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Il potere del riordino, mettere a posto spazi e mente

Secondo la psicologa Isabela Pérez-Luna, “Pulire e mettere in ordine hanno una funzione catartica e permettono di disfarsi di cose di cui sentiamo di non aver più bisogno”.

Aprire le finestre per far entrare aria fresca, buttare le cose che si sono accumulate nel tempo, eliminare polvere e depositi di sporcizia, rinnovare il nostro ambiente e depurare la nostra mente.
Una azione catartica quella della pulizie e del riordino che mette a posto anche i nostri pensieri, gli dà una collocazione, uno schieramento rinfrancante.
Lo spazio in cui viviamo rappresenta, in un certo senso, l’espressione di chi siamo e di come gestiamo la nostra esistenza. Premesso che il disordine può essere interpretato anche come una caratteristica legata alla creatività o alla fantasia e che, al contrario, l’ossessione per la pulizia, come tutti i comportamenti eccessivi, potrebbe essere l’ indicatore di un disagio, mantenere l’ordine e la pulizia dell’ambiente che ci ospita è mediamente una lancetta che punta verso l’equilibrio e il benessere. Il caos, la trascuratezza e l’incuria, al contrario, sono il più delle volte sinonimo di disordine interiore, di confusione. Avere oggetti che ostacolano il nostro movimento all’interno degli ambienti in cui viviamo, sia la casa o il luogo di lavoro, può essere fonte di stress, accumulare sporco all’interno dei nostri spazi può renderci nervosi e provati.

Nella percezione comune pulire o rassettare sono attività seccanti e ripetitive e probabilmente, considerato il fatto che spesso costituiscono un dovere e una necessità piuttosto impegnative, non è del tutto sbagliato, ma è altrettanto vero che mettere in ordine un armadio o eliminare la polvere e il vecchio all’interno di un ambiente possono essere considerate vere e proprie forme meditazione, attività su cui ci si concentra che ci evitano di pensare ad altro, una maniera di vivere il presente attraverso lavori manuali che necessitano di attenzione.
Dare un ordine alle cose che vogliamo tenerci potrebbe corrispondere anche ad una volontà di riorganizzazione del nostro interno e a seconda di come vogliamo “ristrutturarci” possiamo riposizionare gli oggetti in base alle cromie, all’uso che ne facciamo e all’importanza che rivestono o semplicemente per categoria.
Buttare o regalare oggetti che abbiamo accumulato nel tempo, rinnovando i nostri guardaroba o le soffitte, è un metodo per attuare una rigenerazione non solo materiale ma anche interiore: fare a meno del superfluo, di ciò che è superato, di tutte quelle cose da cui faticavamo a staccarci e che appesantivano la nostra vita.
Insomma, ordine, equilibrio, essenzialità e pulizia, ambienti dove è contemplato il rinnovamento, senza togliere rispetto al passato, spazi dove gli oggetti non ci comprimono ma rendono bello il nostro mondo infondono leggerezza e regalano armonia estetica.

Tra le teorie più famose che ci raccontano le facoltà del riordino c’è il metodo Konmari che, secondo Marie Kondo, scrittrice giapponese, dona importanti benefici psicologici. Nei suoi libri “Il magico potere del riordino” e “96 lezioni di felicità”, l’autrice sostiene che facendo ordine negli spazi in cui viviamo è possibile cambiare la nostra forma mentis e il modo di affrontare l’ esistenza. Il metodo Konmari suggerisce di mettere a posto tutto in una sola volta, iniziando e finendo entro 6 mesi, proiettandosi verso lo stile di vita a cui si aspira. Inoltre è importante ordinare categoria per categoria (vestiti, libri) e non stanza per stanza cominciando da ciò che è meno capace di attivare ricordi, le foto, per esempio, vanno messe a posto per ultime. Inoltre, questo criterio consiglia di prendere in mano tutti gli oggetti, uno ad uno, e tenere solo quelli che ci fanno ancora battere il cuore iniziando a pensare a come organizzare gli spazi solo se si è finito di buttare quello che abbiamo scartato.

