politica

Meno male che a Torino c’è la Chiesa

Senza la sua azione di supplenza della metà della città penalizzata in questi anni  starebbe ancora peggio.

di Mino GIACHINO

Nonostante la illusione delle Olimpiadi nel 2036-2040 la distanza tra la Torino che sta bene e la metà della Città che sta male , secondo la descrizione dell’Arcivescovo Nosiglia, è ancora aumentata, e ciò  nonostante la Città sia amministrata da trentatré anni dalla sinistra e dai suoi intellettuali col cachemire e con l’aiuto di una parte di ex dc. Torino mal piazzata nelle varie classifiche  settantesima per qualità della vita, tre quarti dei giovani con contratti di lavoro precari, capitale della cassa integrazione. Al terzo posto per capitali  privati  che però, come ha denunciato il giovane Cardinal Repole vengono investiti all’estero.

In questa situazione mentre la attività dei partiti non brilla , quasi dimenticata la grande piazza Castello a favore della TAV del 10.11.2018 che viene ricordata con grande ammirazione nelle altre Città come successo giovedì scorso a Genova da parte del prof. Duci , emerge il grande impegno delle Parrocchie e della Diocesi. Senza la grande azione di supplenza della Chiesa, la Torino che se la passa male starebbe  ancora peggio. Decine di migliaia di famiglie mangiano grazie alle tante Caritas Parrocchiali . Tanti bambini possono giocare in condizioni di sicurezza grazie agli oratori ben funzionanti grazie alla Associazione degli Oratori diretta da un Parroco entusiasta e torinista come don Stefano Votta . Sarò tenero di cuore, come diceva la nonna di mio figlio, ma mi fa impressione quando mi faccio un giro in Barriera di Milano vedere l’oratorio della Pace accerchiato almeno da tre lati da spacciatori.

La difficoltà della Città a trovare , dopo 30 anni di sinistra , un futuro chiaro si riflettono anche nella crisi della partecipazione politica. Anche qui la Chiesa torinese cerca di dare una mano . La settimana si era aperta lunedì sera con una partecipatissima lezione alla Consolata di Don Luca Peyron , nipote del grande Sindaco di Italia 61, sulla Intelligenza Artificiale,  intervistato da Alberto Riccadonna. Ieri sera a Palazzo Barolo la Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi ha presentato il lavoro di alcuni gruppi sulla partecipazione attorno ai problemi più importanti della Città
A maggio poi, in occasione dei 150 anni del settimanale della Diocesi . si terra’ un importante convegno sul futuro di Torino che non potrà che partire dalle gravi difficoltà sociali di oggi con una Città che dopo trentatré anni di amministrazioni di sinistra non ha ancorauna idea sul suo futuro con una Amministrazione che non ha mosso un dito quando la Famiglia ha venduto  ai francesi. Insomma nessuno potrà dire che Torino oggi sta meglio del 1993.  Ovviamente in democrazia decideranno coloro che andranno a votare.
Certo se questa volta , la metà della Città che fa fatica e che vive con un PIL sotto il livello delle regioni del Sud , andrà in massa a votare, per Lorusso e compagni sarà dura. Noi che ci rifacciamo alle migliori amministrazioni cattoliche del dopoguerra ci impegneremo per il cambiamento amministrativo di una Città che di questo passo si rilancerà solo quando sarà ultimata la TAV e difendendo l’industria.

Molinari (Lega): “Dal Piemonte più di mille leghisti in Piazza Duomo”

“Dal Piemonte sabato mattina partiranno in direzione Milano più di mille leghisti, a bordo di pullman, treni, auto. L’appuntamento per tutti è in Piazza Duomo, dove alle 15 con il nostro Segretario Federale, Matteo Salvini, parteciperemo all’evento organizzato dal gruppo europarlamentare dei Patrioti, ‘Senza paura – In Europa padroni a casa nostra’. Una manifestazione pacifica e determinata, in cui parleremo del futuro del nostro Paese, dell’Italia che vogliamo, con un forte sguardo alle esigenze del Nord, dal punto di vista dell’autonomia ma anche dell’economia, in un momento quanto mai delicato per le nostre imprese, e per i lavoratori”.

