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La Festa di Sant’Antonio Abate

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Domenica 18 gennaio 2026

La benedizione degli animali e una visita guidata tematica su Sant’Antonio, il fuoco sacro e gli animali

 

Per la festa di Sant’Antonio Abate, il protettore degli animali, la Precettoria di Ranverso organizza una giornata, fra la tradizione sacra e profana, dedicata agli animali che sono parte integrante dei cicli decorativi, delle storie, dei rituali e degli immaginari sacri e collettivi.

Alle 9.45 e alle 15 è in programma la visita tematica “Sant’Antonio, il fuoco sacro e gli animali” alla scoperta della figura di Sant’Antonio Abate, che unisce il racconto delle tradizioni e dei festeggiamenti in suo onore alla conoscenza degli affreschi e delle architetture di Ranverso.

Alle 11, la Santa Messa con la benedizione degli animali, dei prodotti della terra e dei mezzi agricoli officiata dal Parroco di Buttigliera Alta e Rosta, Don Franco Gonella. Nel corso della celebrazione, come da tradizione, si procederà alla benedizione dei pani e dei prodotti agricoli (non è consentito portare animali all’interno della chiesa); alle ore 12, all’esterno, si continua con la benedizione degli animali e degli attrezzi agricoli.

 

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Costo visita tematica: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

È indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente.

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Il lato selvaggio dell’inverno a La Thuile 

A La Thuile la montagna cambia passo e lontano dalla logica della performance si lascia vivere in modo più ampio e autentico. Sul versante più selvaggio del monte Bianco, la neve ridisegna lo spazio, amplifica la luce e invita a rallentare, a muoversi seguendo un ritmo naturale e più intimo. Qui l’inverno è fatto di silenzi, di orizzonti aperti, di tempo che si dilata.
Facilmente raggiungibile  e sospesa sul confine con la Francia, la Thiule diventa il luogo ideale per riconnettersi con la natura e con sé stessi. Le esperienze vanno ben oltre lo sci e la prestazione, cammini sulla neve lungo sentieri appartati, sapori autentici che raccontano il territorio, incontri e momenti di condivisione che restituiscono alla montagna il suo valore più profondo, lontano dalla frenesia cittadina.
Quando l’inverno avvolge le vette del Monte Bianco, il suo lato più selvaggio si trasforma in un paesaggio da assaporare con lentezza. A La Thuile la montagna innevata diventa il contesto ideale per una vacanza tra amici o in famiglia, dove passeggiate o ciaspolate  si snodano tra boschi di conifere, radure silenziose e ampie vedute del ghiacciaio del Rutor.
Gli itinerari invernali  di La Thuile Infinity Trekking rendono l’esperienza accessibile e consapevole. Percorsi segnalati, consultabili sulla piattaforma komoot “Winter Walks” con mappe 2D e 3 D e tracce GPS o tramite l’App Espace San Bernardo, pensati per famiglie, coppie e piccoli gruppi, sempre nel rispetto delle condizioni ambientali e nivologoche.
Camminare sulla neve diventa così un gesto naturale, un modo gentile di riconnettersi con l’ambiente  e seguire il ritmo autentico della montagna.
A La Thuile anche i più piccoli trovano il loro spazio. Parchi giochi sulla neve, percorsi ludici, laboratori creativi e momenti di animazione trasformano l’inverno in un’esperienza condivisa.
Protagonista di questo mondo a misura di bambino è Thuilly, la mascotte della località, che accompagna I più piccoli nello snowpark tra gonfiabili colorati e aree gioco sicure, quali la zona Funivie, tapis roulant, accesso libero, con apertura anche durante il periodo natalizio e di Carnevale e nei fine settimana negli altri periodi.

Mentre i bambini si divertono gli adulti possono alternare attività all’aria aperta a momenti di relax, tra centri benessere, passeggiate in paese e soste conviviali. Anche quando il meteo invita a rallentare molte sono le proposte indoor, quali l’area ludico ricreativa La Piramide, presso la struttura Konver Arly o la Biblioteca Comunale, che garantiscono tempo di qualità per tutta la famiglia.