Un altro metodo riportato in un libro è Apartment therapy di Maxwell Gilligham-Ryan che offre una visione singolare dell’organizzazione dell’habitat paragonando le attività inerenti alla casa
al corpo umano e alla loro sintonia.
Secondo la teoria di Gilligham-Ryan in casa occorre armonizzare alcune parti come le pareti, i pavimenti, il soffitto, le finestre e gli impianti corrispondenti alle ossa umane. Con il logoramento di queste parti lo scheletro idealmente si deteriora. Il cuore della casa, invece, è espresso con lo stile in una chiave emotiva attraverso colori e i tessuti, se questo non è armonico, la casa perde energia, calore e vivacità. Il respiro, invece, coincide con la disposizione dei mobili e degli oggetti e può essere alterato con l’accumulo eccessivo di materiali e con il disordine. Infine la testa si esprime nell’utilizzo che facciamo delle cose del nostro ambiente, uno spazio sano dovrebbe supportare le nostre attività creando sintonia e gioia.
Un’altra tecnica, più conosciuta in Occidente, è il Feng Shui  che consiste nella ricerca dell’armonia nell’ambiente domestico attraverso la disposizione dell’arredamento, delle luci, del letto, delle piante, dei vari oggetti e del mobilio. L’applicazione di questo metodo migliora l’energia del nostro ambiente grazie ad una serie di regole legate alla pulizia, alla illuminazione ma anche alla rimozione di ostacoli che intralciano i nostri movimenti e alla purificazione dell’aria anche attraverso il verde.

Secondo i tre metodi dunque all’armonia estetica corrisponde il benessere interiore, attraverso il riordino del nostro ambiente mettiamo a posto anche noi stessi, diamo un equilibrio e una simmetria al nostro interno riportando stabilità spirituale e mentale.

Maria La Barbera

 

 

Turismo al femminile: le destinazioni preferite dalle donne

Quelle più sicure per viaggiare sole (con un invito comunque alla prudenza).

Sempre più donne viaggiano da sole, all’insegna della libertà, per seguire percorsi che con altri risulterebbero diversi sia in termini di conoscenza che di emozioni e per celebrare un’importante conquista che è quella di poter fare delle esperienze in autonomia senza l’accompagnamento di uomini per troppo tempo considerato una protezione necessaria e legittima.

Non si tratta più solo di una nicchia “alternativa”: oggi è un vero fenomeno globale, che riguarda donne di tutte le età, dai 20 ai 70 anni, spinte da motivazioni diverse ma unite da un nodo comune: il desiderio di libertà e indipendenza.

Secondo agenzie di viaggio specializzate in viaggi al femminile come Solo Female Travelers o Women Who Travel e in base a ricerche di mercato condotte da enti turistici locali ed internazionali come il Global Wellness Institute o i rapporti annuali di Skyscanner e Expedia, che non rappresentano dati ufficiali, ma raccolgono e analizzano comportamenti e preferenze, i viaggi al femminile hanno avuto una crescita significativa, rappresentano una tendenza sempre più consolidata.

Tra luoghi più apprezzati grazie ad una miscela di elementi importanti, come l’attrattività’ e la bellezza, ma anche la sicurezza ci sono: Portogallo, Giappone, Francia, Canada, Islanda e anche l’Italia, ma le più sicure in assoluto risultano Finlandia, Norvegia, Svezia, Nuova Zelanda, Austria e Svizzera.

Da qualche anno sono nate molte realtà e reti di ospitalità solidale che si occupano del turismo dedicato alle donne (che viaggiano principalmente sole), e proprio da queste ultime arrivano diversi consigli per viaggiare al meglio e incolumi come: usare app di sicurezza e condivisione della posizione con familiari o amiche, scegliere strutture recensite da altre donne, attraverso forum o community dedicate, non esitare mai a cambiare programma se qualcosa non convince. Nella narrazione positiva della “donna che viaggia da sola e si sente libera”, è essenziale comunque non perdere il senso della realtà soprattutto in alcuni paesi che rimangono culturalmente, socialmente o logisticamente più complessi per una viaggiatrice solitaria. Si tratta di muoversi, dunque, con consapevolezza per esempio rispettando le consuetudini locali, informarsi sulle zone da evitare (anche nelle città più famose) e gestire la condivisione sui social con cognizione come evitare di postare costantemente la propria posizione. Libertà non significa incoscienza, ma coraggio, prudenza e responsabilità. Le favole “dell’eroina solitaria” bisogna lasciarle nella fantasia, il buon senso non deve mai mancare. Non serve rinunciare, ma bisogna stare attente, sempre!

