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Sette serate in libertà al teatro Juvarra, torna “Enjoybook”

Storie di libertà e visione, dove la parola incontra la musica

Ritorna a Torino la rassegna “Enjoybook 2026 – storie di libertà e visione, dove la parola incontra la musica”, un ciclo di incontri capace di trasformare il teatro Juvarra in uno spazio aperto di racconto, ascolto e confronto. Si tratta di sette serate “in libertà”, da gennaio ad aprile 2026, dove il pubblico sarà protagonista di un percorso costituito da testimonianze, emozioni e riflessioni, in cui le parole degli ospiti diventano materia viva, capace di restituire storie e visioni autentiche. La rassegna nasce con l’obiettivo di creare un contesto libero, non ideologico o convenzionale, dove idee ed esperienze possano circolare in libertà. Non si tratta di lezioni frontali, né di tesi precostituite, ma di narrazioni personali incentrate su percorsi professionali e scelte di vita, passioni, dubbi, cadute e rinascite che raccontano la dimensione più autentica dell’essere umano. Si tratta di un vero e proprio laboratorio di pensiero e sensibilità, che invita a riconoscersi, dialogare e confrontarsi in un clima aperto e inclusivo.
Tutti gli appuntamenti si svolgono al teatro Juvarra di Torino, in via Juvarra 15, e prevedono musica dal vIvo e un aperitivo di benvenuto, rendendo ogni serata un’esperienza completa, che unisce parola, ascolto e convivialità. Questa rassegna culturale è un’occasione di aggregazione e condivisione, un format innovativo che rompe le convenzioni tradizionali e trasforma ogni serata in un’esperienza viva e partecipata. Non si assiste passivamente come a teatro, ma il pubblico è parte integrante di ciò che accade, dialoga, si confronta e contribuisce a creare un’atmosfera. Si tratta di momenti in cui la musica dal vivo, il buon cibo e il buon bere fanno da cornice a conversazioni autentiche e informali, favorendo scambi di idee e nuove connessioni. Ogni incontro è irripetibile e nasce dall’energia delle persone presenti.

Primo appuntamento condotto da Marco Graziano (inviato Mediaset), sarà giovedì 29 gennaio prossimo, alle 20.15, dal titolo “Il gusto dell’impresa”, con ospite Giuseppe Lavazza. Si prevede la consegna del Gianduiotto d’Oro.

Giovedì 12 febbraio, alle 20.15, la serata avrà come titolo “Voci fuori dal coro” ed ospiti Beatrice Venezi, Annamaria Bernardini de Pace e Cesare Rascel. Conduce Marco Graziano e si prevede la consegna del Gianduiotto d’Oro.

Giovedì 19 febbraio, alle 20.15, ospiti della serata “Controcorrente per scelta” Tommaso Cerno e Vladimir Luxuria. Conduce Marco Graziano.

Giovedì 5 marzo, alle 20.15, nella serata intitolata “Identità Reale”, sarà ospite Emanuele Filiberto di Savoia. Conduttore Marco Graziano e vi sarà la consegna del Gianduiotto d’Oro.

Giovedì 19 marzo, alle 20.15, sarà ospite della serata intitolata “La libertà di raccontare”, Roberto Parodi. Conduce Marco Graziano e sarà consegnato il Gianduiotto d’Oro, come nella serata di giovedì 9 aprile, alle 20.15, intitolata “La sfida della libertà”, in cui sarà ospite Maria Luisa Rossi Hawkins.

La serata di giovedì 16 aprile sarà invece condotta da Nicola Roggero (telecronista Sky) e sarà dedicata al mondo del calcio, dal titolo “Capitano, mio capitano”, con ospiti Cristiana Ferrini, Riccardo Scirea, Beppe Dossena, Giorgio Chiellini e Marco Rizzo.

I biglietti sono acquistabili al costo di 33 euro, di cui 3 saranno devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, sul sito https://www.mailticket.it/evento/50878/storie-di-libert%C3%A0-e-visione

Mara Martellotta

BardoLesa 2026: la gara più pazza del mondo sotto una fitta nevicata

E’ STATA VINTA DALLA TOUR EIFFEL

Ancora una volta la BardoLesa, celebre gara amatoriale per equipaggi a bordo di pittoresche slitte autocostruite, non ha tradito le aspettative. Una sfida che mette insieme creatività, ingegno e un pizzico di follia nell’affrontare una rocambolesca discesa lungo la zona parterre di arrivo delle piste di Campo Smith, nel comprensorio Bardonecchia Ski, organizzata dalla Pro Loco di Bardonecchia e Comune di Bardonecchia in collaborazione con ASD Colomion.

