Dal 10 settembre al 15 ottobre, ogni sabato, ore 15
Il programma è allettante. Il titolo è gioioso e giocoso e ci riporta ad uno dei giochi più popolari tra le bimbe ed i bimbi di ogni generazione. “Reggia Libera Tutti!” è la nuova rassegna organizzata dalla Reggia di Venaria, nell’ambito del programma “Play. Un anno tutto da giocare”, dedicato per l’appunto al tema del “gioco” nell’ambito della programmazione annuale di mostre ed eventi. La nuova piacevole proposta s’incentra su un ciclo di incontri, letture e riflessioni curato dal nostrano scrittore Giuseppe Culicchia. Sei gli appuntamenti ospitati nella “Cappella di Sant’Uberto”, ogni sabato pomeriggio (ore 15) dal 10 settembre al 15 ottobre, in cui scrittori e scrittrici di rilievo nazionale – tra cui un “Premio Strega” ed un “Premio Bancarella” – racconteranno al pubblico della Reggia, leggendoli e commentandoli, autori e libri che a vario titolo hanno a che vedere con il tema del gioco. In buona sostanza, senza pretenziose e altisonanti aspettative, l’idea è quella di simpaticamente invitare alla (ri)lettura di grandi classici della letteratura, da Dostoevskij alla Morante passando per Tolstoj, Roth, Soriano, Tolkien ed affrontando tematiche importanti che vanno dal gioco d’azzardo ai giochi di guerra, da quello amoroso al calcio, dai cosplayer (quei personaggi un tantino bizzarri che amano indossare i costumi di personaggi cinematografici o dei fumetti e dei cartoni animati) al mondo salvato dai ragazzini, in un frangente storico in cui davvero ce n’è bisogno. “L’auspicio – dicono gli organizzatori – è anche quello di sollecitare ciascuno di noi, in modo particolare in tempi problematici come quelli che stiamo vivendo, a riflettere sull’importanza di una cosa che non va mai data per scontata: la libertà”.
Sei, si diceva, gli appuntamenti, ad iniziare dal prossimo sabato 10 settembre con lo scrittore, giornalista e blogger parmigiano Paolo Nori che, in un incontro dal titolo “Rien ne va plus: le jeux sont fait”, intratterrà il pubblico su “Il giocatore”di Fedor Dostoevskij. A seguire, sabato 17 settembre, la Reggia ospiterà lo storico (noto volto tv) Alessandro Barbero con “Napoleone non giocava a Risiko” e una piacevole rilettura di “Guerra e pace” di Leone Tolstoj. Sabato 24 settembre, sarà la volta del “Premio Strega 2014” (con “Il desiderio di essere come tutti”, Einaudi), il casertano Francesco Piccolo che, attraverso “Il gioco delle coppie: l’animale che ci portiamo dentro”, dialogherà su “Zuckerman scatenato” di Philip Roth.
Ad ottobre sono attesi alla Venaria due torinesi, Gianluca Favetto e Margherita Oggero, e la romana Loredana Lipperini. Con “Il gioco più bello del mondo: dribbling e corner”, Favetto esplorerà, sabato 1° ottobre, “Fùtbol” di Osvaldo Soriano, mentre la Oggero ( “Premio Bancarella 2015”, con “La ragazza di fronte”, Mondadori ), attraverso il filo della “Palla avvelenata: purché non caschi la Terra”, a suo modo rileggerà, sabato 15 ottobre,“Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante e la Lipperini, sabato 8 ottobre, attraverso “Siamo tutti fanwriter”, disquisirà su “Il Signore degli Anelli” di J. R. R. Tolkien.
Per ulteriori info: lavenaria.it
g.m.
Foto: Daniele Ratti
Sono i numeri di un grande vino piemontese, l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti, una lunga storia iniziata nel dopoguerra con due milioni di bottiglie. Oggi sono oltre 10.000 gli ettari di vigneti diffusi tra Monferrato e Langa e disseminati in una cinquantina di comuni nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo. È un gran bel compleanno per l’Asti Spumante e il Moscato festeggiato con la mostra “90 anni di bollicine” allestita a Palazzo Mazzetti, ad Asti. La rassegna fa rivivere i primi 90 anni di storia dei produttori dell’Asti uniti sotto il simbolo del Consorzio attraverso una piacevole e interessante esposizione di immagini pubblicitarie. Una galleria di manifesti che presenta la crescita e la trasformazione dello storico spumante italiano alla vigilia del suo 90esimo anniversario, il prossimo dicembre. In vetrina le campagne di comunicazione che hanno fatto conoscere in tutti i continenti l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti. Dalle prime pubblicità ai poster di artisti come Armando Testa e Leonetto Cappiello, dai Caroselli televisivi degli anni ’50, in bianco e nero, agli spot degli anni 2000, rimasti saldamente nella nostra memoria anche per la presenza di grandi divi del cinema e star di Hollywood. Il Consorzio di tutela è nato ad Asti nel 1932 ed è tra i più antichi d’Italia. Si ammirano manifesti pubblicitari che partono dall’inizio del Novecento, pubblicità televisiva e fotografie, una storia quasi centenaria narrata per tappe lungo un percorso curato da Pier Ottavio Daniele, con la collaborazione di Giancarlo
Ferraris, Andrea Triberti, Massimo Branda, Luca Percivalle, Zeta Solution, Designstudio25. C’è il manifesto “Moscato Spumante” disegnato da Saccaggi per Gancia alla fine dell’Ottocento, il primo in Italia nel settore del vino, un Bacco bambino in sella a un asinello di Rodolfo Paoletti del 1920 e locandine che spaziano dai primi del ‘900 fino agli anni Sessanta con le grandi aziende spumantiere, da Bosca a Cora, da Cinzano a Riccadonna, da Contratto a Martini&Rossi. Una sezione della mostra presenta inoltre gli spot raccolti in un video con i “Carosello” anni Sessanta, con Paolo Ferrari e Scilla Gabel che brindano Asti Spumante oppure gli spot più recenti con George Clooney e Naomi Campbell. Non mancano, nell’ultima parte della mostra, le ricette a base di Asti e Moscato scritte da Alessandro Borghese e dagli chef piemontesi. La mostra “Novant’anni di bollicine” è aperta a Palazzo Mazzetti (Asti) fino al 16 ottobre, da martedì a domenica, 10-18, ingresso gratuito.
Sport” (ha seguito da inviato 12 Giri d’Italia, 9 Tour de France e un’Olimpiade, ma anche 2 Giri del Ruanda ed uno del Burkina Faso) presenterà il suo ultimo libro “Con il cuore nel fango” (Rizzoli, 2022), in cui racconta la storica vittoria ottenuta il 3 ottobre 2021 alla “Parigi – Roubaix” dal ciclista bresciano Sonny Colbrelli, primo italiano sul podio della “corsa delle corse” ventidue anni dopo Andrea Tafi (primo nel 1999). Il libro, scritto per trasmettere una fra le testimonianze più forti ed emblematiche del ciclismo italiano, appare quanto mai attuale dopo il problema cardiaco che ha colpito Colbrelli (crollato a terra per un malore, nel marzo del 2022, al termine della prima tappa del Giro di Catalogna) come un buon auspicio e come incoraggiamento al grande atleta per il rientro in gruppo. “Oggi – sottolinea Pastonesi – in un momento in cui per l’uomo ancor prima che per l’atleta si apre un nuovo capitolo ancora tutto da scrivere, l’intento di raccontare la sua forza e la sua determinazione è ribadito, più forte che mai”.