Passeggiare a  La Thuile è  anche occasione di  scoperta culturale. La Maison Musée Berton  accompagna i visitatori alla scoperta delle radici millenarie  del territorio, tra architetture rurali, frazioni storiche e percorsi tematici che raccontano il legame profondo esistente tra uomo e montagna. Si tratta di un’esperienza che affianca l’outdoor e restituisce una lettura più completa e consapevole di questi luoghi.
L’esperienza viene completata dalla gastronomia. Nei ristoranti, nelle baite e nei rifugi la cucina valdostana racconta il territorio attraverso prodotti locali e piatti della tradizione.  Gli itinerari del gusto accompagnano alla scoperta della Fontina DOP, simbolo della valle e primo prodotto valdostano ad ottenere la denominazione, affiancata da eccellenze come il Fromadzo DOP, il Lard d’Arnad DOP e il Jambon de Bosses DOP.
Accanto ai prodotti certificati, la tradizione si esprime in specialità come boudin, molletta e zuppe di montagna , fino ai dolci tipici delle tegole. Sapori che diventano parte dell’esperienza invernale, un modo concreto e conviviale per entrare in contatto  con il territorio. Non può poi certo mancare una dolce coccola  al cioccolato. A la Thuile è possibile, infatti, sperimentare alcune specialità come la Tometta, vera leccornia con tanto di brevetto, prodotta dalla Pasticceria Cioccolateria Chocolat, 320 grammi di puro piacere per le papille gustative raccolti in un tortino a base di cioccolato al latte, gianduia, nocciole del Piemonte IGP tostate e caramellate che, nella forma, richiama il tipico formaggio d’alpeggio.

Durante l’inverno la Thuile si anima con appuntamenti ed eventi che scandiscono la stagione.

Per rimanere aggiornati consultare  il sito https://wwwww.lathui.it/it/ eventi

Mara      Martellotta

La principessa che amava lo sport

Castello di Moncalieri (TO)

 

Suggestioni di neve e montagna in Casa Savoia

 

La mostra-dossier per il passaggio della fiamma olimpica di Milano Cortina 2026

 

 

In occasione del passaggio della fiamma olimpica di Milano Cortina 2026, che farà tappa a Moncalieri (TO) domenica 11 gennaio 2026, il Castello di Moncalieri ospita la mostra-dossier La principessa che amava lo sport. Suggestioni di neve e montagna in Casa Savoiavisitabile fino al 22 febbraio 2026.

L’esposizione si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il grande percorso che unisce sport, cultura e territori, ed è realizzata in collaborazione con l’associazione Amici del Real Castello e del Parco di Moncalieri. La mostra-dossier anticipa inoltre il progetto espositivo dedicato alla principessa Maria Letizia Bonaparte di Savoia, in programma nell’autunno 2026, per i 160 anni dalla nascita e i 100 anni dalla scomparsa.

Appassionata di sport e di corse automobilistiche, Maria Letizia è il punto di partenza di un percorso che esplora il rapporto tra le protagoniste di Casa Savoia e il mondo della montagna e della neve, elementi fortemente simbolici e vissuti anche come luoghi di libertà, sfida e modernità. Attraverso fotografie storiche, oggetti legati all’alpinismo e materiali d’epoca, la mostra racconta le passioni e le esperienze di figure femminili straordinarie che abitarono o frequentarono la residenza di Moncalieri. Dalla regina Margherita, notoriamente amante e pratica delle tecniche dell’alpinismo, tanto da promuovere la costruzione di una capanna sulla Punta Gnifetti nel gruppo del Monte Rosa, fino a Maria Josè del Belgio, che scalò il Cervino affrontando freddo intenso e raffiche impetuose. A completare la rassegna, una selezione di riviste d’epoca, con immagini dedicate alla neve e alla montagna, rende omaggio all’immaginario invernale tra Otto e Novecento.

La mostra sarà accompagnata da tre eventi collaterali. Venerdì 16 gennaio, dalle 16.30, dopo una breve visita guidata al Castello con il direttore Riccardo Vitale, è in programma un incontro dedicato alla montagna con la ex sciatrice alpina Clotilde Fasolis, portabandiera dell’Italia durante la cerimonia di apertura dei X Giochi olimpici invernali di Grenoble 1968, e lo scalatore Marco Ciocca. Evento gratuito, con prenotazione obbligatoria: drm-pie.moncalieri@cultura.gov.it.