Così l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, spiega nella sua veste di Segretario della Lega in Piemonte perché è importante far sentire, sabato a Milano, la voce della nostra regione: “Il Piemonte è una realtà con un tessuto imprenditoriale forte ed eterogeneo, con eccellenze in tanti comparti: dall’automotive alla meccanica, dalla gioielleria all’agroalimentare, e con una fortissima vocazione all’agricoltura di qualità. Tutti questi comparti oggi sono a fortissimo rischio, e gli strumenti messi in campo dall’Unione Europea sono spesso inadeguati, lenti, anacronistici, volti assai più a tutelare gli interessi dei paesi del nord, che non i nostri. Chiediamo per questo l’immediata sospensione del patto di stabilità europeo, così da poter far fronte all’aumento dei costi energetici, e vogliamo bloccare la follia del green deal che sta distruggendo l’industria europea”.

“C’è inoltre forte l’esigenza – conclude l’on. Molinari – di portare avanti il percorso dell’autonomia dei popoli, la difesa della nostra identità e della nostra cultura, e la necessità di mettere in campo politiche di sicurezza che consentano ai piemontesi, come a tutti gli altri cittadini italiani, di sentirsi sicuri a casa propria, e di vedere puniti coloro che, stranieri o italiani che siano, si rendono colpevoli di reati ai danni di persone, auto, abitazioni o imprese. Oggi purtroppo non sempre succede, e non certo per colpa delle forze dell’ordine, che fanno il possibile e l’impossibile, e a cui va tutto il nostro sostegno”.

DSP, Marco Rizzo prepara il Congresso in Piemonte

Democrazia Sovrana Popolare “Noi unico partito  per la neutralità italiana, contro l’Europa della guerra e dei rincari che ci porterà al disastro”

La primavera è la stagione dei Congressi regionali del movimento sovranista ed anti Ue guidato da Marco Rizzo e Francesco Toscano. Rizzo sarà a Torino il  18 aprile dalle 14:30 (Corso Svizzera 163 c)

“L’Unione Europea- ha detto Rizzo nel presentare l’iniziativa- è   austerity, guerra, svalutazione, rincari,  de-industrializzazione, anche per la rinuncia al gas russo a basso costo e per il rifiuto di sospendere Patto di Stabilità che oggi agisce come un cappio su famiglie e imprese e, se le cose continuano come ora, ci condurrà al disastro. I burocrati non vogliono sospenderlo per affrontare la peggiore  crisi energetica mai vista in Italia, ma solo per comprare altre armi e conservare le loro poltrone.  l’Euro-tirannia- ha spiegato Rizzo -è un sistema dai forti connotati totalitari che sospende ogni fisiologia democratica e svuota le istituzioni, ancorando la sorte dei governi e delle assemblee elettive alla conformità forzata di queste ultime all’ideologia del vincolo esterno.  La globalizzazione europeista è svendita  all’estero  di molte nostre eccellenze produttive e la perdita di centinaia di migliaia di PMI  su tutto il territorio nazionale, danneggiando  le famiglie”.

“Democrazia sovrana popolare è l’unica alternativa contro l’UE e per i territori-spiega Rizzo. Noi non proponiamo un’alleanza politica, con centrali del consenso colluse all’euro-crazia anti-nazionale. Noi siamo l’unica alternativa della sovranità e della pace. Vogliamo affermare una solida alleanza sociale con tutti quei cittadini, quelle forze professionali, quelle partite iva, quei lavoratori, quei disoccupati,  che non hanno più diritto di cittadinanza. Negli ultimi anni infatti, nelle società europee, il dibattito pubblico ufficiale, il cosiddetto mainstream,  ha espulso e bollato gli anti-europeisti. Gli italiani sono stati divisi ferocemente in maniera binaria,  i seguaci del main stream erano la serie A, gli altri, la serie B in base alle loro opinioni sottorappresentate o proibite.. Molti si sono visti stigmatizzare  istanze legittime come populiste solo perché volevano istruzione e non armi, ospedali e non liste d’attesa, scuola e saperi e non studenti digitali in procinto  di diventare stagisti a vita, lavoro e non il deserto creato dai guerrafondai di ogni colore, radici, non sradicamento e perdita d’identità nella globalizzazione economica selvaggia che crea masse di integrati forzati. Impresa tradizionale e locale, non la produzione seriale e anonima. Per tutti costoro che rifiutano la bandiera senza Storia degli affaristi e di Ursula Von Der Leyen è venuto il tempo di chiudere l’equivoco di un incubo propagandato come un sogno.” ha concluso.

Simone Fissolo: “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini”

Simone Fissolo, autore del libro “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini”, è Consigliere comunale della Città di Torino dal 2021, membro della rete dei Consiglieri locali dell’Unione Europea e già Presidente dell’Associazione nazionale Gioventù Federalista Europea

 

Com’è nata in Lei la passione per la politica e quando ha avuto la percezione che sarebbe diventata la Sua attività predominante?

