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“I Ricostruttori” propongono “Percorsi di pace”

Per costruire veramente la pace intorno a noi è necessario lavorare su noi stessi e sulle nostre relazioni. E soprattutto imparare ad ascoltare e ad ascoltarci.

L’Associazione “I Ricostruttori”, di Torino, propone

PERCORSI DI PACE

Un ciclo di conferenze/incontri esperienziali per declinare la pace nei diversi piani della nostra esistenza: il rapporto con le emozioni, il rapporto con lo spazio interiore e il mondo delle relazioni.

Ciascun incontro, che è autoconclusivo, introduce a un possibile percorso di approfondimento pratico.

Tutti gli appuntamenti si terranno presso la sede di Via Bardonecchia 77/16

 

La prima serata si terrà venerdì 21/11 alle 21

ARMONIZZARE MENTE CORPO ED EMOZIONI
RESPIRO E DIALOGO COL CORPO PER SUPERARE ANSIA E STRESS (allegata locandina)

Un incontro per comprendere le connessioni della nostra mente e del nostro mondo emotivo con il corpo fisico. Con l’aiuto di Ivan Bono, psicologo tecnico e psicosintetista, e di Luisa Biino e Giovanni Maiandi, che da alcuni anni conducono gruppi sulla gestione dell’ansia attraverso il lavoro col corpo e col respiro, scopriamo come affrontare le emozioni che ci disturbano integrandole in un percorso di consapevolezza psico-fisica.

 

MEDITAZIONE, VIA PER LA PACE

La seconda serata, condotta dal Prof. Marcello Aragona, avrà luogo venerdì 5/12, ore 21:00, e introduce alla meditazione come strumento per imparare ad abitare il nostro spazio interiore e portare pace nella nostra vita. L’incontro introduce al corso di meditazione profonda che prenderà il via a febbraio.

 

 

 

 

 

 

Al Mauto la mostra “Ferrari Design Creative Journeys 2010-2025

La mostra “Ferrari Design. Creative Journeys 2010-2025”, realizzata dal MAUTO, Museo Nazionale dell’automobile  in collaborazione con il Centro Stile Ferrari e i Musei Ferrari, è  la prima di una serie di esposizioni tematiche ospitate nel nuovo spazio museale dedicato al design. Rimarrà aperta fino a domenica 8 marzo 2026.

“Oggi inauguriamo “Sulle strade del design”, il nuovo spazio espositivo dedicato al progetto industriale. Qui il MAUTO allarga lo sguardo e le radici dell’automobile, prodotto complesso e sintesi per eccellenza, al design industriale totale – afferma Benedetto Camerana, presidente del MAUTO.“ Sotto la guida dei curatori  Silvia Baruffaldi e Marco Sanmicheli l’esposizione costruisce accostamenti metodologici secondo criteri di ispirazione e comparazione.

Le personalità che hanno definito la storia dell’automobile, come Marcello Gandini, Giorgetto Giugiaro, Paolo Martin, Leonardo Fioravanti , Aldo Brovarone, Ercole Spada, Giovanni Michelotti, si affacciano dalla parete “album” e dalle videointerviste, per ammirare la selezione di oggetti di product design ideati da figure altrettanto straordinarie come Franco Albini, Achille Castiglioni, Marco Zanuso, Joe Colombo, Vico  Magistretti  e molti altri colleghi di percorso, materializzando un  ponte ideale capace di superare la separazione strumentale tra car design e product design, vale a dire tra i due poli che li rappresentano,Torino e Milan, poli dei due generi.
A questa sezione permanente , comunque in futura evoluzione, si affianca uno spazio per l’esposizione di automobili secondo temi a rotazione, la cui prima di una lunga serie di mostre programmate è “Ferrari Design. Creative Journeys 2010-2025″.
Ed ecco comparire, al di là della parete del design, undici Ferrari eccezionali, una galleria di meraviglie del design più avanzato, tra stile, ingegneria, aerodinamica di avanguardia, generate dal continuo dialogo che è  il carattere distintivo e autentico del Centro Stile Ferrari, sviluppato sotto la guida di Flavio Manzoni, architetto e collega. Il visitatore ad ogni passo, volgendo lo sguardo, si imbatte in Supercar da brivido”.

