio e gli Enti Locali: le tematiche su cui ho chiesto l’impegno della Giunta sono particolarmente rilevanti per lo sviluppo delle piccole comunità e del nostro territorio e per la tutela del nostro patrimonio ambientale».

Mario Salvatore Castello ha invece richiesto l’impegno della Giunta regionale per contributi alle aziende che attuano iniziative per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, quali anidride carbonica, metano, fluorurati e protossido di azoto, e per le relative certificazioni.

«L’impegno delle nostre aziende per la tutela dell’ambiente è innegabile, anche per l’approfondita normativa vigente, e richiede investimenti onerosi – commenta Castello -; sostenerne lo sforzo è un riconoscimento per il lavoro importante svolto in quest’ambito cruciale e un segnale di attenzione verso investimenti doverosi, ma che in molti casi rischiano di comportare uno svantaggio competitivo sui mercati».

Per Elena Rocchi l’impegno è dedicato al sostegno ai piccoli Comuni per il rinnovo degli strumenti urbanistici, a partire dal Piano regolatore e allo scorrimento della graduatoria del Bando per attrezzature fieristiche per Pro Loco e Associazioni combattentistiche.

«Sappiamo tutti quanto sia importante per moltissimi comuni l’apporto dato dalle Pro Loco e dalle Associazioni d’arma, sempre presenti e attive – spiega Rocchi -; il Bando per i contributi per il rinnovo e la messa in sicurezza del materiale fieristico, nonostante alcuni stanziamenti aggiuntivi, non ha ancora esaurito la graduatoria del progetti ammessi: con il mio Ordine del Giorno impegniamo la Giunta a raggiungere questo traguardo. Il secondo atto approvato dal Consiglio, invece, viene incontro alle esigenze dei piccoli comuni che devono rinnovare i propri piani regolatori o altri strumenti urbanistici, azione necessaria ma difficoltosa per costi e complessità tecniche, eppure decisiva per lo sviluppo delle nostre comunità».

Daniele Sobrero ha richiesto l’impegno della Giunta, infine, per riproporre una misura che la Lista Cirio aveva già inserito nel Bilancio del 2025 e che aveva ottenuto positivi risultati: lo stanziamento di risorse per i lavori di manutenzione straordinaria tra 5mila e 15mila euro nelle case popolari piemontesi.

«Sono appartamenti – afferma Sobrero – che necessitano di piccoli lavori per essere nuovamente assegnati: nel 2025 lo stanziamento di 300mila euro in aggiunta a fondi nazionali ha consentito di rendere nuovamente assegnabili oltre 100 alloggi, offrendo una soluzione ai problemi abitativi di altrettante famiglie».