Sabato 24 gennaio, sotto una fitta nevicata, una folla in delirio ed un tifo da stadio hanno accompagnato le performance di tutti gli equipaggi iscritti: dalle realizzazioni più semplici a quelle più elaborate e curate nei minimi dettagli. Tra le creazioni più appariscenti ed originali è stata senza dubbio una copia fedele in scala della Tour Eiffel, giunta incredibilmente al traguardo superando curve, salti e ostacoli disseminati lungo il percorso reso ancor più insidioso da una fitta nevicata. La giuria non ha avuto dubbi premiando il monumento simbolo di Parigi quale miglior creazione della nona edizione della BardoLesa.

“La BardoLesa è l’evento più atteso e divertente dell’inverno – ha dichiarato Vittorio Montabone, Vice Sindaco di Bardonecchia e ideatore dell’evento – un momento di intrattenimento dedicato a tutti coloro in soggiorno nella nostra stazione turistica. Una sfida nata per gioco, organizzata dalla Pro Loco Bardonecchia, che di anno in anno è cresciuta sempre più divenendo un evento capace di richiamare migliaia di spettatori. Grazie a condizioni di innevamento ottimali, la stagione turistica a Bardonecchia prosegue alla grande. Lo sguardo è già rivolto ai mesi di febbraio e marzo con l’arrivo di diversi gruppi di tour operator, nazionali ed internazionali, e di tutti coloro che sceglieranno di trascorrere il periodo compreso tra le settimane bianche in programma dal Carnevale sino alla vigilia di Pasqua sulle nostre splendide montagne più che mai innevate”.

Il ricordo di Valentino nelle parole di Anna Zamboni, Miss Italia torinese

Anna Zamboni, torinese, Miss Italia 1969, si tiene stretto il ricordo vivido e profondo di Valentino, il grande stilista, l’Imperatore, che ha segnato un’epoca nella storia della moda italiana e internazionale.  
Anna Zamboni, dopo aver vinto il titolo di Miss Italia, si classifica terza a Miss Europa e nona a Miss Universo; inizia la sua carriera di modella che la porterà in giro per il mondo, sono anni intensi, colmi di avventure, incontri importanti e tanto lavoro, conoscerà da vicino il rigore, la bellezza e la disciplina dell’alta moda.
“Le sfilate in quegli anni- ricorda Anna- erano completamente diverse da quelle di oggi, noi modelle dovevamo sorridere e non avere l’aria imbronciata, le coreografie erano incredibili, accompagnate da musiche meravigliose, si trattava di veri e propri spettacoli.”
Dopo la nascita dei figli Giorgia e Giulio la fisicità di Anna cambia leggermente, le forme si ammorbidiscono ma continua ad essere fra le modelle più richieste, questa volta, per indossare le taglie conformate. Siamo alla fine dei mitici anni ‘80, Valentino conosce Anna e , professionalmente parlando, s’innamora di lei, della sua morbidezza, della sua dolcezza, soprannominandola “la Signora dei pizzi bianchi”, perché quando la vide la prima volta lei indossava un body bianco di pizzo, pronta per farsi vestire dal Maestro.
Valentino- racconta Anna- non era solo un creatore di abiti strepitosi, ma un vero maestro di stile. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, aveva un significato, ogni gesto in passerella doveva trasmettere eleganza, rispetto per il lavoro sartoriale e consapevolezza del ruolo che una modella interpretava. Sfilare per lui voleva dire essere parte di una visione quasi teatrale, in cui la femminilità veniva esaltata senza mai essere volgare”.
Per Anna Zamboni, l’esperienza con Valentino resta una lezione di vita oltre che di moda: “ lui sapeva valorizzare noi modelle come persone prima ancora delle silhouette. Il mio ricordo è quello di un uomo elegantissimo, raffinato, esigente e profondamente innamorato della bellezza , capace di lasciare un segno indelebile in chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui”.
“ I love beauty, it’s not my fault”   “ Amo la bellezza, non è colpa mia “
Didia Bargnani

Arriva a Torino The Portal, un’esperienza unica tra esoterismo, storia e gastronomia

Sta per arrivare a Torino, nella giornata di sabato 31 gennaio prossimo, un’esperienza unica nel suo genere, un progetto che unisce esoterismo, storia e gastronomia, ideato e organizzato da Valentina Gaido, founder di Virgo Torino, punto di riferimento in città per l’esoterismo, e Isotta Rosboch, gastronoma, comunicatrice e consulente gastronomica in Italia e all’estero.