Sabato 17 gennaio, alle 10.30, visita con attività per famiglie intitolata Storie di neve e di montagna: un’occasione per scoprire le storie che legano la montagna e la neve alle principesse Savoia che abitarono il Castello di Moncalieri. Nel laboratorio bambini e adulti potranno cimentarsi a inventare e rappresentare nuove avventure ispirandosi agli oggetti e alle fotografie esposti. Attività gratuita compresa nel biglietto di ingresso ordinario. Prenotazioni: https://lavenaria.museitorino.it/categoria/castello-di-moncalieri/.

Domenica 18 gennaio alle 11, il concerto di musica classica Antico vs Contemporaneo, in collaborazione con l’associazione Musicaviva. Le musiciste Sonia Cavallotto (violino) e Francesca Cavallotto (clarinetto) eseguiranno brani di Johann Sebastian Bach, Georg Philipp Telemann, Niccolò Paganini, Arvo Pärt e altri, in un dialogo tra tradizione e contemporaneità. Concerto a pagamento: intero € 10; ridotto over 65 € 8; ridotto associati e allievi del Conservatorio € 5.

Proverbi in mostra nella “via del boia”

In pieno centro città e nel cuore del Quadrilatero romano, a due passi da Porta Palazzo, in quella lunga, stretta e un poco curva via che è intitolata all’ornitologo cuneese Franco Bonelli, da tutti conosciuta come la “via del boia” per aver ospitato la sua dimora, ecco una mostra “en plein air” dedicata ai proverbi.

Pillole di saggezza che conosciamo tutti a memoria e verità assolute capaci di attraversare intere generazioni che custodiscono l’esperienza e l’ironia della vita quotidiana.

Le illustrazioni sparse per tutta via Bonelli e create per il Calendario 2026 del “Laboratorio Zanzara”, nascono dal desiderio di giocare con la tradizione trasformando la parola in immagine.

Ma qual è il vostro proverbio preferito?

Igino Macagno

 GrugliascoFest, “Mattoncini in festa”  decima edizione

Il 10 e 11 gennaio si terrà il GrugliascoFest “Mattoncini in festa”, che ha raggiunto il suo decimo anno di vita. Si tratta di dieci anni di creatività, gioco e passione condivisa, che rappresentano un traguardo importante e significativo in collaborazione con la Proloco cittadina per un evento nato con l’obiettivo di offrire a bambini, famiglie e appassionati uno spazio di incontro, scoperta e condivisione della passione per la costruzione.
Si tratta di un appuntamento ormai atteso da bambini, famiglie e appassionati, diventato negli anni un punto di riferimento per chi ama costruire, immaginare e stupirsi.
Nelle precedenti edizioni migliaia di visitatori hanno incontrato gli espositori che hanno contribuito al crescente successo della manifestazione  e tornati anche quest’anno per condividere questa passione, raccontare le loro opere e rispondere alla curiosità di grandi e piccoli. Si tratta di un viaggio di 200 metri lineari di tavoli espositivi tra costruzioni di fantasia e magnifiche collezioni, dove ogni opera racconta una storia fatta di pazienza, ingegno e divertimento.
La decima edizione di GrugliascoFest “Mattoncini in festa” non è solo una mostra, ma una festa collettiva, un’occasione per ritrovarsi e celebrare dieci anni di entusiasmo e di creatività condivisa.
L’accoglienza è  affidata al personale della società Le Serre e ai volontari di Grugliasco giovani, mentre per la giornata di domenica sono previste attività ludiche e laboratori di Andrea Brikoso nello chalet di fronte alla pista di pattinaggio su ghiaccio.
Su suggerimento dei numerosi visitatori, quest’anno sarà necessario prenotare l’ingresso nella fascia oraria desiderata tramite la piattaforma online Evenbrite.