In esposizione undici vetture che rappresentano il distillato del team diretto da Flavio Manzoni selezionate tra gli oltre settanta modelli progettati a Maranello nel 2010, corredate da un allestimento che valorizza non soltanto il risultato finale, ma l’intero processo creativo.

Disegni e immagini dei progetti testimoniano un approccio che ricerca una bellezza formale mai fine a se stessa, ma dotata di soluzioni estetiche puntualmente finalizzate alla funzione e alla performance.

“È un grande piacere per me e il mio team di designer e modellisti vedere il Centro Stile Ferrari protagonista dell’inaugurazione di questo nuovo spazio dedicato al design all’interno del Museo dell’Automobile- ha dichiarato Flavio Manzoni, Ferrari chief Design Officer.
“La creazione del Centro Stile Ferrari ha rappresentato un passaggio importante per il marchio. L’internalizzazione del design ha permesso di ottimizzare le sinergie e la stretta collaborazione con i reparti tecnici Ferrari, inclusi gli aerodinamici e gli ingegneri che si occupano di materiali e tecnologie. L’obiettivo della mostra è stato quello di mettere in luce questo dialogo quotidiano tra designer e ingegneri, una vera e propria sinergia che offre una continua interazione a vantaggio dell’intero processo di innovazione”.

Tra i modelli presenti in scala 1 a 1 la Ferrari FXXX-K del 2014, vincitrice del Compasso d’oro 2016, versione estrema della Ferrari dedicata all’uso esclusivo in pista; la Ferrari Daytona SP3 del 2021, appartenente alla serie Icona ispirata alle automobili d’epoca, la Ferrari Vision Gran Turismo del 2022, prima concept car della Casa di Maranello dedicata al mondo del motorsport virtuale, realizzata per celebrare il 75esimo anniversario della Ferrari, la Ferrari F80 del 2024, apice della tecnologia applicata a una supercar, la Ferrari 12 cilindri del 2024, che combina tradizione e innovazione. Tra le vetture di produzione  la Ferrari del 2013, prima Ferrari stradale a sfruttare l’alimentazione ibrida elettrica, la Ferrari Monza Sp1 del 2018, vincitrice del Compasso d’Oro 2020 e rievocazione contemporanea del modello iconico del marchio.

“Il design è il linguaggio con cui l’automobile comunica con il mondo – ha dichiarato Lorenza Bravetta, direttore del MAUTO.  Nel tempo è diventato una delle sue espressioni più distintive, capace di suscitare emozione  e stimolare cultura e innovazione. Lo spazio espositivo sul design nasce con l’obiettivo di valorizzare  il processo creativo e i suoi protagonisti, dai designer, ai carrozzieri, ai visionari che, con il loro lavoro, hanno contribuito a plasmare l’immaginario collettivo legato all’automobile,  così come quello del design di prodotto e industriale, dagli oggetti quotidiani agli arredi e alle soluzioni tecnologiche più innovative. Il suo riallestimento rappresenta un evento strategico, pensato per rispondere all’abolizione dei linguaggi espositivi e delle tecnologie progettuali”

La mostra è  curata da Silvia Baruffaldi, direttore responsabile di Auto& Design e progettata da Studio Labrizzi con Leftloft per la parte di allestimento multimediale, e si sviluppa  su quasi 2 mila mq. , comprendendo lo spazio destinato alle mostre temporanee e un’area didattica realizzata in collaborazione con la Triennale di Milano.