The Portal sarà un percorso guidato alla scoperta di tutte quelle strade e piazze torinesi cariche di magia, un vero e proprio cammino immersivo nella città, tra i suoi luoghi energicamente potenti e simbolici, nascosti e misteriosi.

Durante il cammino, numerose realtà di spicco del panorama gastronomico torinese, e non solo, prenderanno parte all’esperienza realizzando assaggi inediti, pensati appositamente per The Portal, concepiti come veri e propri simboli gastronomici, in dialogo con i luoghi attraversati e con l’immaginario esoterico della città.

Valentina Gaido e Isotta Rosboch, che oltre ad essere le ideatrici dell’evento sono anche le guide del tour, hanno concepito The Portal come un momento di esplorazione sensoriale e culturale, in cui i partecipanti saranno invitati ad “assaggiare” Torino in una forma diversa dal consueto, attraverso preparazioni non convenzionali, cariche di significato e suggestione.

Quattro ore di esperienza che rappresentano il primo appuntamento di una serie che, durante l’anno, andrà a comporre e completare il progetto The Portal in forme e percorsi differenti, mantenendo sempre al centro il dialogo tra città, simboli, gusto e dimensione rituale.

Info e prenotazioni: virgo.torino@gmail.com – isotta.rosboch@gmail.com

Gian Giacomo Della Porta

Scuola in Ospedale di Piancavallo vince “Aula Aquilone-LCI”

La Scuola in Ospedale di Piancavallo, sezione distaccata dell’istituto Comprensivo Alto Verbano di Ghiffa,  è risultata vincitrice della categoria “Oltre il vento” dedicata alle scuole in ospedale,  nell’ambito del concorso “Aula Aquilone -LCI”. Il concorso, promosso da LCI Srl rappresenta un’iniziativa creativa e didattica rivolta alle scuole italiane, che invita gli alunni a progettare e costruire aquiloni utilizzando materiali di riciclo, con l’obiettivo di sensibilizzare sui temi dell’educazione ambientale, dell’economia circolare e del lavoro di squadra. La giuria ha premiato il progetto “La forza nella fragilità” riconoscendone originalità e intensità creativa e espressiva.
Fondata nel 1958, tra le prime scuole in ospedale in Italia, la Scuola in Ospedale di Piancavallo rappresenta una realtà scolastica statale che consente ai bambini di proseguire il proprio percorso di studi anche durante la degenza, garantendo continuità educativa e supporto formativo in un momento particolarmente delicato della loro vita. Da oltre sessanta anni rappresenta un modello di eccellenza nel panorama delle scuole ospedaliere italiane, grazie ad un approccio didattico integrato attento alla persona, alla collaborazione con le scuole di appartenenza degli studenti e a una solida tradizione pedagogica.
“Lavorare con  studenti che portano con sé,  insieme al vissuto di malattia, esigenze speciali e bisogni diversificati, richiede massimo impegno nel costruire relazioni e creare opportunità significative – ha sottolineato la coordinatrice della scuola, la professoressa Palmina Trovato – La scuola in ospedale rappresenta un elemento di continuità e fiducia verso il futuro, capace di trasformare anche un tempo difficile in un’occasione di crescita”.

“Siamo profondamente onorati di premiare la Scuola in Ospedale di Piancavallo con il riconoscimento “Oltre il vento” – ha dichiarato Patrizio Donato , Purchase, Marketing & Communication Manager  di LCI e responsabile del progetto Aula Aquilone – Il progetto “La forza nella fragilità” rappresenta un esempio straordinario di come creatività, collaborazione e resilienza possano trasformare ogni sfida in un’opportunità di crescita e scoperta. Questo premio celebra non solo l’ingegno dei ragazzi e delle ragazze coinvolti, ma anche la dedizione degli insegnanti  e operatori, che rendono possibile un percorso educativo così significativo. Con Aula Aquilone vogliamo continuare a sostenere iniziative capaci di unire sostenibilità, arte e inclusione,  affinché ogni studente possa sentire che la propria voce e il proprio talento hanno valore”.
Il riconoscimento prevede l’assegnazione del valore di mille euro per materiale didattico . Il premio ottenuto nel concorso “Aula Aquilone -LCI” conferma ancora una volta il valore educativo, umano e creativo del lavoro svolto quotidianamente dalla Scuola in Ospedale di Piancavallo.