MARIA LA BARBERA

Pasquetta al nuovo Fabulandia Feudo di San Giorio

LUNEDÌ 06 APRILE AL FEUDO DI SAN GIORIO DI SUSA ARRIVA IL PRIMO APPUNTAMENTO DELLA STAGIONE
NEL MONDO DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE: UNA MAGICA AVVENTURA PER TUTTA LA FAMIGLIA

Un antico feudo con panorami mozzafiato sulle Alpi ospita l’avventura ispirata al mondo della favola di Alice
nel Paese delle Meraviglie: il Cappellaio Matto, il Brucaliffo, lo Stregatto, La Regina di Cuori e, naturalmente,
Alice attendono gli ospiti per una giornata all’insegna del divertimento e dello stupore in cui i bambini
saranno i diretti protagonisti. Lunedì 06 Aprile nel castello con ristorante del Feudo di San Giorio va in
scena il celebre format della Agenzia CRU che interpreta i più suggestivi luoghi del Belpaese.
Uno spettacolo itinerante tra giochi, acrobazie, sfide e incontri inaspettati.
Non è una semplice rappresentazione, ma un viaggio immersivo tra favola e realtà. I visitatori divisi in
piccoli gruppi, saranno guidati dall’acrobata e ballerino Vittorio Schiavone nei panni del Cappellaio Matto, e
coinvolti in una storia che si snoda attraverso la natura e gli spalti del castello, con scene recitate,
performance circensi e incredibili spettacoli.

Tre turni al giorno per offrire l’esperienza perfetta:
– 1. Turno h. 10:30
– 2. Turno h. 14:00
– 3. Turno h. 16:00

L’evento è su prenotazione WhatsApp 327 76 78 054 – 346 62 55 244
Costi d’ingresso:
– Adulti: 15 €
– Bambini sino ai 10 anni: 10 €
– Bambini sotto i 2 anni: gratis

All’inizio o al termine dell’esperienza, che ricordiamo adatta a tutti, adulti e bambini, i nostri ospiti potranno
degustare le proposte gastronomiche per il pranzo e per la merenda sinoira della Antica Osteria Feudo di
San Giorio.

UFFICIO STAMPA: Agenzia CRU – tel. 327/7678054 – mail: agenziacru@gmail.com

Grounding: radicati e connessi con la terra

Percepire proprio corpo attraverso il radicamento, immersi nella natura e consapevoli nel presente.

Fu Alexander Lowen, psichiatra, psicoterapeuta e padre della terapia bioenergetica ad inserire nelle sue terapie il grounding (dal termine inglese “ground” ovvero “terra”), ad utilizzare la pratica del radicamento intuendo l’esistenza di un legame tra il benessere interiore con ciò che ci sostiene e su cui appoggiamo il nostro corpo.

Lowen, attraverso l’analisi della postura dei suoi pazienti, mise in relazione il senso di insicurezza, di sfiducia e la scarsa capacità di sentire le proprie emozioni con una percezione di mancato o scarso appoggio fisico.

Questa tecnica radicante lega corpo e mente e permette di recuperare energie e risorse sfruttando la relazione tra respirazione e immaginazione, posizionandosi nel “qui e ora”. Dunque ogni volta che si sente la necessità di sicurezza e stabilità si può ricorrere al grounding facendo diversi esercizi che favoriscono l’ aumento della centratura corporea e permettono di canalizzare lo stress  allentando le tensioni.

Come si pratica il grounding?

A contatto diretto con il suolo che ci sostiene, senza scarpe. Una messa a terra” fisica per connettersi con l’ambiente  entrando in contatto con un io più istintivo e primordiale privo di sovrastrutture. I nostri piedi attraverso la loro capacità riflessive permettono di interagire con l’ambiente circostante ed in particolare sottostante, i nervi che li rivestono, infatti, attivano un collegamento con molti organi interni e le strutture più importanti del nostro corpo.

Quali sono gli esercizi base?

Camminare a piedi nudi cercando di sentire la terra con tutte le parti del piede e praticando un vero e proprio sprofondamento in essa. Inoltre è importante che ci sia la massima attenzione su quello che si sta facendo, evitando di distrarsi con altri pensieri.

Unire alla camminata esercizi di pilates e yoga che prevedono il contatto dei piedi con il terreno o altre pratiche di movimento come la danza, considerata una vera forma di meditazione.