Ho incontrato la politica a Ventotene, nel 2010, come giovane studente universitario. Partecipai a un seminario di formazione politica che si svolgeva proprio a Ventotene, che rappresenta un’isola particolare, la culla d’Europa, il luogo in cui venne scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni il manifesto omonimo, che aveva per titolo “Per un’Europa libera e unita”, dal quale rimasi profondamente colpito. Da quel momento cominciai a partecipare attivamente a un’organizzazione politica apartitica che si chiama Movimento Federalista Europeo, ispirato al Manifesto di Ventotene. In seguito, portai questa esperienza a Torino e cominciai a fare formazione politica ai ragazzi e alle ragazze delle scuole. Inoltre, misi in piedi una collaborazione con la Provincia di Torino, che ha uno sportello che si chiama Europe Direct, lo sportello dell’Unione Europea sul territorio, attraverso la quale contribuii a portare nelle scuole incontri sui temi dell’Europa e della consapevolezza di una cittadinanza europea.

Ha scritto un libro dal titolo “Voto, dunque sono-un metodo per diventare cittadini”. Sembra che il suo personaggio rappresenti una sorta di giovane Simone Fissolo…

L’obiettivo del libro è quello di raccontare la storia di una persona che decide di occuparsi della comunità, dei compagni di classe, della scuola e, in generale, della “res publica” (la cosa pubblica). Marco, il personaggio del libro, è sicuramente un giovane Simone Fissolo, ma potrebbe rappresentare chiunque sia veramente interessato al bene pubblico. Mi piacerebbe che ci si identificasse con Marco per capire che ci sono troppi pochi cittadini realmente intenzionati a occuparsi della cosa pubblica. Questo è un libro che vide la luce già otto anni fa. Ora, anche per il ruolo istituzionale che rivesto, essendo Consigliere comunale della Città di Torino con i Moderati, ho voluto modificarlo e aggiornarlo in una nuova pubblicazione (avvenuta nel 2025), che potesse evidenziare quanto la partecipazione politica dei cittadini torinesi sia in questo periodo storico scarsa, con il desiderio di ravvivare una passione politica che ha sempre contraddistinto il territorio.

A chi si rivolge il libro?

Essendo un libro che desidera fornire al cittadino un quadro delle competenze delle specifiche istituzioni: Circoscrizioni e Giunta Circoscrizionale, Consiglio Comunale e Giunta Comunale, Consiglio Regionale e Giunta Regionale, quindi un manuale che deve aiutare il cittadino a orientarsi nel modo più semplice possibile a livello comunicativo, si rivolge a tutte le fasce d’età, a partire dai giovani adolescenti, che rappresentano il futuro della città e dell’intero Paese.

Quindi il suo libro ha un intento di ricostruzione rivolto al futuro…

La conclusione dell’ultimo libro scritto dal co-direttore del Financial Times, Martin Wolf, “La crisi del capitalismo democratico”, identifica nella ricostruzione della cittadinanza la chiave per salvarci, salvare le democrazie liberali nelle quali viviamo. Ecco, penso che questo mio libro comunichi ad alta voce l’esigenza di tornare a interpretare, politicamente e socialmente, il ruolo del cittadino.

Il libro “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini” verrà presentato giovedì 16 aprile al Polo del ‘900, a Torino, in via del Carmine 14, presso lo Spazio incontri, alle ore 17.30, con l’intervento dell’autore e dell’editorialista Marco Zatterin.

 

Mara Martellotta

Olsa: Pompeo (Pd), servono garanzie immediate per 299 lavoratori

 “La cessione dei siti Olsa di Rivoli e Moncalieri dal gruppo Magna International al fondo Mutares non può avvenire senza garanzie chiare per i lavoratori e per il futuro industriale del territorio”. Lo afferma la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale.
“Su Olsa servono garanzie immediate. Forte è la preoccupazione per i 299 lavoratori – aggiunge –. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che negli ultimi anni hanno già affrontato esuberi, riduzioni dell’attività e un ricorso prolungato agli ammortizzatori sociali. È necessario che questa fase sia accompagnata da un impegno concreto a tutela dell’occupazione e della continuità produttiva. Nessuno dei lavoratori coinvolti deve restare a casa”.
Pompeo evidenzia come “la vicenda si inserisca in un quadro di difficoltà più ampio del comparto automotive piemontese, che richiede una regia pubblica stabile e una visione industriale di medio-lungo periodo”.
“Nella giornata di ieri la Giunta ha annunciato la convocazione, nelle prossime settimane, di un incontro congiunto tra gli assessorati competenti. Un primo passo, che dovrà tradursi rapidamente in azioni concrete”, conclude.