MARA MARTELLOTTA

Hom Architetti incontra Battilossi e i suoi tappeti da sogno

Giovedi 13 novembre a partire dalle 19.00, Hom Architetti apre le porte dello spazio in Via Bologna 220/14 per l’incantevole esposizione di tappeti Battilossi

Tra memoria e materia, arte e design, prende forma negli spazi di Hom Architetti una mostra che intreccia la forza espressiva dei tessuti antichi con lo sguardo contemporaneo sul progetto d’interni. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con Battilossi, storica azienda torinese specializzata in tappeti e tessuti d’autore. “Tutto è partito”, racconta Stefania De Paola di Hom Architetti, “da un progetto d’arredo che abbiamo curato insieme, per il quale Battilossi ha realizzato un tappeto su misura. Durante una visita al loro showroom siamo rimasti colpiti da un pezzo da collezione esposto alle pareti: da lì l’idea di ospitare nei nostri spazi una selezione di manufatti vintage unici, tra arazzi, tappeti, pouf e cuscini, opere che raramente un pubblico non specializzato ha occasione di ammirare”.

Le collezioni protagoniste arrivano da due mondi lontani ma accomunati dalla stessa intensità artigiana: i kilim turchi dei primi anni del Novecento e i tappeti berberi realizzati dalle famiglie nomadi dell’Alto Atlas marocchino nello stesso periodo. Nei kilim, la tradizione tessile si trasforma in linguaggio visivo: tappeti dai pattern geometrici e dai velli erosi dal tempo diventano autentiche tele astratte, dove libertà compositiva, contrasti cromatici e proporzioni irregolari rivelano una sensibilità artistica sorprendentemente attuale. Nei tappeti berberi, invece, la forza risiede nella spontaneità del gesto e nella materia: lana naturale intrecciata con filati di recupero, colori intensi e motivi simbolici che raccontano identità, territorio e vita nomade. Ogni pezzo, unico e imperfetto, conserva il calore del deserto e la memoria delle mani che lo hanno creato.

L’evento, che si inserisce nello spirito della settimana dell’arte torinese, vuole avvicinare il pubblico a un contenuto di nicchia, a cavallo tra il mondo tessile e quello artistico. A rendere la serata ancora più viva, un dj set del giovane talento torinese Mike Esse, del collettivo Wired, accompagnerà l’esposizione con sonorità techno in contrasto con l’antichità delle trame. “Perché nei nostri progetti ci piace sempre giocare con i contrasti”, spiega De Paola.

In un tempo in cui il design d’interni ricerca autenticità e senso, queste opere portano negli spazi contemporanei la forza poetica dell’imperfezione e la bellezza delle tracce. Kilim e tappeti berberi diventano così non solo oggetti d’arredo, ma testimoni di un sapere antico capace di dialogare, con sorprendente naturalezza, con l’estetica del presente.

Lori Barozzino

Guido Gobino celebra le ATP con una Special Edition al cioccolato

Dal 9 al 16 novembre prossimo torna la Special Edition di Guido Gobino per le Nitto ATP Finals 2025, che Torino ospita per il quinto anno consecutivo, confermandosi capitale del grande tennis mondiale. Per l’occasione, Guido Gobino rende omaggio all’evento con una Special Edition esclusiva: una Pallina da Tennis in Cioccolato Fondente 75% che custodisce al suo interno chicchi di caffè ricoperti di cioccolato fondente e bianco. Il nuovo prodotto nasce dal desiderio di celebrare un appuntamento internazionale che ha saputo legare sport, eleganza e territorio, valori da sempre condivisi da Guido Gobino. A completare la creazione, un packaging completamente rinnovato, caratterizzato dal pattern iconico della Maison all’interno dell’astuccio e da una pallina in rilievo, tributo ai giorni in cui Torino si trasforma nella capitale del tennis mondiale. Tutti i prodotti sono disponibili nella sezione e-commerce del sito guidogobino.com/shop e nelle Botteghe di Torino e Milano.