Per informazioni scrivere a amicidelmodellismo@gmail.com

Mara  Martellotta

Molto più di una insalata di patate

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Un secondo fresco e sempre adatto

 Una preparazione semplice e sfiziosa che potete personalizzare secondo i vostri gusti per un piatto sempre diverso.
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Ingredienti:
3 grosse patate
1 scatoletta di tonno sott’olio
4 cucchiai di maionese
1 limone
1 pizzico di curcuma (facoltativo)
1 fetta spessa di prosciutto di Praga
Sale, pepe, prezzemolo o basilico
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Pelare le patate, tagliarle a bastoncini e cuocerle a vapore.
Frullare il tonno, mescolare alla maionese, aggiungere il succo del limone, il sale, il pepe, e la curcuma. Tagliare a listarelle il prosciutto privato dell’eventuale grasso, unirlo alle patate, aggiungere la salsa tonnata ed il prezzemolo. Mescolare con cura. Servire freddo guarnito con fette di limone.

Paperita Patty

Mariolino e la guida dell’uomo col cappello

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Da qualche anno possiedo una barca. E’ la Lampreda, cedutami a poco prezzo dal vecchio Lino Sgambarolli, costretto a buttar l’ancora sulla terraferma a causa dei reumatismi e della sciatica che l’hanno piegato in due.