E’ fondamentale respirare consapevolmente e percepire il corpo anche attraverso il tatto, per esempio, stringendo o pizzicando le gambe o le caviglie, ma anche toccando oggetti a noi vicini  o abbracciando una persona che ci trasmette vibrazioni positive. Il connettersi con la terra che ci sostiene, il radicamento, il contatto con il nostro corpo, il vivere il  momento presente permette il rilascio delle tensioni e l’allentamento dello stress, dona benefici davvero inaspettati.

Dove può essere praticato il grounding?

L’ideale sarebbe sulla terra o sulla sabbia, ma va bene anche il pavimento di casa.

E’ necessario trovare un posto dove ci sentiamo al sicuro e dove nessuno ci può disturbare, chiudere gli occhi, respirare profondamente e affondare i piedi, amalgamarsi con la superficie come se avessimo delle radici che fuoriuscendo dalle nostre basi inferiori ci ancorano al terreno.

Con il grounding è possibile ritrovare l’energia, la stabilità e il senso di sicurezza, ma anche recuperare il contatto con la terra e rinforzare la postura.

MARIA LA BARBERA

Il weekend di Pasqua al Castello di Miradolo

Il weekend pasquale è il momento perfetto da trascorrere al Castello di Miradolo, immersi tra natura e arte, dal Camelieto in fiore, tra oltre 100 varietà di camelie da scoprire, alla mostra intitolata “C’è oggi una fiaba”, dalle visite guidate ai laboratori per famiglie, dalla caccia al tesoro di Pasquetta al picnic nel parco, da consumare con gli sfizi del bistrot del Castello e le golosità dell’antica pasticceria Castino: queste le proposte del Castello di Miradolo alle famiglie.

Eroi o eroine, curiosi e coraggiosi, sono il cuore di ogni fiaba, sono coloro che affrontano sfide, scoprono mondi nuovi e ci guidano attraverso avventure straordinarie, accompagnati da luoghi, oggetti magici e personaggi fantastici che popolano il loro cammino. Si può venirli a scoprire nella mostra intitolata “C’è oggi una fiaba”, un viaggio tra arte e immaginazione che comprende opere da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki Smith a Lucio Fontana, dove la magia prende forma da ogni sala del Castello.

Visite al parco e alla mostra – sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18.30 / per gruppi e scuole, il Castello e il parco sono visitabili tutti i giorni su prenotazione.

Info e prenotazioni: 0121 502761 – prenotazioni@fondazionecosso.it

Gian Giacomo Della Porta

Un successo i “Monumentini” di Chieri

Fino a domenica 3 maggio 2026

 

Nella settimana di Pasqua la mostra resterà aperta tutti i giorni

da mercoledì 1 aprile a martedì 7 aprile 2026 dalle ore 10 alle ore 19

 

Un grande successo per le opere di Luca Petraglia, uno dei più raffinati LEGO® Artist italiani! Nei primi tre week end di apertura la mostra “MONUMENTINI” è stata visitata da 1159 persone.

Organizzata da Brick Expo“MONUMENTINI” è ospitata fino a domenica 3 maggio 2026 presso l’Imbiancheria del Vajro, dove si possono ammirare 25 capolavori, tra i quali la ciminiera dell’Imbiancheria, distrutta nel 2019 da una tromba d’aria.

 

Mattoncino dopo mattoncino i più rappresentativi monumenti italiani rivivono nelle reinterpretazioni in scala realizzate da Luca Petraglia, frutto di una lunga ricerca e di un meticoloso lavoro di progettazione contraddistinto da un rispetto profondo per l’architettura originale. Utilizzando più di un milione mattoncini LEGO®, Luca Petraglia ha riprodotto la Mole Antonelliana, la Fontana di Trevi, il Teatro San Carlo di Napoli, la Casina Vanvitelliana, il Duomo di Milano, il Ponte di Rialto, Piazza del Campidoglio…

La passione di Luca Petraglia (Milano, 1991) per i LEGO® nasce all’età di 4 anni, con la sua prima confezione di mattoncini. Si cimenta da subito nella costruzione di chiese interamente ideate da lui, traendo ispirazione da quelle che vede ogni giorno per strada o nei libri di storia dell’arte. Passione per LEGO® e passione per l’arte crescono di pari passo e si alimentano a vicenda durante il corso degli anni, fino ad arrivare, nel 2013, a realizzare il suo primo progetto vero e proprio: il Teatro Alla Scala di Milano, che lo consacra come vero e proprio artista del LEGO®.

«Ognuna delle sue opere-spiega Luca Bartolucci di Brick Expo -è pensata come strumento di divulgazione culturale, capace di raccontare storia, arte e ingegneria in forma accessibile e immediata, stimolando curiosità e senso di appartenenza al patrimonio collettivo».