Mara Martellotta

Spoiler, Ti Sposo!

Il salone anti-cliché che trasforma la fiera del wedding in una festa


Domenica 16 novembre 2025 – Le 5 Frecce, Campiglione Fenile (TO)
Orario: 14:30 → 22:30

Cosa aspettarsi

Un calice di vino, una playlist che fa muovere anche gli sposi più timidi e una selezione di fornitori fuori dagli schemi: così nasce Spoiler, Ti Sposo!, il salone del wedding che mette al centro la festa, non lo stress.

Lontano dai saloni tradizionali e dai cliché ingessati, l’evento all’agriturismo Le 5 Frecce di Campiglione Fenile (Pinerolo), a un’ora di auto da Torino, si presenta come un pomeriggio esperienziale dove le coppie possono scoprire nuovi modi di vivere il matrimonio: autentici, leggeri e personalizzati, incontrando professionisti del settore in un contesto conviviale.

Sono caldamente invitati anche le famiglie e gli amici della coppia, per accompagnare i futuri sposi nella creazione del loro matrimonio ideale e godersi l’atmosfera di festa.

Un programma da vivere

Alle 14:30, apertura delle porte e prime consulenze gratuite con Rebel Artists (make-up) e Riali (cadeaux e grafiche).

Durante il pomeriggio si alterneranno momenti di show live e spettacoli al dj set.

Bouquet Live di Sonia Fiori (17:00)

Spettacolo di danza salsa con i Vicecampioni mondiali (ore 16:00 e ore 18:00)

Aperitivo in area food del ristorante Le 5 Frecce con proposte gourmet locali (dalle 16:30)

Accompagnamento musicale jazz con Diego Sergi & The Swaggers (19:00–21:00)

DJ set finale di Alex Eventi per chiudere in bellezza

Potrete conoscere direttamente il produttore di vini della cantina Garesio durante l’arco di tutto il pomeriggio, mentre l’area food curata da Le 5 Frecce sarà aperta dalle 16:30 alle 22:00.

Degustazioni food su prenotazione via Eventbrite e pagamento all’ingresso.

Esperienze su prenotazione

Alcune attività richiedono la prenotazione su Eventbrite:

Consulenze make-up gratuite e make-up completo a prezzo scontato con Rebel Artists

Consulenze Riali gratuite su cadeaux artigianali e grafiche su misura

L’ingresso include consulenze con gli espositorə e dà accesso a tutte le aree espositive e ai momenti live.

Un evento inclusivo e accessibile

Gli animali sono i benvenuti (sarà presente EmyAcademy con i suoi wedding dog trainers).

La location è accessibile, con parcheggio gratuito e spazi senza barriere architettoniche.

Espositori, fornitori e partner

Un mix di professionisti/e del wedding e dell’artigianato creativo, tra esperienze live, design e convivialità.

Dario Dusio – Fotografia
Diego Sergi & The Swaggers – Musica live
Alex Eventi – DJ set ed effetti speciali
Rebel Artists – Make-up e consulenze beauty
Francesca Discenza – Hair stylist
Vanity Beauty – Estetica avanzata
Fein Le Officine Orafi – Gioielleria su misura
Sonia Fiori – Floral design e bouquet dal vivo
Riali – Cadeaux e grafiche personalizzate dall’anima siciliana
Tecla Lab – Ceramiche e bomboniere fatte a mano
Jessica Donham – Vasi e decorazioni in argilla naturale
Container Torino – Liste nozze alternative e design d’autore
Garesio Vini – Degustazioni e percorsi enologici
Renzo Gotto – Truck birre e convivialità on the road
Pasticceria RE – Dolci e dessert d’autore locali
Servizi in Carrozza – Arrivi scenografici e romantici
Aria di Festa – Allestimenti e decorazioni
Thuras – Luci e scenografie d’atmosfera
Alessio & Giorgia Show Creator – Performance di danza salsa e spettacolo
EmyAcademy – Wedding dog training e cerimonie pet friendly
Beatrice Viaggi – Viaggi e lune di miele su misura
Crafts by Tecla Lab – Artigianato contemporaneo e piccoli oggetti d’amore