La “sua” Lampreda era la terza di una serie. Diventata mia, riverniciata di bianco e d’azzurro, si è guadagnata il titolo di quarta. Lino mi aveva lasciato piena libertà. “Il nome deve essere quello che più ti piace. Non c’è l’obbligo di tener lo stesso e lo puoi cambiare, tanto lei – che la si chiami per nome o no –  volterà la prua dove decidi tu, manovrando il timone o il colpo di remi. Ma se ti garba chiamarla come l’ho chiamata io, fai una cosa: ribattezzala “quarta”, così la storia va avanti”. Mi raccontò che prima di lei c’erano state altre due Lamprede. La prima, messa in acqua, sul finire degli anni trenta s’inabissò nell’agosto del 1944 davanti alla Punta di Crabbia, dov’era ormeggiata. Un aereo tedesco, volando sul lago in appoggio a un rastrellamento contro i partigiani del Mottarone, tanto per sfogare la sua rabbia impotente visto che i partigiani se ne stavano nascosti nei boschi, la  colpì a morte con una raffica di mitraglia , sventrandole entrambe le fiancate. La seconda barca era stata bagnata nel maggio del 1947, dopo quasi tre anni durante i quali Lino fu costretto ad una lontananza forzata dal lago, minatore prima e scalpellino poi in terra di Francia, dalle parti di Lione. I magri guadagni lasciavano ben poco alla speranza di metter qualcosa da parte ma quei quattro franchi in croce e qualche lira racimolata vendendo un boschetto di castagni dalle parti di Brolo gli bastarono per l’acquisto di una modesta ma robusta lancia da lago. Per trent’anni Lino e la sua barca hanno attraversato in lungo e in largo il Cusio, pescando in ogni dove, con ogni tempo e in tutte le stagioni dell’anno. Fatto salvi, ovviamente, i periodi di ferma. Dalle rive lo salutavano, nei mercati si vendevano i suoi pesci ( almeno finché l’ammoniaca, il cromo e gli altri veleni non trasformarono, a poco a poco, l’acqua in aceto), nelle osterie capitava di ascoltare le sue storie al modico prezzo di un quartino di barbera del Monferrato. A metà degli anni ’80, una massiccia immissione di carbonato di calcio,  riportò l’acqua ad un valore accettabile di acidità. Quella grande pastigliona di bicarbonato fece digerire il lago, tanto che i pesci – dopo tanto boccheggiare – tornarono a respirare e Lino si rimise a pescarli con la sua Lampreda ( la seconda, appunto). Giunta alle soglie del pensionamento forzoso, dopo più di trent’anni di onesta navigazione, figli e nipoti gli fecero una grande sorpresa, regalandogli un gioiello di barca, uscita fresca, fresca  dai cantieri navali di Solcio, sul lago Maggiore. La forma aguzza, slanciata; il fasciame di legno liscio e brillante, gli scalmi d’acciaio inossidabile, lucidi come i pomelli della stufa dell’osteria dove andava a far bisboccia. Un bijoux che si è goduto per poco. Lino è stato un gran vogatore che solo negli ultimi anni si è arreso al motore. Io non ho la sua tempra e seppur non disdegnando d’infilare i remi negli scalmi e darci dentro a bracciate regolari, uso frequentemente il motore. Al calare della sera, tiro in secca la barca nei pressi dell’ex Canottieri, dalle parti dell’Ospedale della Madonna del Popolo. A volte la ricovero da Mariolino, alla Bagnera di Orta. Una soluzione abbastanza comoda, dato che possiede uno sgabbiotto, chiuso con catena e lucchetto, dove si possono ritirare remi e motore. A far la guardia c’è Lupo, il cane di Mariolino: un bastardino bianco e nero che tira fuori i denti e ringhia proprio come un lupo quando s’avvicina un estraneo. “ Il tuo motore è come in banca, lì dentro”, rassicura Mariolino. Non ne dubito affatto. Lupo  esegue l’incarico come un mastino. E se il suo padrone gli dice di star di sentinella ( proprio così..”di sentinella” ) si può scommettere che lui ci mette una grinta sufficiente a scoraggiare i malintenzionati. Mariolino è fortunato ad avere, come “migliore amico dell’uomo” quel cagnetto. Sono sempre insieme, anche quando Mariolino guida la sua vecchia NSU Prinz. Lupo guarda fuori dal finestrino laterale, ringhia alle auto, abbaia alle luci colorate del semaforo, scodinzola quando si passa davanti all’osteria dove la signora Maria spesso gli “allunga” un cartoccio d’avanzi. Il problema è che  Mariolino, con la sua guida da “uomo col cappello”,  fa venire i brividi gelati lungo la schiena. Avete presente quella categoria di automobilisti che, con il loro stile di guida, fanno dannare l’anima? Se si ha la sventura di incontrarne uno così, magari su una strada stretta e tutta curve, o – peggio – essere costretti a stargli dietro mentre arranca sui tornanti, non ci sarà alcun bisogno di usare la tenaglia per strapparvi dalla gola il peggior campionario di accidenti, riversandoglielo addosso. Perché quando si mette al volante un “uomo col cappello” sono guai seri. Non superano mai i trenta all’ora, viaggiano a centro strada, frenano in continuazione, pigiano continuamente il clacson. Impermeabili a tutto: impettiti, con gli avambracci tesi e le mani intente a strangolare il volante. In più, come un distintivo, l’immancabile copricapo ben calcato sulla nuca. In casi come questi il vero malcapitato sei tu, povero diavolo, costretto a guidare a passo d’uomo, alternando il piede da un pedale all’altro: acceleratore ,freno, frizione. Cambio. Freno, acceleratore. Attento a non tamponarlo,  roso dall’indecisione sull’eventuale sorpasso. Manovra, quest’ultima, caldamente sconsigliata: l’uomo col cappello può decidere di svoltare da un momento all’altro, senza preavviso e, dunque, senza mettere la freccia. L’assoluta certezza che lo anima è proporzionale all’incapacità che manifesta impugnando il volante. Dunque, mai sottovalutare chi guida con il cappello. Non conviene contraddirlo. Non mettetegli fretta, armatevi di pazienza e fatevene una ragione. Ecco, Mariolino è uno di questi. L’ esatto contrario del mito futurista della velocità. Più lento della lentezza ma senza alternativa: prendere o lasciare. Si vede proprio che chi nasce uomo d’acqua fa fatica a muoversi con quattro ruote sulla terraferma.

Marco Travaglini

Cesana Torinese in festa

Quest’anno il buon anno a tutta Italia lo hanno dato i maestri di sci  dì Cesana  ed il sindaco Daniele Mazzoleni.