Mara Martellotta

A Chieri, il “Carnevale 2026” bussa alle porte

Le prime presentazioni in Comune. Svelati i nomi de “La Bela  Tëssiòira”, regina del Carnevale chierese e del “Mangiagrop”

Sfilata dei “carri allegorici”, sabato 24 gennaio

Chieri (Torino)

Chi ha tempo non aspetti tempo, meglio portarsi avanti con i lavori. Alla saggezza dei vecchi proverbi nostrani devono aver pensato al “Comune di Chieri”, annunciando già ieri, alla presenza di Antonella Giordano (assessora alla “Cultura”) e di  Pierino Tamagnone (presidente (“ProChieri”), alcuni appuntamenti e attese notizie relative ai prossimi festeggiamenti del “Carnevale 2026”, il cui inizio ufficiale, come si sa, è fissato a domenica 1° febbraio. Ma non a Chieri!

Qui “messer Carnevale” si mette in moto, alla grande, già il prossimo sabato 24 gennaio, con l’attesa sfilata dei “Carri Allegorici” e dei “Figuranti”Partenza alle 14,30 da piazza Quarini, il percorso si snoderà lungo via Bernardo Vittone, Piazza Europa, via Cesare Battisti, via Principe Amedeo, via San Pietro, via delle Orfane, via Palazzo di Città, via Vittorio Emanuele II, con arrivo Piazza Dante.

Ogni accesso sarà presidiato da un “servizio di vigilanza” garantito dalla Polizia Locale e dai volontari, con l’utilizzo di blocchi sulle vie secondarie interessate dal percorso. Apriranno la sfilata i carri realizzati a Chieri, quello della Scuola primaria dell’“Istituto Santa Teresa – La carica dei CENTOSES’SANTA”, e il carro delle “Parrocchie Chieresi” a tema “I clown di Chieri”. A seguire quelli provenienti da tutto il Piemonte. Tra i principali, quelli di Poirino, Rivoli Bruere, Racconigi, Piobesi Torinese, Villafalletto, Nichelino e Carmagnola Tetti Grandi.

L’evento vedrà anche la partecipazione delle tradizionali “maschere” chieresi – legate alla storica tradizione tessile della città collinare – la “Bela Tëssiòira” e “Mangiagrop”. E qui ci sono novità per la prima e niente di nuovo sotto il cielo per il secondo.

New entry, infatti, per la prima e riconferma per il secondo.

La nuova “Bela Tëssiòira” edizione 2026 sarà Michela Ronco (che soffia il trono a Nicole Sharon Bonventre), chierese, 33 anni, insegnante di “Scienze Motorie Sportive” e membro attivo del direttivo dello “Sci Club Chierese”. Michela aveva già partecipato come concorrente al concorso per l’elezione di “Miss Rubatà”: il suo legame con il territorio e in particolare con il grissino “Rubatà” deriva dal mestiere dei suoi genitori, titolari di una nota panetteria chierese. Il suo vestito è stato realizzato con la stoffa offerta come tradizione dalla “Tessitura Quagliotti” di Chieri ed è stato confezionato dall’“Associazione Chierese Muse”, presieduta da Norma Carpignano.

Per “Mangiagrop”, invece, riconferma per Giovanni Fasano, colonna portante della “ProChieri”, che ha già rivestito il ruolo nel 2025.

Infine, domenica 25 gennaioalle 11, Messa Solenne in Duomo, con il tradizionale omaggio dei personaggi del Carnevale chierese alla “Madonna delle Grazie”.

Il Carnevale è organizzato dalla “ProChieri” con il sostegno della “Città di Chieri”. Dichiara l’assessora alla “Cultura” Antonella Giordano“Anche quest’anno come Amministrazione sosteniamo la festa di Carnevale, con la sfilata dei carri e i personaggi della tradizione. Un evento colorato e allegro, molto atteso non solo dai piccoli e grandi chieresi ma anche dai turisti, che potranno apprezzare le tante bellezze, culturali ed enogastronomiche, della nostra città. La scelta di collocare la nostra manifestazione all’inizio del periodo dei festeggiamenti è funzionale a rendere la festa più attrattiva e partecipata, ospitando carri allegorici importanti, contesi da tante città. Accogliamo con entusiasmo la nuova Bela Tëssiòira, Michela Ronco, che ringraziamo per aver accettato di mettersi in gioco e rappresentare la Città di Chieri, portando avanti con orgoglio e dedizione le tradizioni locali”.