Informazioni utili

Dove: Le 5 Frecce – Strada Vecchia di Pinerolo 6, Campiglione Fenile (TO)

Quando: Domenica 16 novembre 2025 – ore 14:30 → 22:30

Biglietti: €7 singolo / €10 coppia

Biglietti in prevendita su Eventbrite – Disponibili anche alla porta

Contatti: sposamisalonedelwedding@gmail.com

Instagram: @spoiler_tisposo

Che storia i caffè di Torino!

C’è un primato poco noto che Torino condivide con Vienna. È quello dei caffè storici, che nel capoluogo piemontese eccellono per numero, bellezza e storia: sono veri e propri salotti cittadini, anzi crocevia, ai cui tavolini si incontravano (e talvolta si incontrano ancora) intellettuali, giornalisti, aristocratici. Proprio a questo intreccio di cultura e sapori sarà dedicato l’appuntamento in programma lunedì 24 novembre alle 18.30 allo storico Caffè Pepino, in piazza Carignano 8 a Torino. L’occasione è la presentazione della monografia “Caffè & Locali storici di Torino”, ottavo volume della collana “Bellezze di Torino, blësse ‘d Turin” (edizioni Inspire Communication). L’incontro è promosso dall’Associazione Monginevro Cultura insieme all’Associazione Caffè Storici di Torino e del Piemonte, presieduta da Edoardo Cavagnino. Il libro, bilingue in italiano e piemontese, racconta in immagini e parole i caffè simbolo dell’eleganza sabauda: locali ancora in attività o scomparsi, ma rimasti impressi nella memoria cittadina. A condurre la serata sarà Sergio Donna, coordinatore del progetto editoriale, affiancato da alcuni coautori e dai fotografi Carla Colombo, Beppe Lachello e Vittorio Greco. Ad accompagnare il pubblico nel viaggio tra passato e presente ci saranno letture, aneddoti e poesie, impreziosite dalla presenza di figuranti in abiti d’inizio Novecento. Protagonista dell’aperitivo sarà naturalmente il vermouth di Torino, il vino aromatizzato che è diventato, negli anni, il simbolo dei caffè storici torinesi. La degustazione, al costo di 15 euro, è su prenotazione: segreteria@monginevrocultura.net, 011 0437207.

Inaugurazione di PIEDINY Il Nuovo Santuario del Benessere Pop

Inaugurazione di PIEDINY  Il Nuovo Santuario del Benessere Pop, Inclusivo e Genderless a Torino
Torino si prepara ad accogliere un nuovo spazio dove estetica, creatività e libertà d’espressione si fondono in un’unica esperienza: PIEDINY, il centro estetico e concept store nato dalla visione di Rosa Chemical e di sua madre, pronta a diventare la CEO e anima di questo progetto unico.
L’inaugurazione ufficiale si terrà domenica 9 novembre, dalle ore 18:00, in Via dei Quartieri 4A, nel cuore pulsante della città.
Un concept rivoluzionario
PIEDINY non è il classico centro estetico. È un luogo pop, colorato e irriverente, dove il benessere incontra l’arte e la cura di sé diventa un atto di identità. Pareti rosa shocking, dettagli visionari e un’atmosfera inclusiva e genderless fanno da cornice a un ambiente in cui tutti possono sentirsi liberi di esprimere sé stessi, senza etichette.
Gli ospiti dell’inaugurazione
L’evento vedrà la presenza di:
La madre di Rosa Chemical, CEO e mente creativa di PIEDINY
Rosa Chemical, co-fondatore e icona di libertà e stile
Pitta, 18K, Macello, Axell e numerosi altri ospiti speciali
Intrattenimento, musica e sorprese
L’atmosfera sarà scandita da un DJ set firmato da Camilla PNK, mentre i primi 50 ospiti avranno la possibilità esclusiva di ricevere un toothgem personalizzato da Beatrice Smile, celebre per le sue creazioni scintillanti.
Un evento imperdibile per la stampa, gli amanti del beauty e della cultura pop, che segna l’inizio di una nuova era del benessere a Torino aperta, ironica e senza confini di genere piedinyofficial@gmail.com