Rimpasto in Regione, il Consiglio discute

La seduta del Consiglio regionale si è aperta con le comunicazioni del presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, circa il recente riassetto di Giunta, segnato dalle dimissioni dell’assessore Elena Chiorino e da una conseguente catena di avvicendamenti istituzionali.

Nicco ha ricordato che, con decreto del 30 marzo 2026, il presidente della Regione Alberto Cirio ha preso atto delle dimissioni di Elena Chiorino, assumendone ad interim le deleghe. La consigliera, eletta nella lista regionale insieme a Maurizio Marrone, appartenente al medesimo gruppo di Fratelli d’Italia, era stata sospesa dalla carica al momento della nomina ad assessore, come previsto dalla normativa vigente. Per entrambi, il Consiglio regionale aveva provveduto alla nomina di consiglieri supplenti, individuati in Daniela Cameroni e Claudio Sacchetto, prima e secondo dei non eletti della lista regionale appartenenti al gruppo di Fratelli d’Italia.

L’uscita di Chiorino dalla Giunta ha determinato il rientro automatico in Consiglio a partire dal 31 marzo, con la conseguente cessazione della supplenza di Sacchetto, “secondo dei non eletti” della lista regionale appartenente al gruppo di Fratelli d’Italia. Cessazione da consigliera, poi, per Cameroni, la cui nomina ad assessore, formalizzata l’11 aprile, ha posto fine al suo ruolo di consigliera supplente del collega Maurizio Marrone.

 

IL CONFRONTO POLITICO IN AULA

Le comunicazioni hanno però acceso un confronto politico. Dai banchi dell’opposizione è stata obiettata l’assenza in Aula del presidente Cirio. “Ha fatto una conferenza stampa ma non è mai venuto in Consiglio a riferire di questo rimpasto che deriva da un grave scandalo”, ha detto Vittoria Nallo (Sue).

Alice Ravinale (Avs) ha aggiunto: “Mi sono stufata di sentire Cirio parlare del nonno partigiano e poi dare pesantissime deleghe a Marrone, che è l’anima più nera della Giunta”.

Dubbi anche sul nuovo assetto delle deleghe sono arrivati dal Movimento 5 Stelle. “Perché a Cameroni è stato dato un assessorato depotenziato? Non la ritenete in grado di sostituire Chiorino? Un chiarimento in Consiglio è necessario”, ha dichiarato Sarah Disabato.

Dal Partito Democratico è arrivata una critica generale. “Nemmeno alla bocciofila credo si possa accettare una cosa di questo tipo”, ha affermato Domenico Rossi, sottolineando come il rimpasto derivi da “eventi molto gravi mai discussi in Aula”.

Sulla stessa linea Nadia Conticelli: “Non è mai capitato che con un cambio di Giunta nessuno si presenti in Consiglio. Non si possono umiliare così i piemontesi e la loro principale istituzione”.

Critiche tecniche sono giunte da Emanuela Verzella, che ha evidenziato come lo “spacchettamento delle deleghe” rompa l’unità tra lavoro, formazione e istruzione, chiedendo chiarimenti sulle motivazioni.

Gianna Pentenero ha denunciato “la gravità dell’intero percorso” e il silenzio della maggioranza: “Non vedo imbarazzo. E resta il tema di come le donne sono state considerate in questa Giunta”.

Il presidente della Giunta per le elezioni Alberto Avetta ha infine ricordato che, ai sensi dell’art. 36 dello Statuto, la Giunta riferisce al Consiglio sulle operazioni elettorali. A seguito della nomina ad assessore di Cameroni, già consigliera supplente di Marrone, la stessa è cessata dalla carica senza necessità di sostituzione. Si rende quindi necessario individuare un nuovo supplente: in base alla graduatoria, la Giunta ha proposto all’unanimità di affidare la supplenza a Claudio Sacchetto, secondo dei non eletti della lista regionale “Per il Piemonte” appartenente allo stesso gruppo del consigliere sospeso.

Ufficio Stampa CRP

Vinitaly e Langhe, AVS: “Si dimentica lo sfruttamento”