In caso di maltempo la sfilata dei “Carri Allegorici” sarà rinviata a data da destinarsi.

g.m.

Nelle foto: Manifesto “Carnevale 2026”; Conferenza stampa di presentazione”; Michela Ronco, la nuova “Bela Tëssiòira”

Una mostra di Alain Bublex: l’evoluzione dell’auto dal 1802 ad oggi

Mercoledì 21 gennaio prossimo, alle 18.30, il Museo dell’Automobile di Torino presenterà la mostra “Automobili. Una storia di evoluzione concettuale”, progetto espositivo dell’artista Alain Bublex, impegnato tra arte, design e architettura, indagando i processi di progettazione e le forme della modernità.  La mostra riunisce diversi nuclei di lavoro, 44 opere che combinano testi e immagini e costituiscono una storia dell’automobile attraverso modelli spesso poco noti, due proiezioni video che presentano da un lato l’insieme dei disegni tecnici e, dall’altro, una sequenza di disegni naturalistici delle automobili; appunti e schizzi originali realizzati dall’artista durante lo studio e dieci modelli di Automobili in scala 1:10 provenienti dalla Fondation Cartier pour l’art contemporain.
Il progetto, infatti, prende avvio da una commissione della Foundation Cartier pour l’art contemporain che, in occasione della mostra Autophoto del 2017, ha affidato a Bublex la scrittura di un testo sulla storia dell’automobile  e sull’evoluzione delle sue forme dal 1802 ad oggi. Nel corso di questo lavoro di scrittura prende anche forma l’opera intitolata “A l’abri du vent et de la pluie”, “Al riparo dal vento e dalla pioggia”, un’installazione composta da una selezione di dieci modelli di automobili in scala 1:10.
Le sculture, ridotte all’essenzialità delle forme, non descrivono i modelli nei loro dettagli , ma ne trattengono i caratteri minimi, comunque riconoscibili. La scelta stessa dei modelli è il risultato di quello che l’artista definisce “un vagabondaggio” di idee, di libere associazioni che avvengono durante una conversazione. Ogni modello è un deposito di memoria, un’immagine che riattiva ricordi, sollecita associazioni, apre altri pensieri.  È questo movimento non lineare, fatto di ritorni, deviazioni e ipotesi, a strutturare il lavoro di Bublex.
Immaginando un libro che raccolga tutte le immagini e le forme automobilistiche non realizzate, l’artista presenta quarantaquattro disegni digitali distribuiti lungo due secoli di progettazione e produzione,  accompagnati da due proiezioni video, e realizzati nel corso dello studio,  che delineano un percorso che attraversa l’idea di automobile come “ spazio chiuso che ci contiene e ci trasporta”, restituendo il modo in cui questo oggetto ha contribuito a trasformare il nostro sguardo e la nostra idea di stare al mondo.
La mostra è  curata da Chiara Marras, con il patrocinio del Ministero della Cultura, Regione Piemonte e Città di Torino. Sarà aperta fino all’8 marzo prossimo. L’opening sarà alla presenza dell’artista mercoledì 21 gennaio alle 18.30.
Alain Bublex è un  artista francese che lavora tra arte, design e architettura, esplorando i processi di progettazione e le forme della modernità.  Attraverso scultura, disegno e scrittura, indaga gli oggetti e gli spazi che hanno modellato l’immaginario contemporaneo, con particolare attenzione all’automobile e ai suoi possibili scenari.