Enzo Grassano

Semi di vita, frutti di convivialità

A Villa Pasta di Burolo, l’8 e 9 novembre 2025, la due giorni dedicata ai fiori sostenibili e alla natura condivisa.

Un weekend per riscoprire il valore dei fiori come simbolo di rispetto ambientale e di bellezza autentica. È questo lo spirito di “Semi di vita, frutti di convivialità”, l’evento che si terrà l’8 e 9 novembre prossimo a Villa Pasta di Burolo, promosso dall’Associazione SlowFlowers Italy, con il patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Burolo.

SlowFlowers Italy nasce in Toscana e si ispira a movimenti internazionali presenti negli Stati Uniti e nel Regno Unito dove, già da diversi anni, ci si interroga sulla produzione di fiori da taglio. SlowFlowers Italy promuove una cultura del fiore etico, coltivato nel rispetto della stagionalità, senza pesticidi e composto senza uso di plastiche o spugne sintetiche. L’obiettivo è contrastare un’industria floricola globale ad alto impatto ambientale e restituire ai fiori la loro naturale spontaneità.

“L’associazione ha sempre organizzato i suoi incontri in Toscana, ma mi sembrava importante far conoscere questa filosofia anche al Nord – ha dichiarato Domenica Vittonatti, organizzatrice dell’evento – quando ho visitato Villa Pasta, ho sentito che poteva essere il luogo giusto: l’amministrazione comunale ha accolto con entusiasmo la proposta e da lì è nata questa avventura.Non si vende nulla. È un evento divulgativo, un laboratorio di idee e di esperienze. Arriveranno flower designer e coltivatori da tutta Italia per allestire spazi con materiali naturali, accompagnati da incontri, laboratori per grandi e bambini, momenti musicali, poetici e di danza.

Aprirà il professor Franco Fazio, con una riflessione su “un’idea di felicità sostenibile – ha concluso Vittonatti Chiuderemo invece con una conferenza sui giardini storici: un modo per valorizzare anche il patrimonio paesaggistico di Villa Pasta”.

“Desidero ringraziare Domenica Vittonatti per aver portato a Burolo l’evento ‘Semi di vita, frutti di convivialità’ – ha dichiarato il Sindaco di Burolo Franco Cominetto, promotore dell’iniziativa – quando, tempo fa, visitò Villa Pasta, mi propose di ospitare in Piemonte questa iniziativa nata in Toscana: un’idea che ho accolto con entusiasmo. È motivo d’orgoglio vedere il nostro paese diventare punto d’incontro per un progetto che unisce ambiente, bellezza e sensibilità etica. La tematica è attualissima: viviamo un periodo in cui le criticità ambientali ci impongono di riflettere sui nostri comportamenti quotidiani. Come il cibo, anche i fiori possono raccontare il nostro rapporto con la natura e segnalare i cambiamenti che la attraversano. Questa manifestazione ci invita a riscoprire gesti semplici e buone pratiche, da attuare in famiglia e nelle comunità, per costruire insieme un ambiente più sano e una qualità di vita migliore. Sono certo che, facendo rete, potremo davvero seminare un futuro più sostenibile per tutti”.

L’evento è realizzato in collaborazione fra Slowflowers, Comune di Burolo, Distretto del Cibo e del Vino del Mombarone Serra Morenica e Naviglio di Ivrea con il patrocinio della Regione Piemonte.