Dichiara l’assessora alla Cultura, Eventi e alla Promozione del Territorio Antonella Giordano: «Siamo orgogliosi di ospitare a Chieri una selezione di alcuni tra i modelli più iconici di Luca Petraglia. Alla base del suo lavoro c’è sempre una ricerca storica accurata, che gli permette di restituire l’essenza autentica dei luoghi. Costruisce architetture complesse, modellate con tecniche LEGO® raffinate, e le arricchisce con giochi di luce che trasformano ogni opera in una piccola scenografia. Il risultato è sorprendente: “Monumentini” che catturano lo sguardo e raccontano una storia con precisione e poesia. All’Imbiancheria del Vajro le installazioni di Luca Petraglia dialogheranno con gli antichi strumenti di filatura, intrecciando la storia dell’architettura italiana con la tradizione tessile chierese, con un risultato dal grande impatto visivo. Tra le architetture che l’Artista predilige ci sono quelle barocche, pertanto si sentirà a casa in una città come Chieri».

Mostra “Monumentini”

Imbiancheria del Vajro

Via Imbiancheria, 12  – Chieri (Torino)

Fino a domenica 3 maggio 2026gli orari d’apertura saranno i seguenti:

VEN                            dalle ore 15 alle ore 19

SAB-DOM                  dalle ore 10 alle ore 19 con orario continuato

 Dal lunedì al giovedì la mostra sarà aperta solo su appuntamento per le scolaresche 

(gruppi organizzati di minimo 10 alunni con un accompagnatore)

Nella settimana di Pasqua la mostra resterà aperta tutti i giorni da mercoledì 1 aprile a martedì 7 aprile 2026 dalle ore 10 alle ore 19

I prezzi dei biglietti:

I BAMBINI FINO A 10 ANNI E LE PERSONE CON DISABILITÀ ENTRANO GRATIS

BIGLIETTO INTERO (dai 15 ai 69 anni)                                                             13 euro

BIGLIETTO RIDOTTO (ragazzi dagli 11 ai 14 anni)                                             9 euro

BIGLIETTO RIDOTTO  (over 70)                                                                         10 euro

BIGLIETTO FAMIGLIA 2+1 (due adulti e un minore dagli 11 ai 14 anni)           32 euro

BIGLIETTO FAMIGLIA 2+2 (due adulti e due minori dagli 11 ai 14 anni)          40 euro

BIGLIETTO SCUOLE (Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado)  5 euro ad alunno + una gratuità ogni 10 ingressi

 

Per informazioni  scrivere una mail a info@brickexpo.net o un messaggio whatsapp al numero 3793136221

Prenotazioni online su

https://monumentini.madeticket.it/it/shop/biglietti-chieri

I biglietti saranno acquistabili anche in cassa, all’ingresso dell’Imbiancheria del Vajro

 

 

Il fenomeno “pet parent” conquista un torinese su due

Gli animali domestici sono trattati come figli

Per i torinesi gli animali domestici non sono semplici “amici a quattro zampe”, ma veri pilastri affettivi: il 98%, infatti, li considera membri della famiglia a tutti gli effetti. Un legame profondo che per il 46% dei pet parent torinesi è del tutto sovrapponibile a quello con un figlio e per l’8% a quello con un fratello. Questa presenza, ormai centrale nella vita della città sabauda, modella le scelte quotidiane e contribuisce in modo significativo al benessere personale e collettivo. A rivelarlo è Rover.com, il più grande marketplace online per la cura degli animali domestici, che ha analizzato il rapporto tra gli abitanti del capoluogo piemontese e i loro “pet”, tra prove generali di genitorialità, budget mensili e amore senza compromessi.

L’attaccamento verso il proprio cane o gatto è una questione centrale per la maggior parte dei cittadini, tanto da considerarlo essenziale per la loro realizzazione personale.