Mara Martellotta

A Torino dal 13 al 17 febbraio torna CioccolaTò

Si terrà per il secondo anno consecutivo in piazza Vittorio Veneto CioccolaTò da venerdì 13 febbraio a martedì 17 febbraio prossimi, con un ricco programma di eventi a latere

Torna a Torino CioccolaTò, manifestazione che si terrà in piazza Vittorio Veneto per il secondo anno consecutivo. Oltre alla piazza al completo CioccolaTò coinvolgerà,  con un ricco ed eterogeneo programma di eventi, diversi poli culturali cittadini.
Dopo l’edizione 2025 che, con oltre 100 mila presenze in piazza, ha segnato un cambio di passo netto e riconoscibile, CioccolaTò prosegue il percorso avviato lo scorso anno e torna a Torino con un progetto ancora più ampio e ambizioso.
Da venerdì 13 febbraio a martedì 17 febbraio prossimi, un giorno in più  rispetto al 2025, la manifestazione avrà come fil rouge “Il cioccolato ci ha preso gusto”, un’affermazione semplice, quasi ironica, che racconta molto bene ciò che la manifestazione è diventata, un evento che ha trovato la sua forma e ora la coltiva, mettendo al centro il cioccolato, chi lo produce e le storie che lo attraversano.
Quest’anno CioccolaTò,  che nella passata edizione aveva visto la presenza di 70 stand e circa 50 produttori, prolunga la sua durata di un giorno, abbracciando sia la ricorrenza di San Valentino sia l’intero Carnevale, compreso il Martedì grasso. Confermata la location, piazza Vittorio Veneto,  e la scelta di puntare all’eccellenza ospitando esclusivamente chi produce cioccolato o specialità ad esso collegate. Spazio, quindi, a cioccolatieri, pasticceri, gelatai, panettieri, liquorifici purché produttori e testimoni di qualità e artigianalità.
Tra questi attesi i Maestri del Gusto di Torino e Provincia, ma anche produttori piemontesi, nazionali e internazionali.
Oltre all’esposizione in piazza, è stato confermato il sempre più ricco programma culturale e artistico ospitato in diverse sedi storiche e museali cittadine.
CioccolaTò 2026 si propone, infatti, come un racconto corale capace di intrecciare gusto, cultura e pensiero in un’unica esperienza, il cui fil rouge per la lettura del mondo contemporaneo è,  appunto, il cioccolato,  simbolo del desiderio e del consumo, ma  anche materia viva in continua trasformazione, frutto di ricerca, innovazione e saperi antichi. Attraverso degustazioni, incontri e laboratori, si affronterà il rapporto tra cibo e società, tra emozione e conoscenza.
L’amore e le sue metamorfosi saranno tra i temi centrali, affrontati come sentimento, limguaggio, forma di libertà. CioccolaTò 2026 esplorerà anche il cinema, la letteratura, la musica e le altre forme di creatività in grado di raccontare il mondo attraverso il cioccolato. Laboratori di arte  e gioco per grandi e piccoli trasformeranno il cacao in materia espressiva, da interpretare e condividere.

La manifestazione sarà uno spazio aperto e partecipato , dove la città di Torino e l’arte cioccolatiera dialogheranno  per restituire al pubblico l’essenza più autentica di questo “cibo degli dei”.
Saranno sessanta gli espositori presenti in settanta stand, coinvolgendo anche diverse realtà museali e palazzi storici della città per eventi, workshop, incontri e dibattiti guidati da autorevoli nomi del panorama culturale e dolciario italiano. Tra i protagonisti il maestro del trasformismo internazionale Arturo Brachetti, la scrittrice del best seller “Chocolat”, Joanne Harris, e la regina del romance Felicia Kingsley, l’autrice più letta in Italia nel 2025.

Si può consultare il programma e prenotare il proprio posto per gli eventi di CioccolaTò 2026 su cioccola.to.it

Mara Martellotta

 

 

Lavastoviglie, tergicristalli e Baci Perugina? Li hanno inventati le donne

 

Figure straordinarie che con le loro “creature” hanno cambiato la storia di tutte e tutti.

Nonostante le loro scoperte abbiano determinato un cambio di rotta  per milioni di persone, non si parla mai abbastanza di quelle donne che grazie alle loro scoperte hanno messo in atto diverse rivoluzioni nei costumi della societa’ contemporanea. Non e’ retorica di genere, ma semplicemente una considerazione che va a supportare l’ipotesi secondo cui le donne per conquistare spazio nelle varie collettivita’ hanno dovuto combattere senza armi pari.

Tra le ideazioni raccontate in questo articolo molte, per cultura e per credenza, saranno state attribuite sicuramente a degli uomini, tuttavia non e’ cosi, e questo conferma che non esistono cose idee e genialita’ divise in base al sesso e ogni essere umano puo’ mettere a disposizione la propria intelligenza a servizio di tutti. 

