Ma cosa c'è di più passivo che contemplare facce più o meno gradevoli (e Chiara lo è) proposte come un modello di auto o come un detersivo?

Campagna elettorale al via, anche i grillini si affidano ai manifesti "tradizionali"

rosso robertoLA GANGAappendino2LA VERSIONE DI GIUSI /

di Giusi La Ganga

 

Deploriamo le degenerazioni del tifo sportivo e non ci accorgiamo che il tifo politico è assai peggiore e non alimenta quel confronto civile che è alla base della democrazia

 

In questo week-end di gennaio due episodi hanno chiarito come si metterà la campagna elettorale per l’elezione del Sindaco di Torino.

 

   Sono comparsi i manifesti (piccoli e grandi) della candidata del Movimento 5 Stelle.   In genere l’uso dei manifesti, soprattutto a molti mesi dall’evento elettorale, era abitudine soprattutto dei candidati di centrodestra (recente la riapparizione del faccione di Roberto Rosso), che, potendo disporre di molte risorse, si portavano avanti con la propaganda in anticipo rispetto ai tempi normali. La scelta dei Cinque Stelle di fare altrettanto induce a qualche considerazione.  Innanzitutto che ci credono e cominciano a investire. In questo non c’è nulla di male, naturalmente.

 

Salvo la contraddizione con la loro sempre dichiarata avversione a queste modalità “tradizionali” di comunicazione, contro le quali scagliavano anatemi, in nome della “democrazia del web”, che poteva coinvolgere ad uno ad uno i singoli elettori, resi così protagonisti attivi e non spettatori. Ma cosa c’è di più passivo che contemplare facce più o meno gradevoli (e Chiara lo è) proposte come un modello di auto o come un detersivo?   Confesso che questa polemica grillina a me non dispiaceva, perché contrastava la tendenza a trasformare la lotta politica a semplice marketing, sulle orme del più grande nel settore, Silvio Berlusconi.

 

Vedere quindi che anche i Cinque Stelle si vanno omologando mi ha sorpreso e colpito. Confermandomi nell’opinione che, come tutti gli altri “cavalli di battaglia” (dagli scontrini alle spese elettorali), anche questo si vada sbiadendo, man a mano che il movimento diventa un partito come gli altri.

 

 Ma il secondo episodio è quello più significativo.  Quando un assessore comunale ha messo in evidenza tali questioni su Facebook, in forme educate e legittime, apriti cielo! E’ venuto giù il web. Repliche piccate (e ci sta), irritazione e fastidio (comprensibili quando si è punti sul vivo), ma anche aggressioni verbali e polemiche dai toni eccessivi ( e questo va meno bene, soprattutto se fossero l’inizio di una campagna tutta così).

 

I social networks sono strumenti magnifici, ma non devono essere un luogo senza regole.  Serpeggia in Italia, e i grillini ne sono parte rilevante, una sorta di squadrismo del web, dai toni ultimativi e minacciosi, che non è accettabile. Deploriamo le degenerazioni del tifo sportivo e non ci accorgiamo che il tifo politico è assai peggiore e non alimenta quel confronto civile che è alla base della democrazia.

 

 Chiara, che, al di là delle diverse posizioni, non ho mai nascosto di stimare e apprezzare, non può essere la foglia di fico, sorridente e perbene, che nasconde uno stile politico inaccettabile, che trasforma tutto in rissa e che tratta quelli che non la pensano come noi, come oggetti del pubblico disprezzo.

 

(Foto: il Torinese)