Il 61% degli intervistati, infatti, dichiara di voler sempre un animale nell’arco della sua vita, e il 26% ne vorrebbe avere almeno uno per gran parte del tempo. Non stupisce che la presenza di un cane o di un gatto influenzi profondamente anche la sfera relazionale. Se per l’85% degli intervistati un animale facilita la socializzazione e nuovi incontri, sul piano sentimentale subentra una forte selettività: il 47% dichiara di non essere propenso a iniziare una storia con chi non desidera animali, mentre un radicale 22% esclude a priori un partner che non nutra un sincero amore per cani e gatti. Secondo i dati di Rover, per il 13% dei torinesi accogliere un cane o un gatto è il vero banco di prova per la genitorialità, tanto che le scelte di adottare un animale o un figlio seguono logiche simili. La stabilità economica resta l’elemento trasversale: è il primo fattore per chi costruisce una famiglia e il quarto per chi sceglie un “pet”. Oltre alle finanze, gli abitanti di Torino decidono di diventare genitori basandosi su maturità emotiva e stile di vita, criteri che si riflettono nell’adozione di un animale, dove pesa anche lo spazio abitativo. Proprio la maturità interiore emerge come requisito cardine per accogliere un animale domestico. Il 36% degli intervistati ritiene che la piena età adulta, caratterizzata da stabilità economica e familiare, sia il momento ideale, mentre il 28% punta sulla giovane età adulta. Per il 21% dei torinesi, invece, l’anagrafe non conta: ciò che importa davvero è l’indole e la consapevolezza dell’impegno richiesto. La cura del pet” è una priorità assoluta a Torino: il 73% degli intervistati sostiene che oggi ci si curi molto di più degli animali rispetto al passato. Tale sensibilità si traduce in un impegno economico reale, i torinesi arrivano a spendere circa 142 euro al mese per il benessere dei propri animali.

Una spesa a cui nessun interessato rinuncia è quella per il veterinario. Per il 34% degli intervistati, l’investimento mensile oscilla tra i 20 e i 50 euro, mentre per il 30% può arrivare a toccare i 100 euro al mese. Il medico resta la figura di riferimento assoluta per circa il 66%, e il 79% lo inserisce nell’entourage ideale di cura insieme ad amici e parenti, al toelettatore, al petsitter. Sebbene la maggior parte dei cittadini si rechi regolarmente in clinica solo qualche volta l’anno, e il 24% per ogni minima anomalia comportamentale o fisica, il veterinario batte ogni alternativa digitale. Solo il 5% degli intervistati consulta forum o motori di ricerca per risolvere i propri dubbi, dall’altro una percentuale analoga sceglie chatbot AI come primo punto di contatto, ma quando si parla di salute animale la competenza professionale resta insostituibile.

“I dati di Torino mostrano un’evoluzione profonda: il pet non è più solo un compagno ma un pilastro del nucleo familiare. Questa ‘genitorialità riflessa’ spinge i torinesi a investire tempo e risorse per garantire ai propri animali una cura professionale e una vita sociale integrata, confermando un legame che modella ormai l’intera città. Come Rover siamo orgogliosi di supportare questa evoluzione offrendo servizi che mettono al centro il benessere animale e il legame unico tra umano e pet – ha commentato Elia Borrini, General Manager International di Rover”.

Mara Martellotta

Il ritorno di Messer tulipano

Consolata Pralormo racconta:

Il piantamento, di oltre 130.000 tulipani, è sempre rinnovato nelle varietà e nel progetto-colore ma quest’anno nasconde un tulipano speciale: il Princess Elizabeth, che fu dedicato alla Regina Elisabetta II D’Inghilterra.

Tra le tante varietà curiose, una collezione di tulipani botanici ma anche unpercorso nel sottobosco dedicato ai tulipani conosciuti già dal 1600, come le varietà botaniche che possono considerarsi le ‘’antenate’’ dei tulipani. Si tratta di tulipani che nascono nei boschi, soprattutto in Asia ed in genere sono alti solodai 15 ai 20 cm, con foglie sottili.

La manifestazione coinvolge tutto il parco, progettato nel XIX secolo dall’architetto di corte Xavier Kurten, artefice dei più importanti parchi all’inglese delle residenze sabaude e in Piemonte. Nei grandi prati sono state create aiuole dalle forme morbide e sinuose, progettate ponendo particolare attenzione a non alterare l’impianto storico originario. Le aiuole dunque “serpeggiano” tra gli alberi secolari, mentre nel sottobosco occhieggiano ciuffi di muscari, di narcisi e di giacinti.