Un primo caso e’ quello di Mary Anderson che ha inventato il tergicristalli meccanico. Dopo aver sperimentato, infatti, le copiose nevicate di New York che la costringevano a scendere dall’auto ogni volta che doveva pulire i vetri dalla neve, si e’ convinta che il problema dovesse essere risolto  e invento’ un meccanismo che con una leva posizionata internamente alla macchina faceva muovere una stecca di gomma sul vetro anteriore il cui brevetto fu depositato nel 1917; in seguito, sempre una donna, Charlotte Brigwood,  fece diventare automatico questo strumento, divenuto irrinunciabile, superando in efficienza il precedente.

A Josephine Cochrane  invece dobbiamo tutta la nostra gratitudine per aver dato vita alla lavastoviglie. Questa signora ingegnosa, una ricca aristocratica che dava molte cene nella sua casa, un giorno si accorse che le sue stoviglie si stavano rovinando a causa dei continui lavaggi, cosi’ si industrio’ e creo’ una macchina, brevettata nel 1886, che attraverso delle pompe, azionate manualmente,  introduceva al suo interno getti d’acqua capaci di detergere piatti, bicchieri e tutto il resto. Josephine, in seguito al successo della sua idea, fondo’ l’azienda  Garis-Cochran Dish-Washing Machine Company, ora di proprietà della Whirlpool Corporation.

E i Baci Perugina? Ebbene si’ anche qui c’e’ l’estro di una donna, una italiana: Luisa Spagnoli, la stilista, che prima del matrimonio con Annibale Spagnoli era Luisa Sergentini. Nel 1909 rilevo’ una drogheria che divento’ il laboratorio  Perugina che fondo’ insieme a Buitoni. Nel 1922 Luisa inventò un cioccolatino fatto con la granella di nocciole e un cuore di gianduia chiamato in un primo momento “Cazzotto” perche’ simile alla nocca di una mano; Giovanni Buitoni in seguito lo ribattezzò come  “Bacio Perugina” quello al cui interno si trovano pensieri e citazioni.

Caresse Crosby , invece, libero’ le donne dai rigidi corsetti fatti di ossa di balena, scomodi, dolorosi e anche poco etici considerando il tema della violenza sugli animali. Mary Phelps Jacob (il vero nome della Caresse) si cuci’ da sola il suo primo reggiseno, utilizzando dei fazzoletti di stoffa e del filo, in occasione di un ballo a cui doveva partecipare indossando un vestito la cui linea veniva alterata dal corsetto che avrebbe dovuto portare. Nel 1914 la sua invenzione fu iscritta nel registro dei brevetti arrivando senza rimpiazzi  fino ai giorni nostri in diverse e funzionali versioni.

Ve li ricordate, poi, i lunghi pomeriggi a giocare a Monopoli, bene anche qui la protagonista e’ una donna e precisamente da Elizabeth Magie Phillips che nel 1903, inspirandosi al Landlord’s Game, invento’ il tanto famoso e amato gioco da tavolo. Questo passatempo in realta’ nacque con un fine didattico, ovvero spiegare come mai i ricchi lo diventano sempre di piu’ mentre i poveri diventavano sempre piu’ poveri. Nel 1910 la Parker Brothers pubblicò il suo gioco e, 30 anni dopo, mise sul mercato il Monopoly, creato da Charles Darrow, che, al contrario purtroppo, premiava i monopoli piuttosto  che contrastarli, stesso gioco con diverso obiettivo ludico-sociale.

Tante altre donne si sono ingegnate e  hanno variato in positivo il corso della storia e delle nostre abitudini: Bette Nesmith Graham con il bianchetto per correggere gli errori di scrittura o dattilografia, Tabitha Babbitt attraverso la progettazione  della sega circolare (che pero’ non pote’ brevettare), Anna Connelly con la sua scala antincendio, Lyda Newman con la creazione della spazzola di setole (non animali) adatta ai diversi tipi di capelli.

Nonostante le loro scoperte e quelle di tante altre donne siano rimaste talvolte all’ombra rispetto a quelle portate alla luce dagli uomini, l’importanza delle loro  idee ha modificato per sempre usanze, consuetudini e  costumi , ha favorito il comfort riducendo  la fatica e   migliorando la qualita’ di molte  vite.

Proprio in questo momento molte altre donne sono a lavoro per il bene comune e per il progresso, ci auguriamo che il loro sogno e le loro abilita’ siano apprezzate e riconosciute in un’ottica e con un approccio di parificazione, in una prospettiva di totale equilibrio di genere.

MARIA LA BARBERA