Mara Martellotta

India: qui il Caos diventa Luce

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C’è un momento, appena atterri in India, in cui tutto si ferma.

Non è il caldo che ti taglia il respiro, né l’odore acre di terra, spezie e fumo che sale dalle strade. È un istante sospeso, un battito che si arresta, quando capisci di essere entrato in un mondo che non obbedisce a nessuna delle regole che conoscevi.
L’India non ti accoglie. Ti travolge. Ti disarma, ti mette a nudo, ti costringe a fare i conti con l’essenziale.

Appena fuori dall’aeroporto di Delhi, un’onda umana ti avvolge: clacson che suonano ininterrotti, motorini che sfrecciano tra mucche e risciò, voci che si intrecciano, colori che esplodono in ogni direzione.
All’inizio cerchi di resistere, di trovare un ordine nel disordine. Poi capisci che non serve. L’India non vuole essere capita — vuole essere sentita.

In ogni città c’è un ritmo, una preghiera, un respiro collettivo che unisce miseria e grazia, fede e sopravvivenza.
Nei mercati di Chandni Chowk, le stoffe di seta si mischiano al profumo del cardamomo e dei fiori d’incenso. Le mani degli artigiani si muovono come in una danza antica, intessendo fili che diventano opere d’arte.
E mentre ti perdi in quel labirinto di vita, senti di essere parte di un disegno più grande, invisibile ma perfettamente armonioso.

A Varanasi, il tempo smette di scorrere.
All’alba, il Gange si tinge di luce dorata e migliaia di persone si immergono nelle sue acque per lavare il corpo e l’anima.
Sulle rive, altri accendono pire funebri, lasciando che la cenere voli leggera sull’acqua.
È una scena che ti spoglia di ogni certezza: la vita e la morte convivono, si guardano negli occhi, si accettano.
Non c’è paura, solo ritualità e accoglienza.
Lì, dove il sacro e il quotidiano si toccano, capisci che la spiritualità indiana non è una fuga dalla realtà — è il suo abbraccio più profondo.

Ogni gesto, in India, è un atto sacro.
Il saluto di un bambino, il sorriso di una donna che porta un cesto di fiori sul capo, la mano rugosa di un uomo che tinge conchiglie per il tempio.
Tutto è preghiera in movimento.

A Jaipur, la Città Rosa, il sole tramonta dietro i bastioni di arenaria, tingendo l’aria di una dolce malinconia.
A Mumbai, grattacieli e baraccopoli convivono come due facce della stessa anima: una che sogna il futuro, l’altra che vive nel presente eterno.
E poi c’è il Kerala, dove l’India rallenta.
Le backwaters scorrono placide tra palme e risaie, e ogni barca diventa un tempio galleggiante di silenzi e riflessioni.
È qui che comprendi quanto il Paese sia un mosaico di mondi diversi, eppure uniti da un unico spirito: quello dell’accettazione.

L’India è un grande specchio.
Ti mostra chi sei davvero, al di là delle maschere.
Ti insegna che la vita è fatta di contrasti, di caos e di grazia, di dolore e di festa.
E che la bellezza, spesso, nasce proprio dall’imperfezione.

Molti viaggiatori arrivano in India cercando risposte.
Ma l’India non dà risposte: pone domande. Ti obbliga a guardarti dentro, a mettere in discussione le tue verità.
Ti insegna la pazienza, la compassione, l’abbandono.
E quando impari a non resisterle più, lei si apre, come un fiore di loto che sboccia solo per chi sa attendere.

In un villaggio sperduto del Rajasthan, un vecchio sadhu mi disse una frase che non ho più dimenticato:
«Chi cerca Dio nelle stelle, non lo troverà mai. Ma chi lo cerca nel fango, lo troverà ovunque.»
Forse è questo, in fondo, il segreto dell’India: la capacità di vedere il divino nel quotidiano, di trasformare il caos in luce, di accettare la vita nella sua interezza, senza giudizio.