Mercoledì 31 dicembre scorso, infatti, nel programma “Studio Aperto Mag” su Italia 1, è  andato in onda il servizio di Beppe Gandolfo sulla fiaccolata dei maestri a Sansicario , svoltasi lo scorso 29 dicembre. Si è trattato di un evento che ha visto la collaborazione della Pro Loco Proyoung insieme alle tre scuole di sci di Cesana, Action Sansicario, Cesana-Sansicario  e Monti della Luna, che si è concluso con gli auguri del sindaco Daniele Mazzoleni.
La voglia di fiaccolata continua e una nuova fiaccolata è in programma per sabato 3 gennaio con la Fiaccolata a piedi per le vie di Cesana, con la  ‘Stra Stra Fiaccolata’, organizzata dalla Pro Loco ProYoung, dalle ore 21 una camminata con fiaccole lungo le vie del paese con partenza dalla Cappella degli Alpini e arrivo in piazza Vittorio Amedeo.
Con un ticket di partecipazione di 5 euro acquistabile presso l’Ufficio del Turismo si potrà partecipare all’estrazione in presenza di un soggiorno  di sette notti in Puglia al Resort St.James. il gran finale sarà affidato alla musica e  al vin brulé in piazza Vittorio Amedeo.
Il weekend dell’Epifania si arricchisce di un altro grande evento . Sino al 6 gennaio presso la sala conferenze al primo piano dell’Ufficio del Turismo in piazza Vittorio Amedeo si potrà visitare la mostra intitolata “Pensieri di neve”, che vedrà l’esposizione di alcuni capolavori del maestro Tino Aime.
La mostra è  a ingresso libero con orario 16-19 sia sabato 3 sia domenica 4, lunedì 5 e martedì 6 gennaio.

Mara Martellotta

Befana 2.6, una versione contemporanea e ironica a Le Gru

DOPO NATALE 2.5
Tradizione che si rinnova, tra animazione, tecnologia
e sguardo verso Milano Cortina 2026
Dopo aver celebrato il Natale 2.5 come simbolo della conclusione del lungo restyling e della nuova identità del Centro, Le Gru accompagna famiglie e visitatori verso l’Epifania con un ultimo, divertente aggiornamento: Befana 2.6, una versione contemporanea e ironica di una delle figure più amate della tradizione.

Martedì 6 gennaio, per tutta la giornata, una Befana trendy e moderna animerà le gallerie del mall di Grugliasco: capelli lunghi che spuntano dal cappello, occhiali da sole, stivali fashion e l’immancabile scopa reinterpretata in chiave pop. Una presenza sorprendente e giocosa che farà compagnia ai bambini e alle famiglie, salutando l’ultimo giorno delle vacanze natalizie nel segno della leggerezza e della meraviglia. Dopo Babbo Natale 2.5, anche la Befana si aggiorna, diventando metafora di un Centro che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con l’immaginario collettivo.

L’appuntamento con la Befana 2.6 si inserisce in un calendario di inizio anno che guarda al futuro e all’innovazione, a partire dall’arrivo di TCL a Le Gru.
 

Dal 5 al 18 gennaio infatti TCL, leader globale nell’elettronica di consumo e Partner Olimpico e Paralimpico Mondiale, ha scelto Le Gru come seconda tappa del Mall Tour “Road to Milano Cortina 2026”, un’iniziativa che accompagna il pubblico verso i Giochi Olimpici Invernali attraverso esperienze immersive e tecnologia all’avanguardia. All’interno del Centro sarà allestito un booth brandizzato dove i visitatori potranno partecipare a diverse attività: all’ingresso sarà possibile ricevere un magnete personalizzato con foto ricordo, mentre nello spazio TCL si potranno incontrare Tina e Milo, le mascotte ufficiali dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, per selfie e fotografie di gruppo.
Durante l’iniziativa verranno inoltre distribuite le FanCard TCL, che consentiranno di partecipare a un concorso con in palio gadget esclusivi così come scoprire alcuni dei prodotti di punta del brand.

Le Gru è il più grande centro commerciale in Piemonte. Con 100.000 metri quadrati di superficie coperta e climatizzata, 4.700 posti auto gratuiti, offre oltre 150 esercizi commerciali con insegne di prestigio, una scelta merceologica ampia e di qualità, un’area ristorazione e alimentari con bar, ristoranti, fast food e l‘Area Mercato. Oltre al grande ipermercato, il benzinaio e il villaggio fitness, Le Gru offre +90 servizi al cliente: di benvenuto, per le commissioni, logistici, tecnici o di shopping, di benessere, svago e salute, di sostenibilità e inclusività, family, e di mobilità. Le Gru è un punto di riferimento anche per l’intrattenimento: dai festival agli incontri con le scuole, dai laboratori e intrattenimenti per le famiglie, agli eventi dedicati a tecnologia, design, arte, sport, food, sociale, e cultura a 360°, coinvolgendo associazioni, enti e realtà locali con l’obiettivo di divertire e fornire contenuti e spunti di riflessione ai propri frequentatori.
Dal 2022 è iniziato il restyling di Le Gru: un rinnovamento completo dal punto di vista architettonico, di efficientamento energetico e di potenziamento dell’offerta commerciale. Un viaggio che porta a Le Gru una nuova vita: gli spazi si fanno più accoglienti, moderni, più a misura. Un grande cambiamento che preserva la cultura di ospitalità, intrattenimento e creatività insiti nel DNA di Le Gru.