La novità di quest’anno è la mostra “SOLOFIORI’’ nell’Orangerie del Castello, curata da Marcella Pralormo, storica dell’arte, curatrice e artista. “SOLOFIORI” esporrà un nucleo di dipinti, carnets di viaggio e piccole sculture che raffigurano i fiori, di artisti contemporanei che lavorano a Torino e in Piemonte. Rendere eterno un fiore è il tema della ricerca artistica che l’esposizione propone. Artisti che lavorano con diverse tecniche artistiche, dall’acque- rello, all’olio e alla scultura, espongono in questa mostra collettiva che intende portare a co- noscenza dei visitatori artisti di qualità, di diverse generazioni, da quelli nati negli anni Qua- ranta fino ai giovani. Sono esposte opere di alcuni maestri dell’acquerello noti, come Anna Lequio e Stefano Faravelli, artisti naturalisti come Cristina Girard, Anna Regge, artisti che lavorano con pigmenti e olio, come Paolo Galetto, ma anche nomi meno noti e giovani.

Esporre queste opere una accanto all’altra darà vita a un’opera floreale collettiva, una sorta di grande bouquet tridimensionale variegato, frutto delle diverse personalità artistiche in mostra, che ci ricorda che l’arte è necessaria perché rende eterna la Natura.

Quest’anno il cancello del Castello sarà aperto verso l’AziendaAgricola dove su una collinetta Consolata Pralormo ha sparso bulbi in modo naturalistico e i visitatori po- tranno fare i picnic fra i tulipani accanto ad un vialetto di ciliegi giapponesi che in aprile sono fioriti come ‘’nuvole rosa’’

Oltre ai più di 130.000 tulipani nel parco quest’anno sono previste alcune varietà ‘’speciali’’ piantante in cassette olandesiper poterli ammirare da vicino: il tulipano a ’fior di giglio’’, dal gambo sottile e con i petali appuntiti; quelli ’viridiflora’’con le fiammature verdi (sembra che sia il gambo verde a proseguire sui petali dai vari colori),; i tulipani ‘’famiglietta’’ a mazzetto su un unico stelo; i ‘’parroquet’’, dal gambo movimentato e i petali spettinati; i ‘’frills’’ con i petali frastagliati e anche quelli che durante la fioritura fanno le ‘’mutazioni di colore’’.

Un bosco sarà dedicato ai narcisi di tante varietà.

Accanto ad uno dei laghetti un ‘’fiume’’ di muscari blu che simulerà l’acqua… pervinche blu ai bordi dello stagno dove abitano le rane che io definisco ‘’dive del crepuscolo’’, perché cantano solo alla sera” Racconta Consolata Pralormo.

Nella serra antica, arrivata da Parigi eseguita dai Fratelli Lefevre nel 1890, si ammirerà una collezione di orchidee e nel piccolo giardino su cui si affaccia la serra il tulipano nero ‘’Queen of the night’’ che suscita sempre curiosità, piantato insieme a tulipani bianchi e rosa

Infine, in un bosco ci sarà il viale degli uccellini dedicato ai bambini che scopriranno le specie di uccelli che vivono indisturbati nel grande parco: si racconta cosa mangiano, che nidi fanno e si potrà leggere una fiabetta illustrata presa dallabiblioteca del Castello che contiene libri dal 1400 e anche una bella collezione di libri per l’infanzia dal 1800 con illustrazioni e testi che hanno affascinato generazioni di bambini della nostra famiglia e sicuramente contribuito a ‘’sviluppare la creatività’’.

Oltre a tutto ciò….

Un’apprezzata zona shopping propone eccellenze del territorio, prodotti stagionali dei produttori agricoli, mieli e marmellate artigianali, delizie gastronomiche, vini doc, cosmetici naturali, tessuti e articoli per la casa e poi piante, fiori e prodotti per rinnovare il giardino o il terrazzo.

Inoltre, per permettere ad ognuno di trascorrere una divertente e serena giornata all’aperto con tutta la famiglia è allestito un bar-ristorante che propone menù, piatti freddi e caldi, panini e molto altro. Sono presenti inoltre zone pic-nic nel parco, mentre nel paese di Pralormo è possibile degustare e acquistare i prodotti delle cascine dei dintorni.

Inoltre la Proloco propone vari menù a base di specialità del territorio.

Per gli amici a quattro zampe, ciotole d’acqua fresca e un vero Dog Bar nel parco.

Per i bambini: percorsi nel parco e allestimenti dedicati.

Ogni anno, inoltre, Messer Tulipano ospita e dà visibilità a realtà impegnate nell’affrontare problematiche sociali e l’importante attuale tematica della sostenibilità ambientale. Tra queste, Specchio dei Tempi.