Quando lasci l’India, non sei più la stessa persona.
Il rumore, i colori, i profumi ti restano addosso come una seconda pelle.
Ti porti dentro una nuova consapevolezza: che la felicità non è un traguardo, ma uno stato dell’essere.
E che per trovarla, a volte, bisogna attraversare la confusione, la polvere, il disordine — fino a toccare il cuore pulsante del mondo.

In India impari che la vita non si spiega, si vive.
E che il caos, se impari ad ascoltarlo, può essere la più luminosa forma di verità.

Continua a leggere sul sito di Easy Nite
👉 https://www.easynite.it/india-il-viaggio-come-rinascita/

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Passidonice: dove l’eleganza si indossa ogni giorno

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Tra scarpe artigianali, calze Salentine e papillon in legno e vetro di Murano, Paolo Visentini racconta un’idea di stile autentico, fatta di passione e di artigianato italiano.

Nel cuore della moda italiana, dove la passione incontra la cura del dettaglio, Paolo Visentini — commerciante e anima di Passidonice — ha costruito un piccolo mondo dedicato all’eleganza autentica. Il suo negozio è una vetrina di stile in cui le scarpe artigianali sono protagoniste, accompagnate da accessori scelti con gusto e coerenza, simbolo di una filosofia che mette al centro la qualità e il saper fare italiano.

Abbiamo incontrato Paolo per farci raccontare la sua idea di eleganza e il valore che attribuisce al lavoro degli artigiani che collaborano con lui.

L’intervista

Paolo, com’è nato Passidonice e quale idea rappresenta oggi il negozio?

Passidonice nasce dalla voglia di proporre prodotti autentici, fatti con passione e competenza. Ho voluto creare un punto di riferimento per chi cerca scarpe e accessori che uniscano stile e qualità, privilegiando sempre la manifattura italiana.

Il negozio è conosciuto per la selezione di calzature e accessori. Come scegli i prodotti che proponi ai clienti?
Io non progetto collezioni, le scelgo. Mi piace scoprire e valorizzare il lavoro di chi produce con le mani e con il cuore. Le scarpe artigianali che propongo sono tutte fatte in Italia da maestri calzaturieri esperti, così come le nostre calze Salentine, che aggiungono un tocco di colore ed eleganza e sono realizzate da persone veramente competenti.

C’è però un accessorio che porti la tua firma diretta, giusto?
Sì, l’unica cosa che progetto e realizzo personalmente sono i papillon in legno. Nascono da una collaborazione con un artigiano di Venezia: insieme abbiamo deciso di fondere il legno con il vetro di Murano, creando un accessorio unico, che racconta una storia di manualità e di bellezza italiana.

Cosa distingue secondo te l’offerta di Passidonice nel panorama della moda?
La coerenza. Tutto ciò che propongo è rigorosamente made in Italy. Credo che il valore dell’artigianato italiano, fatto di esperienza e di passione, sia ciò che rende davvero speciale ogni prodotto. Qui non si parla di importazioni o grandi marchi, ma di piccole eccellenze che meritano di essere scoperte.

E per chi volesse conoscere meglio il mondo di Passidonice?
Il consiglio è semplice: venire a trovarci. Ogni accessorio ha una sua storia e un suo carattere. Alcune cose vanno toccate, indossate, sentite. Solo così si capisce davvero cosa significa scegliere la qualità e la bellezza del fatto a mano.

Passidonice è più di un negozio: è un luogo dove si respira autenticità, gusto e italianità.Con la passione di chi conosce da vicino il mondo dell’artigianato, Paolo Visentini celebra la tradizione del made in Italy attraverso scarpe, calze e accessori scelti per chi crede che l’eleganza inizi sempre dai dettagli.

Profili social 
Facebook:  Paolo Visentini
Instagram @passidonice
Dati recapito 
Via Barbaroux 5b
10122 Torino
Tel 349 390 74 74