Dormire? Sì, tra un po’

La procrastinazione del sonno, quando addormentarsi diventa un problema.

Un film, una serie, il cellulare con tutti i suoi contenuti, la posta, la chat ed è già mezzanotte passata. Si sa benissimo che è ora di andare a dormire, ma si rimanda anche a causa di pensieri intrusivi conditi da tanta immaginazione. Si chiama procrastinazione del sonno e non è solo una cattiva abitudine, ma un fenomeno psicologico sempre più attenzionato, con ripercussioni concrete sulla salute mentale e fisica. Il termine tecnico è “bedtime procrastination”, introdotto per la prima volta nel 2014 dalla ricercatrice olandese Floor Kroese. Si tratta della tendenza a rimandare l’ora di andare a dormire senza un motivo valido, cioè senza che fattori come lavoro, figli o emergenze impongano di restare svegli. È una scelta volontaria, ma spesso vissuta con frustrazione: si è consapevoli che sarebbe meglio dormire, ma si sceglie di non farlo rivendicando un po’ di tempo per sé, anche a discapito del riposo. Alla radice di questo comportamento ci sono diverse ragioni che si intrecciano tra loro quali lo stress e il sovraccarico mentale, la scarsa autoregolazione tipica di chi fatica a gestire impulsi e decisioni nel breve termine e tende a procrastinare più facilmente, la tecnologia e iperstimolazione causati da un utilizzo frequente di smartphone, serie TV, social network pensati per intrattenere sempre più a lungo col fine di creare così una reale dipendenza. Un altro motivo che causa il ritardo nell’andare a letto è l’ansia, per evitare il momento del silenzio, in cui pensieri e preoccupazioni si accatastano nella nostra mente, si tende a rimandare il più possibile. Rinunciare al sonno non è una consuetudine da prendere alla leggera, anche una moderata deprivazione può creare problemi di umore, di concentrazione e avere conseguenze sul metabolismo e sul sistema immunitario. I disturbi che vengono causati da questo rinviare ad andare tra le “braccia di Morfeo” sono seri e da non sottovalutare. L’ affaticamento cronico cosi come l’aumento della depressione sono alcuni dei rischi che si corrono, così come il peggioramento delle performance cognitive e la maggiore vulnerabilità rispetto a malattie cardiovascolari. Inoltre, chi dorme poco tende a procrastinare anche in altri ambiti, alimentando un circolo vizioso difficile da spezzare.

Come si può rompere questa spirale che rende esausti e condiziona la quotidianità? Come prima cosa è necessario dare vita ad una routine rilassante a fine giornata che rallenti i ritmi, è opportuno spegnere tutti gli schemi almeno 1 ora prima di andare a dormire e creare una motivazione convincente per andare a letto a riposare. Inoltre quei momenti dedicati a noi stessi durante la notte dovrebbero essere inseriti, al contrario, nel corso della giornata; la sera ci si può dedicare, invece, alla redazione di un diario o alla mindfulness unita alla respirazione consapevole.

Insomma rimandare l’addormentamento può essere considerato un desiderio recondito di chi rivendica i propri spazi e il proprio tempo, ma che spesso finisce per colpire piuttosto che favorire Non si tratta solo di imparare a dormire di più e all’ora prevista, ma di riconquistare un rapporto sano con il proprio tempo, le proprie scelte e il proprio benessere. Dormire non è perdere tempo, è uno spazio salutare a cui non rinunciare mai.

Maria La Barbera